“La stanza del silenzio degli innocenti”. La punizione come unica soluzione!

disabilitàChe frase; racchiude proprio la tanta disperazione e frustrazione dei genitori di tanti alunni disabili. Quasi da non credere che mamme e papà arrivino a chiamare così il luogo da sempre definito della crescita dei propri figli: sto parlando della “Scuola”. 

Siate sinceri: leggendo questa definizione di stanza avreste facilmente intuito che rappresenta la scuola? Non credo; a me sinceramente da l’idea di un luogo proprio brutto, dove non rinchiuderei neanche il mio peggior nemico. Potremmo addirittura aggiungere questo nuovo significato nei dizionari; ovviamente la mia è una provocazione.

La punizione come unica soluzione; infatti io la definirei la stanza della soluzione. Sì, perché indipendentemente dal nome della malattia, è comunque l’unica soluzione trovata dalle scuole, per il quieto vivere, per la tutela degli altri bambini “normali”, per non intaccare la reputazione dell’istituto… Attenzione, mi trovate d’accordo quando si dice che all’interno della scuola i bambini devono essere tutelati, quindi non alimentare atteggiamenti che possono mettere in pericolo i più piccoli, infatti i genitori stessi ci contano e anche io lo ritengo indispensabile. Come si dice: “Vi affido mio figlio e so che posso stare tranquilla”. Tutto ciò però non può avvenire a discapito di altri, altrimenti così facendo si commette lo stesso errore: quello in cui qualcuno si ritrova a non essere correttamente al sicuro.

Quello di cui parlo non è aria fritta e ci sono mamme e papà pronti a far sentire la loro voce. Storie di inserimento scolastico difficile a cui L’Agenzia del Redattore Sociale, La Repubblica, Il Messaggero,… e il nostro Senato della Repubblica hanno dato voce. Continua a leggere

Un nuovo modo di fare integrazione. Risultato? Disabili abili con la “street art”

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Mi dispiace per la nostra Italia, perchè l’evento che vi presento oggi è stato locale e non nazionale. Non è solo avvenuto nella mia città, Vigevano, ma vi è stato addirittura ideato e poi realizzato. La collaborazione è stata di tanti; hanno fatto un bellissimo regalo alla disabilità ed io ho pensato di contraccambiare a modo mio, con un bell’articolo. Mi vanto di questo evento, ma soprattutto della sua unicità, perchè vuol dire che sono riusciti a combinare i giusti elementi: persone, parole, cose, emozioni… Come un grande puzzle ben riuscito, incastrando tutti i pezzi in modo perfetto.

Finalmente posso dire che questa volta i soldi di Regione Lombardia sono stati spesi bene, grazie a “persone comuni”, con la dimostrazione che lavorando seriamente si possono usare bene i finanziamenti legati a degli importanti progetti. La politica non è tutta solo utopia, certo i fondi occorre sudarseli, ma va bene, così almeno si è sicuri di non sprecarli, di non investirli o farlo male o addirittura che vadano “smarriti”, come succede spesso. Persone comuni che hanno speso bene i soldi che hanno ricevuto e quindi un grande esempio per la politica, che demotivata il più delle volte fa dei grandi pasticci, non cavando un ragno dal buco. Qualche lezioncina si potrebbe dargliela, ovviamente gratuitamente, visto che è per il bene del Paese. Aprite gli occhi!

Voglio accompagnarvi alla scoperta di questo evento attraverso i vari step. Adoro l’idea che non è un una-tantum, ma un nuovo modo, per la mia città, di fare integrazione e confido nella possibilità che ogni altra realtà possa trovare il proprio modo, così da essere sì unici, ma con un tema comune, come “l’integrazione”. Forza, è una bella sfida per il nostro Paese e per le persone. Posso dirvi che non è stato tutto rosa e fiori, assurdo crederlo, ma ci sono state contestazioni e critiche. Portate un po’ di pazienza, perchè leggendo capirete tutto.

