Regalo per i 18 anni: Disneyland; ma niente treno per un ragazzo disabile.

Siamo di nuovo alle solite: l’ennesimo treno che lascia a piedi un disabile. Le ferrovie come al solito non soddisfano esigenze e richieste di una persona disabile.

Addentriamoci di più nella trafila fatta per scongiurare, per una volta, l’inevitabile, che invece è da sempre previsto e sempre in agguato. Noi ci crediamo alla eccezionalità, carichi di fiducia, che tutto volga al meglio, ma poi in una frazione di secondo qualcuno smonterà molto velocemente il bel sogno ed ecco che la frittata è servita e si compie la solita discriminazione.

E’ Il Giornale.it a farmi conoscere il treno notturno “Thello” che collega direttamente Parigi e Milano. E’ lui il treno del diritto negato!

La direzione francese impedisce alle persone con disabilità di caricare sul treno la sedia a rotelle, manuale e non, dichiarando che è nel rispetto delle sicurezza ferroviaria.

Mi sta bene la tutela dell’incolumità delle persone a bordo, sono d’accordissimo sulla sicurezza da rispettare, anche perché troppe volte è una priorità scavalcata e si verificano tragedie su cui, dopo, si può solo piangere e arrabbiarsi con il sistema che se ne frega. Però, attenzione alla parola “rispetto”, che non sfoci in “discriminazione”, perché la linea di demarcazione è sottile e quasi sempre la si supera. Occorre trovare delle soluzioni in maniera attenta e oculata, perché nessuno venga escluso e quindi discriminato.

A questo punto vediamo quale è stato il problema.

A raccontare la vicissitudine è mamma Valentina, che come regalo per i 18 anni di suo figlio Simone, aveva deciso di donargli una vacanza a Disneyland, non potendo gratificare con il motorino o la patente, visto che lui è costretto in carrozzina per una disabilità motoria.

La famiglia di Simone ha pensato che il treno Thello facesse al caso loro; partire la sera da Milano per risvegliarsi a Parigi il giorno dopo sarebbe stata la soluzione ottimale. Subito è stato detto loro che su questi treni possono viaggiare solo carrozzine manuali e non quelle elettroniche, in quanto non c’è spazio per tenerle. In verità, però, anche con le carrozzine manuali ci sono complicazioni, visto che la larghezza ridotta dei corridoi impedisce il passaggio e quindi non permettono di raggiungere in carrozzina lo scompartimento assegnato. I problemi non finiscono qui, perché non esiste neanche il bagno attrezzato e allora è la mamma stessa ha dichiarare:” Mi dovrò organizzare io portandomi il pappagallo per poter far fare pipì a Simone”. Insomma un treno che esclude i disabili in tutto, anzi direi che non li ha proprio previsti come possibili passeggeri.

Sembra proprio che Simone non sia destinato a prendere quel treno. La mamma di Simone era disposta a stivare la carrozzina in luogo diverso, tipo la carrozza ristorante o dovunque ci fosse spazio; questa una soluzione contemplata anche da Trenitalia. La Direzione commerciale italiana di Thello afferma quanto segue:“ Se si tratta di una carrozzina standard, sia manuale che elettrica, di larghezza massima 650 millimetri, la risposta è sì, può essere caricata a bordo e stipata nel vestibolo; la “luce” utile delle porte di salita di queste vetture è infatti di 670 mm, quindi l’accesso sarebbe possibile. In caso, invece, la larghezza fosse superiore a quella della luce delle porte, non sarebbe possibile caricarla”. Permettetemi di sottolineare che esprimendosi e quindi agendo così si va a mettere in atto la discriminazione della discriminazione; capito cosa intendo? Ma loro avranno compreso che agiscono in modo davvero scorretto?

Le Ferrovie francesi spiegano quanto segue:“ La valutazione della richiesta, sotto il profilo del rispetto della sicurezza ferroviaria, impedisce purtroppo di concedere un’autorizzazione ad installare nel vestibolo, per tutta la durata del viaggio, un oggetto che impedisca la libera circolazione dei passeggeri. Ciò, anche ammettendo che sia tecnicamente possibile caricare la carrozzella a bordo (larghezza della carrozzella 65 cm, larghezza della porta di salita 66 cm)”.

A quanto pare la competenza commerciale è dei francesi, quella tecnica degli italiani; quindi sembrerebbe una gestione a metà, ma sulla carrozzina, a quanto pare decidono i francesi. Io direi che entrambi, in un rapporto di stima reciproca, possono lavorare insieme e collaborare per una unica soluzione; la sicurezza e la accessibilità devono essere uguali in Italia come in Francia, notare entrambe nell’Unione Europea, per abili e disabili. Sarà mica il caso che intervenga l’Europa a sistemare tutto questo gran pasticcio? Soprattutto viste le gravi carenze strutturali che portano ad una concreta discriminazione, che alla Convenzione Onu e alla carta dei diritti non piacerà. Prima della sonora strigliata converrebbe intervenire e agire con progetti concreti da attuare nell’immediato.

Io credo che sia semplicemente scandaloso che un servizio pubblico come il trasporto ferroviario, in questo specifico caso, permetta solo ad alcuni di salirvi sopra ed escluda completamente una persona che non rappresenta lo standard; ma chi o cosa rappresenta lo standard?  Sono stanca della parola “standard”, si potrebbe definire simbolo di mediocrità e per tanti è diventata una scusa da propinare quando le circostanze, roventi, lo richiedono; l’azienda ferroviaria deve puntare a garantire al “top” il servizio a tutti, perché va ricordato che è a pagamento, anche salato e sempre in aumento, senza la presenza di alcuna miglioria; di prove a dimostrazione di questo ce ne sono parecchie, lungo tutto il nostro “Stivale”.

