Tavolini sui posti dei disabili! Pizza o aperitivo possono davvero vincere sui diritti degli invalidi?

Occupandomi spesso di barriere architettoniche mi ritrovo a cercare notizie, a leggere storie e situazioni che le riguardano. Così, il Tempo.it mi ha proposto una notizia interessante: un bel nuovo modo di occupare i posti auto riservati ai disabili.

Ristoranti e bar che da un lato vogliono dare un bel servizio al cliente, per avere un certo riscontro negli incassi e dall’altra danno un importante, azzarderei notevole, disservizio ad una categoria dimenticata: i disabili. 

L’articolo in particolare parla di Roma, la capitale e il suo centro storico con i suoi locali. Ristoranti che si sono appropriati dei posti auto per i disabili davanti al proprio esercizio, per realizzare un area tavolini per far mangiare all’aperto. Quando ho visto le foto sono rimasta a bocca aperta; lo ammetto non pensavo che l’uomo, perché trattasi di persone come me, potesse arrivare a tanto.

Credo che si possa definire:“FURBATA”; in tutta sincerità non credo che sia solo un vizio o vezzo, dipende dai punti di vista, della capitale d’Italia, anzi credo che cercando a fondo ciò accada in maniera abbastanza diffusa e sistematica lungo tutto il nostro stivale.

Non credete che valga la pena soffermarci un po’ e fare una bella analisi di ciò che succede sotto il nostro naso? Un argomento che mi fa davvero imbestialire! Ormai cari lettori sapete che io amo riflettere, quindi penso: forse quella con gli atteggiamenti sbagliati sono io e forse sono troppo pignola. Però poi, per fortuna, tiro un sospiro di sollievo, perché passato il momento di smarrimento torno in me e realizzo subito che è ciò che ho intorno ad andare al rovescio. Posso solo ammettere che l’arrivo della disabilità mi ha reso molto più attenta, critica, pignola e devo dire che non mi dispiace.

L’applicazione delle tante leggi di questo paese hanno seriamente bisogno di una bella dose di perfezionismo, ma la cosa scioccante è che esce solo menefreghismo e superficialità legati all’unico scopo di portare a termine un interesse proprio, nello specifico economico. Ero ancora una bambina quando ho cominciato ha sentire la mia nonna che mi diceva:”Il mondo è spartito male; chi troppo e chi niente”.

La cosa che più mi sbalordisce è che era così quando avevo 8 anni e oggi, con i miei 35 di bagaglio sulle spalle, non posso fare altro che constatare che è semplicemente ancora così anzi, mi azzarderei a dire: “peggiorato”.

Sono ogni giorno più schifata e vi assicuro che è dura andare avanti a testa alta. E’ ridicolo, ma sono arrivata ad avere vergogna delle persone e del mio paese; non dovrei sentirmi io in un assurdo e imbarazzante difetto e invece sono ancora io, come molti altri disabili, a camminare a testa bassa.

Certe persone credo che tocchino davvero il fondo se per apportare un beneficio a sé, alla propria attività, debbano per forza farlo a discapito di altre persone, che come loro meritano e cercano di sopravvivere e nello specifico caso vivono in una situazione di svantaggio, a causa della loro salute, che li ha purtroppo abbandonati.  Possibile che sia davvero questa l’unica soluzione?

Con questo nuovo modo di colpire la poco libertà rimasta a un disabile si è proprio toccato il FONDO. Non bastavano i posteggi selvaggi e menefreghisti, anche solo per lo shopping, negli stalli a noi riservati, adesso ci si allarga proprio. Qualunque cosa è più importante di noi. Chi o cosa permette tutto questo schifo?

Anche di fronte a questo caso bisognerebbe dire: basterebbe far rispettare le leggi; ma chi ci guadagna da questo mancato rispetto? Il fatto è che ognuno guarda il proprio e fa il proprio interesse. Per far rispettare un diritto ci vogliono le leggi, ma a cosa servono se non vengono imposte come tali? Gli esercenti a quanto pare preferiscono pagare le contravvenzioni che rispettare le regole di tutti; sicuramente questo onere viene completamente coperto dagli incassi maggiori legati a quei bellissimi tavolini all’aperto. Poi ricordiamolo che non guasta: la pedana è occupazione di suolo pubblico e non ci sono “se” e nemmeno “ma”.

Il perseverare nell’infrangere la legge dovrebbe portare a punizioni in ascesa, non credete? Mi dispiace dirlo, ma o si capisce che si deve rinunciare a una fetta della torta oppure forse niente torta, quindi locale chiuso fino a che non rispetterà le norme (intervento degli uffici preposti). E’ un concetto che ho già espresso per dire che molti locali ci vietano l’ingresso perché inaccessibile; situazione assurda perché probabilmente questi nuovi posti esterni potrebbero in realtà risultare accessibili però a nostro discapito. Vedete come è semplice? Gioca sempre tutto a nostro sfavore!

Oppure per una volta i clienti potrebbero esserci un po’ complici e perché no optare per i tavoli all’interno lasciando gli esterni vuoti in quanto abusivi. Pura utopia, però sarebbe bello. Provate a pensare che per noi quella pizza potrebbe davvero essere indigesta! Una vera protesta della collettività; ci vorrebbe! Forse l’unico modo è colpire nel portafoglio di chi volutamente fa il FURBO!

