Anno nuovo, trasporto ferroviario vecchio. Ora ci pensa l’Europa! Brinderemo?

trenitaliaVoglio dare a tutti voi il mio personale benvenuto nel nuovo anno; tutti insieme lo salutiamo con l’enorme speranza che sia finalmente l’anno buono, sotto tanti aspetti. Sarete d’accordo con me che queste mie parole sono un rito e nulla di più. Purtroppo il frastuono dei festeggiamenti non ci distoglie da quella che è la realtà.

E’ stato molto interessante leggere che la Commissione Europea si è espressa in merito al miglioramento dell’accesso ai viaggi ferroviari per le persone disabili. Direi addirittura affascinante tutto il ragionamento e le considerazioni fatte. Ancor di più perchè poco prima avevo letto di una disavventura personale, verificatasi il 3 gennaio; è proprio il caso di dire:“Ben arrivato nuovo anno!”.

Allora io partirei dal caso personale, così giusto per fare il punto della situazione di ciò che accade davvero con regolarità, nella quotidianità dei disabili.

A parlarne è Alessandria News, perchè il protagonista della vicenda è un loro collaboratore, Simone Labate, conosciuto dai lettori come l’esperto delle previsioni metereologiche.

Ecco a voi la sua storia.La decisione di rientrare da Torino a Novi Ligure. Il giorno prima si è recato all’ufficio informazioni per assistenza disabili per prenotare la carrozza apposita per trasporto carrozzine con la relativa assistenza. L’addetto con gentilezza e soprattutto professionalità era molto rammaricato nel communicargli che alla stazione di Novi Ligure il carrello elevatore era fuori servizio da parecchio tempo, nonostante fosse stata aperta la segnalazione al riguardo, quindi una volta raggiunta la stazione di destinazione di Novi Ligure non avrebbe potuto scendere.

Così ha optato per la domanda più logica; se era possibile scegliere la discesa in altre stazioni, comunque non molto lontane dalla destinazione iniziale, per esempio Arquata e Serravalle. Sorpresa: in queste stazione addirittura pedana non presente. Di male in peggio in quanto a servizio.

Ecco che gli è stata proposta l’unica soluzione possibile: arrivare alla stazione di Alessandria per poi tornare indietro. Nessuna possibilità di scelta, quella l’unica soluzione alternativa al problema.

Fino ad Alessandria tutto ok, ma poi da qui con quale mezzo arrivare a Novi Ligure? Pensava, giustamente fosse garantito un mezzo alternativo come un pulman e invece niente se non un taxi, con una corsa al costo di 50 euro.

Nessuna possibilità di scelta, ma bensì vincolato ad una unica e sola alternativa: un taxi. Questo è l’eccellente servizio? Non oso immaginare nei giorni delle festività dove i convogli sono pieni, le corse magari ridotte, oppure in presenza di scioperi o avverse condizioni metereologiche. Ricordo che gli anni passano, ma i disservizi restano, anzi si stanno già moltiplicando a dismisura.

Speriamo che per questa malsana gestione non ci siano dirigenti e burocrati a cui spettano, perchè regolarmente previsto, premi o bonus per la ottima gestione di tutto il sistema. Capirete il perchè me lo chiedo; in Italia succede molto spesso. E poi lor signori dovrebbero valutare bene prima di applicare per l’anno nuovo il solito aumento tariffario. Io sinceramenre pretenderei un impeccabile servizio per un elevato costo del biglietto.

Simone una volta arrivato a Novi Ligure ha deciso, a rigor di logica, di sporgere un reclamo scritto con allegati i biglietti (il proprio e quello dell’accompagnatore) e la ricevuta del taxi con la più che che ovvia richiesta di rimborso integrale della cifra spesa, per il disservizio subito dalle Ferrovie dello Stato. Ovviamente pratica inoltrata, ma con esito titubante e tempistiche, riportate dall’addetto, di un mese o due.

Le speranze di Simone sono quelle di tanti come lui in sedia a rotelle e di chi non lo è, ma subisce comunque dei disservizi. Sembrerebbe però che l’Unione Europea abbia finalmente delle risposte per noi.

A partire da gennaio 2015 i treni del sistema ferroviario di tutta Europa saranno accessibili a tutti i cittadini disabili. Nel mese di dicembre, l’ufficio che si occupa di Trasporti della Commissione Europea ha dato il via ad una campagna di miglioramento dell’accesso alla rete ferroviaria per i disabili (e non) nei 28 Paesi dell’Unione.

