Si chiamano vacanze quindi, che nessuno si aspetti una tregua da parte nostra!

Eccoci qui, siamo ormai alle porte del tanto atteso, da molti, mese di agosto, il cosiddetto mese delle vacanze…

Abbiamo parlato, discusso, interagito in merito al turismo accessibile e ora siamo arrivati alla resa dei conti. Adesso arriva il momento delle esperienze individuali; di fare vedere attraverso i nostri occhi ciò che va e che non va.

Spero che in molti anche durante le vacanze abbiate voglia di scrivermi, dalle diverse località, del nostro bel paese, che andrete a visitare, inviandomi anche delle foto così da confrontarci, capire, suggerire, riflettere e soprattutto far riflettere i nostri governanti. L’invito a scrivermi è rivolto ovviamente non solo ai turisti disabili e non, ma anche agli operatori turistici e attività commerciali di tutta Italia.

La cosa che mi farebbe più piacere è sapere che saremo in tanti ad avere la possibilità economica (è un grosso sacrificio anche per me), logistica di concedersi una vacanza; sicuramente rappresenterebbe una parentesi della vita che potrebbe, sono sicura, essere terapeutica.

Ecco, potremmo proporlo; sarebbe un ulteriore motivo per far sì che il nostro ministro per lo sport e il turismo , Piero Gnudi, il comitato creato per il turismo accessibile, l’onorevole Brambilla e l’intera rosa dei ministri prendano finalmente in seria considerazione le vacanze dei disabili e più in generale la vita di noi disabili. Io stessa noto su di me e anche gli occhi degli altri  se ne accorgono che, dopo un periodo di vacanza, mare, montagna, lago o qualunque tipo di svago, il mio volto cambia colore , emana una luce diversa e questo, per quanto io sia comunque sempre malata, mi fa stare meglio. Dovrebbero riflettere seriamente su tutto ciò che ci viene negato; un sorriso, un po’ di spensieratezza, la leggerezza di una vacanza, i raggi del sole, l’aria fresca, il sapore di un gelato, i profumi dell’estate e molto altro.

Non dobbiamo arrenderci, nè fermarci, non dobbiamo smettere di osservare; possiamo dire che ci diamo da fare anche durante le nostre meritate ferie. La battaglia per vedere rispettati i nostri diritti, quindi non parlo solo di turismo, non può fermarsi perchè non possiamo più aspettare; l’intero anno è da considerarsi periodo di impegno e questo dovrebbe essere per primo una priorità dei nostri governanti. Nessuno dice di che non debbano andare in vacanza però a quella scadenza, ogni anno, dovrebbero chiedersi se hanno lavorato bene e se hanno fatto tutto al meglio non tralasciando nulla e nessuno; un po’ come noi, che prima di partire controlliamo se abbiamo fatto tutto (es. pagato bollette e tasse), preso tutto e sistemato ogni cosa, perchè il peso di una di queste cose mancate, non ci farebbe andare in vacanza tranquilli. 

Possiamo solo sperare che la loro pausa vacanziera porti loro consiglio, scaturisca riflessioni tanto importanti da portare a settembre, con la ripresa delle attività, al fatidico “cambiamento epocale”. Lo aspettiamo da tanto tempo. Certo un cambiamento che finalmente ci favorisca e ci tuteli e non le solite tasse, tagli alla sanità e alla nostra assistenza. Le sorprese di questo genere non sono gradite.

Nella storia ci sono stati tanti periodi temporali importanti e significativi; lo dimostra il fatto che gli sono stati assegnati nomi altrettanto significativi, per ricordarli nei secoli (esempio le rivoluzioni indusriali, il new deal, il crollo del muro di Berlino, la fine delle guerre, i diritti delle perone di colore, la costituzione italiana, la fine delle deportazioni e tanti altri). Potremmo trovare anche noi un nome al nostro periodo, perchè sono convinta che arriverà e sarà talmente innovativo che verrà riportato nei libri di storia e educazione civica e ricordato per l’eternità. Sarebbe bello raccontare a chi verrà dopo di noi tutto questo e far vedere cosa abbiamo ottenuto; pensate solo ai bambini e ai ragazzi nelle scuole che potrebbero leggere di noi…                                                       Certo ci vuole  la collaborazione di tutti… Solo così arriveremo a rispettarci reciprocamente. 