Partiamo da un bando promosso da Regione Lombardia nell’ambito della nuova Learning Week. Attività innovative di formazione , che sviluppano uno o più ambiti disciplinari e culturali. Una forma intensiva di 40 ore distribuite in 6 giorni offrendo diversi percorsi formativi ad allievi della scuola secondaria di secondo grado, a partire dal terzo anno. Ora vi dico quali sono i temi proposti così poi valuterete voi stessi se l’assegnazione è stata totalmente meritata. I temi proposti sono legati alla valorizzazione e salvaguardia del patrimonio culturale materiale ed immateriale, all’acquisizione di competenze legate a professioni creative ed innovative, come le produzioni audio-video o la green economy, alla conoscenza del patrimonio d’arte e di cultura della Lombardia ed all’acquisizione di nuovi linguaggi artistici e di multimedialità, in un’ottica esperienziale. Cinque le aree su cui delineare il progetto: l’area del successo formativo, l’educazione alla cittadinanza ed ai diritti umani, l’orientamento alla formazione e/o al lavoro, i bisogni educativi speciali, l’area della transnazionalità, in collaborazione con partner europei.

Ci siamo, i titoli c’erano tutti e il progetto è diventato realtà, con una prima e una seconda edizione, perché classificatosi al 65° posto su 413, con un punteggio di 85/90; scusate se è poco! Se lo sono meritati! Continua a leggere

“Una scuola che accetta da sempre i disabili; ora che è il turno di mia figlia: non c’è spazio”

L’alberghiero Greggiati di Poggio Rusco ha circa 600 alunni iscritti e nel corso degli anni ha accettato circa 60 disabili, provenienti anche da altre località; questo è quanto viene citato nel ricorso al Tar. La realtà dei fatti è che siamo davanti ad una ragazza diciassettenne, autistica, che non viene accettata; la sua iscrizione non viene garantita. Domanda più che lecita:“Dove è l’inghippo?”

I suoi genitori ancora non l’hanno capito; ha raccontarci questa storia è la Gazzetta di Mantova, che ripercorre e riporta lo sfogo e la battaglia legale di questa famiglia. La legge ha chiesto loro di pazientare fino al 30/9, data in cui il Tar è chiamato a dare una risposta in merito.

Nel ricorso sono specificate le spiegazioni del preside Giordano Pachera:”Abbiamo respinto l’iscrizione della ragazza per mancanza di spazi adeguati e perché non possiamo garantire la necessaria sicurezza. Ci troviamo in una situazione drammatica. Abbiamo due classi senz’aula e quella degli insegnanti l’abbiamo relegata in un magazzino senza finestre. Se andiamo avanti di questo passo dovrò bloccare le iscrizioni. Ho detto di no perché sono preoccupato delle condizioni della ragazza. La mia decisione è stata preceduta da numerosi incontri con la famiglia e con i suoi insegnanti di sostegno. Ce la siamo trovata iscritta nonostante gli accordi presi. A questo punto, poi, si pone un altro problema; quello della mancanza del diploma di terza media che lei non ha mai conseguito”. Viene anche sottolineato che da anni l’Istituto alberghiero persegue una politica di ampliamento e accoglienza, però ora come ora ci sono dei seri problemi.

I genitori parlano apertamente di discriminazione e violazione dei diritti dei portatori di handicap, previsti dal principio costituzionale di uguaglianza. La famiglia chiede al Tar che il provvedimento del preside sia dichiarato illegittimo e domanda anche un risarcimento del danno. Continua a leggere

Scuole che discriminano o disperate perchè sole davanti al “disabile difficile”?

Ennesima storia difficile o addirittura impossibile di integrzaione di un disabile all’interno di una scuola; ormai è abbastanza evidente che non dipende dalla collocazione geografica, perchè da tempo ha messo radici su tutto il territorio nazionale. Indifferenza generalizzata e altamente ramificata.

