Turismo accessibile in barca: rispondi al questionario!

Vorrei parlarvi di Daiana Di Clemente, una studentessa della facoltà di architettura di Pescara, perchè deve realizzare la sua tesi di laurea e ha deciso di incentrarla su una delle nostre numerose problematiche. La tesi è sull’accessibilità nel mondo delle imbarcazioni, quindi Daiana è alla ricerca di persone che abbiano avuto esperienze con barche a motore, a vela, catamarani, traghetti, navi da crociera e quanto altro di simile.

Mi è sembrato un progetto veramente innovativo e interessante e soprattutto, finalmente, potrebbe spalancare gli occhi alle nostre istituzioni nazionali e locali. Uno studio sulle barriere architettoniche legate al turismo accessibile; argomento a noi caro dato che ogni anno, quando si arriva al periodo delle vacanze estive, siamo costretti a combatterle. Una bella occasione, per una giovane laureanda, per dimostrare ai nostri signori della politica, che non fanno altro che riunire commissioni tecniche che non arrivano a nessuna soluzione, che con uno studio attento e mirato e con la collaborazione delle persone disabili si potrebbe arrivare a importanti soluzioni pratiche.

Daiana non è disabile, ma comunque ha avuto modo di conoscere da vicino la disabilità; l’idea le è nata in seguito ad un corso di design incentrato appunto sullo yacht design, che le è parso molto interessante; poi nella sua facoltà, in particolare nel dipartimento di design, apprezzano e spingono per tesi sperimentali che siano infradisciplinari. Inoltre spera di riuscire ad ottenere qualcosa di valido e realmente interessante, non solo un progetto valido esteticamente ma inutile ad uno sguardo approfondito. Sono d’accordo con lei, potrebbe esse un progetto davvero utile, non un progetto statico fatto solo di parole scritte sulla carta che poi verranno accantonate e dimenticate.

Daiana, chiede l’aiuto di tutti voi e ha pensato di mettere a disposizione un questionario, che potete scaricare da qui (SCARICA IL QUESTIONARIO CLICCANDO QUI) per poi salvarlo e inviarlo direttamente al suo indirizzo mail: diclemente.daiana@gmail.com; il questionario è in forma anonima e prevede risposte chiuse (a crocetta) e comporterà per esempio domande sul tipo di esperienza fatta, fasce di età e caratteristiche dell’utenza, caratteristiche interne ed esterne del mezzo nautico utilizzato, ecc.

Spero che questo progetto possa lanciare l’idea doc che possa mettere la parola fine a tante problematiche del turismo accessibile, in particolare quelle legate a tutti quei mezzi di trasporto nautici. Buona compilazione!

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12 risposte a “Turismo accessibile in barca: rispondi al questionario!

  1. Cara Lena,
    condivido in pieno l’importanza di sensibilizzare le istituzioni alle problematiche legate alla disabilità e il progetto relativo alla tesi di questa ragazza è una buona opportunità.
    Personalmente non sono disabile, ma, per diversi motivi, ho avuto modo di constatare molto da vicino la disattenzione, l’inadeguatezza e spesso l’abbandono da parte delle istituzioni preposte all’integrazione delle persone disabili in qualsiasi ambito.
    Questo mi ha consentito di riflettere su una grave carenza nella nostra cultura e nello specifico mi riferisco alla cultura italiana: nella stragrande maggioranza diventiamo sensibili verso un problema sociale solo se ci riguarda da vicino, diversamente o non ce ne interessiamo oppure ci informiamo in maniera molto superficiale e in cuor nostro sappiamo che comunque la cosa non ci tocca. Questo vale non solo per la disabilità ma anche per altre problematiche come possono essere la tossicodipendenza, l’alcolismo o la gravissima piaga della pedofilia (purtroppo molto più diffusa di quanto si possa immaginare).
    Quello che a mio avviso ci manca è la consapevolezza (tutta da acquisire) che un problema sociale è un problema di ognuno di noi, perchè ci manca la consapevolezza di appartenere ad un sistema sociale, ci ostiniamo a ragionare in maniera individualistica (del tipo “l’importante che non riguarda me e nessuno dei miei familiari”).
    La consapevolezza che una persona disabile, piuttosto che tossicodipendente ha i nostri medesimi diritti farebbe una differenza notevole.
    Purtroppo non riusciamo a renderci conto che una vita dignitosa per TUTTI indistintamente (e non solo per chi ha i mezzi economici e, meglio ancora, il potere) con buona probabilità assicurerebbe di riflesso una società più sana anche per chi non vive certi problemi in prima persona. Il benessere collettivo inteso come serenità nella vita quotidiana non può che far bene a tutti.
    Tanto per cominciare i mezzi di comunicazione potrebbero dare molto più spazio, sottolineandone l’importanza, a tutte quelle persone (e per fortuna ce ne sono) che si battono senza chiedere nulla in cambio per aiutare chi versa in una condizione di qualsiasi difficoltà. Questi sono a mio avviso gli ideali che devono essere inculcati soprattutto alle nuove generazioni, piuttosto che l’importanza di avere un fisico palestrato altrimenti si viene esclusi dalla compagnia!
    Questo è il mio pensiero personale sulla realtà italiana che mi piace sempre meno. Voglio sperare che esistano altre realtà dove il sistema di vita è ben diverso.

