Disabile che fa’ uno “sgambetto” ad un altro disabile! Il “Fattore Umano” interviene.

Cari amici lettori , non avrei mai pensato di ritrovarmi qui a scrivervi di un disabile a cui è stato negato un diritto da parte di un altro disabile. Spero che sembri anche a voi una barzelletta e soprattutto mi auguro che nessun altro abbia subito questo.

Avreste dovuto vedere la mia faccia! Sì, perché per una volta non sono stata uno spettatore passivo, ma attivo; secondo voi perché? La protagonista di questa “assurda” vicenda sono io.

Ho scelto di condividere con voi la mia triste, ma soprattutto inaspettata, esperienza.

E’ giorno di mercato e prima di andare a fare la spesa ho deciso di passare allo sportello bancomat dell’ufficio postale per, ovviamente, fare un prelievo di contanti. Sembra tutto ok, nel senso che sono serena di non trovare ostacoli, perché per una volta, stranamente, sono certa che non ci sono barriere architettoniche e l’ufficio è davvero accessibile alle persone che, come me, si trovano in carrozzina.

Dal momento del rifacimento del manto stradale c’è l’attraversamento pedonale, che nella parte terminale ha lo scivolo per permettermi di salire sul marciapiede, ma… Purtroppo, avvicinandomi sempre di più mi sono accorta che questa volta poteva esserci un problema.

Infatti ad occupare e quindi ricoprire le strisce pedonali c’è una macchina, che ovviamente ostruisce lo scivolo per la salita. Il mezzo occupa quindi le strisce, ma anche metà dello stallo riservato al veicolo di un disabile. Talmente tanta la delusione che non ho guardato più di tanto la macchina, ma l’ho subito collegata al fatto che il proprietario poteva essere un cliente della Posta. Ho pensato ad una permanenza breve e quindi ad una mia attesa altrettanto corta. Invece non è stato così.

Ho scelto di spostarmi, sempre giù dal marciapiede all’altezza dell’ingresso dell’ufficio nell’attesa che il possessore del mezzo uscisse per ricordargli che dovrebbe posteggiare dove il codice della strada non lo vieta. Un via vai di persone, me niente di fatto e   resto in attesa; notare che ogni volta mi riprometto di chiamare i vigili per un bel verbale e per far rimuovere la macchina, con il fine di lasciare un segno indelebile e fastidioso per disincentivare il menefreghismo e poi… lascio prevalere il buonismo che c’è in me.

Mancava solo di essere filmata e poi potevo sembrare l’interprete adatta della nuova trasmissione “Fattore Umano”. Ho visto scorrere davanti ai miei occhi tante persone, chi per prelevare, chi per pagare una bolletta, chi per chiedere una informazione. e mi sono accorta di non rientrare minimamente nel loro campo visivo. “Il Fattore Umano” l’ho incontrato personalmente solo due volte e vi assicuro che di persone ne sono passate.

Il primo è composto da due ragazze che mi chiedono se possono aiutarmi a portare sul marciapiede la carrozzina ed io, come mi capita spesso, posso solo ringraziare, perché la carrozzina elettrica, dotata di due motori, anche nella funzione manuale è davvero pesante da spingere, nonostante io sia un grissino. Le ho ovviamente ringraziate e di loro spontanea volontà, una volta all’interno dell’ufficio, hanno fatto presente ad un cassiere che ero bloccata fuori, perché l’accesso era ustruito da una macchina mal posteggiata.

Purtroppo non è servito, perché se il proprietario era all’interno era proprio sordo, del tipo:” Io mi faccio i fatti miei e non ascolto neanche ciò che ad alta voce viene detto all’interno dell’ufficio postale”.

Non ci speravo davvero più, pensavo di dover abbandonare l’idea di prelevare, per mettermi di nuovo in viaggio verso un ufficio più lontano, con sportello accessibile, ma nella speranza di non trovarlo fuori servizio, come può facilmente accadere. Voi potreste dirmi che potrei prelevare direttamente alle casse, ma per questo occorre sperare che l’ufficio sia accessibile; ci sono circostanze in cui bisogna avvalersi di un intermediario, un passante, per avvisare all’interno che il disabile sta fuori nell’attesa che abilitino l’entrata e poi c’è il problema “precedenza”, che praticamente non è mai garantita (se per sbaglio qualcuno o il cassiere ti fanno passare il resto della cosa insorge e non è un bello spettacolo). E poi dicono che prelevare al bancomat è una operazione davvero veloce; la realtà per un disabile è ben diversa, infatti potrebbe facilmente diventare una odissea.

Ma ecco che all’improvviso arriva  “Il Fattore Umano” che fa la differenza; è sbucato all’improvviso. Un signore che si ferma, mi chiede se ho bisogno di aiuto e io gli faccio notare che a causa di una macchina posteggiata male non posso accedere all’ufficio postale. Lui osserva la macchina e poi decide di entrare al posto mio. Le porte erano aperte quindi sento che ad alta voce fa un annuncio specificando l’intralcio della macchina con tanto di modello, colore e targa e un cassiere sottolinea l’avviso. Tutto tace, fino a quando questo “angelo” esce e dietro di lui due signori che osserviamo avviarsi verso l’autovettura in questione.

