Si può avere paura di un bimbo Down? Danilo cacciato dal centro estivo.

down pericoloso“Si è trattato di un equivoco. Non volevamo attuare nessuna discriminazione, ma semplicemente non siamo attrezzati per situazioni del genere, che richiedono personale qualificato”. Questa è la risposta del responsabile del centro estivo Ottavia, Ivano M., un professore di educazione fisica delle medie con trent’anni di insegnamento sulle spalle. Queste le dichiarazioni riportate da Il Mattino.

Tutti gli anni, a giugno, terminate le scuole inizia la fase dei centri estivi per molti bambini, ma la verità è: non per tutti. Siamo alle solite; sono molto stanca che le nostre Istituzioni permettano e favoriscano il continuo ripetersi di discrimazioni a causa della totale incompetenza nel fornire il personale che infatti risulta inadeguato e insufficiente.

Aprite bene quelle orecchie: i bambini speciali ci sono e basta, vivono in questa comunità e quindi devono potersi inserire, unire e aggregare con i propri coetanei. Sono stanca di sentire dire che si trovano in una lista dove vanno spuntati ed eliminati; la cosiddetta lista nera. Mi sono stufata! Chi deve prendere in pugno la situazione? Assessore, sindaco o chi? Caro Comune di Roma:”Metti a disposizione il personale necessario, sapendo e prevedendo che potrebbero esserci bimbi davvero speciali o i centri li chiudi; se non sono “in” per i disabili automaticamente non lo sono neanche per i cosiddetti bambini comuni”. Volete davvero fare finta, ancora, che la disabilità non ci sia tra i bambini della società in cui viviamo? E poi credete davvero che questi bambini possono e devono stare solo a casa propria?

E’ il momento di parlarvi di questo bambino, Danilo di soli nove anni ma che a quanto pare è tanto temuto dagli “esseri umani”. Continua a leggere

“Cara mamma, hai scelto di abbracciarmi e volermi subito bene. Ti Voglio Bene!

Ho letto dal Gazzettino di Padova un articolo che mi ha colpito al cuore anzi, me lo ha fatto proprio lacrimare, ma questa volta di gioia. Una storia che dimostra a tutti che il “cuore” può ancora vincere su tutto, soprattutto se è quello di una mamma.
Una donna che sta per diventare mamma per la quarta volta e che la vita ha deciso di mettere a dura prova: dovranno nascere due gemelli ma uno affetto da sindrome di down. Non oso immaginare quanto fosse spaventata e che paura deve aver provato. All’inizio si è trattata di una paura che la spinta a credere e a pensare che la scelta migliore era un aborto “mirato”, sì per uno solo dei bimbi, quello malato.

Messa davanti alla pericolosità dell’aborto, da parte dei medici con i quali si è giustamente consultata, tanto da mettere a rischio anche l’altro bimbo e con l’aiuto di chissà quale altra forza, che è nata dentro di Lei, ha deciso di portare a termine la gravidanza e di voler gioire di quei due gemelli tanto amati da subito.

Io penso che questo bambino vorrebbe dire tante cose, così ho deciso di dargli voce pensando a quale messaggio potrebbe voler lasciare alla sua mamma e a tutti noi come insegnamento. Continua a leggere

Stefano ha il volto deformato e gli viene negato il diritto di tagliarsi i capelli

Questa storia ha fatto davvero il giro del web; è rimbalzata ovunque, anche sui giornali perché ha veramente lasciato senza parole.
Ho deciso di dare anche io uno spazio a questa brutta esperienza perchè davvero rappresenta la barriera più pericolosa, invalicabile e che fino ad ora ha resistito ad ogni tentativo di abbatterla: quella del pregiudizio e dell’ignoranza.

Poi devo essere sincera, ci tengo particolarmente perchè Stefano, colui che ha subito e subisce da sempre il pregiudizio della gente, abita nella mia stessa città e mi sento in dovere di sostenerLo, proprio come faccio, attravero il mio blog, con le tante storie di vita che racconto.

Stefano Lanzarotti ha 37 anni, vive a Vigevano (PV) dalla nascita ed è stato vittima del solito pregiudizio delle persone. A causa di una malattia, purtroppo non curabile, Stefano ha il volto deformato, quindi ha una disabilità fisica importante. Malattia che ogni giorno gli impone di combattere con i numerosi dolori che questa malformazione comporta.

Qualche settimana fa ha pensato, a quanto pare “stupidamente” secondo alcuni, di potersi recare a tagliare i capelli, come chiunque altro. Mai avrebbe pensato che si sarebbe presentato un serio problema. La purrecchiera si è rifiutata di sistemarGli i capelli, perchè Stefano è una persona malata e quindi non ha dimostrato alcuna intenzione di garantirGli il servizio richiesto. Continua a leggere

La morte di Andrea: chi è il diverso? In realtà, ognuno di noi lo è!

Proprio in questi giorni, con la scomparsa di Andrea, si è tornati a parlare di “persone diverse”. Andrea ora lo conoscete tutti; è quel ragazzino che si è impiccato per colpa della parola magica: “diverso”. Più volte ho parlato di quelle che sono, a mio parere, le peggiori barriere: quelle sociali. Chi meglio di un disabile può capire Andrea; noi disabili siamo da sempre i diversi per eccellenza. Ogni volta in questo paese si aspetta il fatto ecclatante, che fa scaturire dibattiti e discussioni sul tema, e che in realtà solo per qualche giorno ci fa riflettere, poi ognuno per la propria strada, con una vita e dei pensieri propri.

Sicuramente gli specialisti, come psicologi e psichiatri, sono in grado di dare a tutti noi una spiegazione scientifica sul periodo adolescenziale, sull’autostima, sulla fragilità negli anni più difficili, per un giovane uomo o una giovane donna e sulla società. Senza dubbio vanno analizzati e valutati tanti aspetti, che per noi, persone comuni, possono risultare complessi. Il termine “diverso” non è stato coniato negli ultimi anni, ma è sempre esistito; la società in cui viviamo corre veloce, tutti ad inseguire stereotipi, qualcuno o qualcosa da idolatrare. La società ci travolge come una furia, come un torrente in piena fuori dagli argini e non tutti riusciamo a non affogare. Il mio pensiero è che tutti, per un motivo o per un altro, siamo diversi. Ormai di questi tempi, si identifica come diversa qualunque cosa che per alcuni non è “normale”. Per alcune persone, fuori dagli schemi è chi non cammina, è chi ha il volto sfigurato, è chi è down, è chi porta il vestito sbagliato, è chi non fuma, è chi non beve… E tutto questo a cosa porta? Continua a leggere