    Ti saluto caramente

    • Ciao Carminia, vuoi sapere quale è la prima cosa fantastica del tuo commento? Che tu non sei disabile ma dimostri di avere una giusta cultura, che ti fa capire che siamo esseri umani come te, con gli stessi diritti, gli stessi desideri, che proviamo le stesse emozioni e sensazioni. Ci vorrebbero persone come te a insegnare nelle scuole, già ai più piccini, la vera cultura, quella che dovrebbe farli crescere come uomini migliori, uomini nuovi, veri per un paese veramente nuovo: la nuova Italia. Spero che continuerai a seguire con interesse il mio blog.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

    • Ciao Graziella, ti prego non mollare; dopo tutto il nostro lottare devi assolutamente assistere al raggiungimento almeno di un obietivo per i diversamenti abili. Lo sai la battaglia di un singolo come te è la battaglia i tutti noi. Dobbiamo crederci.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Già per le persone normali andare in barca è un costo bello tosto,immagino per un disabile perchè questo paese ci sono solo pochi posti e barche attrezzate ove uno può salire e non diciamo di sicuro convenienti.Magari qualcuno mi smentirà e sarei contento che succeda perchè vorrà dire che c’è ancora gente intelligente attenta a questi aspetti.

    • Ciao Gianfranco, hai ragione costi e accessibilità improponibili… Cambierà qualcosa? Prima o poi se l’Italia non vorrà essere esclusa dal mondo intero dovrà per forza migliorarsi; non ha scelta. Ci sono paesi economicamente più arretrati di noi, che possiedono molto meno di noi che, obiettivamente, brillano di luce propria perchè le persone che li abitano, vivono nella giusta dimensione… Noi ci siamo persi… Ci volevano le briciole di pane come nella favola… E’ imbarazzante…
      Speriamo che chi più esperto sulla tematica imbarcazioni voglia condividere con noi il proprio pensiero e la propria conoscenza.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. Buongiorno a tutti, sono molto contenta del fatto che troviate interessante il mio progetto di tesi, e spero anch’io di avere sulla carta il progetto, il prima possibile…
    Ringrazio in anticipo tutti coloro che vorranno aiutarmi e soprattutto Lena per la sua disponibilità e cortesia.
    Buona domenica a tutti

    • Ciao Daiana, spero di cuore che in tanto vorranno contribuire a questo tuo progetto, che secondo il mio modesto parere è molto interessante. Potrebbe davvero dare una mano, con buone idee, a risolvere qualche problema nel turismo che, per noi, non è ancora accessibile. Buon lavoro e buono studio.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. Invece di pensare alle barche accessibili sapendo benissimo che mio marito disabile in carrozzina e io e non credo che ci siano molti disabili ricchi non la potremmo mai comprare a stento la vedremo col binocolo.Mi preoccuperei di sistemare la faccenda mezzi pubblici inaccessibili almeno nel mio paese perchè prendere un mezzo pubblico è un’impresa.I mezzi sono pochi e non tutti attrezzati per i disabili.Quindi bel progetto ma non è poi cosi’ importante perchè le priorità sono ben altre.

  5. Cara Lena, hai toccato un aspetto che considero molto importante: la scuola. Ne ho parlato in un mio commento nel post dedicato all’autismo, dove ho letto la lettera molto toccante di questo papà che giustamente chiede per i suoi figli gli stessi diritti dei loro coetanei, richiesta che mi sembra semplicemente leggittima.
    Personalmente ritengo che nella scuola italiana c’è ancora tantissimo da lavorare in questo senso. Però adesso non voglio uscire dalla tematica di questo post che è un’altra. Magari, se è il caso, può essere interessante leggere il parere di altri genitori in un’altra occasione.
    Continuerò a seguire il tuo blog perchè ti ritengo molto intelligente, una di quelle persone che fanno la differenza.
    Un abbraccio

  6. Buonasera a tutti, mi chiamo Vincenzo Li Vigni, ho 28 anni e ho una disabilita agli arti inferiori. Questa è la mia storia in breve: nel mese di luglio decido di intraprendere come sport la vela, quindi contatto il circolo velico che ritengo più attrezzato, chiedo se era possibile prendere lezioni di vela e nel contempo prospetto la mia disabilità.
    Vengo prontamente rassicurato e mi viene detto che non c’erano problemi di sorta e che sarei stato ricontattato non appena si fossero tenute le lezioni. Nel mese di Agosto vengo ricontattato (è gia passato un mese) finalmente si è trovato l’istruttore disponibile a fare lezioni ad un disabile (istruttore per altro gentilissimo e preparatissimo che mi prospetta la possibilità di poter fare le paralimpiadi) ma qui viene il bello il circolo velico chiede una barca adatta per disabili, e della barca non si hanno piu notizie, la federazione fino ad oggi non ci ha aiutato in nessun modo. (pero ho pagato €25 di tessera fiv per poter andare in mare coperto da assicurazione).
    Morale della favola siamo al 26 agosto sta arrivando il brutto tempo ed ormai la mia speranza di prendere lezione di vela per quest’anno è svanita. Quindi scusate lo sfogo dopo tutte quello che ho passato quado sento parlare di parlimpiadi mi sento preso per i fondelli.
    Quando vedo quelle pagine nel sito della federazione dove si parla sempre di agevolare i disabili penso che sia un modo per farsi pubblicità e nel contempo mi sento preso fortemente per i fondelli, altro che spedizione italiana qui quasi quasi non siamo neanche partiti. saluti a tutti
    P.s. ad oggi 03.09.2012 nessun riscontro.

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