Caro ministro, la realtà della pubblica amministrazione vista con gli occhi della disabilità

Ormai, troppo spesso, in Tv nei servizi di Striscia la Notizia, vediamo come il personale del pubblico impiego, anche se timbra o ancora peggio fa timbrare, da altri, il proprio cartellino, non svolge a pieno il proprio lavoro, perchè nell’orario di lavoro si occupa di tutto ciò che è strettamente personale e quindi che esula dal lavoro. Qualcuno potrebbe additarmi come colei che fa di tutta l’erba un fascio. Solo la frequentazione di questi enti può insegnare che si possono contare sulle dita delle mani gli addetti ligi al proprio lavoro, che si prodigano per sopperire alle carenze del sistema. I primi da me indicati, con i loro comportamenti, rappresentano in maniera negativa la struttura pubblica in cui operano. Nelle aziende private a fine anno tirano le somme, per vedere se si sono raggiunti gli obiettivi prefissati. Se l’esito non fosse positivo toccherebbe all’imprenditore fare una certa pulizia; fare delle modifiche, adottare politiche aziendali nuove e se necessario fare delle scelte anche sul personale dell’azienda, dove qualcuno potrebbe essere chiamato fuori. Ma le loro scelte errate e i loro risultati negativi toccano, direttamente, le tasche di un disabile come me? No, perchè lo stipendio di questa persona non lo paga lo stato, quindi non lo paghiamo noi. Il discorso enti pubblici è diverso, perchè lì è lo stato a pagare e di conseguenza noi; le scelte errate di un ente si ripercuotono anche su noi disabili.

Parliamone. Qualcuno che conta potrebbe porre rimedio a tante cose; ma qualcuno vuole veramente ascoltare i disabili invece di fingere di prestarci attenzione? Siamo disabili, non stupidi, ricordatelo bene.

Noi disabili a far visita a questi enti, parlo di uffici dove la maggioranza dell’utenza è rappresentata da disabili e malati, andiamo, ovviamente, per necessità e non tanto per occupare il tempo. Per noi è faticoso muoversi, soprattutto se si tratta di una giornata particolarmente no, e per chi ci accompagna è costretto ad assentarsi dal lavoro. Primo aspetto negativo, hai la certezza di quando entri, perchè lo decidi tu, ma non di quando esci, quindi pensate all’enorme disagio. Nel peggiore dei casi (caso estremo)dovremmo restare per tutta la durata dell’orario di servizio degli operatori, date le lunghe code; numero sportelli 4, aperti 1 massimo 2. E qui ti domandi, perchè? Dove sono gli altri impiegati? Non mi dite a sbrigare altre scartoffie dato che dall’alto hanno ridotto il personale. Non è su di noi che va fatta pesare la carenza di organico. Prendi il numerino e poi pensi ma io avrei la precedenza? Oppure devo rispettare la coda? Me lo chiedo perchè loro ti vedono al di là del vetro ma tutto tace e tu resti in coda. Dagli sportelli potremmo dover passare alla ricerca dell’ufficio vero e proprio, cercando di scorgere la targa che identifica quello che ti interessa; porta chiusa, bussi. Aspetti la vocina che dice:”Avanti”. Ma non arriva e allora ci riprovi; ancora nulla. Poi lui o lei arriva dal lungo corridoio e ti chiede di attendere un attimo ed ecco che la porta si chiude di nuovo. Lì ancora una volta hai il tempo di riflettere sul perchè un solo impiegato, addetto al pubblico, a gestire le problematiche dei disabili. Non è un po’ poco? Poi quando finalmente tocca a te osservi l’impiegato per capire l’umore del giorno; se hai scelto la giornata sbagliata è un problema.

Queste persone devono capire che per noi purtroppo non è mai la giornata giusta, però ce la facciamo andare bene! Quindi forza se noi abbiamo il sorriso, direi che anche voi potreste sfoggiare un po’ di comprensione. Ecco “comprensione” è la parola giusta; non pietà che è un brutto sentimento, che non serve a nessuno.