Cosa dite è il caso di tranquillizzare il nostro amico Simone dato l’imminente stravolgimento delle vecchie abitudini per quelle nuove e assai corrette, come normalmente doverebbe essere? Quindi finalmente lo rassicuriamo che vicende come la sua non si ripeteranno più, né per lui né per altri? E’ una bella promessa, è un bell’impegno e pare che l’Europa se lo voglia prendere. Ma l’Italia come si pronuncerà? Se la caverà con le solite promesse?

Caspita, dovremmo già stappare lo spumante, ma l’esperienza mi insegna che è meglio andarci cauti, molto. Io non posso parlare per gli altri 27 paesi dell’Unione, ma per il mio sì. Il fatto è che se non ce la si fa è solo perchè non si vuole, non interessa e non è una priorità. Perchè non cominciamo a ritenerci una emergenza, come quella dei profughi, della immondizia, del terremoto. No, non credo che funzionerebbe dato che le emergenze che ho elencato sono ancora tali e senza via di uscita. Anzi, dopo gli ultimi accadimenti ci siamo accorti che da certe problematiche ci si può arricchire, senza però di fatto risolvere nulla. Il rischio è proprio quello; diventare fonte di ricchezza per qualcuno, accaparrandosi tutto e lasciando noi nel solito LIMBO SCHIFOSO. Uno squallore che davvero SCATENA TUTTO IL MIO RIBREZZO.

Nuove regole in arrivo! Ma pensate davvero che il nostro paese si spaventerà per delle regole nuove? Non credo proprio. Sino a quando non si colpirà direttamente qualcuno e soprattutto i suoi soldi, nessuno metterà in essere il senso del dovere e della responsabilità. Ricordiamocelo anno 2015 e i trasporti sono un argomento davvero penoso, nel vero senso della parola.

La Commissione adotterà in contemporanea nelle varie sedi una serie di specificazioni tecniche per interoperabilità (TSI); queste nuove regole semplificheranno le specifiche tecniche richieste in una stazione e saranno estese in tutta Europa.

Le TSI (specificazioni tecniche per interoperabilità) vengono adottate in accordo con la direttiva n°57 del 2008 e definiscono gli standard tecnici e operativi che devono seguire i treni in tutta Europa. Fra i requisiti richiesti: sicurezza, affidabilità, disponibilità, salute, protezione ambientale, compatibilità tecnica, traffico e applicazioni telematiche per i passeggeri. I miglioramenti in ambito di accessibilità, inoltre, seguono anche le linee guide dettate del Regolamento 1371/2007 che raccoglie i nuovi diritti del passeggero.

“Ad essere adattati saranno sia i treni che le stazioni: gli indicatori di superfici saranno obbligatori e verranno aumentate le porte più larghe che permetteranno l’ingresso e l’uscita delle sedie a rotelle. Sarà previsto un minimo di luce sui convogli e delle rampe nelle aree in cui si potrà viaggiare con la sedia a rotelle”.

Anche l’Europa si è accorta che la non fruibilità dei treni ne impedisce l’utilizzo per tutte le categorie, in maniera più accentuata per i disabili. Tutto il sistema assai complesso non invoglia e quindi disincentiva all’utilizzo del trasporto ferroviario.

Dopo avervi mostrato per l’ennesima volta la realtà, cosa dite, in Europa saranno consapevoli che le problematiche sono davvero toste, radicate e soprattutto su larga scala e non a macchia di leopardo? Spero proprio che non restino solo parole, sull’ennesimo foglio di carta, che suonano come il solito ritornello che ormai da tempo non fa altro che stonare.

 

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5 risposte a “Anno nuovo, trasporto ferroviario vecchio. Ora ci pensa l’Europa! Brinderemo?

  1. Buon anno anche a te. Mi ritrovo però, come nel 2014, a scrivere : cosa commento con un articolo così esaustivo e, purtroppo, reale? Posso solo chiedermi, al di là di banali osservazioni circa l’autonomia, come mai, i treni del Trentino e relative stazioni, siano molto più funzionali delle nostre?.
    il 23.12.14 MN-TN con un “treno”, TN-MN con un TRENO ! pulito, dotato di pedane e personale che, avendomi visto, si è offerto di portarmi il pacchettone che avevo con me. Il bello è che, quell’addetto era di Napoli ed ivi residente e lo avevo già visto sulla tratta ma, fino ad una certa regione era una persona poi, con la presenza del capotreno simil-tedesco, un’altra. Strano! A questo punto vien proprio da dire “Paese che vai, gente che trovi”.. eh, sì, il Trentino pare essere proprio un altro Paese (per i disabili).

