Scuola materna comunale:” Accettiamo bimbi disabili però con autonomia fisiologica”

Questa volta Vi parlo di diritti negati, discriminazione nella provincia di Pavia, precisamente Zerbolò, un piccolo paese che proprio perchè tale dovrebbe, a mio modesto parere, essere più facile da gestire e dovrebbe dare il buon esempio ai più grandi.

Le affermazioni dell’Assessore Alessandra Carnevale Bonino e del Sindaco Renato Fiocchi, pubblicate dal quotidiano “La Provincia Pavese”,  stonano molto con i ruoli che ricoprono. Dichiarazioni con un eco tanto impressionante da farLe arrivare al Tg3 Lombardia e addirittura al Parlamento Italiano, dove alcuni Parlamentari hanno presentato una interrogazione.

Ma veniamo a ciò che mi preme analizzare con Voi; le parole utilizzate da due cariche comunali, tra cui il Primo Cittadino, che veramente mi hanno amareggiata e delusa.

L’Assessore Carnevale Bonino tuonava così:“I bambini portatori di handicap sono molto spesso completamente autosufficienti dal punto di vista fisiologico anzi, vanno al bagno e mangiano più degli altri”. Il Sindaco ha poi deciso di rincarare la dose:” Dobbiamo difendere la sezione comunale anche dai portatori di handicap; la sezione statale ha 30 bambini, se ne entra uno handicappato diventano 28, se ne entra un altro diventano 26, se ne entra un terzo diventano 24 e quindi si crea la lista di attesa”.Ora vediamo di cosa parla il regolamento comunale in merito alla questione. In questo nuovo regolamento della scuola materna, si dice che: “Nella sezione comunale dell’asilo sono ammessi a frequentare esclusivamente bambini autosufficienti in tutte le loro funzioni fisioligiche”.

Mi piacerebbe sapere la Vostra prima reazione, quella istintiva, la più primitiva, dopo aver letto queste dichiarazioni. A volta più che rabbia credo che, per un disabile come me, per prima cosa si provi delusione e davvero tanta.

Nessuno che si voglia prendere realmente cura di noi, delle nostre necessità, della tutela dei nostri diritti, il più delle volte negati. Io speravo che almeno nelle piccole realtà, nella vita quotidiana le Isituzioni potessero davvero, come prima cosa, porci del rispetto. A me sembra così semplice e invece no… Accoltellati alle spalle anche dai nostri stessi concittadini.

Io pensavo che il compito del Primo Cittadino fosse di smorzare i toni forti, urlati contro una fetta della popolazione. Con le Sue parole il Sindaco mi porta ad una conclusione: dipinti come il pericolo pubblico numero uno. Soprattutto, sembra che approfittiamo della nostra disabilità e che nell’ottenere tutto, ma attenzione, io preferisco dire tutto ciò che ci spetta, perchè non vogliamo rubare nulla agli altri, lo facciamo a spada tratta senza guardare in faccia a nessuno, pronti a fare le scarpe a chiunque troviamo, lungo il nostro cammino.

Mi dispiace trarre queste riflessioni dalle dichiarazioni rilasciate da Sindaco e Assessore, ma è esattamente ciò che è balenato nella mia testa. Il mio dolore non si è placato anzi, è stato alimentato ulteriormente da una altra frase del Sindaco:”Non posso stare dietro a tutto quello che dicono gli altri membri della giunta”. Non sono affatto d’accordo!

Mi dispiace non condivido le affermazioni e neanche il regolamento redatto dagli organi comunali. Troppo facile, accettare sono i bimbi disabili però autosufficienti quel tanto che basta, per non dovere assicurare una assistenza particolare e individuale. Quando si è deciso di aprire questa nuova struttura, a supporto di quella statale, bisognava anche pensare al personale che avrebbe assistito i bimbi disabili e non autonomi. Poi, fa davvero male apprendere dall’Assessore che il problema è anche che la maggior parte dei bimbi disabili sono anche abbastanza autonomi; sembra quasi una colpa e invece deve essere un aspetto positivo, significa che con molti supporti, le famiglie sono riuscite a dare loro quel briciolo di autonomia, quanto basta anche per non farli sentire così tanto diversi dagli altri bimbi.

