Subisco sempre menefreghismo e maleducazione e ora ve lo racconto.

Per prima cosa desidero scusarmi con tutti i miei lettori per i miei giorni di assenza sul blog. Io li chiamo stop forzati, perchè legati ai malesseri che la malattia mi regala. So che ci sono dei lettori affezionati che si preoccupano delle mie assenze e questo mi fa piacere, tanto da sentirmi in dovere di tranquillizzarli e ringraziarli. Comunque anche se sono stata lontana dalla scrittura non smetto mai di riflettere, leggere, documentarmi e soprattutto ascoltare le abominevoli sciocchezze che i nostri governanti sparano ogni giorno. Da tempo ormai fanno a gara a chi la spara sempre più grossa; il primo premio, triste a dirlo, adesso spetta al nostro premier.

Purtroppo la mia condizione di disabile dipende completamente, purtroppo, dal menefreghismo e dalla maleducazione di questo paese. A volte mi chiedo come posso pretendere che il Governo mi porti rispetto e soprattutto mi veda, se non riesco neanche a coinvolgere i miei concittadini? Mentre lo Stato mette in atto continuamente una discriminazione mirata ai disabili, la maggior parte delle persone se ne frega della propria specie, quella umana, che dovrebbe essere intelligente, altruista, generosa, ma non lo è neanche lontanamente.

E’ tutto troppo frustrante e a volte mi fa perdere la voglia di investire le mie poche forze in una battaglia già persa a tavolino. Non raccontiamoci favole! Io non lo faccio, perchè sono realista. E allora vi starete chiedendo perchè insisto. Prima di tutto appoggio l’insistenza perchè ho la testa molto dura e da sempre quando mi metto in mente di fare qualcosa la devo eseguire bene o neanche la inizio. I risultati sono praticamente pari a zero, ma non ce la faccio ad abbandonare le generazioni future. Ebbene sì, lo faccio per i posteri; non potrei sopportare di essere anche in piccola parte la resposabile di diritti mancati, perchè non ho combattuto. Rispetto ai nostri politici io desidero stare in pace con la mia coscienza, dormire tranquilla e soprattutto quando non ci sarò più sapere, per certo, di avere dato il massimo in base a ciò che la mia malattia mi consentiva.

Con tutto questo mio discorso dove voglio arrivare? Ad un episodio, tra i tanti, che mi ha davvero scosso; forse perchè a furia di ingoiare e somatizzare ad un certo punto si sbotta, tanto da gridare:”E adesso basta!” Continua a leggere