Anche la cultura non è a norma disabili

E’ terminato lunedì 14/5 il “salone del libro” presso il Lingotto di Torino. Con mia grande delusione ha dimostrato che anche la cultura non è a norma disabili. Si è trattata della 25° edizione, è molto conosciuta e quindi anche molto pubblicizzata. Però, credo che in questi anni non abbiano molto valutato le problematiche dei disabili. Le mancanze riguardano la parte organizzativa.Come prima cosa, all’arrivo al lingotto, non sono segnalati i posti auto riservati ai disabili che permetterebbero di avere la massima vicinanza all’ingresso della fiera.

Certo, la fiera è molto affollata, e questo naturalmente è un bene, per sfatare la mancanza di cultura e di sapere da parte degli italiani. I padiglioni sono comunque ampi, però noi dobbiamo fare un pò di slalom tra la gente, molte persone si curano solo di loro stessi e non guardano ad un palmo dal loro naso, volendo ti potrebbero anche calpestare e probabilmente non se ne accorgerebbero. Comunque è lo stesso possibile circolare, ma non accedere autonomamente agli stand dei vari editori. Per chi non avesse mai visto questi tipi di stand cercherò di spiegarvi la loro formazione; ognuno è realizzato creando un palchetto sul quale sono esposte le scaffalature con i vari libri, così lo stand vero e proprio sorge su questo palco. Non è stata riscontrata la presenza di pedane che permettano un accesso facilitato a questi palchi, da parte di un disabile. Il disabile deve essere obbligatoriamente accompagnato, perchè è necessario che qualcuno sollevi la carrozzina, al fine di accedere allo stand. Poi, le loro dimensioni, effettivamente, sono un po’ ridotte per consentire ai disabili di curiosare tra i libri (non dimenticando che siamo circondati dalla presenza di tante altre persone).

Poi è stata testata la problematica dell’incontro con le importanti personalità presenti al salone e della loro visione nel momento delle interviste, che si svolgono nelle diverse sale disponibili. Per esempio con l’auditorium ci sono dei problemi per la collocazione al suo interno. I disabili presenti non sono poi così numerosi, però lo stesso occorre occuparsene. L’unica postazione assegnata ai disabili è in fondo all’auditorium, in alto, vicino alle porte di accesso, perchè questo tipo di sala è strutturata come un cinema, quindi coi gradini. Date le richieste, le maschere hanno gentilmente domandato allo staff e ai vigili del fuoco se fosse possibile collocarsi proprio nella prima fila, come i normodotati,  ma, nonostante gli accessi laterali a terra, la risposta è stata negativa. In verità non si è capito se questa negativa è stata data per motivi di sicurezza, perchè la spiegazione è andata in contraddizione con le situazioni narrate dalle maschere, ovvero durante i concerti i disabili occupano senza problemi le prime file. Forse bisogna pensare se, l’unica sicurezza che si voleva invece tutelare, era quella degli ospiti della fiera.

A completare l’opera l’impossibilità di fare autografare i libri acquistati, strappare loro un sorriso da immortalare in una foto ricordo della giornata, dare e ricevere una stretta di mano. Forse viene sottovalutato, ma per noi disabili il contatto umano è molto importante, ci permette, per quanto possibile, di esprimere tutto il nostro interesse. Io non credo proprio che questi semplici gesti siano così impegnativi per persone di un certo calibro. Lo staff ha giustificato il “no” con la presenza nelle prime file di diversi VIP (quelli realmente visti sono il sindaco di Torino Piero Fassino e l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne), quindi l’incontro con questi professionisti era riservato a loro; come dire hanno la precedenza. Quindi bisognerebbe capire chi è veramente responsabile di questo “no”; non credo che lo siano i professionisti stessi. La conclusione è stata che si è dovuto rinunciare a stringere la mano a persone del calibro di Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Roberto Saviano e Massimo Gramellini.