Due domande per l’Assessore Carnevale Bonino e il Sindaco Fiocchi ce le avrei; se volessero rispondermi e confrontarsi con i lettori mi farebbe piacere. Non Vi sembra che il concetto espresso porti solo ad incrementare la discriminazione dei disabili? Potrebbe spingere le persone a pensare che i bambini disabili rubano il posto alla maggior parte dei bimbi che sono invece, pienamente abili. Forse così facendo nessuno vorrà più iscrivere i propri figli in scuole dove “accettano” anche i disabili. E poi, la riflessione sul fatto che i bambini diversamente abili sono il più delle volte autosufficienti e mangiano più degli altri credo sia stato il modo più infelice per descriverli. Io dico per fortuna hanno quella autosufficienza tale da permettergli di uscire dalle proprie case e stare in mezzo agli altri; la socializzazione, fare gruppo è davvero importante. Per quanto riguarda il cibo, è noto a tutti che le mense scolastiche avanzano cibo ogni giorno perchè i bambini, il più delle volte, non lo mangiano quindi, permettetemi, se i disabili mangiano qualcosa in più non credo che posssano procurare danno a nessuno.

 

 

 

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18 risposte a “Scuola materna comunale:” Accettiamo bimbi disabili però con autonomia fisiologica”

  1. Ciao Lena,
    molti anni fà una mia figlia iniziava a frequentare le elementari a tempo pieno, una sera al mio rientro, comincia a raccontarmi della presenza di una bambina, che veniva presa in giro dagli altri bambini perchè era diversa (down), mia figlia non riusciva a vedere la diversità, mi chiese il perchè del comportamento degli altri compagni di scuola; più avanti mi racconta che sono diventate amiche e compagne di banco (la giusta attenzione dei maestri) la loro non differenza agli occhi di mia figlia, è continuata a lungo.
    Questo lungo preambolo per significare che oltre agli amministratori comunali (che devono savalguardare la loro facciata politica) ci devono essere i genitori e i cittadini tutti, a garantire gli equilibri; tanto l’abbiamo capito che i propri diritti si ottengono soltanto con manifestazioni di volontà precise e mirate di partecipazione (purtroppo).
    Mi sembra assurdo che nel regolamento comunale si possa dire che sono ammessi soltanto bambini autosufficienti, concetto del tutto opinabile, non concreto, discriminante, l’autosufficienza si misura al numero delle volte che un bambino si fà la pipi addosso??, mi sembra che le menti si debbono ulteriormente aprire per far posto ai principi di egualianza, di solidarietà, e del rispetto dei diritti umani di ogni persona, PERFINO DEI BAMBINI DISABILI !!!
    Se i politici che hai citato, cara Lena non si sentono idonei a sostenere gli stessi diritti per tutti i bambini, dà loro il miglior consiglio: cambiate mestiere!!
    Ti saluto caramente.
    Giuseppe