Dopo tanta fatica, il risultato? Te ne vai con risposte parziali o mancanti. Ci sta che possano non sapere tutto però, insomma, dimmi almeno che ti informi, dal tuo diretto superiore, e che mi farai sapere. Alla fine ho concluso che tornata a casa devo fare una ricerca con internet per ottenere delle risposte più concrete e precise. Queste situazioni ti insegnano che devi informarti autonomamente prima di recarti negli uffici, così arrivi con una certa conoscenza e puoi ribattere se ti danno indicazioni parziali. Internet è un punto di forza per noi disabili, permette un alto livello di conoscenza in tutta autonomia.

Vi ho portato un esempio tipo, ma un disabile queste situazioni le vive in tanti modi e forme nella sua vita. I maestri del nostro sistema pubblico siete sempre voi governanti, siete voi a fare scuola, quindi poi viaggiate di pari passo. Sono stanca di tante giustificazioni. Vi prego lavorate, lavorate al meglio, fatelo almeno per le persone come noi. Come vi approcciate ad un utente come noi è molto importante, è la base, è da lì che, secondo me, parte il Vostro lavoro. Il sistema è una carenza unica e noi ancora una volta siamo costretti a combattere soli contro tutto questo. 

Invece di tagliare i fondi all’assistenza sarebbe bene eliminare gli sprechi anche in questi settori, in virtù del fatto che alcuni tagli hanno una valenza positiva. E’ arrivato anche per gli “statali” il momento di combattere contro il sistema. Non vorrete mica paragonare i tagli che il ministero fa su carta, penne, cartellette e altro, con i tagli relativi agli ausili per disabili? Dopo tutto quello che vediamo e sentiamo sulla pubblica amministrazione probabilmente prima veniva dato troppo e così si ha la tendenza a sprecare. Se viene dato meno, c’è più attenzione su ciò che si usa con il risultato di sprechi ridotti. Per quanto riguarda i tagli al personale del pubblico impiego venivano fatti in maniera programmata con la garanzia dello stipendio e della pensione. Tutto questo è sempre stato permesso senza valutarne le conseguenze a lungo termine. Ora, con la modifica del sistema pensionistico, come un fulmine a ciel sereno, con grande stupore di tutti, governanti compresi, abbiamo gli “esodati” che non sappiamo più come ricollocare. Ma ora lo stato deve senza dubbio sistemare questo enorme problema. Il problema è che vi è il forte presentimento che, qualsiasi soluzione ricadrà ancora una volta su di noi; ora con quali tagli?

In Italia è il momento giusto per lottare, ora che sono crollate tante certezze, ora che oltre a rimescolare le carte, c’è proprio un cambio dei giochi. Forza, anche voi del pubblico impiego siete sempre stati i lavoratori più fortunati in questo paese, sia per la certezza del posto, quindi stipendio sicuro, sia per il contratto che è sempre stato rinnovato e sicuramente altro. Solo ora, anche voi avete qualche problema, ma come già mi sono espressa, lo stato una soluzione la troverà, l’ha sempre trovata.                                                                                                                                       Noi disabili fino a che avremo le forze non ci arrenderemo, continueremo a combattere, magari solo piccole battaglie ma il loro buon esito andrà a migliorare le condizioni di noi diversamente abili.

Caro ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, sono riuscita a spiegarLe la reale visione che ha un disabile degli enti pubblici. Il nome con cui veniamo identificati cioè “disabili” deve essere associato a sopravvivenza e non a capriccio, perchè tutto ciò per cui lottiamo è ciò che ci spetta per la nostra sfortunata condizione, nulla di più.

A Lei dedico il motto: osservami bene, in una persona malata non tutto è malato.

