Cara Senatrice Guerra, le presento una mamma che combatte per amore di suo figlio!

caregiverIl caso dell’ISEE discriminatorio e vessatorio, per fortuna bloccato dal Tar del Lazio, mi ha permesso di conoscere la storia d’amore tra una mamma e suo figlio.

Lei è Chiara Bonanno è vedova ed è mamma di un ragazzo di 19 anni gravemente disabile ed è una delle promotrici del ricorso al Tar. Un altro “caregiver speciale” a tempo pieno, perché ha dovuto lasciare il lavoro; non è e non deve essere solo una figura, ma una persona in carne ed ossa, con sentimenti ed emozioni che esigono un primo piano. Sono consapevole che potrebbero non piacervi, perché crudi e reali, ma è proprio per questi motivi che meritano una inquadratura molto da vicino.

Mi sembra corretto donarle questo spazio, perché si è dedicata a pieno al problema di tanti e con tanti e poi rappresenta al meglio le reali condizioni della disabilità vista da un genitore. Io non sono un genitore e a parte immaginare come ci si possa sentire non posso realmente conoscere l’effettivo vissuto di questa figura familiare, perché non mi appartiene. Per capire vediamo le problematiche da una altra angolazione, anche se è vero che il risultato non cambia, ma viene analizzato da una altra prospettiva importante. Ho letto, con lacrime e rabbia, direttamente dall’Agenzia di Redattore Sociale, questa lettera e voglio condividere con voi il suo sfogo, legato alla difficile vita di suo figlio, che è rivolto alla senatrice Maria Cecilia Guerra. Continua a leggere

Datemi la certezza che nessuno vorrà mai riaprire Auschwitz ai disabili!

Nel mio precedente articolo ho trattato il tema del nuovo Isee; anche altri blog se ne sono occupati, in particolare volevo segnalarVi “Disabilità senza barriere”. La mia amica Ilaria, che ne è la curatrice, ha ritenuto anche Lei interessante postare proprio l’articolo/lettera pubblicato su “Il Tempo”. Fino a qui nulla di anomalo se non fosse per un commento, scritto proprio su “disabilità senza barriere”, che la stessa Ilaria mi ha segnalato.
Andiamo con ordine; prima concedo a tutti la lettura di questo commento:

“Paola
30 gen 14 – 08:22
Intanto vorrei dire che il disabile non dovrebbe andare a spasso, stia a casa e aspetti biancaneve o il principe azzurro in carrozzina che la faccia volare sulle sue ali dorate. Il reddito di molti disabili è la causa di tutte le crisi mondiali, anzi credo la principale causa della crisi mondiale. Ci sono disabili che vogliono la macchina truccata e i costi sono di tutta la società. Ci sono disabili che vogliono l’assistenza a casa…ma dove siamo ai Caraibi. Il disabile vuole andare a scuola, ma a cosa gli serve? Non vorrà mica anche lavorare? e rubare il posto a uno che merita… Basta i disabili stiano a casa ripeto a guardare i cartoni animati che li immaginano Principini e Principesse. Paola (anch’io)”

– Senza parole – Continua a leggere

Caro Papa Francesco:” Gesù potrebbe mai negare un sacramento ad un disabile?”

Caro Santo Padre, mi chiamo Lena, sono io stessa disabile, affetta da Sclerosi Multipla e i miei occhi e le mie orecchie vedono ogni giorno una miriade di diritti negati. Le scrivo perché c’è una vicenda che io definirei surreale e senza una logica, che credo debba esserLe sottoposta. Non Le nascondo che sono tanti i sentimenti che hanno attraversato la mia mente e il mio cuore: rabbia, stupore, delusione, sofferenza, incredulità…

E’ la storia della piccola Roberta Del Monte di San Fele, Basilicata, e di tutta la Sua famiglia pronta ovviamente a non farLe mancare alcun sostegno; papà Donato, mamma Mirella e una sorella maggiore. Famiglia che cerca di far avere a Roberta una vita dignitosa; come è giusto che sia.

Il Quotidiano della Basilicata ha pubblicato un sunto della lettera di sfogo e denuncia che questi genitori hanno inviato a Lei, Papa Francesco, per capire la ingiusta discriminazione subita dalla figlia. Alla bambina è stato negato di ricevere, insieme agli altri bambini, il Sacramento della Comunione.

Caro Papa Francesco:” Ma è davvero possibile, per la chiesa e quindi per i servitori di Dio negare un sacramento che stringerebbe di più il già forte legame, di Roberta, con Gesù? Caro Padre so che nella vita terrena non vi è una risposta per tutto però, sono fiduciosa e credo che il Padre supremo che abbiamo sulla terra, ben rappresentato dalla Sua persona, mandatoci da Gesù per guidarci e intercedere con Lui, possa aiutarci a capire”.

Non voglio però soffermarmi solo al fatto in sé ma, preferisco raccontarLe un po’ di Roberta e dei suoi cari nel vivere ogni giorno una tremenda malattia e delle spiegazioni e giustificazioni espresse dagli uomini di Dio. Continua a leggere