  2. ….. MA SIAMO DAVVERO NEL 2013? io faccio parte di quella generazione che ha vissuto una strasformazione della nostra società, in un lasso di tempo TROPPO BREVE! Mi spiego: i miei genitori erano del 1922/24, hanno vissuto la fame e la guerra; Io sono del 1965 ho vissuto lo strascico del ’68, la legge sul divorzio, la legge sull’aborto e tra me e i miei genitori la qualità della vita all’interno della società è stata di differenza abissale.
    Loro si davano del Voi con il loro genitori ED IO NON VEDEVO LA DIFFERENZA TRA IL NORD E IL SUD – loro non avevano pari diritti all’interno della famiglia ED IO POTEVO ACCEDERE AL VOTO A SOLI 18 ANNI…………………
    Dovrei e potrei scrivere per ore, tante sono le differenze tra me e loro, eppure oggi dopo tanta evoluzione (vi ricordate il film INDOVINA CHI VIENE A CENA?) si discrimina il DIVERSAMENTE/ ABILE senza rischiare nulla e con una facilità di parola e di fatti cosi (…………) non trovo il termine appropriato,POVERO DI UMANITA’?, mentre facciamo i compassionevoli e non vogliamo rischiare di dire una parola di troppo, in merito all’integrazione razziale, per paura che ci dicano che SIAMO RAZZISTI.
    MA NOI SIAMO RAZZISTI: PERCHE’ IL RAZZISMO DIVIDE GLI UOMINI PER LE LORO DIFFERENZE E LO SIAMO CON CHI NON CI ASSOMIGLIA PER COLORE, PER LINGUA E PER CARENZE FISICHE E PSICHICHE!!!!!
    Sai che ci vorrebbe…….. che chi deve governare o decidere o sciegliere per GLI ALTRI ed ha questo diritto, debba fare uno stage prima di accedere a tale incarico; un Servizio all’interno di ISTITUTI per DISABILI e/o REPARTI PSICHIATRICI, che viva per un’intera settimana ALL’INTERNO DI UNA FAMIGLIA CON UN FAMILIARE DISABILE…………………… !!!!
    E’ triste leggere il tuo articolo e non solo per i diretti interessati (I PORTATORI DI HANDICAP), come li chiamano loro, E PENSARE CHE L’UNIONE EUROPEA E’ DA UN PEZZO CHE HA CANCELLATO QUESTO TERMINE, lo insegnano anche a scuola; ma anche per le loro famiglie, se solo sapessero quanta sofferenza per ogni piccola conquista in merito ed anche per gli operatori che assistono queste BELLISSIME ANIME DOLORANTI, che con loro si straziano tutti i santi giorni – festivi e feste comprese – per pochi euro al mese.
    ……………………………………………………………………………………. i puntini, sono per le parole che non posso dire.
    Ti abbraccio anche se non ti conosco, se non attraverso i tuoi articoli.
    Edy

  3. …….dimenticavo Carissima Lena: LE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE E DEL SINDACO
    (SONO ANTICOSTITUZIONALI) di seguito per loro e la loro carenza in materia:
    Art. 2
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come
    singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede
    l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
    Art. 3
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
    distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
    condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,
    che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
    sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
    all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

  4. Ciao Elena io voglio invece raccontarti l’esperienza di mio figlio.
    Nella loro classe quest’anno è arivata un bambina nuova e speciale perchè disabile. I nostri ragazzi sono stati educati dai genitori e dagli insegnanti ( metodo montessori ) in tanti anni di scuola che essere diversamente abili significa semplicemente avere diverse abilità + o – spiccate e questo hanno messo in pratica e la nuova arrivata è rimasta nuova solo per poche ore. Aiutata da tutti negli spostamenti e spronata da tutti nei guisti modi e termini tantè che l’insegnante di sotegno è diveunta insegnante di classe perchè i nostri ragazzi (quinta elementare ) sanno che l’unione fa la forza e la forza sta anche nel fermasi a spingere chi magari altrimenti non riuscirebbe a tenere il passo. Questo per dire che non tutti sono come la scuola sopra descritta da noi i ragazzi speciali sono considerati una ricchezza ed un’opportunità di confeonto e di crescita e non un peso

    Silvia

  5. Buonasera.
    Cara Lena, non dobbiamo meravigliarci se succedono cose del genere, siamo un paese di veri
    ipocriti e nonostante tutto il marcio che ci circonda, d’avanti a questi episodi di intolleranza, pochi
    hanno il fegato di reagire.
    Purtroppo questo mondo l’abbiamo creato noi, mi spiego meglio.
    La televisione, le riviste, ecc. sono gli esempi che purtroppo, molto spesso seguiamo alla lettera.
    Nelle pubblicità non mi è mai capitato di vedere un bimbo disabile o una ragazza che pubblicizza
    una determinata crema, senza un arto o non vedente.
    Diciamoci la verità, scusa ma sono una persona che dice quello che pensa, per lo Stato, le persone che hanno problemi seri, sono un costo esagerato e i problemi che una famiglia deve
    sopportare, spesso vengono ignorati da lo Stato stesso.
    L’esempio ecclatante sono le cellule staminali, bambini abbandonati a se stessi, piuttosto che
    essere aiutati da una legge che sono sicuro non arriverà mai.
    Ormai siamo abituati a gli stereotipi, dobbiamo essere tutti soldatini, belli muscolosi e vincenti,
    non c’è posto per i meno fortunati, QUELLI (perchè è cosi che vengono chiamati da molte persone) sono prodotti di una genetica malata e per loro non c’è spazio nella nostra società.
    Stanno facendo di tutto per portare l’eutanasia in Italia e sono convinto che prima o poi ci
    arriveranno.
    Cara Lena, non ti sei mai chiesta il perchè di questa cosa ?
    Quel pazzo di Hitler, voleva formare la così detta razza ariana e tutto il mondo gli si è rivoltato
    contro.
    In Norvegia, stanno studiando la possibilità di poter scegliere la fisionomia di un bimbo, prima
    ancora di rimanere incinta, modificando il DNA, molte persone intervistate hanno tranquillamente
    dichiarato che la scoperta è stupefacente, in questo modo non nasceranno più bambini, diversamente abili.
    Carissima Lena, a te il giudizio.