Voi direte che la cosa si è conclusa qui e invece con mia grande sorpresa no. Di solito devo sbrogliarmela io e far notare all’automobilista che doveva posteggiare meglio per non intralciare il passaggio delle altre persone. Invece, non ho dovuto sprecare la mia voce e le mie forze perché il mio “Fattore Umano” ha deciso di approfondire la questione e quindi di andare fino in fondo con l’aiuto che aveva deciso di darmi.

Per prima cosa ha chiesto al guidatore come mai non avesse risposto all’appello dentro la Posta e poi se era davvero il caso di posteggiare lì e in quel modo. Non ha dato delle vere e proprie spiegazioni, ma ha tagliato corto chiedendo semplicemente scusa. Il mio “difensore” non era affatto soddisfatto quindi lo ha invitato a spiegare meglio l’accaduto e soprattutto lo ha esortato a scusarsi direttamente con me, perché io ero lì in carne ed ossa e lui si comportava come se non esistessi.

A quel punto è intervenuto il secondo uomo, il passeggero; era un signore che aveva una certa difficoltà nel camminare e ci ha tenuto a precisare che anche lui era disabile e anzi ha sottolineato che era ridotto piuttosto male; insomma a deciso di giustificare così il comportamento del suo accompagnatore. “Il Fattore Umano” però non si è trattenuto e ha replicato dicendo che l’essere disabile non giustifica l’essere irrispettosi e maleducati, anzi a rigor di logica avrebbe dovuto capire meglio la situazione; io direi:”Non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te”.

Questa discussione mi stava preoccupando, perché avevo paura che degenerasse in violenza, in quanto non sai mai chi hai di fronte e anche io molte volte ho rischiato prendendo la situazione di petto; ne sono consapevole. La frase conclusiva del mio “Angelo”  è stata:”La guardi, vuole forse fare cambio con la signorina?” e l’uomo disabile ha risposte semplicemente:”Forse sì! Sì”.

I due uomini se ne sono andati a bordo della loro macchina e io senza parole ho ascoltato “l’angelo custode” che si scusava con me per l’intervento così acceso, ma ci teneva a sottolineare che lui non tollera questi comportamenti, atteggiamenti nelle persone. Ancora incredula l’ho ringraziato, ci siamo salutati e se ne è andato.

Ancora adesso penso a quanto l’atteggiamento di quell’automobilista sia stato davvero inutilmente e ridicolmente sbagliato; ma se accompagnava un disabile perché non ha semplicemente posteggiato nello stallo riservato ai disabili? Me lo sono chiesto allora e continuo a farlo. L’unica spiegazione che voglio darmi, come consolazione, è che forse quando è arrivato la vettura davanti alla sua era, a sua volta, posteggiata male; non lo saprò mai, perché quando sono arrivata c’era lo spazio vuoto davanti alla sua macchina.

Mi ha fatto stare male sentire che quell’uomo avrebbe fatto a cambio con la mia disabilità. Senza conoscermi, senza sapere nulla di me, cosa pensava che io avessi più di lui? Un quesito che non troverà mai una risposta. “Il Fattore Umano” voleva solo sottolineare che sono una ragazza giovane intrappolata in una grave disabilità.

Di tutta questa assurda mattinata, un aspetto mi ha davvero colpito e lo porterò sempre nel cuore: l’uomo che mi ha difesa non ricordo assolutamente di averlo visto uscire dalla posta e nemmeno entrarvi dopo l’accaduto. Quindi non credo che non dovesse accedere all’ufficio e allora posso solo pensare che ha fatto una deviazione verso di me; ha fatto una variante al suo percorso solo per venire in mio aiuto. Sono contenta di questo e sono sincera nel dire che non mi è mai capitato di incontrare una persona così “umana”.

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4 risposte a “Disabile che fa’ uno “sgambetto” ad un altro disabile! Il “Fattore Umano” interviene.