Peccato! Un dispiacere sincero. Io, per esempio adoro questa fiera, perchè adoro la letteratura ed è un peccato non potersela gustare a pieno! Spero che questo sfogo, legato al forte interesse per il salone del libro, possa far migliorare le cose per l’anno successivo, con lo studio e la realizzazione di nuovi progetti organizzativi, tenendo, questa volta,  in considerazione anche noi.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

4 risposte a “Anche la cultura non è a norma disabili

  1. tanto per non farsi riconoscere!!
    siamo italianini in tutto figuriamoci nella cultura,
    è vero si ritorna sempre sulle stesse cose! in Italia non sono state abbattute le barriere architettoniche. il problema non è sul vecchio che esiste e è difficile da abbattere, il problema è molto sul non volere risolvere! il salone del libro dovrebbe e dico dovrebbe essere allestito per tutti (dato che si dice che in ITALIA si legge poco) e non solo per chi va a fare un giro la domenica ed è facile che al salone qualcuno un pò vips si incontri mentre ai giardini comunali sai già che trovi gli stessi sfigati come te

    • Ciao Roberta, voglio pensare che la continua presenza delle barriere architettoniche derivi da un non capire da parte degli addetti ai lavori, in quanto non disabili. Io proporrei che, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, si avvalessero di noi disabili; saremmo veramente di grande aiuto. Speriamo che qualcuno voglia raccogliere la mia proposta.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Ciao Lena,
    ti ringrazio per le pronte risposte ai commenti, come avrai capito cerco di essere informato nell’argomento che fino a poco tempo fà mi era sconosciuto, eviterei la pedanteria se tale risultasse il mio intervenire (fammelo notare). Trovo nel sito del corriere della sera il blog “inVisibili” che molto assomiglia a questo, perchè trattano argomenti similari con interventi e commenti aventi tutti il filo comune: LA MANCANZA DI RISPETTO PER TUTTE LE CATEGORIE DI INVALIDI, ma restando attratto dalla limpidezza del tuo esprimerti, devo dire che mi sono affezionato a questo di blog. Fà notizia in questi giorni anche i fermi di Napoli sull’indagine dei falsi invalidi, ed è raccapricciante che il filone venga ricondotto ad interessi cammoristici che ne pensi? sulla conclusione del tuo articolo, ancora una volta sostengo che bisognerebbe trovare la strada per arrivare ai personaggi che hai menzionato, poichè sono convinto che essi stessi una volta recepito il messaggio si adopererebbero per la svolta, ho stima per tutti e quattro perchè se sono quelli che fanno vedere di essere in tv, non c’è alcun dubbio del risultato, se ricordi ti avevo già accenato sulla possibilità di arrivarci anche ad uno solo di questi personaggi, forse un appello nei loro blog tutti ne hanno almeno uno potrebbe bastare? se intendi coordinare un segnale multiplo scrivi il blog e chi ti segue può scrivere, in più si scrive più chiaro e forte diventa il messaggio (vedi cosa ha fatto Grillo con i sui blog). Ti saluto caramente Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, come prima cosa voglio rassicurarti, non sei assolutamente pedante, anzi è molto bello che uno dei miei lettori, ormai mio sostenitore, mi voglia aiutare, con questa mia piccola battaglia, segnalandomi notizie davvero interessanti. Quindi grazie di aver scelto il mio blog. Per quanto riguarda l’argomento falsi invalidi, sembra assurdo, ma quando finiscono? Tanti ne prendono e tanti ne continuano a trovare. E’ senza fine, proprio come la nostra crisi. Mi sto accorgendo che, nel nostro paese, qualsiasi cosa che è irregolare, illegale, illecita è senza fine; proprio a partire dalla classe politica. Purtroppo sulla presenza di molti invalidi al sud si è ipottizzato di ogni. Dalle molte interviste che ho sempre seguito c’è chi dice che siccome giù non c’è lavoro tutti aspirano alla pensione di invalidità, e quella di cecità dal punto di vista economico è la più redditizia. Questa spiegazione è assurda! Poi c’è chi dice che è uno scambio di favori, una pensione per un voto. Grazie del tuo consiglio conclusivo; sto facendo del mio meglio per far conoscere il blog, proprio per portare più che mai alla ribalta le problematiche della disabilità. Speriamo di farcela. Lo faccio per tutti quelli come me. Lo faccio per il mio mondo. IL MONDO DI LENA.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *