Tam tam mediatico: accusa di omicidio per “il mito” della disabilità Pistorius

Oggi, su tutti i giornali, radio e televisioni del mondo, echeggia il nome Pistorius.

Ho dibattuto molto con me stessa se fosse il caso di parlare di Lui, in questo difficile momento che lo ha travolto. Sinceramente avrei preferito leggere di Lui come sempre nelle notizie sportive, nel volontariato o beneficenza o se proprio nel gossip, dove normalmente ci si aspetta di vedere il Suo nome; invece oggi lo ritroviamo nella cronaca nera, con una brutta accusa di omicidio.

Il risultato della mia semplice riflessione su Pistorius, campione nella disabilità, ho deciso di condividerla con tutti Voi.Pistorius era “il super disabile”, un ruolo davvero importante; colui che ha fatto della sua menomazione il suo miglior pregio. Io penso che, a Suo tempo, abbia deciso di non arrendersi ad una menomazione fisica e abbia voluto dimostrare al mondo che nulla è mai così impossibile, e che non si può perdere in partenza solo perchè “disabile”. Certo lui ha deciso di dimostrarlo attraverso ciò che gli piaceva, lo sport, correre e credo che tutto ciò possa considerarsi un messaggio per tutti; trovare uno scopo che ti distolga dalla malattia per quanto possibile,  da quel pensiero costante che la tua vita è finita, che non hai belle speranze in questa vita terrena.

Certo voglio restare con i piedi per terra e ben consapevole che non tutti possono, nonostante i tanti sforzi, raggiungere quel tipo di notorietà; quella è data da un mix di fattori che, se vogliamo essere sinceri, sono anche indipendenti da noi stessi. Però nel nostro piccolo, per i nostri unici occhi ci dobbiamo vedere campioni in qualche cosa, dobbiamo credere in qualche cosa che davvero ci rende felici perchè lo dobbiamo, in primis, a noi stessi.

Allora ci si interroga:” Lui, Pistorius, con una vita più unica che rara come è arrivato a questa tremenda accusa?” Una vita da favola che, all’improvviso, si sbriciola come un castello di sabbia.

Ai nostri occhi aveva tutto, si può dire che avesse da tempo toccato il cielo con un dito ma… Dietro a quel “ma” possiamo solo supporre, perchè solo il suo Io può sapere…I soldi, lo sport, le donne, i viaggi, la casa e tutto ciò di più bello e unico si può desiderare non è bastato. Sì è circondato di cose materiali che probabilmente non sono state sufficientemente gratificanti. La cronaca ogni giorno è piena di persone comuni che all’apparenza, per chi osserva da spettatore, hanno tutto e poi forse, nel loro intimo, si sentono poveri di qualcosa.

Purtroppo, questa vicenda ci insegna o meglio ci ricorda che, essere campioni nella vita è davvero difficile e tutti, chi più chi meno, chi prima chi dopo deve farci i conti.

E’ inevitabile che il nostro giudizio su di Lui è cambiato e il verdetto finale di questa vicenda, che le autorità porteranno sicuramente alla luce, segnerà il Suo futuro; saremmo solo ipocriti a non ammetterlo a noi stessi. Questa drammatica vicenda può insegnarci una sola cosa: dobbiamo ricordare e riflettere sul fatto che anche Lui è una persona comune con pregi, difetti, debolezze, forze e altro ancora e non è immune dalle fragilità dell’uomo, perchè questo è: un uomo non un supereroe.

Addio Reeva Steenkamp.

 

 

 

 

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7 risposte a “Tam tam mediatico: accusa di omicidio per “il mito” della disabilità Pistorius

  1. Ciao Lena! Quello che mi dispiace di più, oltre all’atroce morte di Reeva, è che questa vicenda cancellerà non soltanto il futuro, ma anche il passato di Pistorius…eppure moltissimi bambini nel mondo hanno iniziato a praticare sport grazie a lui e alle sue protesi. Spero che il male che ha indubbiamente commesso non cancelli tutto il bene. Hai ragione tu…siamo fragili, sempre e comunque.

  2. Cara Lena
    Capisco la tua delusione per questa persona, ma forse il mondo dello sport offre dei modelli falsati… eccellenti in un campo, quello sportivo, ma mediocri come persone.
    Eroe è chi vive in coerenza, 24 ore al giorno con il proprio ruolo, non per un’abilità acquisita, seppure con molti sforzi e notevoli risultati, ma per l’integrità dei propri valori morali e motivi. Quello che manca ai cosiddetti eroi di oggi è la coerenza. Personalmente condivido molto questa espressione di Salomone: “Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento.”
    Non tutti i disabili hanno le possibilità che ha avuto Pistorius, a cui auguro di poter fare come la fenice, ma tutti, disabili e non, possiamo sviluppare queste eroiche qualità: “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”… colui che ci riesce… è veramente in grado di cambiare il mondo!
    È vero, può sembrare difficile, ma non è impossibile, almeno un uomo ce l’ha fatta, tanto da poter dire anche a noi: “abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!”

  3. Senza nulla togliere ai dubbi,ai sospetti, alle mezze verita’, ai fatti evidenti di una giovane vita spezzata e del dolere delle famiglie che non si cancellera’ mai, per me (e per la legge) dovrebbe restare innocente fino a prova contraria.
    Prendo con le pinze cosa dice la stampa e come viene tradotta.

    Mi auguro che si sia trattato davvero di un drammatico, tragico incidente perche’ altrimenti dovro’ imparare a guardare il mondo con occhi nuovi, smettere di vedere cio’ che di buono fanno le persone, le speranze agli amputati di vedere che la vita ‘normale’ ed anche di piu’ tutto sommato e’ possibile citando Oscar come esempio.

    Spero comunque che, a prescindere dagli esiti giudiziari, cio’ che e’ stato non venga dimenticato, perche’ di bene ne e’ stato fatto in passato.

    Mi sento vicina a tutte le persone coinvolte in questa tristissima vicenda.

    RIP Reeva.

  4. Ciao Lena,
    è proprio vero che quando cadono i miti fanno un gran botto, al di là e al di sopra del merito della facenda giudiziaria, destinata alla magistratura, resta sempre l’amaro in bocca quando un così grave fatto viene alla luce, non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo episodio negativo, ci sono stati parecchi miti demoliti nello sport, nel spettacolo e in tutte le forme appartenenti al “sociale”, quando per un motivo x si crea l’eccelenza, la persona che ha contribuito diventa un mito, le persone comuni si identificano in esso ed assumono speranze, tentano l’imitazione, traggono forza dell’evento stesso, purtroppo alla fine di tutto ciò si dimostra che non sempre l’eccelenza è accompagnata da uno stile di vita, che nelle azioni negative si rileva.
    Come in tutte le persone vi sono aspetti positivi e negativi, i miti da questa regola non sono esclusi, ( purtroppo) e di conseguenza la loro caduta è rovinosa, trasciscinando con sè le aspettative di tanti e tanti fans che avevano riposto fiducia ad esempio.
    Dispiace.
    Ti saluto caramente.
    Giuseppe

  5. Cara Lena
    Capisco la tua delusione per questa persona, ma forse il mondo dello sport offre dei modelli falsati… eccellenti in un campo, quello sportivo, ma mediocri come persone.
    Eroe è chi vive in coerenza, 24 ore al giorno con il proprio ruolo, non per un’abilità acquisita, seppure con molti sforzi e notevoli risultati, ma per l’integrità dei propri valori morali e motivi. Quelllo che manca ai cosiddetti eroi di oggi è la coerenza. Personalmente condivido molto questa espressione di Salomone: “Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento.”
    Non tutti i disabili hanno le possibilità che ha avuto Pistorius, a cui auguro di poter fare come la fenice, ma tutti, disabili e non, possiamo sviluppare queste eroiche qualità: “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”… colui che ci riesce… è veramente in grado di cambiare il mondo!
    È vero, può sembrare difficile, ma non è impossibile, almeno un uomo ce l’ha fatta, tanto da poter dire anche a noi: “abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!”

  6. Spero che riceva una pena ridotta e che non comprometta la sua carriera sportiva.
    Le persone disabili che si trovano in condizioni simili alle sue possono comunque usarlo come modello fisico. Di modelli morali ce ne sono a bizzeffe.

  7. Non è detto che una persona con disabilità sia per forza di cose buona….
    dai racconti sulla persona di Pistorius infatti ne evince una persona con seri problemi psichici e comportamentali, quindi spero che non venga presa da esempio in nessun caso….
    le protesi le hanno create dei tecnici lautamente pagati solo allo scopo suo personale di vincere, non pensava a nessun bambino, pensava solo a sè stesso. Un cattivo esempio, una cattiva persona. Spero che le protesi create per lui diventino più accessibili anche per tutti gli altri, è questo che conta secondo me.

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