Il disperato appello di Massimo, centralinista cieco:”Sono pagato e voglio lavorare!”

Low Vision Access SignQuesta storia di vita arriva da Treviso; mi unisco al Gazzettino che ha raccolto lo sfogo su facebook di un ragazzo cieco che da ben 4 anni viene pagato per un lavoro che in verità non gli viene permesso di svolgere.

Il protagonista è Massimo Vettoretti, Presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Treviso, in Veneto; la regione dell’attuale scandalo, giusto per ricordarlo. Massimo è una persona molto pacata però adesso ha raggiunto il limite di sopportazione consentito nel vivere una situazione davvero grottesca e paradossale.

Massimo ogni giorno si presenta al suo posto di lavoro, centralinista alla Motorizzazione; si siede nel suo ufficio e aspetta solo che arrivi l’ora per tornarsene a casa. Intanto è costretto a non fare niente. È vero che è un non vedente, ma il suo lavoro di centralinista non lo può fare anche se avrebbe tutte le potenzialità per svolgerlo al meglio: l’azienda gli ha sostituito il centralino con una segreteria automatica ma non l’ha spostato a un’altra mansione. Semplicemente lo lascia lì, ad aspettare.

E’ da giugno 2010 che chiede di essere spostato ad un altro impiego ma nulla si è mosso a suo favore anzi, la situazione è peggiorata. Dal 2013 si è anche rotto il telefono del suo ufficio, quindi non può né chiamare, né essere chiamato. Se qualcuno dovesse chiamare in Motorizzazione cercando il centralinista nessuno potrebbe passargli la telefonata.Massimo sottolinea che  a tutto c’è un limite, essere ridicolizzato e umiliato non può fare piacere. Ok è disabile e siamo d’accordo, ma stupido assolutamente no. La sua storia aveva già avuto una certa risonanza tanto che nel 2009 finì anche in televisione come caso limite di una burocrazia che preferisce pagare una persona per non fare niente, piuttosto che trovarle una mansione nuova. L’eco fu tale che la situazione si risolse e per qualche mese tornò a lavorare. Poi il centralino venne sostituito definitivamente. Ma adesso basta! Ha deciso di farsi valere annunciando l’intenzione di rivolgersi a un avvocato.

Tutto questo è assurdo vero? Sono d’accordo con Massimo. Non deve assolutamente passare un messaggio così negativo, perché ci tengo a chiarire che i disabili non sono disposti ad essere pagati senza lavorare. Noi desideriamo solo il giusto dalla collettività e non derubarla a loro insaputa. Lui è perfettamente consapevole che questa situazione non è colpa sua ma a fargli davvero male è l’incapacità e la volontà degli organi competenti di agire concretamente in positivo.

Qualcuno in tutta onestà starà dicendo:” Che fortuna!” Vi assicuro che le fortune sono ben altre e questo dovrebbero capirlo in tanti. Da sempre vediamo e sentiamo che nella pubblica amministrazione vengono ricoperti certi ruoli e svolte attività controvoglia, addirittura arrecando danni, solo per prendere lo stipendio. Riflettete, riflettete, riflettete. Se la riflessione non bastasse e se non vi fossero rimorsi nella coscienza allora credo che l’unica soluzione sarebbe costringerli a lavorare, minacciando il cosiddetto stipendio sicuro; dovrebbe non essere più tanto sicuro e il servizio sarebbe, finalmente, davvero di qualità.

Una storia che ha davvero il suo perché e infatti è tornata alle luci della ribalta, lasciando nello sconcerto totale, tanto da dare vita ad un dibattito pubblico su facebook.  Massimo ricorda che in Italia, sono in centinaia nella sua condizione:” Persone, prima ancora che disabili, lavoratori pagati per non fare niente.

Non si può permettere che queste persone passino mesi, anni, languendo in uffici senza nulla da fare, se non far passare il tempo. Non è dignitoso, non è giusto”.

Pensate che qualcuno lo ascolterà, ci ascolterà? Io con questo articolo sottolineo la necessità di intervenire in fretta e bene… Speriamo che ai nostri pezzi grossi interessi; Massimo è una risorsa per il nostro paese e in quanto tale occorre lasciarlo lavorare senza ostacolarlo e consegnarli la retribuzione che merita per il lavoro svolto.