    Marco.

  6. Cara Lena,
    Sono mamma di un bambino con la sindrome di down voglio dire a quegli amministratori e ai tanti che nella nostra soceta’ la pensano allo stesso modo che non augurerei loro di avere delle persone disabili in famiglia perche’ e’ una fortuna che non meritano. Solo una cosa su tutte: mio figlio in un tema in terza elementare mi ha scritto ” mamma grazie che mi hai fatto nascere ….” . Un abbraccio ideale a tutti i fantastici bimbi disabili.

  7. cara lena, come ho già scritto in un altro blog qui, mio figlio l’anno prossimo NON avrà il posto alla materna (pur avendo già compiuto 3 anni ad aprile ed avendolo iscritto alle mie scuole di competenza-e non possiamo permetterci la scuola privata) perchè c’è l’iscrizione di un bimbo disabile e quindi la classe è stata ridotta a 22 bambini…..e lui, ed altri 5, sono rimasti fuori.
    Trovo assurdo che si debba “barattare” il diritto di frequentare la scuola di uno o dell’altro. Se entrano questi 6 bambini sta fuori lui, se entra lui stanno fuori 6 bambini. E tutto questo perchè? perchè non sono in grado di garantire supporto a questi bambini, e quindi l’unica soluzione è tagliare il posto a qualcuno. Lo trovo profondamente ingiusto e incivile, i bambini sono tutti uguali, con handicap o senza, e trovo pazzesco che qualcuno debba rimetterci il diritto allo studio.
    In questo caso il bambino di “serie b” è il mio….

  8. Ciao Lena, io penso solo che i bimbi siano bimbi.
    Punto.
    E tutti i bimbi hanno bisogno di aiuto, in quanto bimbi.
    E spetta a noi adulti fornirgli SEMPRE questo aiuto, di qualunque tipo sia.
    E i bimbi sono tutti uguali, e tutti diversi. E tutti vanno aiutati, rispettati, amati e capiti nelle loro esigenze, quali che siano.
    Loro fortunatamente non vedono le loro stesse diversità; semplicemente per loro non esistono neppure.
    Si aiutano senza problemi e condividono bisogni e supporto reciproco.
    Forse dovremmo reimpararlo anche noi adulti.
    E smetterla di vedere differenze, ma solo bimbi e persone.
    Forse il mio discorso è “semplicistico” e, di una mamma con una bimba piccola che adora, ma sono stanca di leggere di schifezze come questa….
    Forse se le persone che definiamo “istituzioni” riuscissero ad essere nuovamente persone, potrebbero vedere la realtà delle cose, parlando meno a vanvera e mettendosi un po’ più nei panni degli altri.
    Abbiamo bisogno di più empatia e meno calcoli
    Ciao e grazie per quello che fai
    Cristiana

  9. Le dichiarazioni del sindaco non si commentano e non faccio polemiche con persone cosi ignoranti,commento solo con persone intelligenti.

  10. Ciao Lena, sono la mamma di un bimbo disabile e francamente sono stufa. Stufa di essere sola, stufa di essere considerata arrogante e pretenziosa, stufa della falsa solidarietà’ delle persone. Solo chi vive a contatto con una persona disabile conosce tutte le problematiche, le difficoltà’ che la società’ dei normotipici crea. Non esistono solo le barriere architettoniche ma soprattutto quelle sociali legate ad una mentalità’ di falsa solidarietà’ in cui le istituzioni cercano solo di sentirsi con la coscienza a posto. Sono considerata arrogante perché’ chiedo sempre che siano tutelati i diritti dei disabili e che questi vengano considerati persone e non sotto persone da nascondere e di cui vergognarsi. Abituare i bambini a vivere nel quotidiano con la disabilità’, può’ creare in futuro persone migliori e più’ vere con valori reali e non solo legate all’immagine e all’esteriorita’. Non mi vergogno a dire che mi trovo meglio con i disabili che con le persone ‘normali’!!!