Qualche giorno fa La Stampa ci ha fatto conoscere una storia di Settimo Vittone e la protagonista è Anita, 15 anni, autistica. I problemi per Lei in questa scuola sono finiti perchè ha ottenuto il diploma e non la dovrà più frequentare. Sicuramente per la famiglia sarà un sollievo misto a dolore e delusione perchè comunque lì non era ben desiderata, ma il sospiro di sollievo più grande toccherà alla scuola, con la speranza nel cuore di avere, per i prossimi anni, più fortuna: “nessun disabile difficile”.

Chi sono i “disabili difficili”? Vale la pena riflettere sul fatto che nelle nostre scuole ogni anno capitano bambini e ragazzi più difficili degli altri, che sono diversi per carattere, indole, educazione e molto altro. Però noi abbiamo una aggravante in più: siamo disabili e talvolta la patologia che non ci siamo scelti ci porta ad essere o avere comportamenti che noi non abbiamo facoltà di scegliere. La realtà è che un qualcosa che non dipende da noi ci vincola la vita discriminandoci. Secondo voi un bambino eccessivamente capriccioso, ma non disabile, si troverebbe nella nostra stessa condizione, magari costretto a cambiare più scuole e avere sempre gli occhi puntati addosso?

Anita forse nella sua lunga vita troverà altri ostacoli e difficoltà legati alla sua disabilità e se non miglioreranno le cose sarà costretta a conviverci finchè sarà tra noi. Ma la scuola non può solo sperare e nemmeno solo lamentarsi, credo debba impugnare con forza il problema e mettere, con un certo fervore, le Istituzioni davanti alla realtà dei fatti. Continua a leggere

Si può avere paura di un bimbo Down? Danilo cacciato dal centro estivo.

down pericoloso“Si è trattato di un equivoco. Non volevamo attuare nessuna discriminazione, ma semplicemente non siamo attrezzati per situazioni del genere, che richiedono personale qualificato”. Questa è la risposta del responsabile del centro estivo Ottavia, Ivano M., un professore di educazione fisica delle medie con trent’anni di insegnamento sulle spalle. Queste le dichiarazioni riportate da Il Mattino.

Tutti gli anni, a giugno, terminate le scuole inizia la fase dei centri estivi per molti bambini, ma la verità è: non per tutti. Siamo alle solite; sono molto stanca che le nostre Istituzioni permettano e favoriscano il continuo ripetersi di discrimazioni a causa della totale incompetenza nel fornire il personale che infatti risulta inadeguato e insufficiente.

Aprite bene quelle orecchie: i bambini speciali ci sono e basta, vivono in questa comunità e quindi devono potersi inserire, unire e aggregare con i propri coetanei. Sono stanca di sentire dire che si trovano in una lista dove vanno spuntati ed eliminati; la cosiddetta lista nera. Mi sono stufata! Chi deve prendere in pugno la situazione? Assessore, sindaco o chi? Caro Comune di Roma:”Metti a disposizione il personale necessario, sapendo e prevedendo che potrebbero esserci bimbi davvero speciali o i centri li chiudi; se non sono “in” per i disabili automaticamente non lo sono neanche per i cosiddetti bambini comuni”. Volete davvero fare finta, ancora, che la disabilità non ci sia tra i bambini della società in cui viviamo? E poi credete davvero che questi bambini possono e devono stare solo a casa propria?

E’ il momento di parlarvi di questo bambino, Danilo di soli nove anni ma che a quanto pare è tanto temuto dagli “esseri umani”. Continua a leggere

Caro Premier: “La disabilità nelle scuole l’ha volontariamente trascurata?”

falso_invalido226Lo Stato, le Istituzioni mettono un grande impegno, lavorando in maniera coscienziosa, oculata, precisa nel mondo della disabilità; peccato che lo facciano nel senso sbagliato, diciamo che vanno contromano, in una direzione che è da violazione di tanti diritti e normative. Insomma, non siamo mai presenti nell’interminabile elenco delle priorità del bel Paese.

