Cari politici ghiottoni, menù del giorno: vite di chi non può contare sullo Stato. Buon appetito!

in ospedaleQuesto articolo è rivolto in primis a due categorie di persone: quelle che guardano con disprezzo la disabilità o non vi pongono neanche una volta lo sguardo e tutti quei politici che non comprendono cosa significa vivere in apnea. I primi sono convinti che la disabilità a loro non tocca ora e mai potrà colpire in futuro; i secondi non si sono ancora accorti che la disabilità non vive neanche più a galla, perchè siamo pronti ad annegare da un momento all’altro. E questo modo di riflettere e pensare Vi assicuro che è un grande errore.

Dopo le ultime notizie sui comportamenti poco limpidi da parte di alcuni nostri nuovi politici, mi pongo una domanda:”Se 500 euro sono considerate una cifra ridicola per presentare le proprie dimissioni allora, evidentemente, cari signori dovreste ammettere che sono poche anche per tutte le persone che ci campano ogni mese, dai disabili, ai pensionati, a quelli in cassa integrazione e molti altri oppure tante se si tratta di tasse come imu, mini imu, tares, tarsu o come le chiamerete, visto che Vi divertite a giocare con i nomi.

Questi sono i principali motivi che mi spingono a scrivere questo articolo.

Voglio presentarVi una persona la cui storia l’ho conosciuta tramite il mio blog, attraverso un commento ad un mio articolo. Ho pensato che la Sua storia di vita non doveva restare tra pochi, ma che poteva essere condivisa tra tanti. La persona si chiama Fabrizio Ronchese e dopo averlo contattato ha accettato di far conoscere la sua vita o meglio come è cambiata negli anni.

Gent.ma Lena

 La ringrazio molto per aver preso in considerazione la mia storia, che non è isolata in quanto come Lei certamente saprà ci sono migliaia di persone nelle mie condizioni e che purtroppo sono in considerevole aumento.
Raccontarle di più sulla mia vita?
Cercherò di essere molto conciso e raccontarle il perché mi sono trasferito nel Veneto ed i motivi che mi hanno portato ad una condizione di vita molto difficile…che non mi sarei mai aspettato in vita mia.
Premesso che sono nato a Roma nel 1954, in Via delle Zoccolette 13, una dependance della villa di una amica di mia madre la Contessa Maria Vassalli madre del ministro di Giustizia di allora e probabile futuro “Presidente della Repubblica” il Prof. Giuliano Vassalli (venne poi eletto Scalfaro), dove ho vissuto fino all’età di 23 anni, posso dire di essere cresciuto in mezzo alla politica, anche se per la mia giovane età non avevo mai preso veramente in considerazione, ma chiaramente dopo tanti anni è filtrata indirettamente nel mio subconscio.
Ho divagato un po’ ma adesso rientriamo nei dettagli inerenti alla sua domanda.
Nel 2007 il trasferimento in Umbria e precisamente sul Monte Subasio, tra Assisi e Spello (splendida località che penso lei conosca ), era subordinato alla mia passione per i cani ( Dalmata ) che ho allevato come hobby per oltre 27 anni e che ora per motivi logistici ho dovuto quasi abbandonare, con l’intento di iscrivermi alla facoltà di Medicina Veterinaria, che a Roma purtroppo non c’e’ o almeno non c’era.
Verso la fine del 2008 vengo a sapere che a mio padre 83 anni , ( aveva lavorato alla redazione romana del giornale “La Stampa” di Torino) da quasi 20 anni in pensione era ritornato nel suo luogo di origine a Treviso, dove gli era stato diagnosticato un tumore allo stomaco…..praticamente le avevano dato circa sei mesi di vita o poco più.
Fu allora che presi la decisione di stare accanto a mio padre per poterlo aiutare e darle un ultimo saluto.
Mi trasferii nel Veneto, tramite internet avevo trovato quasi subito lavoro, una bella casa in affitto,  avevo uno stipendio abbastanza buono, una bella macchina ed un discreto conto in  banca.
Dopo pochi mesi ci fù la dipartita di mio padre, ereditai altri soldi + un attico a Treviso che affittai a stranieri.
Subentrò la prima malattia ( glaucoma oculare ) dove persi completamente la vista all’occhio dx, poi occhio sx ( riuscii a salvarlo….ma parafrasando….mi costo un occhio…subii 9 operazioni in due anni, mi dovetti vendere la casa e rimanere in affitto….ma  stavo ancora bene fisicamente….e la cosa andò avanti ancora per un po’….sino a quando si presentò un’altra malattia ben più grave e debilitante…l’osteoporosi con crolli vertebrali multipli etc… fui ricoverato d’urgenza e dopo 8 mesi di ospedale nel 2012, ero alto 1 metro ottanta, pesavo 80 chili, dimesso dall’ospedale per volonta mia e con il supporto di un’ amica, pesavo 46 chili ed in altezza ( causati dai crolli vertebrali) avevo perso quasi 20 cm, io ci scherzavo sopra e mi chiamavo “ Lo Hobbit”, l’epilogo breve di questa storia e che ora sono costretto sulla carrozzella a rotelle, mi hanno dato un indennità di invalidita ( 100% totale e permanente inabilità al lavoro ) e percepisco 286 euro al mese ( naturalmente…… ho la tredicesima!!!!!!).
Dopo tre anni di malattia ho dato fondo ha tutto ciò che mi era rimasto….adesso non ho più una casa, non ho più la macchina, non riesco ad arrivare fino alla metà del mese…..risparmiando……ho chiesto aiuto al comune, ho scritto a tutti gli enti preposti….in Italia ed anche in Europa  solo per mantenermi in esercizio e non cadere in depressione, anche se sapevo che era inutile, ringrazio solamente gli amici che mi ospitano a Montebelluna (TV) e mi accudiscono per quello che possono…..
Quello che mi stupisce, ma non più di tanto e che io sono italiano e risiedo in Italia, e chi mi conosce sa benissimo che non sono razzista, però non capisco ( a livello umano ) perché siamo trattati così male rispetto a chi non è italiano, anche se lo capisco perfettamente a livello di economia mondiale….e se mi posso permettere….di terza guerra mondiale,  se continua in questo modo
perderemo tutto……e abbiamo già perso moltissimo….come la sovranità monetaria….etc….non mi voglio dilungare…ma avrei ancora molto da dire.
La ringrazio per l’attenzione, e attendo eventualmente un suo riscontro
 
