Agli amici animalisti:”Sono un disabile con un cane; in spiaggia dentro lui e fuori io?”

caneProprio perchè mi occuppo di tematiche “reali” legate alla disabilità potete credermi quando vi dico che ogni anno vengono sottoposte alla mia visione tantissime campagne di sensibilizzazione. Volete sapere quale è il tema? Le barriere architettoniche nelle spiagge.

Tantissime proposte concrete, impegno, volontà da parte di associazioni e quindi persone che lottano per l’indipendenza e l’uguaglianza dei disabili anche in vacanza. Qualcuno malignamente starà pensando:”Le vacanze? Frivolezze”. Mi dispiace deludervi ma non è così; non è questione del se è o meno frivolo ma bensì per chi lo è! Ogni volta il risultato sembra essere sempre lo stesso, visto che sul nostro territorio il giusto servizio è ancora a macchia di leopardo. L’altro colpo al cuore è dato dal fatto che ad accorgersi delle disparità sono sempre le persone comuni e non le istituzioni che dovrebbero interagire con gli operatori del settore. Lo so che siamo alle solite, stessa minestra, il pensiero comune:”Chi se ne frega!”

Si lotta tutto l’anno e poi eccoci qui,  arriviamo al giro di boa: l’estate. Siamo davvero pronti? Finalmente ci siamo e possiamo andare dove vogliamo? L’illusione in fretta si trasforma in delusione, cioè realtà. Non possiamo ancora scegliere liberamente; la prassi è individuare le località dove c’è totale accessibilità, senza poter assolutamente pensare se era lì che volevo andare e quindi se mi piace veramente.

Ho appena letto sull’Espresso un interessante “caso”, un esempio di discriminazione verso i disabili. Avevate scelto come località di villeggiatura Sabaudia? Mi sa che c’è qualche problemino.Il litorale laziale invita tutti a fargli visita, anche ai cani dato che ha inaugurato il bau beach. Ma pare non proprio tutti. Per i disabili non c’è posto. Allora al Comune, che ha fatto tante promesse mai mantenute, mai realizzate con interventi concreti chiedo:“Siamo troppo ingombranti? Siamo troppo pochi quindi non ne vale la pena di mobilitarsi un pochino? Forse numericamente sono di più le persone con un cane che quelle con un disabile al seguito? Non abbiamo chiesto un trattamento economico di tipo gratuito, quindi comincio a pensare che i nostri soldi proprio non sono buoni, neanche in tempi di crisi. E se fosse perchè il nostro aspetto deturpa il paesaggio?

Le domande che ho posto ammetto che sono proprio da brivido ma ho comunque la speranza che le risposte non lo siano altrettanto. Farò bene a sperare in positivo?

La locale associazione “Beatrice”, con il suo presidente Fabrizio Ghiro, che è impegnata nella tutela dei portatori di handicap e delle loro famiglie, nei giorni scorsi, dopo aver fatto 90 minuti di anticamera senza poi riuscire a parlare col Sindaco del progetto di un lido a misura di disabile, ha protocollato in Comune una lettera-diffida indirizzata al primo cittadino di Sabaudia, domandandogli se è intenzione dell’Amministrazione ghettizzare i disabili, spostando il sito in luogo ove non viene toccata la sensibilità e gli interessi altrui e quali siano le differenze tra la spiaggia per i cani e quella per i disabili, che impediscono a questi ultimi di avere gli stessi diritti. I disabili sono pronti a chiedere, mi pare giustamente, la revoca della bandiera blu.

Il litorale di Sabaudia è tra i più affascinanti d’Italia. Una striscia di sabbia, tra mare e lago, all’ombra del promontorio del Circeo. Sembra un paradiso, allora dove è la difficoltà? Arrivare sull’arenile non è affatto semplice; le passerelle sono poche e le scale ripide. Ovviamente la contestazione è stata quella di operare a senso unico: i cani sì invece le passerelle per i disabili no. Sembra che si voglia a tutti i costi trasformare il problema in una competizione, quindi per ora il risultato è: cani – disabili 1-0.