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5 risposte a “Regalo per i 18 anni: Disneyland; ma niente treno per un ragazzo disabile.

  1. L’azienda ferroviaria è pur sempre un azienda e dunque fa i suoi comodi e basta!,il resto chi se ne frega come al solito!.Se avessi una macchina adeguata lo porterei io a eurodisney,ma purtoppo solo questa hò.Siamo sempre quì a parlare di un mondo moderno e tecnologico fatto di cellulari con cui puoi pagare i conti o aerei sempre più lussuosi ma quando si arriva alla disabilità………………….beh son tutti inorriditi di sentire o vedere certe situazioni come questa!.La verità è chiara come il sole e in questo mondo fatto di estetica tecnologia o conquista dello spazio,non si riesce o vuole far sorridere un bambino!.Io sinceramente vorrei aiutarli tutti i bambini e magari lavorarci attorno a loro,ma purtroppo con la mia depressione anche se curata,sarei etichettato come non capace di stare con loro.Magari ho un vantaggio rispetto alle persone normali,ed è quello di non essere capito come non sono capiti loro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!.Quindi vorrei sfruttare questo vantaggio ma non posso perchè nessuno e ripeto nessuno me ne da la possibilità!!!!!.

  2. che le ferrovie italiano fossero solo apparenza e niente sostenza gli utenti lo sanno gia da tempo, a meno che tu non sia un VIP (=very indecent people) e che ti accaparri tutto un salottino -pagato da noi ovviamente-.
    Una ennesima dimostrazione di cattiva volonta da parte di un ente che dovrebbe fornire un servizio PER TUTTI indistintamente
    unennesimo atto di discriminazione in un paese in cui una costituzione ,in fase di calpestamento continuo, dichiara che tutti abbiamo gli stessi diritti. Finche ci saranno queste caricature di politici e questi individui egoisti che pensano solo ai loro interessi non potra che essere così. Tutta la mia solidarieta, sentita e non a parole, a quello che identifico come un insultato da una azienda servizi incapace di fare il suo lavoro.Che degrado rispetto alla FFSS di 40 anni fa!

  3. Buongiorno.
    @ Lena Sarcinella.
    Le mamme de gli imbecilli, sono perennemente incinte. Questi personaggi vorrebbero farci credere che, una sedia a rotelle va a intaccare la sicurezza ferroviaria ? oltre che a essere imbecilli, sono anche bugiardi. Un atteggiamento del genere, meriterebbe una denuncia al Tribunale Europeo ma, purtroppo come tutti sappiamo, ci vuole una montagna di soldi e un sacco di tempo. Come ho già detto in altre occasioni, bisognerebbe usare il buon senso e l’onestà, doti che purtroppo, non esistono più. Negare a un disabile, l’uso di un treno è semplicemente assurdo. L’arroganza dei francesi è cosa risaputa e nonostante vogliano farci credere di essere superiori a noi, personalmente sono dell’idea che, di strada devano farne ancora tanta. E ci considerano, nostri cugini ? sono felice di sapere che, non ho parenti francesi. Questa vicenda, si può tranquillamente riassumere in una parola sola. Ipocrisia. La politica francese è ormai da anni, favorevole all’integrazione con il mondo Islamico e il paese, ormai quasi completamente musulmano (l’Italia lo sarà molto presto) ha voluto dimostrare, difronte al mondo intero, che la Francia è un paese attento alle problematiche della gente che quotidianamente, invade il paese transalpino. Allo stesso tempo però, non riconosce i problemi di un disabile e nega allo stesso, un diritto sacrosanto. Ho usato la parola ipocrisia ma, avrei dovuto usare aggettivi molto più coloriti. Stiamo parlando di un paese civile, purtroppo l’idiozia delle istituzioni è pari a un paese del terzo mondo. Non che il nostro paese, sia messo meglio della Francia. Gli atteggiamenti che usiamo verso il disabile, non sono certo migliori di quelli usati dai nostri confinanti. Cara Lena, purtroppo la Tua e la nostra lotta quotidiana, contro le ingiustizie nei confronti dei più deboli è e sarà inesorabilmente in salita. Scusa se dico questo ma, non vedo una vera partecipazione da parte di chi dovrebbe tutelare, gli stessi disabili. Purtroppo, dietro al mondo dei disabili, non esiste un vero e proprio business. Cosa diversa, per quanto rigurda gli imigrati. Per loro, attenzioni a non finire e ovviamente, diritti mai acquisiti. Questo è il risultato, gli Italiani, ormai cittadini di serie B. Infami e parassiti, alla guida del paese. W l’Italia !! un abbraccio.
    Cordialmente.

  4. Ah scusate se ho detto bambino e mi scuso con lui perchè non avevo letto la sua età,se fosse per m’è aiuterei tutti i bambini ma………………………….forse perchè sono ancora un bambino a 42 anni ahahahahhah.

  5. Spero che Simone abbia tutta la fantasia per immaginare un mondo diverso, come quello dove “lo zoppo salterà come fa il cervo”… ma fino ad allora sarà per lui, come per ogni disabile privo di mezzi – soldi e potere – la classica lotta contro i mulini a vento…
    Un brutto modo per diventare maggiorenne. Spero che la vita gli sorrida in altri modi… come ha sorriso a me.
    Ma per questo dovrà trovare la forza e il sorriso dentro di se.
    Che la vita gli consenta di godere dell’amore della sua famiglia per tutto il tempo possibile.

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