Negozi senza barriere, la sfida di Lena

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Ci ho pensato molto e poi ho capito che era giusto portare a conoscenza di tutti una battaglia sì personale, però volutamente intrapresa anche per “il mondo di Lena”, cioè la realtà di una vita vissuta dai disabili del nostro paese. Fino a quando la malattia me lo permetterà e mi darà la forza di indignarmi, so, per certo, di avere l’onore di combattere per i miei diritti e quelli delle persone che, come me, ogni giorno combattono già contro la propria malattia.

Il mondo di Lena ha il compito di far sentire forte la voce dei disabili e di tutte le persone che quotidianamente li sostengono con molto amore, scontrandosi però con le reali difficoltà della nostra società. Vi posso garantire che le difficoltà sono veramente tante, non riesco a trovare una unità di misura che le possa quantificare correttamente.

Quello che presento oggi è una intervista che mi è stata fatta nella mia città Vigevano (PV)  da un giornale locale, l’Informatore, da Claudio Bressani che ha provveduto a pubblicarla il 31 Maggio con lo scopo di arrivare ad una soluzione da parte del mio comune. Questo articolo vuole proprio dimostrare che in Italia viene totalmente negata qualsiasi forma di vita indipendente e inclusione sociale.

Nella speranza che tutto questo permetta di rimuovere, finalmente, non solo le barriere architettoniche ma anche quelle, più pericolose e insidiose, barriere sociali e istituzionali.

In bocca al lupo a tutti noi!

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14 risposte a “Negozi senza barriere, la sfida di Lena

  1. Ciao Lena anch’io sono un disabile che combatte contro le barriere architettoniche , io specialmente ce .l’ho con le banche che secondo una legge dovrebbero adattare l’altezza del bancomat per noi disabile ,ma nessuno la mettono in pratica . Bisogna continuare a combattere per la nostra mobilia libera. Ciao

    • Ciao Flavio, hai perfettamente ragione. Le banche presentano quasi sempre barriere architettoniche (scalinate all’ingresso, bancomat ad altezza non accessibile). Anche nella mia città è così e questo aspetto alimenta continuamente la diversità. Sai quale è la domanda che mi pongo più spesso? “Come proprio le banche? Con tutti i soldi che hanno non riescono a gestire, economicamente, un intervento di ristrutturazione o riqualifica della struttura?” La cosa più assurda, che merita un applauso fragoroso, è che ci sono banche appena ristrutturate che hanno installato i bancomat ad una altezza tale che un disabile non riesce a fare le proprie operazioni, senza l’aiuto di una altra persona. E allora, dove è la vita indipendente?
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Ciao,la cosa da fare è striscia……. scherzo! mica tanto però, ma non è che loro sono i disabili!, perchè non capire problemi così facili bisogna essere propio duri di cervello!. grazie per lo spazio che mi date.

    • Ciao Gianfranco, anche io ho grosse difficoltà a realizzare come i nostri politicanti o tecnici non riescano a capire certe problematiche! Purtroppo è la realtà dei fatti; poi arrivo a pensare che forse a loro fa comodo non capire (almeno questo è ciò che danno a vedere) e soprattutto non ascoltare le nostre voci… Prima o poi questi atteggiamenti vanno cambiati… Non fanno più parte di questa epoca bisogna guardare oltre, prendere decisioni a lungo termine, bisogna lavorare con fatti concreti, che daranno poi risultati concreti.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. A Torino già alcuni anni fa era stata fatta una campagna di sensibilizzazione chiamata “via il gradino”. C’era stato anche una sorta di concorso di idee per trovare la soluzione migliore proprio per eliminare le barriere davanti ai negozi. Aveva vinto una specie di zerbino in plastica che all’occasione poteva essere alzato manualmente andando a formare un piccolo piano inclinato a mò di rampa.
    ma in fondo il vero problema è la sensibilità della gente: i raccordi ai marciapiedi ormai sono la norma, l’ostacolo è la gente che parcheggia là dove ci sono e rampe, o fa capannello lungo i marciapiede senza minimamente spostarsi quando passa una carrozzina o un passeggino. Bisogna lavorare sul rispetto.

    • Ciao Sabina, il tuo pensiero è corretto; purtroppo c’è troppa poca sensibilità nei confronti dei disabili. Siamo un paese che si sofferma poco a osservare e riflettere. Nelle scuole ci vorrebbe un pò di educazione civica e forse, almeno da questo lato, il paese migliorerebbe, perlomeno qualitativamente parlando. Bisogna partire dalle basi, dal rispetto per gli altri esseri umani in generale e poi con un occhio particolare ai disabili. Dobbiamo puntare sulle nuove generazioni perchè sono loro il futuro del paese.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. Allora, per riderci su, sdrammatizzando… un paio di esempi capitati a me. Rampa esterna a norma di legge davanti a una pizzeria e, appena entrata due rampe di scale, una in su e una in giù. Oppure l’insegna indicante il bagno per disabili e poi ci sono dovuta entrare da sola, lasciando fuori la carrozzina, con mia madre che mi aiutava dall’esterno… (e magari avevano preso pure gli incentivi economici) Il problema è che finché un aspetto come il nostro non li colpisce direttamente, le persone non si rendono conto. Solo se vivono un po’ con noi cominciano a capire qualcosa… bisognerebbe fare dei corsi dove si insegna a usare la carrozzina… standoci! Eppure c’è una cosa alla nostra portata: davanti al negozio con barriere, facciamoci aiutare dal negoziante, dopotutto il cliente ha sempre ragione.