Ho il diritto di pretendere il rispetto delle regole, dei diritti oppure sono solo una pazza visionaria solo per il fatto che lo penso? Cerco di prendere quello che posso da questa assurda vita, ma ogni giorno vengo messa davvero alla prova; tante porte in faccia, tanta ignoranza, tanta indifferenza e menefreghismo assoluto. Mi fa impazzire l’idea che non esiste una via di mezzo: a quanto pare i disabili o li ami o li eviti e tutti sono a posto con sé stessi. Non abbiamo la pretesa di piacere a tutti, come chiunque; non si amano per forza tutti, però il rispetto è diventato una pretesa per noi, un traguardo da raggiungere, che dovrebbe essere per tutti.

 

 

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10 risposte a “Tavolini sui posti dei disabili! Pizza o aperitivo possono davvero vincere sui diritti degli invalidi?

  1. Buongiorno.
    Cara Lena, le mamme degli imbecilli, sono perennemente incinte e ancora una volta assistiamo a fatti che confermano la mia tesi. Per comportamenti del genere, non servono parole ma fatti concreti. Se parcheggio la mia auto, in uno spazio riservato ai disabili, giustamente prendo la multa e mi vengono decurtati i punti sulla patente. Come è possibile che un locale possa piazzare i tavolini su uno spazio riservato, senza che nessuna Istituzione se ne accorga ? i casi sono due. O il titolare del locale, paga una tangente alla Polizia Municipale, o la stessa opera in malafede. Ma stiamo parlando della capitale, una città già coinvolta in operazioni mafiose e spesso, con il coinvolgimento di politici. Pensare che personaggi del genere, portino rispetto ai disabili, mi sembra irreale. Come comportarci in situazioni del genere ? semplice. Si portano tre o quattro auto di disabili e si parcheggiano vicino ai tavoli del locale. Il più vicino possibile. E si attende la reazione del titolare. A questo punto, dovrà per forza intervenire, chi di dovere. Non credi ? hai ragione quando affermi che certa gente andrebbe colpita nel portafoglio. Io sono più propenso al dolore fisico. Quattro bastonate sulla schiena e una prognusi di almeno due mesi. Sono certo che al ritorno al lavoro, il posto riservato ai disabili, sarà sempre libero. Questa è una certezza. Purtroppo la prepotenza di certi imbecilli, merita il dolore fisico. Se la usassimo per chi si comporta in modo sbagliato, ti garantisco che il paese sarebbe migliore, sotto tutti i punti di vista. E risolveremmo una volta per tutte, il problema del sovraffollamento delle carceri. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  2. Ciao Lena !
    ancora una volta porti alla luce la maleducazione e i problemi della nostra società.
    Concordo con Carlo. Multa salata e chiusura per almeno un mese

    ciao
    giuseppe

    • Ciao Giuseppe, non sai quanto vorrei essere orfana di questi accadimenti e invece li tratto soffrendo molto. Purtroppo sembra che le multe non spaventano più e non sono più il deterrente giusto.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena

  3. Non vi siete posti la domanda: e se fosse tutto in regola con tanto di permesso di occupazione suolo pubblico. Ciò sarebbe possibile se l’area di cui si parla nell’articolo fosse in una zona chiusa al traffico veicolare in determinate ore del giorno. Ciò permetterebbe al Comune di “affittare” gli spazi o in questo caso le aree di sosta utilizzate dai veicoli, agli esercenti gli esercizi commerciali, visto che comunque in un’area pedonale, neppure i diversamente abili possono transitare con le auto.
    Cordiali saluti

    • Ciao Marco, ci tengo a precisare alcune cose. Mi auguro di cuore che l’eventualità da te esposta non si verifichi, perché ciò significherebbe che qualcuno avrebbe rilasciato un permesso di occupazione suolo pubblico sugli stalli per disabili. Inoltre io so che nelle zone a traffico limitato le auto con contrassegno disabili e con a bordo un disabile possono transitare e posteggiare negli stalli riservati e addirittura anche fuori dalle strisce delimitanti e riservate purché non intralci la circolazione.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena

  4. Caro Marco,

    quando una persona ha SERI problemi a deambulare e non solo in carrozzina, il bastone, la macchina o la sedia a rotelle diventano le sue gambe.
    Quindi è permesso nelle zone pedonali entrare con l’auto, altrimenti l’altra soluzione sarebbe quella di far stancare come un mulo una persona in stampelle o con uso di bastone e vari problemi e che non per forza è su carrozzina.
    Detto ciò a mio avviso la disumanità diventerà presto legge, vinceranno solo i bulli, i ricchi e i prepotenti.

  5. Buonasera.
    @ Marco
    Caro ononimo, ma cosa stà dicendo ? lei ha le idee leggermente confuse. Primo, un disabile può tranquillamente entrare con l’auto in una zona pedonale. Io stesso, ho accompagnato un disabile a fare una visita specialistica a Milano in via Dante, zona rigorosamente pedonale e dopo avere mostrato il contrassegno a un vigile, sono entrato e ho parcheggiato l’auto sotto il portone. Secondo. Come può il Comune di una grande città, affittare uno spazio riservato ai disabili ? come minimo la cosa finirebbe in tribunale. Quello che è successo, non può essere in regola. C’è il p… di turno che ha sbagliato e questo personaggio deve pagare. Ma il primo a pagare, dovrebbe essere il Sindaco che, non ha preso nessun provvedimento nei confronti di un emerito imbecille. Finiamola di tutelare chi sbaglia volontariamente. In altri paesi, ti giocavi la licenza del locale e molto probabilmente, finivi dietro le sbarre.
    Cordialmente.

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