  11. Ho avuto la polio all’asilo, avevo 4 anni. Correva l’anno 1963. Le suore hanno fatto di tutto per non riprendermi, dopo la malattia. Fino al momento della scuola i miei genitori pagavano una tata che si prendeva cura di me, come una figlia. Il bello è arrivato quando ho iniziato la scuola. Le statali non mi hanno voluta, troppa fatica ed allora non esistevano le insegnanti di sostegno. Le suore? I miei hanno girato diversi istituti preima di trovarne uno che mi prendesse. Però prima mi hanno tenuta in “prova”, per vedere se ero auto sufficente. Da allora non è cambiato niente. i disabili sono una seccatura che nessuno vuole. Trovo allucinante poi barattare un bimbo disabile con un certo numero di bimbi senza problemi. Leggendo queste storie sono contenta di non aver mai avuto figli. Ho già abbastanza problemi al lavoro, in famiglia e nella società per questo mio handicap, ci mancava solo la prole…

  12. Ciao Lena, sono mamma di una bimba di 20 mesi disabile al 100%…. Abito in provincia di Pavia, quindi questa notizia se possibile mi lascia ancora di più demoralizzata….. la nostra vita è già dura (seppur allietata dai sorrisi della mia cucciola) e se non potessi inserirla alla scuola materna come farò a farla stare con altri bimbi? come potrà inserirsi gradualmente nella società? io non posso sapere se sarà autosufficiente dal punto di vista fisiologico…. ho tanta paura e tristezza……
    Vorrei dire ad Ambra: come fai a dire che il tuo bimbo è di serie B? per piacere, se vuoi pensarlo pensalo, ma non scriverlo almeno….. tuo figlio sta seduto? tuo figlio ti chiama mamma? tuo figlio cammina? la mia no…. e anche se non la cambierei con nessun altra bimba “normale”, preferirei per lei una vita più facile anche se esclusa dalla scuola materna….

  13. Io sono cieca, lo sono diventata da adulta e la mia vita è cambiata drasticamente: sono sola e sento sempre fastido intorno a me, o falsa e imbarazzata sollecitudine.
    Come può un bimbo difendersi dall’insensibilità di adulti ignoranti e stupidi?
    La scuola, proprio lei, subito dopo la famiglia, dovrebbe essere il luogo più idoneo per una sana vita collettiva, per imparare a relazionarsi in modo semplice e “normale” con tutti quelli che appartengono alla specie umana.

  14. Cara Lena, ritorniamo al problema di sempre: la nostra bella società civile si “predispone” solo per i bambini (in questo caso parliamo di bambini ma vale anche per gli adulti) “perfetti” o “normali”. Ci tengo a mettere tra virgolette questi termini perchè detesto il loro utilizzo, o meglio, faccio fatica ad individuare bambini “perfetti” o “normali”, a meno che per “perfetti” e “normali” non si intendano tutti quei bambini “comodi” per gli adulti (compresi certi pseudo-insegnanti), che non diano alcun problema e non richiedano quelle giuste attenzioni che i cosiddetti “professionisti dell’infanzia” non sempre sono in grado di assicurare, spesso per pura e semplice incompetenza, oltre che per mancanza di buona volontà.
    Il concetto di fondo che non si vuole recepire è che tutti gli esseri umani sono uguali nella loro diversità, il che può sembrare un paradosso, in realtà è un concetto estremamente profondo che comprende solo chi ha compiuto la giusta evoluzione mentale.