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24 risposte a “Caro ministro, la realtà della pubblica amministrazione vista con gli occhi della disabilità

    • Ciao Leo, l’indifferenza e l’incomprensione sono qualcosa di letale e devastante. Sono atteggiamenti, comportamenti che, arrivati a questo punto, non tollero più; eppure, con mio grosso rammarico, sembra che il nostro paese ne sia invaso. Anche se con molta fatica dobbiamo continuare a lottare.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  1. Come non essere d’accordo con queste parole, io vivo tutti i giorni accanto ad una moglie disabile, vivo tutti i giorni con i disagi che la società e il governo ci impongono, perchè non è un disagio vivere a amare un disabile, è una gioia anzi, ma è disagio forte lottare tutti i giorni con l’indifferenza delle istituzioni e con l’ignoranza delle persone che ci governano. Mi vergogno, da parte loro, di essere Italiano…

    • Ciao Simone, chi più di me può capire ciò che tu, con le tue parole, vuoi trasmetterci. Dobbiamo continuare a lottare e non perdere la carica, proprio perchè spinti dai nostri sentimenti, primo tra tutti l’amore verso la persona che abbiamo accanto. Purtroppo le istituzioni non fanno altro che alimentare e accentuare il concetto di diversità nei confronti delle persone disabili; poi si arriva a indifferenza e discriminazione da parte della società stessa perchè spinta da un cattivo esempio.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  2. Ma lasciamo perdere proprio… ogni anno mi ritrovo a fare una trafila di “operazioni” per avere le tanto sospirate scarpe ortopediche di mio marito, disabile.. forse, dico forse, entro tre mesi sono arrivata alla fine della trafila… io dico, ma possibile che nessuno si renda conto che è un DISABILE, una persona che ha problemi che cammina male, che inciampa, obbligato a fare cosi tante STRADE? mi viene male a pensare che stiamo per iniziare questo calvario..forse faremmo prima a comprarle (e forse lo fanno apposta perche’ cosi uno perde la pazienza, in fondo tra tempo e benzina mi sa che come costo quasi ci siamo..) ma cosa bisogna fare perche’ qualcuno si renda conto? cosa….. niente, non si puo’ fare niente, è questa la cruda realta’

    • Ciao Carla, è brutto da dire ma loro, secondo me, sperano che ci arrendiamo e lasciamo perdere tutto. La nostra forza è che non tutti siamo forti, scusa il gioco di parole, dal punto di vista economico; tanto forti da non chiedere nessuno aiuto all’ente preposto. Quelli costretti a faticare per avere ciò che ci spetta siamo noi. A loro le nostre difficoltà non toccano minimamente. La realtà è molto dura, però dobbiamo far sentire la nostra voce, altrimenti ai vertici si dimenticano che esistiamo e ci lasciano morire.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  3. Il fatto è che tutti ci lamentiamo, ma ogni uno per conto proprio e solo se si ha una condizione di disagio, economico o di malattia, e loro, i politici ci sguazzano e se la ridono (IPOCRITI).
    La verità è che quando abbiamo il coltello dalla parte del manico non siamo capaci di usarlo, (il voto).
    Io sono indignato per quello che si è sentito, nonostante tutto sono ancora al loro posto e nessuno si è risentito, ancora hanno voce in capitolo e si ripresenteranno alle prossime votazioni e sicuramente rieletti questo riferito ai politi collusi, scorretti, ladri e incapaci a svolgere il proprio mestiere di politico.
    Hanno dovuto inventarsi un governo tecnico, di persone di alta finanza, niente a che vedere con la politica se non economica, che pagheremo a fior di Euro per farci appioppare quante più tasse possibili, come se non bastasse la spesa che noi comuni mortali affrontiamo, per mantenere i politici al parlamento e al senato, ma non si vergognano? Essere stati messi momentaneamente da parte fino che un gruppo di esperti trovasse la formula giusta per il risanamento, perché la forza politica eletta dal popolo non è all’altezza della situazione, incapaci a risanare il debito pubblico creato da loro stessi, e poi un numero impressionante di parlamentari ( ma a che servono? Chi sono? Che lavoro svolgono?).
    Si parla di assenteismo nella sola amministrazione pubblica, “una massima me la permetto” ( cerco un lavoro che non trovo, spero di non trovarlo, ma se lo trovassi farei lavorare gli altri), avete mai notato quante poltrone vuote si vedono in TV di parlamentari assenti? E quelli che sono presenti, spesso sono accartocciati sulla poltrona a fare un sonnellino, o a chiacchierare col vicino di poltrona a parlare e sparlare delle corna messe e ricevute, e sono strapagati da noi.
    I dipendenti pubblici, sicuramente sono gli unici a pagare le tasse ,e non credo che la colpa del debito pubblico sia assoggettabile ai soli dipendenti pubblici per gli sprechi inutili. Sono i soldi pubblici rubati, e usati per le proprie spese esorbitanti a essere uno scandalo, basta uno “scusa non sapevo sa i figli ”.
    Come non essere d’accordo con queste parole, i disabili da rispettare, certo, ma è inutile piangersi addosso è una mera realtà che affronta anche chi non è disabile, forse pochi sanno che negli enti pubblici sono a lavoro diverse unità di disabili con varie disabilità e posso assicurare che non tutti svolgono un lavoro, ma, sono pensionati e stipendiati.
    E’ vero che in tutte le realtà lavorative ci sono i fannulloni, vedi al parlamento, al senato come detto prima ci sono assenteisti, fannulloni, furbi, disonesti ecc. Pagare personale che non produce, è grave, ma tutti stanno zitti nessuno si lamenta, siamo italiani le cose non cambiano a causa del clientelismo, nepotismo e mafia, la corruzione è troppo radicata nella cultura italiana.
    Il mio messaggio: non smettiamo di lottare, non facciamoci defraudare delle conquiste che i nostri padri hanno raggiunto con sacrifici a volte anche con il sangue, da politici incapaci e pure ladri, o governi tecnici così detti.
    Non votiamo per gli stessi rinnoviamo i volti, le voci, scegliamo le persone capaci, oneste, e incorruttibili.
    Carmine