Mai disposti a spendere, investire e soprattutto a non discriminare e a dimostrarlo sono anche le numerose bacchettate della Unione Europea, che evidentemente non interessano a nessuno al punto tale di ritirarle in un cassetto. Il disabile non va bene qua, non va bene là, insomma avessero il coraggio di dircelo francamente: “Non vai bene, punto e basta!”.

Speriamo solo che, oltre a controllare le nostre condizioni di vita e devo dire lo fanno davvero male, direi un tentativo assai goffo e inesperto, non prendano l’assurda decisione di gestire la nostra mente, per pensare al posto nostro credendo di essere più bravi di noi. La vedo dura; li stupirebbe vedere che i nostri pensieri sono molto lontani da quelli di lor signori.

Dopo questa introduzione, a mio avviso necessaria, entrerei un po’ più nello specifico. Continua a leggere

Antonio, il nonno della “favola speciale” per bambini e famiglie.

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Le ultime notizie da “disabili abili” ci fanno sapere che Il Regno Unito ha scelto di introdurre nelle scuole il tema disabilità in una nuova forma: attraverso i libri. C’è la settimana della narrazione che punta a promuovere l’inclusione dei bambini con problemi fisici stimolando immaginazione e curiosità nei compagni.

Sono tanti i titoli che possono aiutare i genitori ad affrontare il tema della disabilità insieme ai figli, senza nè paure nè tabù. Tante belle storie da leggere tutte di un fiato.

Tra i volumi che verranno presentati nelle scuole c’è per esempio “Heads Up, Tim-Tron”, realizzato da “Children’s Trust”, un’associazione per i bambini con lesioni cerebrali, che narra la storia di un robot a cui piace giocare a calcio, che dopo aver segnato un gol sbatte la testa contro il palo e si ammala di paralisi cerebrale. Poi c’è “Amici di Haylee”, scritto e pubblicato dalla mamma di una bimba colpita da paralisi cerebrale, convintasi a scrivere dopo una fallimentare ricerca di testi che spiegassero semplicemente questa malattia. Mentre un altro aspetto lo affronta “Just because”, che racconta lo stretto rapporto tra un fratello minore e la sorella che sta sulla sedia  a rotelle, dimostrandosi un utile strumento per aiutare i fratelli di bambini disabili a capire e imparare i termini giusti per spiegare la disabilità anche agli altri.

Sono davvero tanti i tipi di personaggi che si possono incontrare; leggere le loro avventure e immedesimarsi in personaggi con disabilità. Sono d’accordo che può essere davvero di grande aiuto a chi la disabilità la vive, portando così il bambino a non sentirsi un extraterrestre, ma a vedere che tanti altri possono provare le stesse emozioni. Poi l’altro grande aiuto è alle famiglie, quelle che non vivono la disabilità con i loro bimbi e per questo ovviamente non gliene si fa una colpa, assolutamente, ma è ora che capiscano che un bambino disabile non è contagioso. Continua a leggere

La Ue deve sapere: comune ritiene indigeste le necessità di una bimba disabile curda

Ennesimo caso di diritto negato! Questa volta a quale toccherà? Passatemi una battuta: “Si accettano scommesse”.

-DIRITTO ALLO STUDIO-

Il Fatto Quotidiano da notizia di una bambina, disabile psico-fisica, di anni 12 che vive a Gagliato in provincia di Catanzaro e non può andare a scuola perchè il Comune non mette a disposizione un pulmino attrezzato per il trasporto dei disabili.

Il Sindaco, Francesco Fodaro, ovviamente si difende e tuona così:“Non c’è nessuna legge che impone il pulmino. Non abbiamo soldi. Devo andare a rubare?
“Caro Sindaco lungi da tutti noi chiederLe di commettere un reato. Ma è davvero sicuro che non ci sono altre soluzioni? E soprattutto, è certo di averle vagliate tutte?