Sapeste quanti ne licenzierei tra incompetenti e fannulloni? Ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta. Aprite gli occhi dirigenti, guardate sotto di voi, e pensate se non c’è proprio una mansione per un disabile come Massimo. Ci sono disabili davvero volenterosi, che date le loro condizioni di salute abbastanza serene, sono in grado di lavorare, aiutare e contribuire al funzionamento di questa società, con la speranza massima di migliorarla.

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6 risposte a “Il disperato appello di Massimo, centralinista cieco:”Sono pagato e voglio lavorare!”

  1. Storie di vita vissuta per quanto mi riguarda. bell’articolo ma sei e resterai un disabile, non produttivo ma con la fortuna dell’obbligo di collocamento. Questo, in sintesi, è il pensiero di certi dirigenti che, anche solo per pararsi il c…o, non ti fanno fare niente..non si sà mai..è disabile e se poi si fà male…?! E’ questo il loro modo di pensare..un debole che si può rompere da un momento all’altro..meglio non rischiare.Solito discorso..non si rendono conto che siamo diversi ma NON INFERIORI. Certo non perfetti, magari non proprio produttivi al 100% ma forse più acuti e propensi al cd problem resolving cosa che molti sottovalutano ma è una ns potenzialità non sfruttata. Caro dirigente, io mi allaccio le scarpe cn una mano sola.Tu? A questa domanda senza risposta dovrebbero collegare il cervello ed arrivare a capire che, forse, disabile sì ma attento alla risoluzione dei problemi propri, altrui ed aziendali..macchè.. i diversi, al soito, sn loro. Poverini i normodotati ma non di cervello.

  2. Buonasera.
    Il problema di Massimo, mette in evidenza come lo Stato abbia sbagliato a promuovere leggi bavaglio, a favore dei disabili. Una di queste è senza dubbio, l’obbligatorietà di assumere, da parte delle aziende un numero minimo degli stessi disabili. Oltretutto i salari, vengono pagati in buona parte dalle Regioni e questo comportamento, porta inevitabilmente a una conclusione. Le aziende, sopratutto quelle della P. A. usano i disabili come soprammobili e di conseguenza, gli stessi si trovano nell’essere inutili. Ora, analizzando la cosa è chiaro che, la cosa non funzioni e ci deve essere un cambiamento radicale per monitorare, il comportamento di un azienda nei confronti di una persona meno fortunata. L’alternativa non è certamente di facile attuazione ma, possibilità concrete possono e devono essere trovate. Non possiamo aggiungere al disabile, la responsabilità di avere uno stipendio immeritato e le critiche che verrebbero mosse nei loro confronti, sarebbero deleterie. Togliere la dignità a una persona è la cosa più meschina che si possa fare. Conosco disabili che lavorano in aziende private e il loro apporto è ben accetto, in alcuni casi, il loro rendimento è superiore a certi fannulloni normodotati. Cambiare le regole in gioco, non è impossibile. Ci vuole da parte dello Stato, la reale convinzione nell’applicarle.
    Cordialmente.