    • Ciao Carmine, purtroppo ci sono persone in alto che non abbiamo neanche scelto noi, come cittadini votanti, quindi…Io parlo per la mia categoria, che come posso, cerco di spronare a farsi sentire, per far capire che ci siamo e tutto ciò che ci riguarda non può essere messo in un cassetto e dimenticato. Purtroppo siamo una categoria sempre in aumento e con caratteristiche differenti; anche se ci volesse molto del loro tempo dovrebbero considerarci individui singoli e ragionare su soluzioni mirate. Se entrambi stiamo parlando dello stesso paese, l’Italia, il discorso delle tasse è uguale per statali e privati. Pagano entrambi le tasse solo che, come ho precisato nel mio articolo, lo stipendio dei dipendenti pubblici è pagato dallo stato e quindi da noi, anche con le nostre tasse. Per quanto riguarda il disservizio quasi sempre offerto dagli enti pubblici sono d’accordo che colpisce tutti gli utenti, ma concedimi che per i disabili la situazione si complica; forse sarebbe necessaria una gestione più mirata. E’ vero che all’interno degli enti pubblici possono essere presenti lavoratori disabili e il problema quale è? Non ho ben capito. E’ una delle poche cose giuste che abbiamo ottenuto, le categorie protette. Ovviamente parliamo di persone con disabilità di vario genere, per i quali è previsto che ci possa essere una resa, sul lavoro, leggermente diversa da una persona normodotata. Ma lo ripeto questo è previsto e ci sta. Un disabile allora è costretto a stare tutto il giorno in casa a guardare il soffitto? Non credo, altrimenti tutto quello che abbiamo ottenuto lo buttiamo via? Allora parliamo di discriminazione. Pensa, ci sono persone disabili in carrozzina che, siccome se la sentono e pur di tenersi impegnati e poter essere magari utili agli altri accettano l’impiego che gli assegnano presso un ente pubblico e per accedervi, per assurdo, sono costrette a fare le scale con il sedere sui gradini, per raggiungere l’ufficio (questa condizione è assurda). Potrebbero starsene a casa, tanto la pensione la prendono lo stesso eppure preferiscono uscire a lavorare. Quanti normodotati ci sono che, nella stessa situazione, se ne starebbero a casa con la pensione? Tutto questo a dimostrazione del fatto che nessuno ci può spezzare, magari piegare, ma lo ripeto non spezzare. Non ci arrendiamo.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  4. Cara Lena,
    nel leggere il commento di Carmine mi sono acceso come un fiammifero, tra l’inizio del commento ..abbiamo il coltello dalla parte del manico e non sappiamo usarlo, e la fine del commento…rinnoviamo, cambiamo, scegliamo, persone oneste e incorrutibili. vi sono alcuni pasaggi che sono per me di difficile comprensione, vorrei capire se all’interno della pubblica amministrazione (come dice Carmine) ci sono i lavoratori disabili o se gli stessi sono in qualche modo parcheggiati con pensione e stipendio senza lavorare, perchè ciò mi sembrerebbe molto offensivo per un lavoratore disabile!!! le tasse poi, non sono solo per i lavoratori pubblici Carmine, i lavoratori dipendenti privati non sono certo tassati meno anzi!! Per il resto giustamente come non essere favorevoli alla Tua chiara, puntuale, precisa esposizione della situazione cara Lena, da quando hai pubblicato questo articolo mi ronza nel cervello, in senso figurato, la disabilità (dalla carozzina o dal letto) che deve sforzarsi per vedere là in alto lor signori della politica, mentre (loro) normodotati potrebbero senza alcun sforzo chinare il capo e vedere tutto ciò che c’è da vedere, il dubbio mi perseguita :saranno veramente normodotati ?
    ti saluto caramente Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, quella domanda mi accompagna costantemente nelle mie lunghe giornate. Il dubbio che ti ronza nel cervello è sicuramente giustificato. Quando vivi, come me, nell’ndifferenza di questo paese, domande te ne poni davvero tante. Ho addirittura imparato ad annotarmele, così, non si sa mai, alla occasione giusta si possono girare a chi dovrebbe risolverci un po’ di problemi. Sai la malattia nessuno può farmela scomparire, neanche con tanto impegno, però le condizioni di vita, con della buona volontà e con gli strumenti giusti lo stato può migliorarle notevolmente. Noi nel purgatorio ci siamo già, a causa della malattia. Io a loro chiedo solo uno accenno di “paradiso”. Speriamo!
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  5. Rientro con pos scriptum, hai visto la manifestazione delle famiglie dei disabili prevista per domani a Roma ? si trova su affari italiani.it /sociale. Cosa ne pensi? Cordialità Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, sì sapevo di questa manifestazione. Mi sarebbe piaciuto andare però, purtroppo, ci sono inpedimenti come la salute, la necessità di essere accompagnata e l’aspetto economico. Purtroppo anche spostarsi così in là comporta prendersi dei tempi e sostenere delle spese. In tv e sui giornali, purtroppo, queste manifestazioni non vengono annunciate con un certo anticipo e il più delle volte non vengono menzionate neanche a cosa fatta. E’ un peccato ricordare e mostrare solo gli scioperi generali con in prima fila i sindacati. Speriamo che qualcuno in tv e sui giornali ne dia notizia.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  6. Cara Lena, è davvero una cosa vergognosa, non si può che indignarsi! Sono d’accordo con te!
    Voglio sperare che le singole persone coinvolte in queste colpevoli ingiustizie (perché ogni realtà è fatta da singole persone e non da entità astratte) si facciano un sincero esame di coscienza e incomincino a lavorare onestamente; non si pretende l’eroismo: l’onestà è più che sufficiente! Non è impossibile!
    Ciao, Eva

