Ledha e i disabili si preparano alla mobilitazione del 13 giugno

Eccoci, ci siamo quasi, il traguardo è la mobilitazione prevista per mercoledì 13 giugno alle ore 11, in piazza Duca D’Aosta a Milano, per arrivare proprio sotto il palazzo della Regione Lombardia, per dire no ai tagli alle politiche sociali.
Vorrei tanto conoscere anche le mobilitazioni  di altre regioni d’Italia, legate ai tagli alle politiche sociali e a tutti quei problemi del mondo della disabilità. Vorrei conoscere la realtà di altre regioni, per confrontarci  e capire, anche perchè la parola disabilità ha un solo significato e dovrebbe essere identico in tutta la nostra Italia. Spero che accogliate la mia richiesta e vogliate portare alla conoscenza di tutti, anche delle istituzioni, altre realtà, attraverso questo blog.

Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), con tutte le associazioni a Lei aderenti, dopo aver presentato in un precedente comunicato le sue richieste contro i tagli alle politiche sociali, ora presenta il reportage “Racconti di vita indipendente” direttamente sul sito “persone con disabilità”, un video che può servire per capire. Per aiutare tutti a capire il significato di questa mobilitazione, riporto qui di seguito il comunicato stampa di Ledha.

Vita indipendente significa poter vivere a casa propria, assieme alle persone care. Significa potersi alzare al mattino per andare a lavorare, viaggiare, coltivare amicizie e passioni. Vita indipendente significa potersi sposare con la persona amata e costruire una nuova famiglia. Vita Indipendente vuol dire vedersi riconosciuto lo status di persona indipendentemente dal tipo e dalla gravità della propria disabilità, ovunque si viva.

Ma per tante persone con disabilità il diritto a una vita indipendente è appeso a un filo.

Katia Pietra, 48 anni, è affetta da amiotrofia spinale oggi ha la possibilità di vivere a casa propria e di svolgere un’attività lavorativa: ma per il 2012 il suo progetto di vita indipendente non verrà rifinanziato.

Ida Sala ha vissuto per sei anni in un istituto e per altri venti in una comunità autogestita. “Poi, nel 2004 ho deciso di fare il salto della vita indipendente -racconta-. Non vorrei tornare indietro e spero di non essere costretta a farlo”.

Elisa Vavassori ha 31 anni, vive a Carugate in provincia di Milano. Ha presentato al suo comune di residenza un progetto di vita indipendente (17mila euro all’anno) per poter andare a convivere con il suo compagno. Ma la sua richiesta è sempre stata respinta.

Il diritto alla vita indipendente viene sancito dalla legge 162 del 1998 e ribadito dall’articolo 19 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Ma quelle parole rischiano di restare sulla carta. Per il 2012, infatti, i mancati trasferimenti dallo Stato e dalla Regione hanno comportato per i Comuni lombardi un’ulteriore diminuzione di 100 milioni di euro delle risorse a disposizione per le politiche sociali. Prime vittime di questi tagli, sono stati i progetti di vita indipendente.

Nell’ambito della campagna “No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all’inclusione nella società” Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) ha voluto raccogliere e divulgare le testimonianze di quattro persone con disabilità per raccontare una quotidianità sconosciuta a tanti, persone comuni e istituzioni. È nato così il reportage “Racconti di vita indipendente”, visibile sul sito Persone con disabilità

 

Sinceramente lo trovo un progetto fantastico; presentare persone reali, con un nome, una identità, una vita, che con la loro testimonianza possono davvero far capire cosa significano i tagli, ai progetti di vita indipendente ed inclusione nella società. La speranza è di  far conoscere ai nostri governanti i nomi, i volti di quei tagli così facilmente approvati. Care istituzioni, possiamo coniare un motto:” Un taglio, un nome!”.

Con i Vostri occhi dovete poter leggere le nostre storie, e vedere che siamo persone davvero speciali; mi piace definirci così perchè, nonostante ci venga negato di esistere, noi siamo sempre qui in prima fila, con il nostro volto, davanti a Voi che mettete in discussione la nostra presenza in questo paese, definendoci tra le righe persone che possono tranquillamente non esistere, come dei fantasmi. Voi vorreste questo, farci diventare dei fantasmi, cancellare i nostri volti con un colpo di spugna ma vi sbagliate di grosso; non molliamo perchè prima di essere disabili siamo Persone, ricordatevelo bene. Con questa mobilitazione andiamo nuovamente a ricordarvelo, siamo degli esseri umani; è moralmente inaccettabile che vogliate annientarci, quasi che, con le Vostre manovre politiche definite “salva Italia”, vogliate praticarci una eutanasia forzata. Attenzione notare bene che non ho mai parlato di pietà, sentimento inumano di cui non abbiamo bisogno, ma vogliamo che Voi finalmente utilizziate intelligenza, coscienza, sentimento e buona volontà.

Forza ministri alle politiche sociali e alle pari opportunità e dell’economia, dove siete? Spero già pronti con nuove e interessanti soluzioni per la nostra vita indipendente e l’inclusione sociale; mi auguro prendiate notevole spunto dalle nostre proposte, quindi dalle nostre esigenze reali. E cosa più importante che mercoledì 13 giugno, arriviate ad accoglierci con una “cassa” piena di fondi per noi.

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4 risposte a “Ledha e i disabili si preparano alla mobilitazione del 13 giugno

  1. Vorrei dire se è possibile venire in piazza con un carro armato giusto per dare un colpo di cannone quando un politico dirà una stronzata!. grazie.

    • Ciao Gianfranco, sicuramente qualche parola a sproposito la diranno… Solo per il fatto che non conoscono, bene come noi, l’argomento su cui ci si ritrova a dibattere. Si può solo dire speriamo in bene.
      Grazie.
      Ciao.
      Lena.

  2. Cara Lena come tu sai condivido in toto tutto quello che scrivi, e in questo articolo ho aprezzato il tuo voler capire cosa fanno le altre Regioni, finche le persone disabili/famiglia (qualsiasi patologia)non capiscono che devono fare rete, cara Lena non andremo da nessuna parte, non è possibile che ogni ass. pensi solo hai suoi problemi solo uniti possiamo PRETENDERE I NOSTRI DIRITTI
    ciao e ribuona notte

    • Ciao Antonio, mi interessa davvero tanto sapere come si comportano le altre regioni, perchè so che ogni regione fa a sè, nonostante la disabilità debba essere gestita allo stesso modo in tutto il nostro paese, con una attenzione pari al 100%. Mi chiedo sempre, quando sarà così? Non esistono disabili di serie A e disabili di serie B; queste differenze non mi piacciono perchè alimentano la discriminazione sociale, quindi la diversità.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

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