  1. Buongiorno.
    Cara Lena è un piacere risentirti. Il tuo commento, ancora una volta, spiega in modo molto chiaro e esaudiente, cosa stà succedendo a questo mondo oramai alla deriva. Stiamo, o meglio abbiamo perso tutti quei comportamenti che, ci hanno lasciato in eredità, le generazioni passate. Quando le parole, educazione e rispetto, erano la regola fondamentale, per il quieto vivere. Sentire un disabile che, trovandosi in una posizione di assoluto torto, con arroganza e maleducazione, si scontri con un suo pari, mi sembra una cosa improponibile. Una cosa è certa. Anche nel mondo della disabilità, esistono persone intelligenti e comprensive, sopratutto dotate di un’ infinita educazione ma, purtroppo ci sono veri e propri idioti che pensano di essere, i padroni del mondo intero. Anni fa, mi è capitato di avere un diverbio con un non vedente. Ho urtato innavertitamente questa persona e dopo averle chiesto scusa, mi sono sentito apostrofare in maniera veramente incredibile. Se nonavessi usato il buon senso, non so come sarebbe finita. Tutto il mondo è paese. La mia età, mi porta inevitabilmente ad analizzare un concetto. Perchè, molti anni fa, queste cose non succedevanoo meglio, succedevano molto raramente ? l’educazione e il rispetto per il prossimo e sopratutto per i disabili era la regola. Quando ero ragazzo, spesso mi capitava di vedere ragazzi della mia età, aiutare gli anziani ad attraversare la strada e lo facevo anch’io. Oggi le persone vengono investite sulle striscie pedonali e spesso ci lasciano la vita. Non ho più visto un ragazzo, aiutare un anziano ad attraversare la strada, ormai da anni. E questo comportamento, la dice sicuramente lunga. E’ cambiato il mondo. Ognuno di noi, pensa esclusivamente a gli affari propri. La scuola è diventata un luna park, hanno abolito il servizio militare, il paese è allo sfascio e dulcis infundo, siamo schiavi del dio denaro. Sono tutte cose che, cambiano i sentimenti di una persona e contemporaneamente, il suo comportamento. Se me lo permetti cara Lena, vorrei aggiungere un’altra cosa. L’italiano, ha bisogno di vivere con la regola del “Bastone e la carota.” Siamo un popolo abituato a usare la libertà, in modo sbagliato e di conseguenza, approfittiamo della situazione, per comportarci come meglio ci piace. Ai tempi del Fascismo ( e qui mi tirerò addosso l’ira di molti lettori) l’educazione era la regola fondamentale e chi si comportava in modo strano, veniva giustamente punito. Oggi, se un bimbo, si comporta molto male e tu genitore, ti permetti di darle uno schiaffo, passi dei seri guai. Tutto questo, per l’imbecillità di qualche burocrate che, ha pensato bene di condannare chi, insegnava ai figli, come si stà al mondo. Uno schiaffo, non ha mai fatto male a nessuno. Purtroppo, questi sono i risultati di anni di totale menefreghismo da parte di un sistema che, predilige il completo caos. E non dobbiamo meravigliarci se oggi un disabile, viene deriso e picchiato da due ragazzi. O peggio ancora, due disabili che, rischiano di mettersi le mani addosso. Questa libertà di comportarsi in modo anarchico, l’abbiamo offerta loro, su un piatto d’argento. Un abbraccio.
    Cordialmente.

  2. Non è l’unico forse ad avere il “fattore umano”,perchè l’umanità non si conquista ma bensì è tua dalla nascita ed io ne ho tanta!,forse troppa stando al parere di chì mi conosce.Forse l’accompagnatore credeva che il suo assistito fosse l’unico disabile al mondo!…………………….almeno fosse così.

  3. Ciao Lena
    Essere disabili non significa automaticamente essere persone più sensibili ai problemi dei propri simili. Anche tra noi ci sono gli “squali”, gli approfittatori, insomma i soliti egoisti. E ancora una volta, raccontando le tue avventure, mi mostri che il fattore umano, quello che fa la differenza, è caratterizzato da valori e motivi che vanno al di là dei problemi fisici.
    Concordo con il discorso di Marco quando scrive delle carenze educative e formative sia familiari che scolastiche. È il risultato della rivoluzione morale del ’68 e dell’assoluto relativismo che genera caos.
    Le persone con cui ho scelto di vivere, fanno proprie le parole citate da te… con una differenza piccola ma sostanziale: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”.

  4. Buonasera.
    @ Graziella Roggiolani.
    Sono felice nel constatare che, ogni tanto (non sempre) le nostre idee si incrocino. Ha detto molto bene, la rivoluzione morale e culturale del 68′ ha portato il paese, nell’assoluto caos e tutto questo,ha portato un intera generazione a dimenticare, il significato di rispetto e di educazione. Purtroppo sarà quasi impossibile, il ritorno alla normalità e credo fermamente che, più andremo avanti, peggio sarà. Starà a noi e alle generazioni future, cambiare questo atteggiamento ma, la cosa non sarà facile. Cara Graziella, come lei sa bene, sono ateo per scelta ma, se devo essere sincero, sarei molto felice nel vedere un essere superiore, ribaltare questo porco mondo. Purtroppo sono solo fantasie e con quelle, non si va da nessuna parte. Una cosa è sicura come il sorgere del sole. Di eterno, non esiste nulla e questo mondo ipocrita e corrotto, non farà certo eccezione. Prima o poi, tutto questo passerà alla storia. Magari noi non lo vedremo ma, sono sicuro che, un vero cambiamento ci sarà. Nessuna forza al mondo, può fermare il sorgere del sole. Parole sante. Buona serata.
    Cordialmente.

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