    • Ciao Eva, infatti non si chiede eroismo ma correttezza, umanità, professionalità, rispetto, onestà. Voglio credere in qualcosa di migliore per tutti i disabili che, come me, possono essere costretti a subire molto a causa dell’indifferenza e della incomprensione nei confronti della disabilità.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  7. Ciao Lena,
    come avevi prognosticato della manifestazione di domenica non ho riscontrata nessuna notizia di rilievo, si è dato spazio ad Alemanno Sindaco di Roma nella manifestazione contro l’ aborto, si è parlato e non poco della della marcia degli alpini a Bolzano (diretta tv rai 3 di oltre 3 ore) ma dei DISABILI forse è meglio non parlare, evidentemente sono considerati una piaga sociale per la spesa che rappresentano!!! sarà il caso di indignarsi per una simile discriminazione sociale? personaggi pubblici che avete una finestra di visibilità importante, volete enfatizzare anche questo profondo, grave e doloroso mondo che è la disabilità, personalmente posso fare ben poco, ma ciò non mi impedisce di provare un senso di disagio, per questa grossa ingiustizia perpretata ai danni di chi sicuramente soffre un disagio oltre che fisico anche sociale, ha ragione da vendere Lena quando afferma: che quando guardi un malato devi vedere che non è tutto ammalato. In fin dei conti sarà pur vero che qualche caso isolato di finti invalidi aproffitta della situazione, ma è altrettanto vero che per la stragrande maggioranza degli invalidi basta fare qualcosa per alleviare il loro stato di “inferiorita” fisica, penso che molte volte bastebbe dare acesso alla vita pubblica e/o coinvolgerli in progetti sociali cui la partecipazione li faccia uscire dal peggiore dei sentimenti, LA SOLITUDINE, ci stiamo permettendo il lusso di non vedere, di non sentire e non parlare di questo mondo che è insito a prescindere nella nostra comunità, se vogliamo accumunare per similitudine, per gli anziani non è molto diversa la situazione, la malattia è sempre la stessa LA SOLITUDINE e se si prova un minimo senso umano, il pensiero deve essere “forse anch’io domani sarò vecchio” e mio malgrado verrò trattato allo stesso modo in cui oggi vedo trattare disabili e anziani, non sarà il caso di fare qualcosa per modificare quello che si può definire il peggiore dei maltrattamenti? Come vedi mi lascio trasportare in pensieri profondi, perchè direttamente o indirettamente il problema passa vicino ad ogni persona comune, l’ importante è vederlo, sentirlo, ascoltarlo, tanto dovrebbe bastare per sollevare la testa e gridare alla soluzione o al miglioramento dello stato attuale delle cose. Non è importante sapere quanto sia grave la tua malattia o quali siano i tuoi disagi, nei tui scritti, risposte comprese, si capisce chiaramente il tuo Essere, la tua lucidità sprona al confronto, alla riflessione, a cercare di capire la dimensione del problema, anche se per la soluzione la strada è dura ed accidentata.
    Avanti Lena !! Giuseppe