Ai disabili e alle loro famiglie posso solo dire:” In bocca al lupo e buone vacanze”.

La vostra blogger Lena.

 

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17 risposte a “Si chiamano vacanze quindi, che nessuno si aspetti una tregua da parte nostra!

  1. Poi ci mettiamo vari hotel su internet che danno disponibilita’ per chi soffre di problemi fisici o chi e’ sulla sedia a rotelle per fare una bela vacanza, ma se non si chiama ci si trovano scale e ascensori troppo stretti…e loro sono inseriti nella lista per i portatori di handicap…assurdo!!!
    In italia stanno esagerando in questi ultimi anni. uno schifo

    • Ciao Giangi, hai descritto bene uno dei paradossi italiani…e’ vero, tutto questo lasciar fare in questi ultimi anni, ha portato alla esagerazione. Uscire da questa situazione è davvero difficile ma non impossibile. Posso solo sottolineare che la casistica da te descritta non è solo una casististica ma realtà; io per prima l’ho vissuta e più volte.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. BUONGIORNO, SONO UN UOMO DISABILE DI 50 ANNI CON IL DESIDERIO DI ANDARE IN VACANZA DA SOLO, RELATIVAMENTE, MA NOTO CHE NON ESISTE UNA STRUTTURA, ASSOCIAZIONE O TOUR OPERATOR CHE FORNISCA ANCHE L’ACCOMPAGNATORE, QUESTO SECONDO ME PENALIZZA MOLTE PERSONE DISABILI CHE COME ME DESIDEREREBBERO ANDARE IN VACANZA SENZA LA NECESSITA’ DI AVERE OBBLIGATORIAMENTE UN FAMIGLIARE.

    • Ciao Silvio, mi dispiace che tu non riesca ad andare in vacanza da solo, perchè senza accompagnatore.
      Non mi hai scritto di dove sei; perchè sul mio blog all’articolo “Turismo accessibile, ne ho parlato in radio” ha commentato Monica che si occupa di tutto in merito al turismo accessibile. Vai a curiosare, Lei è di Roma però magari di potrebbe dare indicazioni sul, possibile, medesimo servizio nella tua città.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. Salve! Sono una mamma di tre meravigliosi bambini… Viviamo la disabilita’e tutto il suo mondo,ormai da cinque anni,con la nostra splendita bambina di nove anni. Non e’ una disabilita’ motoria,non abbiamo gli occhi della gente contro e non so giudicare se e’ un bene o un male,purtroppo in Italia c’e’ ancora tanta gente convinta che l’invalido e’ solo quello su una sedia a rotelle… Ha una malattia rara… Quindi non solo viviamo la sua disabilita’,ma anche il non sapere ancora bene cosa ci aspetta. Questa era solo una premessa. Anche noi quest’ anno poche vacanze,Ma va bene così riemergeremo da questa crisi: belli,forti,e ricchi.abitiamo a Roma, decidiamo di passare una giornata al parco acquatico hidromanya… Posto ideale per i bambini,si sono divertiti tantissimo,il problema e’ sorto al momento del pagamento dei biglietti. Fuori al parcheggio un cartello enorme con le tariffe; disabili al 100%gratuiti accompagnatori,con certificato gratuiti. A conti fatti la mia famiglia avrebbe pagato solo un ingresso intero.. Non vuole essere un discorso economico,siamo in crisi,ma non così drastico.. Alla cassa,con il certificato in mano,dichiaro la disabilita’ di mia figlia,la cassiera mi risponde che:per il diritto alla privacy non prendevano più i certificati,mia figlia avrebbe pagato un ridotto, come tutti i bimbi. Replico che fuori c’era scritto altro e che era una brutta interpretazione della legge… Mi chiamano il direttore,il quale si scusa per il cartello fuori. Scuse accettate… Nel parlare non so come,mi guarda e sortisce dicendo: un invalido e’ solo un carrozzato… Sono diventata una iena… Lascio a voi intendere le mie risposte… Le sue spiegazioni direi vergognose.. Un carrozzato non usa i servizi dati dalla struttura.. Io mi domando un sordo muto e’ in grado di usare tali servizi? Ad un bimbo di dieci anni in sedia a rotelle,un papa’non fa fare un bagno in piscina? Traete voi le conclusioni… Io lo ho trovato offensivo per la mia intelligenza, per la grave disabilita’ di mia figlia e soprattutto per tutti i disabili su sedia,che vengono ancora ghettizzati come unici invalidi… Credevo di poter proteggere mia figlia,ma contro l’ignoranza non si puo’ fare nulla!
    Cordiali saluti Raffaella

