E a noi? Non ci resta che piangere!

Credetemi! Pensavo che noi le lacrime le avevamo terminate per affrontare il calvario della malattia. Infatti la malattia ci ha lasciato solo la rabbia, un sentimento che i medici classificano come complementare alla malattia, e che ti insegnano, con della psicanalisi, a gestire. Ma ecco che, quando meno te lo aspetti, devi fare di nuovo scorta di fazzoletti usa e getta, perchè ogni giorno siamo costretti a fare i conti con privazioni di ogni genere, per primo si viene privati della autonomia personale, e devi forzatamente farci il callo. Si va dai servizi che lo stato dovrebbe garantirci a 360°, ma c’è qualche falla, a ciò che semplicemente ci piacerebbe: una pizza fuori casa, una gita fuori porta, un indumento solo perchè piace. Poi, i nostri occhi ci fanno vedere ciò che voi non vi fate mancare: case, terreni, gioielli, cene, vacanze, macchine, barche. Sembra impossibile, il divario tra le classi sociali é diventato insostenibile; ora si passa dallo sfarzo assoluto alla michetta di pane che manca dalle tavole.

Questa vita è davvero motivo di pianto e disperazione. Continua a leggere