  3. Buonasera.
    Cara Lena, sono andato in Internet e ho controllato le leggi a favore dei disabili, riguardo le opportunità di lavoro, nel pubblico e nel privato. Non sono completamente sicuro dell’attendibilità del sito ma, risulta che, in alcune aziende private, l’assunzione di un disabile, comporta per il disabile stesso, la perdita dell’assegno di invalidità. Cosa che non succede, se la persona in questione, viene assunta in un ente pubblico. Questa cosa, mi sembra alquanto discriminante e posso affermare che, rasenta la follia. Un disabile è impossibile che esca dal suo stato e non vedo perchè, debba subire un tale trattamento da parte delle nostre istituzioni. Non capisco perchè un disabile non possa coprire un incarico importante per l’azienda ? ci sono persone laureate a pieni voti che, sarebbero in grado di portare avanti un azienda nel migliore dei modi. Funzionamento di questa società ? come può funzionare una società che, all’interno di essa, coccola politici che, indagati per ogni sorta di reato, lavorano in politica e decidono sul nostro futuro e su quello del paese ? fino a quando avrò fiato, non mi stancherò mai di dire che, prima di promuovere una qualsiasi iniziativa, bisogna cambiare questo sporco e malvagio sistema. L’esempio di onestà, deve partire principalmente, da chi ci comanda. E’ sotto inteso che, noi dobbiamo fare la nostra parte. Dire, i politici rubano e di conseguenza rubo anch’io è una logica che non potrà mai reggere. E il risultato di anni di corruzione e ipocrisia è sotto gli occhi di tutti noi. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  4. Sono invalido al cento per cento ho 54 anni e l’INPS mi ha sottolineato nel verbale che sono inabile al lavoro al cento per cento. Fin qua forse ci siamo ma credo e penso che ad una persona invalida al 100% dovrebbero assicurargli una retta mensile per poter andare avanti specie se come me ho una famiglia di 4 persone con un affitto sulle spalle e tutte le spese di luce gas ecc. che bene o male tutti abbiamo. Beh… mi danno una pensione di euro 286.00… ma secondo voi come puo’ una persona con un carico famigliare andare avanti. Ma non è tutto circa 15anni fà quando la mia invalidità e ra di un terzo 46% fui chiamato per un colloquio alla Fiat Aviazione per una eventuale assunzione tramite la legge 482, mi fu chiesto cosa sapevo fare ed io gli risposi che ero in grado di svolgere tantissime manzioni dal saldatore al magazziniere ecc. loro mi chiesero se avevo conoscienza con il tornio ed io risposi di no… peccato perchè noi cercavamo un tornitore.
    Questo è a dimostrazione che loro fanno le selezioni ti chiamano perchè la legge glielo impone poi sanno loro come rispedirti al mittente perchè purtroppo noi disabili forse veniamo considerati come lo scarto della sociètà
    Vi saluto cordialmente.

  5. Buonasera.
    Si continua a parlare di disabilità e di come vengano trattati gli stessi disabili ma non passa giorno che, non si legga di abusi e prepotenze, messe in atto da veri e propri animali, travestiti da brave persone. A Milano, in una casa di riposo, gli anziani disabili e colpiti da Alzaimer, venivano offesi e picchiati, solo per il gusto di farlo. Lo sconcerto che colpisce, in modo terribile è sapere che i parenti dei degenti, erano costretti a pagare una retta di 2500 € al mese. Simili notizie, ci fanno capire come il mondo dei meno fortunati, sia costantemente in pericolo e privo di un minimo di considerazione. E come al solito, nessuno pagherà, per quello che ha fatto. Personaggi che, meriterebbero la massima pena, che in Italia non è prevista, direttori che sanno ma tacciono, per non perdere quella credibilità, indegnamente conquistata. Perchè devono succedere certe cose ? come mai nessuno, alle prime avvisaglie, non trova il coraggio di denunciare la cosa ? dobbiamo sempre aspettare che, un parente si accorga del trattamento riservato al suo caro e inneschi la miccia. Questi comportamenti da veri e propri vigliacchi, si devono pagare con la vita. Faccio a te, quello che tu, hai fatto agli altri. Non ci sono alternative. In questa settimana, abbiamo assistito a veri e propri omicidi senza senso e chi ha pagato ? sempre il più debole, l’indifeso. E’ ora di dire basta e farci giustizia, da soli, non possiamo assistere a simili barbarie. E che nessuno si permetta di dire che, farsi giustizia da soli, significa essere come il carnefice. E’ solo buon senso. Perchè un indifeso deve sottostare alle minacce e ai soprusi di un infame ? mi scuso per la mia uscita ma, non riesco più a sopportare questo mondo infame.
    Cordialmente.

  6. Salve, purtroppo questi problemi esistono in tutta Italia, anch’io sono senza un centralino e, fatto una lettere scritta, di mettermi a svolgere altre mansioni, ma nulla da fare… Ti rispondono nella loro ignoranza, (possono avere 300 lauree, ma se sono ottusi, rimangono ottusi), il governo e lo Stato ci rubano i nostri soldi, e voi li rubate a loro, senza lavorare… Ma la nostra dignità dove la mettono? Non gli interessa, allora dico… capitateci anche Voi, e ne riparliamo…Ormai ai nostri tempi, tutti i non vedenti e gli ipo, sanno usare molto ma molto bene, quello che loro ignorano, il pc, possiamo fare archiviazione dati, fare fotocopie, smistare le e-mail, indirizzare la clientela nei vari settori… ecc, ecc… Se vogliamo che qualcosa si smuove, nn dobbiamo lottare singolarmente, ma unire le nostre forze, solo così riusciamo a farci sentire

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