Bambini down da non partorire? E se diventasse una regola?

Questi sono i giorni delle polemiche nei confronti dello scienziato inglese Richard Dawkins. Parole scioccanti da parte di un uomo di scienza:“Amorale scegliere di partorire una creatura down; abortisci e prova di nuovo”. Ha provveduto subito a spiegare e giustificare la sua affermazione; infatti ha sottolineato che si è trattato solo di un “pensiero personale”.

Affermazioni forti che sinceramente suonano proprio come un consiglio. Anzi, prima delle scuse aveva, addirittura, rincarato la dose dicendo:”Ho consigliato quello che fanno quasi tutte le mamme incinte di questi bambini”.

Per prima cosa, spero che non siano poi tante le mamme che optano per l’aborto di fronte alla notizia di un bimbo down nel proprio ventre. So che devo rispettare le scelte degli altri, però non sarei onesta se non dicessi che sono assolutamente contraria a questa decisione estrema. Secondo, non vorrei che si paragonasse il procreare ad un gioco a premi: non hai vinto! Ritenta, sarai più fortunato! Sconvolgente!

Io non sono e non sarò mamma; la mia condizione di vita e salute mi ha fatto riflettere molto, portandomi alla conclusione, non egoistica, di non essere in grado di gestire “al massimo” un figlio, di non potergli dare il meglio, sia che nasca sano sia che abbia una qualsiasi disabilità. Forse nel mio caso è più semplice, perchè non mi trovo davanti alla scelta di portare a termine una gravidanza o no, infatti la decisione è a monte: non sarò mai in dolce attesa. Continua a leggere

“Cara mamma, hai scelto di abbracciarmi e volermi subito bene. Ti Voglio Bene!

Ho letto dal Gazzettino di Padova un articolo che mi ha colpito al cuore anzi, me lo ha fatto proprio lacrimare, ma questa volta di gioia. Una storia che dimostra a tutti che il “cuore” può ancora vincere su tutto, soprattutto se è quello di una mamma.
Una donna che sta per diventare mamma per la quarta volta e che la vita ha deciso di mettere a dura prova: dovranno nascere due gemelli ma uno affetto da sindrome di down. Non oso immaginare quanto fosse spaventata e che paura deve aver provato. All’inizio si è trattata di una paura che la spinta a credere e a pensare che la scelta migliore era un aborto “mirato”, sì per uno solo dei bimbi, quello malato.

Messa davanti alla pericolosità dell’aborto, da parte dei medici con i quali si è giustamente consultata, tanto da mettere a rischio anche l’altro bimbo e con l’aiuto di chissà quale altra forza, che è nata dentro di Lei, ha deciso di portare a termine la gravidanza e di voler gioire di quei due gemelli tanto amati da subito.

Io penso che questo bambino vorrebbe dire tante cose, così ho deciso di dargli voce pensando a quale messaggio potrebbe voler lasciare alla sua mamma e a tutti noi come insegnamento. Continua a leggere

Asl condannata nel 2010 a risarcire disabile; solo oggi pronta a dare acconto. Battaglia vinta o sconfitta infinita?

Questa è una storia che, proprio per la sua assurdità e incomprensibilità all’italiana, molti giornali e anche il Tg5 hanno deciso di portare a conoscenza di tutti. Non so se tutti l’avete vista ma io credo che valga proprio la pena di parlarne ancora. Il termine “storia” credo che non sia sufficiente e concorderete con me, al termine di questa lettura, che si tratta di un vero incubo nella difficile quotidianità di una famiglia.

A mio avviso, a far capire la gravità della vicenda sono sufficienti le parole di disperazione della famiglia che l’ha subita:” Presidente Napolitano aiuto!!! La Asl ha regalato a mio figlio l’invalidità totale e non paga i suoi debiti anche se condannata dai giudici. Io non ho più soldi per curarlo!!!”

Una frase che già da sola dice tutto. Ma entriamo un po’ più nel dettaglio così che anche Voi possiate trarre le giuste e personali considerazioni.

Siamo a Chieti e un padre si incatena davanti al Policlinico, con al collo un cartello con la frase sopra citata, per rivendicare un diritto che gli è stato riconosciuto dal tribunale parecchio tempo fa, nel 2010; ricevere dall’Asl un rimborso di 3 milioni e 300 mila euro ma sono passati 3 anni e mezzo e ancora nessuna somma ricevuta. Perchè attende questo risarcimento? Siamo davanti ad un brutto caso di malasanità; giusto per ricordarlo al nostro Stato, si tratta di quella sanità che in molte circostanze i nostri governanti definiscono ottimale e unica nel suo genere. Un figlio che ora ha 16 anni, ma che porta i segni di quel parto gestito, dati i risultati, in modo sbagliato con scelte non appropriate; tutto accertato dai consulenti durante il processo.

Durante la protesta questo papà viene ricevuto dal Direttore amministrativo dell’Asl; dall’incontro ne nasce un accordo per dare alla famiglia intanto un acconto di 3-400 mila euro per consentire al ragazzo di volare in America per le tanto attese cure, assai costose. Continua a leggere