    Vorrei però dire a Sara (che abbraccio affettuosamente, pur non conoscendola) e a tutte le persone che ogni giorno incontrano 1000 difficoltà non per colpa loro, di non scoraggiarsi perchè, è vero che gli ostacoli sono infiniti, però è anche vero (e bisogna ammetterlo) che la società fortunatamente non è composta completamente da belve feroci. Io, a dire il vero, me ne stavo convincendo in seguito ai tanti duri colpi ricevuti, però mi sono dovuta ricredere perchè ho incontrato anche persone di tut’altro calibro, sono una minoranza ma ci sono.
    Quindi l’augurio di cuore che rivolgo a tutti voi è che gli angeli vi vengano incontro nel vostro cammino a darvi la forza e la serenità di andare avanti.

    Per Ambra: tuo figlio ha il sacrosanto diritto di frequentare la materna, però, permettimi, non definirlo “di serie B” solo perchè è stata data priorità ad un bimbo con disabilità. Se il tuo bambino non ha problemi, magari potrà frequentare un’altra scuola, forse più lontana da casa, senz’altro più scomoda da raggiungere, però ammetterai che tutto questo andrebbe ad aggiungere ulteriori disagi a chi già ne affronta 1000 ogni giorno.
    Sul fatto che le scuole debbano essere attrezzate per fronteggiare le esigenze di tutti i bambini mi trovi perfettamente d’accordo (sfondi una porta aperta), ma visto che purtroppo non è così (e il post di Lena ne è una conferma), almeno accettiamo il fatto che si dia priorità a chi ha già un’esistenza costellata dalle difficoltà più svariate, per quanto io sostengo sempre che la difficoltà oltre che ad essere legata al problema di fatto esistente è parecchio determinata da come il contesto circostante ti consente di convivere con le tue difficoltà.

    Saluti cari a tutti

  15. Oggi non stupiamoci più di niente perché i modelli che si hanno sono veline belle e magre e pubblicità in tv che parlano sempre di bellezza e sport o fitness e moda o bisogna essere trendy altrimenti non fai parte di nulla………………………insomma,la categoria di persone che per difficoltà economiche o per ragioni proprie non fa parte di queste categorie viene automaticamente esclusa.Se cominciamo dai bambini poi non si finisce più!.

  16. @carminia: ho definito mio figlio di serie b per estremizzare il concetto, e sottolineare che siamo talmente allo sfascio che ci mettono in condizione di “barattare” i bambini: fuori tu, dentro io, fuori io, dentro tu. Ci mettono in condizione di essere di serie “b” invece che tutti i “A”! diritto allo studio contro diritto alla salute, disabilità contro normalità ecc ecc. Siamo talmente allo sfascio che il peso della situazione lo sentono tutti, non solo le famiglie con bimbi disabili…
    detto questo sono perfettamente consapevole di quanto sia diversa la situazione di un bimbo non disabile…

  17. cara lena,ho letto i commenti e mi trovo molto d’accordo con la sig.ra Cinzia, pero c’è da dire chi non conosce la problematica si può permettere di tutto, anche discriminare, l’ignoranza non ha confini io dopo nove anni avrei voglia di smettere di lottare, ma so che non me lo posso permette, la falsa solidarietà e quella che mi da più fastidio, proprio non la sopporto.

  18. sono mamma di un bellissimo bimbo di un mese affetto dalla sindrome di down e tutto cio’ che ho letto mi spaventa,perche’ per noi genitori in primis il vero dolore nell’avere un bimbo portatore di qualsiasi handicap è che non venga accettato dalla societa’ e dai suoi coetanei.E’ comunque assurdo che in una societa’ civile sindaci e amministratori pubblici stipendiati da noi possano permettersi impunemente di fare certe affermazioni.In tal caso sarebbero dovuti essere immediatamente radiati dalla funzione che ricoprono .ricordiamoci inoltre che le scuole pubbliche esistono grazie a noi contribuenti.Non accetto assolutamente che alcun bambino venga definito di serie B.fortunatamente al mondo esistono persone con una spiccata sensibilita’ ed io in questa circostanza ne ho incontrata tanta.Avere un figlio o qualcuno vicino con una patologia è una grande occasione di crescita ,si apprezza molto di piu’ tutto cio’ che ci circonda,non si da peso alle picolezze e si evita il superfluo.guardo il mio bimbo e lo adoro e son felicissima che sia i mio bimbo.da quando lui è arrivato riesco a vedere cose bellissime che gia mi circondavano ma che prima mi sfuggivano.e allora,su tutti uniti contro qualsiasi discriminazione

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