  2. Buonasera.
    Ciao cara Lena. Auguri a te e a tutti quelli che seguono questo blog. Speriamo che l’anno appena iniziato, sia migliore ma, da come è iniziato, sembra proprio che non lo sarà. Ho letto con molta attenzione, l’incresciosa vicenda capitata a Simone e la mia delusione e credo quella di tutti voi è sicuramente un dato di fatto. Non voglio soffermarmi e puntare il dito sui veri responsabili di tutto questo. Ormai sono mesi che ne parliamo e tutti noi, sappiamo bene chi sono. Spendere parole perun gruppo di parassiti e corrotti, credo che non ne valga più la pena. Vorrei limitarmi a commentare il titolo di apertura. “Ora ci pensa l’Europa ?”. Se il nostro paese, in questi anni, non è stato capace di migliorare la vita di un disabile, come possiamo pensare che, l’Europa se ne occupi ? dopo i fatti di Parigi, le priorità, sono diventate altre. L’ UE è chiamata a risolvere un problema, molto più grave e importante e credo che, tempo per dedicarsi ad altro, non ce ne sia. L’abbiamo voluta chiamare, Unione Europea ma, credo che, anche l’ultimo degli imbeccili, abbia capito che di unito, non ci sia proprio nulla. Ognuno fa quello che vuole e molto spesso ci impongono, se respirare o trattenere il fiato. E la prova di tutto questo è dato dal fatto che, da quando siamo entrati in Europa, siamo diventati, l’ultima ruota del carro. Mia cara Lena, pensare che, personaggi del genere, si daranno da fare per migliorare le nostre strutture è pura follia. Vorrei dire due parole a Mario 2. Il Trentino, lo conosco molto bene, quando avevo le possibilità andavo a sciare e spesso mi chiedevo se fossi ancora in Italia. Loro hanno scelto di vivere, come i Tedeschi e come tali, l’educazione e la severità, contraddistingono da sempre la loro regione. Basti pensare che, i loro impianti di risalita sulle piste da sci, sono dotati di seggiolini riservati ai disabili.
    Cordialmente.

  3. @marco: come ricorderai, sono un istruttore sport disabili. Nell’Altopiano del Brentonico, Passo Coe, c’è una scuola di sci per disabili. Lì ho avuto il piacere di conoscere i “colleghi”. Persone di un’umanità indicibile. Ho fatto, come istruttore, qualche discesa con loro per 2-3 giorni in quanto ero lì in vacanza con i miei figli e mi han fatto collaborare ogni giorno affidandomi un ragazzo down (già bravo). Di posti riservati, lì, non ve ne sono ma dovessi vedere che struttura di ricovero che hanno! tutto finanziato dalla Regione attrezzatura compresa ed impianti gratis! Il disabile (psichico) fa la fila come gli altri, quello fisico passa nella corsia dei maestri, rallentano l’impianto…insomma..tutto perfetto!

  4. Buonasera.
    @ Mario 2
    Siamo sicuramente su un altro pianeta. Cultura e mentalità sono da paese teutonico. I soldi che,incassa la Regione, vengono usati per cose serie e ben difficilmente, qualcuno se li mette in tasca.Il fatto che il disabile, abbia a proria disposizione, servizi che, da noi sono un sogno, praticamente irrealizzabile, credo che tutto questo, faccia la differenza. Politici onesti e attenti ai reali bisogni della comunità. Non è una cosa così tanto difficile da realizzare. Basterebbe avere la voglia e l’onestà per farlo.
    Cordialmente.

  5. UUUUUUUUHHHHH cerrrrto che ce la faremo, nei millenni prossimi di sicuro. Gia i treni pendolari fanno letteralmente schifo (ma chi se ne frega dei pendolari) anche i disabili chiedono di andare in treno ? Ma vedi che rottura un ulteriore problema…..
    Eppure una volta le ferrovie FUNZIONAVANO ed avrebbero immediata risposto alle richieste non della cee ma anche delle associazioni dei disabili. Oggi sono de private di ogni logica di servizio.

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