    • Ciao Raffaella, è una storia pazzesca per la nostra capitale, Roma, nel 2012. Al principio della lettura mi sono infuriata, poi mi è passata davanti agli occhi la tua bimba e allora è scattata la commozione. Assurdo classificare i disabili in classe A e classe B. Davvero vergognoso! Tutti i disabili devono essere liberi di utilizzare i servizi che più gli si addicono e che hanno voglia di utilizzare; il direttore ha sfoggiato della grande ignoranza. Non vedo logica nel suo ragionamento: i disabili motori siccome non usano a pieno le strutture non pagano l’ingresso invece invece un sordo muto, nonostante la disabilità, usa a pieno i servizi e quindi deve pagare l’ingresso. Io non permetterei a persone che ragionano così di gestire un parco acquatico; una persona così a contatto con il pubblico? Lede l’immagine del parco ancor peggio se a mettere queste regole è stato lui.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. Io e mio marito disabile in carrozzina amiamo viaggiare e,soldi permettendo,almeno una volta l’anno partiamo e siamo costretti ad andare spesso all’estero, per carità, vedere posti nuovi è stupendo,siamo i primi a girarli ma, vorremmo visitare la NOSTRA amata Italia in tutte le sue bellezze artistiche e culturali ma ci è impossibile anche perchè abbiamo avuto in passato delle “sorprese” ovvero che una volta prenotato il b&b o quello che è ci viene detto che tutto è accessibile persino la piscina con tanto di sollevatore arrivati in albergo ecco l’amara sorpresa il bagno non totalmente accessibile e mio marito si è dovutoarrangiare e per fortuna si arrangia bene sollevatore guasto della piscina quindi niente bagno in piscina con il gran caldo insomma vacanze rovinate perchè la vacanza non deve essere uno stress ma lo è a volte puo’ essere anche un incubo e non sto esagerando!All’estero è un’altra cosa siamo Berlino,Vienna,Canada dove siamo stati in viaggio di nozze,un’altra mentalità.

    • Ciao Anna, grazie di aver condiviso con tutti noi la tua esperienza. Fa male sapere che i disabili sono costretti a rivolgersi all’estero per vedere rispettati i nostri diritti. Sono d’accordo quando dici che la vacanza da relax potrebbe trasformarsi in un incubo; umiliandoci sempre più. Davvero pessima l’esperienza che hai vissuto con tuo marito… Senza parole… Anzi forse una ce l’avrei: ma chi deve controllare le strutture alberghiere dove è? Vigilare e applicare sanzioni, questo sì che sarebbe un deterrente e invece? In questo caso le strutture turistiche andrebbero ribaltate come un calzino… Sento tanto parlare dell’estero e mi sono documentata molto, sembra un altro pianeta; spero prima o poi di farmi qualche giretto.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. Personale qualificato offre assistenza per alzate, messe a letto e docce nelle strutture alberghiere della fascia di Rimini Nord fino a Bellaria.Non sono disponibili ausili eventualmente necessari allo svolgimento del lavoro.
    Per informazioni contattare il numero 3471450765 ore pomeridiane

    http://www.vacanzeaccessibili.it/

    Ecco una soluzione che rende liberi dai soliti centri riabilitativi sul mare.