Il pranzo è servito!                                                                                                                                                                  Questo menù, è a prezzo fisso, quello da pagare per la posizione che ricoprite. A mio avviso Vi spetterebbe ogni giorno; è arrivato il momento di condividere ciò che c’è ogni giorno nei nostri piatti con tutti Voi. Un po’di dieta Vi può fare solo bene, almeno fino a quando non troveremo quell’equilibrio, grazie al quale tutti potremo mangiare le stesse pietanze con un dolce come premio, per chi farà qualcosa che va al di là dei propri doveri, quelli obbligati.
Un ringraziamento a Fabrizio per il coraggio nell’affrontare questa realtà ogni giorno, per non esserti arreso alla tua difficile vita anche grazie all’aiuto delle persone care che ancora di stanno vicine e su cui tu sai di poter contare. Certo tutto l’affetto che dimostrano e  il sostegno non giustificano l’assenza delle Istituzioni, che hanno indubbiamente le Loro colpe. Domanda forse banale, ma perchè continuate a negare l’aiuto alle persone con difficoltà, che affrontano un dolore davvero tosto? Ha una certa rilevanza la tua consapevolezza di non essere l’unico in gravi difficoltà, dato che ormai il nostro Paese è quasi stracolmo di tutto questo; prima si contavano su un palmo della mano ora invece, è triste a dirlo, non bastano due mani.
Caro Fabrizio, in bocca al lupo!
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6 risposte a “Cari politici ghiottoni, menù del giorno: vite di chi non può contare sullo Stato. Buon appetito!

  1. probabilmente se questi signori…presentati come luminari e unici risolutori dei problemi da Loro causati, rinunciassero a poco forse e dico forse qualcuno avrebbe la possibilità di poter affrontare la vita in modo non dico idilliaco ma per lo meno DIGNITOSO consapevole che LO STATO è presente sempre per chi ha VERAMENTE bisogno,in bocca al Lupo FABRIZIO.

  2. verrebbe da dire lo stato? quale stato? quello che salvaguarda le rendite nei più ricchi (no alla patrimoniale, no alla tassazione maggiore per i redditi più alti (alla faccia della costituzione che dice secondo possibilità contributiva) no all’aiuto agli anziani,ai non abbienti ed ai malati .
    Quando penso che molta gente è morta per mettere in piedi il sistema democratico italiano mi vien da pensare che si rivoltano nella tomba. Tutto ciò che di sociale era stato con difficolta costruito è stato dissolto in questi anni da una spesa per la politica direi MOSTRUOSA e dalla intelligente quanto servile opera di personaggi come un certo professore ed una piagnucolona Entrambi ben intenzionati a servire la matrona tedesca.La stessa che ora dice italiani ma le vostre pensioni sono basse,dovete fare di più per il sociale.Ma ci prendono per i fondelli? Non ci bastano gia i politici che qui lo fanno di mestiere e con rara competenza? Forse è megio emigrare tutti e lasciarli da soli che si smazzino quello che hanno creato I politici son come il cancro fanno morire la vittima ma poi…

  3. Buongiorno.
    @ Marco.
    Sappiamo tutti come si diventa luminare in Italia, un appoggio politico e il gioco è fatto. Mi piacerebbe
    fare i nomi di questi luminari d’assalto ma purtroppo la Sig.ra Lena, in automatico me li cancellerebbe
    onde evitare, spiacevoli querele. Il povero Fabrizio è stato usato come cavia, per esperimenti messi in
    atto da una banda di irresponsabili e presuntuosi. Questa è la dura realtà. E non voglio toccare il tasto
    delle parcelle, ma è veramente vergognoso che una persona per curarsi debba vendere tutto quello che possiede. Lasciare poi, una persona disabile a vivere con meno di 300 € al mese è una cosa che,
    si racchiude in 5 parole. Oltre il danno la beffa. Sig. Marco, in questo caso, lo Stato dov’è ? a questa
    domanda, le posso rispondere in modo preciso e veloce. Non c’è e per il mondo dei disabili, non ci sarà mai. Per questo Paese, so io chi ci vorrebbe, l’unica cosa è che, l’olio di ricino, non si trova più.
    Cordialmente.

  4. Caro Marco,
    ti rispondo in poche parole, innanzitutto grazie per il commento, per quanto riguarda il povero Fabrizio è vero…….che mi abbiano usato come cavia…..anche…ma le cavie umane…normalmente si pagano…come se donassi un rene…..usato ma forza funziona ancora
    un caro saluto

  5. Buongiorno.
    @ Fabrizio.
    Mi scuso con lei, per avere usto la parola povero. La mia non voleva essere un offesa nei suoi riguardi
    e considerato il modo, di come l’hanno trattata, mi sembrava la parola azzeccata. Sono d’accordo con
    lei che le cavie si pagano, ma nel suo caso, era molto più onesto, da parte dei medici, avvisarla della
    situazione che stava andando in contro. Mi permetto di aggiungere che il loro comportamento è stato
    senza dubbio, poco professionale e discutibile. Avrei voluto vedere se al suo posto, ci fosse stato un
    personaggio come Berlusconi. Temo che il comportamento dei medici, avrebbe preso un’altra direzione. O sbaglio ? ricambio il saluto.
    Cordialmente.

  6. Buonasera.
    Carissima Lena,
    vorrei sottoporti a una semplice considerazione, su quello che stà succedendo nel nostro Paese. Ho
    letto quello che è successo ieri a Lecco, dove una madre (se così si può chiamare) ha brutalmente
    ucciso a coltellate le sue tre figlie di 4, 11, 14 anni. Ormai, notizie del genere fanno parte della più
    classica routine quotidiana e personalmente non ritengo corretto, non dare spazio a certe orribili e
    allucinanti comportamenti. Sono consapevole che questo blog è dedicato alla disabilità ma, troppo
    spesso, ci nutriamo di notizie al limite dell’immaginazione. Parecchi anni fa, sostenevo che, questo
    Paese, ha bisogno della dose quotidiana di sangue e oggi più che mai, ne ho la certezza. Non ti sembra, cara Lena che, 3 bambine in balia di una madre con il cervello andato in pappa, siano da
    considerarsi delle persone disabili ? certamente non è una disabilità che, normalmente conosciamo
    ma inesorabilmente porta a tragedie che, si sarebbero potute evitare. E anche in questo caso, le
    nostre istituzioni, hanno una percentuale di colpa, non indifferente. Dobbiamo difendere a spada
    tratta la disabilità ma è pur vero che dobbiamo cercare in tutti i modi, di difendere chi non può farlo.
    Non possiamo più ascoltare notizie del genere è disumano e la mia paura è che, tutto questo diventi
    una normalità. Un caro saluto.
    Cordialmente.

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