Ovviamente il Sindaco ha scelto di replicare così:“Questa iniziativa è un segno di civiltà”. Il primo cittadino ha istituito un comitato di vip per promuovere il brand Sabaudia, il presidente del neocomitato Giovanni Malagò, numero uno del Coni, ha assicurato di volersi impegnare per far realizzare una pista ciclabile, si sta nuovamente discutendo di uno spazio per i cani, ma per i disabili no.

Sulla replica avrei qualcosina da dire. Caspita che parolone importante:“Segno di civiltà”. E’ la massima del giorno? Forse dovremmo affiggere questa frase in ogni luogo o situazione dove il disabile viene discriminato.

Troppi vip con il cane che non vogliono lasciarlo solo? Anche il disabile non vuole e non deve essere lasciato solo; scusate se è poco! Mi sembra che essendo, meritatamente, vip siano già sotto una buona stella, già abbastanza fortunati, non trovate? Ovviamente non ne faccio loro una colpa però credo che loro, per quanto riguarda la battaglia per i cani al traguardo siano arrivati e quindi a questo punto non gli costerebbe nulla darci una mano. E’ inevitabile, quando una persona importante perora una giusta causa aumentano le probabilità di esito positivo, anche perchè scaturisce un importante impatto mediatico. E poi proviamo a parlare con queste persone, sicuramente tra di loro qualcuno farà anche abitualmente della beneficenza per i meno fortunati; diciamo che si può fare di più. Al presidente Malagò direi che possiamo chiedere un impegno particolare, un po’ diverso dal solito ma che sarebbe un vero “segno di civiltà”. Il Vip migliore è quello che ci mette del suo e si batte per le giuste cause; direi che quella animalista è già stata abbastanza vinta e ancor prima di quella umana quindi, adesso, c’è un posticino per noi?

Non fraintendetemi perchè, come ho più volte ribadito, io adoro gli animali, ne ho sempre avuti molti, di ogni specie, dando loro cura e amore e mai li maltratterei, ma occorre essere realisti e ragionevoli. Da qui nasce la mia domanda “provocatoria” verso gli animalisti:“Sono un disabile con un cane; in spiaggia dentro lui e fuori io?”.

Questo vale anche per l’accesso ai mezzi pubblici, ai negozi. Ho davvero paura che potremmo mettere il cartello “vietato entrare” con il simbolo della carrozzina sbarrata. Lo ammetto, è molto grottesco ma molto reale e penso sia giusto sbatterci il muso. Saremo scostretti ad addestrare animali che entrando nei negozi scelgano per noi, facendo totalmente le nostre veci? Non ho dubbi sulle capacità del cane, però credo che ci spetti un po’ di autonomia.

I disabili che contestano la discriminazione usano parole forti, ma pur sempre molto vere: loro non ci stanno a non essere trattati neppure da cani. Viva i disabili e i loro amici animali.

 

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11 risposte a “Agli amici animalisti:”Sono un disabile con un cane; in spiaggia dentro lui e fuori io?”

  1. @LENA: degno di nota il tuo articolo anche se, certe località, a dircela tutta, si potrebbero anche evitare anche solo per la morfologia ma questo : “12:49 – Cinque educatori sono stati arrestati dai carabinieri a Grottammare (Ascoli Piceno) con l’accusa di aver picchiato e rinchiuso in una “stanza di contenimento” bambini e ragazzi autistici fra gli 8 e i 20 anni. I cinque lavoravano nella struttura socio educativa e riabilitativa “Casa di Alice”. Secondo la procura di Fermo, che ha coordinato le indagini, i maltrattamenti e i sequestri si sarebbero ripetuti nel tempo.” PENA ESTREMA !” che infami..guardate il video. I genitori, forse, se ne potevano accorgere un pò prima ma che pezzi di M… come si fà?! Mia madre è capitata in una struttura dove, a sorpresa, sono entrato e l’ho trovata nuda, sul letto, porta aperta sul corridoio e finestra aperta (era novembre). in tutte le strutture di “assistenza” occorre fare sorprese..la 104 serve anche a quello perchè la cattiveria umana pare non avere limiti ma, anch’io, con quegli “educatori”, non avrei limiti.