    • Ciao Graziella, hai dato degli esempi significativi. Questa è la realtà di tutti i giorni, è proprio ciò contro cui combattiamo ogni giorno. Nel momento in cui ci muoviamo sulla nostra quattro ruote dobbiamo porci tante domande; e questi esempi ne sono la rappresentazione. Certo non c’è come provare per capire! E’ quello che dico sempre alle nostre istituzioni: prova a essere disabile, ma concretamente e poi mi fai sapere come è andata. Lo stesso vale per tutte le persone che non hanno abbastanza coscienza sociale. Sarebbe una bella prova e soprattutto una prova impegnativa, che sinceramente non so se tutti porterebbero fino in fondo. La più nota frase “il cliente ha sempre ragione” ci permetterebbe di farci aiutare dal negoziante, nel caso in cui si tratti di un negozio con barriere. A me è già successo, nella mia città, nel centro storico, di provare le scarpe fuori dal negozio perchè per me non c’era possibilità di entrare. Però a dire la verità non mi sono sentita a mio agio. Che brutto!
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. Buongiorno Lena,
    ho letto della tua iniziativa anche sul giornale e spero che tutti si daranno da fare per affrontare, e risolvere, questo problema.

    Da parte mia devo ammettere che anche di fronte all’entrata del mio ufficio c’è un gradino non molto alto ma che non permette l’eventuale accesso ai disabili. Il problema è che c’è il marciapiede molto stretto ed una rampa (come quella che abbiamo invece all’interno) impedirebbe il passaggio normale e, probabilmente, sarebbe troppo ripida.

    Come fare? A chi ci si può rivolgere per questo tipo di problema? Vorrei fare qualcosa ma, ahimé, non so se ci sono dei permessi da richiedere o a chi ci si possa rivolgere.

    Ha qualche suggerimento da darmi?

    La ringrazio e la supporterò anche in questa sua iniziativa.

    Cordialmente,
    Roberto

    • Ciao Roberto, scusami per il ritardo nella risposta al tuo commento di sostegno a una delle mie battaglie; quella delle barriere architettoniche. Ti ringrazio della buona volontà e ti consiglio di visualizzare la legge 104, che è molto specifica e puoi trovare risposte ai tuoi dubbi; ti direi di digitare http://www.handylex.org/stato/l050292.shtml.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  6. Un mio amico si è sposato con una ragazza tedesca e mi raccontava che in Germania portano le carrozelle in piazza e le fanno provare alle persone x far capire le difficoltà …………………….. perchè non lo facciamo anche noi ?????? ciao

    • Ciao Antonio, iniziativa curiosa e interessante…Direi che potrebbe essere una idea! Soprattutto per far capire, in maniera concreta, le nostre reali difficoltà ai nostri amministratori. Si potrebbe studiare come organizzare! Scusa il mio ritardo nel risponderti.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  7. Cara Lena,
    ho letto l’articolo che ti rende nota, il blog era stato molto più riservato, ora di te si sanno molte più cose, di fatto sei ormai un personaggio pubblico, non ti posso dire (perchè non vuoi sentirtelo dire) quale è il primo sentimento che colpisce guardandoti nella foto, sembri fragile ma si può stimare la tua grande forza d’animo, che ti induce a sostenere le grandi battaglie, derivanti da una scoretta o non applicata legislazione in materia di disabilità, sono andato a leggermi la carta O.N.U firmata dal ministro Ferrero per lo Stato Italiano, che delusione !! si sono riempiti la bocca a livello mondiale e non realizzano nulla di quanto sottoscritto a nome del Popolo Italiano, neanche un marciapiede !! che le banche siano una istituzione di ladri legalizzati è un luogo comune, ma che si scelgano anche i clienti senza handicap è scandaloso, infine se si adeguassero alle normative per l’abbattimento delle barriere archittetoniche lo farebbero con i lucri sui cittadini, senza privarsi di niente, ma che cosa è questo accanimento fuori legge, vergognatevi.
    Non credo sia possibile che un attuale Ministro, possa essere a conoscenza del documento O.N.U e viste le vigenti leggi in materia e a cuor leggero tagli la spesa indispensabile per la stessa vita degli invalidi, viene da pensare, che dalla Sua posizione da benestante, non creda possibile si debba dare così tanto alle persone ammalate, meglio tagliare e risparmiare che bella filosofia, complimenti abbiamo salvato l’italia !!
    Mi viene in mente un certo ritornello “la salute diventa preziosa proprio quando manca” nessuno ne è esente, rifletessero quei quattro politicanti del pifero, potrebbe capitare anche a loro e ai loro famigliari qualcosa di negativo, ma già hanno rubato quanto basta per far fronte anche a questa evenienza, neanche stavolta riuscirebbero a capire.
    salutoni Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, scusa il mio ritardo nel rispondere a questo tuo interessante commento. Hai ragione quando dici che dalla foto si vede che sono “fisicamente” molto fragile, ma ti confermo con grinta da vendere. E’ tipico dei politici riempirsi la bocca di belle parole e riempire le nostre orecchie di finte promesse; ormai è una consuetudine. Davanti alla barriera architettonica e come se sulla porta ci fosse il cartello che ci ricorda che non possiamo entrare, un pò come si faceva e/o si fa con gli animali. Interessante la frase “la salute diventa preziosa proprio quando manca”. Hai ragione quando dici che nessuno è esente da possibili complicanze di salute, ma nel caso dei nostri governanti sarebbe, come al solito, tutta un’altra storia.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

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