  6. per tutti e non solo per i disabili, volevo segnalare “villa gregoriana” di auronzo di cadore

    una villa immersa nel verde, adatto per i disabili in quanto non ci sono barriere architettoniche ed immersa nel verde

    posto molto tranquillo, pulito ed economico
    i menù comprendono una scelta tra 2 primi e 2 secondi, contorni e frutta a volontà e 1 dolce
    non so se ci sono menù speciali

    ci sono stata quanche giorno fa con la mia famiglia e ci sono stata benissimo

    • Ciao Arianna, grazie della segnalazione. Ho visitato il sito di auronzo di cadore, perchè località che non conoscevo e ho visto che la località è bellissima, tutto verde immersa nelle Dolomiti in provincia di Belluno.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  7. Nel campeggio che frequento da anni, l’unica doccia per i disabili è rotta (penso da anni) con il risultato ch le persone disabili devono farsi la doccia nelle altre riservate ai più fortunati diciamo così, non molto grandi per la verità, cosicchè la porta della doccia rimane quasi aperta e anche l’entrare in doccia con una carrozzina non è possibile. L’anno scorso ho assistito a cosa doveva fare una madre per lavare la sua bimba disabile. Allucinante è dir poco

    • Ciao Roby, è scandaloso, hai ragione anche l’aggettivo allucinante non è sufficiente! Non c’è fine alle umiliazioni che siamo costretti a subire. Sarebbe stato bello capire da quale località e regione di Italia hai vissuto tale esperienza.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  8. Buongiorno a tutti, sono una studentessa di architettura alla prese con la mia tesi sull’accessibilità nei motoryacht. A tal proposito ho preparato un questionario per tutti coloro che abbiano avuto esperienze con barche a motore, a vela, catamarani, traghetti, crociere, ecc.. Se qualcuno di voi ha avuto esperienze di questo tipo ed ha voglia di compilare questo questionario (anonimo naturalmente ed è una cosa molto veloce), ve ne sarei grata. Lascio la mia e-mail per chiunque volesse contattarmi diclemente.daiana@gmail.com
    Vi ringrazio anticipatamente e spero che possiate passare tutti delle belle vacanze

    • Ciao Daiana, prima di tutto in bocca al lupo per la tua tesi. Sono rimasta sorpresa e veramente felice di leggere in quale modo ti stai occupando di disabilità. Fantastico! Mi sono commossa. Hai fatto bene a richiedere la collaborazione di chi legge questo blog. Auguro anche a te buone vacanze, che probabimente farai dopo la faticaccia della tesi, quindi a laurea ottenuta.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  9. Ciao Lena,
    finalmente giustizia è fatta!! leggendo i giornali stamani si apprende della importante azione svolta dalla polizia municipale di Verona sui permessi per i disabili, è inutile dire che è scandaloso la presa di coscienza sui numeri delle infrazioni, o meglio dire sulle piraterie senza coscienza che vengono perpretate tutti i giorni ai danni degli aventi diritto, si profanano anche i morti facendoli rivere sul talloncino per commettere ulteriori illegalità.
    Ben vengano i controlli e sopratutto le sanzioni trovino applicabilità, la certezza della pena a volte è il maggiore deterente contro questi assurdi comportamenti, non sò se sia necessario che qualche organizzazione dei disabili si costituisca parte civile perchè le pene siano certe, gli eventuali introiti potrebbero costituire “tesoretti” da utilizzare per il miglioramento delle condizioni di vita degli stessi disabili.
    Buone ferie, a presto Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, ho letto anche io sui giornali, questa meravigliosa notizia! Si potrebbe dire giustizia è fatta! Sono d’accordo, con te intensificare i controlli e applicare le sanzioni previste sono il deterrente giusto. Anche in questo caso la giustizia italiana dovrebbe puntare sulla certezza della pena. Bella idea; utilizzare le multe incassate per le effrazioni compiute nei confronti dei disabili, per creare da parte dei comuni un tesoretto, cioè un fondo a cui attingere per migliorare la condizione di vita dei disabili della città e far valere i loro diritti.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

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