  2. @ Marco: stesso commento su 2 articoli simili..comincio a preoccuparmi. Vedo che abbiamo un Saverio che t’invita a bere qualcosa. Entrambi esatti i Vs commenti ma, rifacendomi al 73mo tuo commento sul bimbo down, ti significo che io non ho un Dio, ho il Dio. Se esiste un Dio creatore, per me non ha un nome e, sicuramente punirà i peccati citati nei blog e non semplici dissertazioni sul suo nome.
    Certo che, in nome delle religioni, se ne fanno di ogni ma qui entra in ballo la cultura e la coscienza dei popoli e, purtroppo, del dio denaro. Certo che di gente senza coscienza, ce n’è tanta e bisognerebbe scremare un pò per risparmiare un pò di fatica al Creatore, comunque si chiami o lo si voglia chiamare. Simili abusi sono, come corregge Lena, da pena estrema (io avevo scritto altro) ma certa gente, anzi gentaglia, và fermata con ogni mezzo. Tra anziani, disabili, donne e bambini, stiamo assistendo ad una escalation di violenza gratuita ed è ora, davvero, di usare il pugno di ferro per fermare questi crimini contro l’umanità ivi comprendendo i normodotati che dovrebbero essere i primi a sentirsi offesi da simili atti.

  3. Buonasera.
    @ Mario 2.
    Stesso commento su due articoli simili ? scusa ma non trovo uguali somiglianze e sinceramente, sono io che devo cominciare a preoccuparmi. Non voglio soffermarmi a discutere sull’esistenza di Dio è una cosa troppo complicata e ci vorrebbe troppo tempo. Secondariamente questo è un blog dedicato al mondo dei disabili e credo fermamente che i loro problemi siano più importanti, di quello che crede uno di noi. Sarebbe solo una perdita di tempo e di parole. Non è facile unire due idee, completamente diverse e si rischierebbe di toccare temi a me sconosciuti. Parlo della teologia e di tutto quello che in essa viene insegnato per credere all’esistenza di Dio. In questa materia, sono veramente ignorante. Per quanto riguarda il tuo commento, leggo che, useresti molto volentieri il pugno di ferro e questa è una cosa che mi trova in totale sintonia con te. Da sempre vado dicendo
    che, questi infami personaggi debbano pagare sulla propria pelle, quello che fanno a persone meno fortunate ma, purtroppo vengo sempre ammonito dalla maggior parte dei lettori di questo blog. La
    tolleranza che ristagna nella stragrande maggioranza delle persone è il risultato del totale fallimento
    di questo Paese, sia in termini politici che in quelli umani. Il personaggio che delinque, deve essere
    per forza di cose, reintegrato nella società, per quello che subisce la violenza, non resta che, leccarsi
    le ferite. In pratica, questo Paese, funziona al contrario. Queste merde di Ascoli Piceno che maltrattavano i ragazzi autistici, non mi sorprenderebbe rivederli liberi, girando per le vie della città. Personalmente li vedrei bene in una pubblica piazza e lasciati in bella mostra, con un cartello
    al petto: Questo è quello che succederà, alle persone che si comporteranno come loro. Sono certo che, nel giro di poco tempo, l’Italia sarà il Paese più tranquillo al mondo.
    Cordialmente.

  4. Un vecchio detto dice : I problemi è un guaio per chi ce l’ha, agli altri non ne FREGA nulla”
    Per “altri” intendo dire tutti quelli che i problemi non li hanno compresi amici e familiari.
    Se non ci sbattono la testa non c’è verso che capiscono.
    Figuriamoci gli estranei e i pubblici amministratori
    Gli “altri” geneticamente non capiscono e personalmente se ne FREGANO!!!!