Io un po’ di domande me le sono poste e altrettante considerazioni e spero che anche il Primo Cittadino, Francesco Fodaro, se le sia fatte.

Ma la tutela dei diritti non dovrebbe partire dal livello base della politica? Se già a livello locale nessuno ci tutela figuriamoci più in alto. Allora, mi chiedo se tutti i passaggi intermedi servono davvero a qualcosa. Evidentemente il Primo Cittadino non riesce a dare risposte concrete alle esigenze dei Suoi concittadini. Continua a leggere

Datemi la certezza che nessuno vorrà mai riaprire Auschwitz ai disabili!

Nel mio precedente articolo ho trattato il tema del nuovo Isee; anche altri blog se ne sono occupati, in particolare volevo segnalarVi “Disabilità senza barriere”. La mia amica Ilaria, che ne è la curatrice, ha ritenuto anche Lei interessante postare proprio l’articolo/lettera pubblicato su “Il Tempo”. Fino a qui nulla di anomalo se non fosse per un commento, scritto proprio su “disabilità senza barriere”, che la stessa Ilaria mi ha segnalato.
Andiamo con ordine; prima concedo a tutti la lettura di questo commento:

“Paola
30 gen 14 – 08:22
Intanto vorrei dire che il disabile non dovrebbe andare a spasso, stia a casa e aspetti biancaneve o il principe azzurro in carrozzina che la faccia volare sulle sue ali dorate. Il reddito di molti disabili è la causa di tutte le crisi mondiali, anzi credo la principale causa della crisi mondiale. Ci sono disabili che vogliono la macchina truccata e i costi sono di tutta la società. Ci sono disabili che vogliono l’assistenza a casa…ma dove siamo ai Caraibi. Il disabile vuole andare a scuola, ma a cosa gli serve? Non vorrà mica anche lavorare? e rubare il posto a uno che merita… Basta i disabili stiano a casa ripeto a guardare i cartoni animati che li immaginano Principini e Principesse. Paola (anch’io)”

– Senza parole – Continua a leggere

Caro Ministro Cancellieri:”Esiste il diritto di vessare un disabile cognitivo, che non riesce a testimoniare?”

Si può tentare un appello al Ministro Cancellieri; purtroppo so che farei prima con una telefonata ma sono sprovvista di numero personale. Forza Ministro ha la occasione di riscattarsi e aiutare un ragazzo, che ha davvero bisogno che una persona in alto e influente come Lei ponga in essere un Suo intervento. Dovrebbe solo leggere la storia di Manuel e la disperazione della sua mamma. Si renderà subito conto da sola che occorre fare in modo che anche Manuel veda i Suoi diritti tutelati e voglio sperare che questo non sia impossibile, anche per una alta carica come la Sua. La aspettiamo almeno per fare chiarezza. Scusi se la ho disturbata; mi sembrava davvero importante!

Ma dove siamo arrivati? Mi sembrava di avere capito che le persone più deboli avessero diritto ad una maggiore tutela, con una attenzione più particolareggiata e curata. Non pensavo assolutamente di non avere compreso nulla.

Il caso in questione oltre ad essere pubblicato sul Messaggero ha fatto il giro dei Tg; posso dire per fortuna, visto che questo ha permesso di portare a galla una violenza, che altrimenti sarebbe rimasta chiusa nei cuori delle persone che l’hanno subita.

Manuel, 19 anni, frequenta come tanti Suoi coetanei una scuola superiore di Vigna Murata, Roma; proprio all’interno dell’Istituto subisce già dal Suo primo anno vessazioni continue, forse solo perchè non in grado di difendersi. Infatti Manuel è affetto da disturbo cognitivo e credo, data la cattiveria e crudeltà riversata su di Lui, che questo aspetto ai suoi compagni non vada a genio. Continua a leggere