  8. Nel gazettino di oggi pagina di padova, si riporta il suicidio di un padre di 71 anni, vedovo con due figli disabili, definendo l’accaduto come normale storia di solitudine e disperazione.
    Credo che ogni commento sia superfluo.
    ciao

    • Ciao Giuseppe, ogni commento sarebbe superfluo e soprattutto per certi accadimenti non ci sono parole. L’unica cosa che possiamo fare è combattere perchè le istituzioni capiscano che le persone, che si trovano a gestire persone disabili, non possono essere lasciati soli a loro stessi. Occorre aiuto nella gestione quotidiana del problema, ci vuole l’assistenza giusta, perchè nulla può essere lasciato al caso! Nulla può essere improvvisato! Queste situazioni fanno nascere nel mio cuore un sentimento di rabbia. Se potessi da sola risolvere tutte le situazioni difficili in cui versano le famiglie con disabili lo farei subito, senza pensarci due volte. Se solo avessi i mezzi che hanno i vertici del nostro paese… Loro non hanno ancora capito che dalla loro hanno il potere; la fortuna è ciò che rappresentano e questo basterebbe per risolvere molte cose, per non dire tutte.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  9. Ciao Lena,
    ci sono anche notizie positive! Silvia Conte sindaco di Quarto d’Altino Venezia, prende netta e coraggiosa una posizione nei confronti della Regione Veneto, a favore di un suo cittadino ammalato di sla a cui non viene erogato l’assegno di domiciliarietà, ebbene il Comune anticipa ben € 50.000,00 al malato e chiede alla regione il rimborso.
    Credo voglia essere la dimostrazione che qualcosa si può e si deve fare con un pò di buona volontà.
    Dal gazzettino pagina di Venezia.
    Giuseppe

    • Ciao Giuseppe, grazie della notizia, ora mi sto documentando. E’ bello vedere che questa notizia ha attirato la tua attenzione; è importante!
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena.

  10. Concordo con Voi, la mia sensazione è che purtroppo oggi siamo tutti dei numeri.
    C’è molta ipocrisia e poca sensibilità.

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