  5. Buonasera.
    Cara Lena, mi scuso per essere stato un tantino colorito nel mio commento. Ma, questa volta, non
    sono d’accordo con te, per avere censurato il mio pensiero. Se continuiamo a essere benevoli nei
    confronti di certi personaggi che, chiamarli uomini, mi sembra alquanto azzardato, la situazione dei
    disabili, non cambierà mai e tra molto tempo, saremo ancora qui a discutere sui loro diritti. Non desidero in nessun modo, offendere il tuo blog o ancora peggio, metterlo in cattiva luce ma, penso che quello che ho scritto, molte persone lo condividano. Su altri blog, si dicono cose peggiori riguardo i nostri politici e ti garantisco che la cosa non ha mai suscitato scandalo. So che sei una persona che, non accetta, nessun tipo di volgarità ma, ribadisco che in una vicenda del genere, la volgarità sia una benedizione per personaggi del genere. Un caso in cui bisognerebbe optare per il bastone e non la solita carota. Sono una persona molto disponibile alle scelte altrui e accetto la tua scelta ma, non rimpiango nella maniera più assoluta, quello che ho scritto. Per me, rimangono, rifiuti della società.
    Un abbraccio.
    Cordialmente.
    Marco.

  6. Buonasera.
    Troppo buona cara Lena ! ma attenzione nell’essere troppo permissivi. Mettiamo a repentaglio la vita
    dei più deboli.
    Cordialmente.

  7. Io non credo che il carcere sia la soluzione: perchè mandare certe persone (che preferisco non definire, per risparmiare a Lena la fatica di intervenire a censurare) a vivere e mangiare a spese della comunità?
    Secondo me chi commette un qualsiasi torto nei confronti di altri, deve semplicemente essere obbligato a passare il resto della sua vita nel tentativo di riparare, anche quando non c’è riparazione possibile.
    Chi commette atti contro altri, deve lavorare, pagato solo con il cibo necessario, per ripagare il danno, per aiutare chi ha subito torti, per sollevare da situazioni pesanti causate dalla sua opera nefasta.
    Chi stupra, che vada a servire nei centri di assistenza per le donne stuprate, che si renda conto, che tocchi con mano cosa ha causato e sia costretto a prestare la sua opera per alleviare le pene di quelle donne.
    Chi uccide, che viva solo per mantenere la famiglia della persona ha cui ha tolto la vita, e che magari era l’unica fonte di sussistenza.
    Chi ruba, che lavori gratuitamente fino a quando non ha restituito, con i dovuti interessi, tutto ciò di cui si è illecitamente appropriato.
    Perchè riempire le carceri di gente che uscirà peggiore di com’era entrata?
    Quanto ai cani… è ormai parecchio tempo che l’essere umano viene dopo di loro e di tutti gli altri animali.
    Nemmeno io ho qualcosa contro di essi, vanno certamente rispettati e degnamente accuditi. Ma prima bisogna assolutamente risolbere i problemi degli uomini , poi ci si può preoccupare delle vacanze dei cani.
    Credo che sia davvero difficile non assumere toni drastici, trattando questi argomenti, e mi scuso con Lena se mi sono prolungata troppo e se ho usato toni poco gentili.

  8. Io sono per sbattere via dalle spiagge i cretini, quelli cioè che si sentono autorizzati a vietare l’accesso a questo e a quello. La spiaggia E’ DEMANIO e quindi di tutti Vietare l’accesso a un disabile o a un cane costituisce una limitazione ABUSIVA dei diritti dei cittadini. Vogliamo togliere le licenze a queste persone oppure non si può perche pagano? Via loro ci sono altre persone di maggior buona volonta e cuore che possono farlo anche meglio!

  9. Come al solito dobbiamo vergognarci di essere Italiani.
    Il problema si riassumo nel seguente modo. SOLDI
    Vuoi portare il cane in spiaggia, io ti faccio accedere e tu pagi per lui (soldi che tutti incassano).
    Per un disabile dove sta il guadagno non è corretto chiedere un extra e occorre spendere soldi per fare strutture adeguate.
    Quali sono i soldi “da guadagnarsi” più facili ??
    Cordialmente.

  10. Ok con tutti i commenti ma siamo sempre alle solite anno dopo anno e poi arriva l’inverno e tutto tace,questa è la verità!.Spiagge per disabili?……………….ma se manco fanno città a misura per loro!,ora lena le racconto un aneddoto o forse lo hò già fatto?;va beh lo faccio ugualmente e poi mi dirà se nò o sì.Alcuni anni fa ero al centro commerciale di curno in provincia di bergamo in compagnia di mia moglie e mentre ci apprestiamo alle casse per il pagamento c’era una signora con la figlia disabile,la mamma si era dimenticata di un articolo per sua figlia ma non voleva lasciarla sola.Così dissi alla signora se volesse che accompagnassi io la figlia a prendere lei stessa l’articolo desiderato,e da lì abbiamo fatto conoscenza che poi accompagnando la signora e la figlia fino alla sua autovettura,la madre ci ha ringraziato dicendoci che poche persone lo avrebbero fatto!……………….noi abbiamo risposto che nulla ci è parso strano nel darle un aiuto e ancora tutt’ora via facebook ci teniamo in contatto!.Morale della favola:BASTA POCO,CHE CE Vò? AHAHHHAH,vedete signori della politica una sola cosa non smetterò mai di dirvi ed è FANBIP!!!!!!.

  11. Buongiorno.
    @ Kim.
    Mi permetto di non essere d’accordo con il suo commento e le spiego il perchè. Nel nostro Paese, non esiste la certezza della pena e di conseguenza chi delinque, sa a priori che non verrà mai punito. La giustizia è praticamente inesistente e alla fine, chi paga è sempre, chi subisce. Un caso che ha fatto discutere in questi giorni, l’opinione pubblica è senza dubbio quello di Annamaria Franzoni. Tutti sappiamo cosa ha fatto e quali siano stati i provvedimenti a suo carico. Condannata dalla magistratura e liberata da qualche giudice, ben foraggiato. La cosa riprovevole è senza dubbio quella di dimenticare la vittima, di un tale massacro. Un bimbo, nato con una sola colpa, avere una madre assassina. E questo è solo uno dei tanti casi di malagiustizia. I personaggi che delinquono, sono tutti fuori e nessuno paga. Quello che lei descrive nel suo commento è già in atto, mia cara Kim. Il carcere non è più una certezza e gli assassini, per lo Stato, devono essere recuperati e reintrodotti nella società. Tutto questo, ovviamente a spese nostre. La sua frase, ” Chi stupra, che vada a servire nei centri di assistenza per le donne stuprate”, mi ha letteralmente sconcertato. Una donna, dopo essere stata stuprata, si dovrebbe ritrovare d’avanti lo stesso stupratore ? mi auguro che, la sua sia stata solo una battuta infelice. In caso contrario, se fossi in lei, incomincerei a preoccuparmi. Ho conosciuto una donna che ha subito uno stupro e le garantisco che, nonostante siano passati quasi dieci anni, ha perso completamente la gioia di vivere e una sera si è imbottita di barbiturici. Salva per il rotto della cuffia. E per questo, il suo aguzzino ha passato sei mesi dietro le sbarre. Quello che ci voleva, era solamente la castrazione chimica. Ma, per lo Stato, questo animale, deve avere una seconda opportunità. Si ! quella di cercare un altra vittima da violentare. Sono e sarò sempre favorevole alla legge del taglione. Quello che fai agli altri, sarà fatto a te. Fine della storia. Un caro saluto.
    Cordialmente.

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