Regalo per i 18 anni: Disneyland; ma niente treno per un ragazzo disabile.

Siamo di nuovo alle solite: l’ennesimo treno che lascia a piedi un disabile. Le ferrovie come al solito non soddisfano esigenze e richieste di una persona disabile.

Addentriamoci di più nella trafila fatta per scongiurare, per una volta, l’inevitabile, che invece è da sempre previsto e sempre in agguato. Noi ci crediamo alla eccezionalità, carichi di fiducia, che tutto volga al meglio, ma poi in una frazione di secondo qualcuno smonterà molto velocemente il bel sogno ed ecco che la frittata è servita e si compie la solita discriminazione.

E’ Il Giornale.it a farmi conoscere il treno notturno “Thello” che collega direttamente Parigi e Milano. E’ lui il treno del diritto negato!

La direzione francese impedisce alle persone con disabilità di caricare sul treno la sedia a rotelle, manuale e non, dichiarando che è nel rispetto delle sicurezza ferroviaria.

Mi sta bene la tutela dell’incolumità delle persone a bordo, sono d’accordissimo sulla sicurezza da rispettare, anche perché troppe volte è una priorità scavalcata e si verificano tragedie su cui, dopo, si può solo piangere e arrabbiarsi con il sistema che se ne frega. Però, attenzione alla parola “rispetto”, che non sfoci in “discriminazione”, perché la linea di demarcazione è sottile e quasi sempre la si supera. Occorre trovare delle soluzioni in maniera attenta e oculata, perché nessuno venga escluso e quindi discriminato.

A questo punto vediamo quale è stato il problema.

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Anno nuovo, trasporto ferroviario vecchio. Ora ci pensa l’Europa! Brinderemo?

trenitaliaVoglio dare a tutti voi il mio personale benvenuto nel nuovo anno; tutti insieme lo salutiamo con l’enorme speranza che sia finalmente l’anno buono, sotto tanti aspetti. Sarete d’accordo con me che queste mie parole sono un rito e nulla di più. Purtroppo il frastuono dei festeggiamenti non ci distoglie da quella che è la realtà.

E’ stato molto interessante leggere che la Commissione Europea si è espressa in merito al miglioramento dell’accesso ai viaggi ferroviari per le persone disabili. Direi addirittura affascinante tutto il ragionamento e le considerazioni fatte. Ancor di più perchè poco prima avevo letto di una disavventura personale, verificatasi il 3 gennaio; è proprio il caso di dire:“Ben arrivato nuovo anno!”.

Allora io partirei dal caso personale, così giusto per fare il punto della situazione di ciò che accade davvero con regolarità, nella quotidianità dei disabili.

A parlarne è Alessandria News, perchè il protagonista della vicenda è un loro collaboratore, Simone Labate, conosciuto dai lettori come l’esperto delle previsioni metereologiche.

Ecco a voi la sua storia. Continua a leggere

Caro Moretti, Nicola studente disabile fa 125 reclami alle Fs; ci pensa Lei?

morettiQuesta storia di vita difficile apparsa su Repubblica, all’insegna di diritti negati, non poteva arrivare in un momento più azzeccato.

Nicola ha quasi 21 anni, è uno studente universitario ed è disabile. E’ un pendolare che ogni mattina parte da Sarzana, in provincia di La Spezia, per raggiungere l’Università di Pisa. In 18 mesi da pendolare Nicola ha inviato alla Sala Blu di Rfi 125 reclami: quasi 10 al mese escludendo quelli estivi. In molti casi ha ricevuto risposta, però io credo che non compensino assolutamente i disservizi subiti, treni non adeguatamente preparati, ritardi e risposte scortesi. E’ lo stesso Nicola ha dichiarare che:“Ci sono comportamenti incivili, irrispettosi e discriminatori che non riesco più a tollerare”.

Queste forti parole non le pronuncia tanto per, ma derivano da molteplici realtà vissute personalmente. Caro Moretti gliene espongo qualcuna, anche se credo che tutte siano agli atti, dati i reclami ufficialmente presentati alle Fs. Continua a leggere

Non sappiamo far valere i nostri diritti! Un turista svedese lo fa per noi

Stazione ferroviaria di Calalzo, Belluno. Un turista svedese su quattro ruote non ci pensa due volte a far valere i Suoi diritti. La cosa che più colpisce è che in realtà sono anche i nostri diritti e noi restiamo inermi e lasciamo fare agli altri il lavoro più scomodo.

Cosa ha fatto? Attendeva come un comune passeggero sulla banchina di una stazione ferroviaria della nostra bella Italia; l’attesa è finita, il treno arriva. E’ qui che l’illusione e la immediata delusione hanno preso il sopravvento sull’ignaro turista.

In concreto il treno è subito risultato inaccessibile alla persona su quattro ruote e anche senza la possibilità di essere assistito da personale competente. Colui che doveva essere un passeggero come tanti ha subito preso una posizione ferma e decisa nei confronti di un disservizio, instaurando un acceso colloquio con il capotreno.

Purtroppo non è stato sufficiente a convincerLo a desistere dalla azione di protesta e ha raggiunto con la carrozzina la testa del convoglio, ha agganciato una maniglia del portellone di un vagone, e non l’ha più mollata. Tutto questo perchè l’operatore, avendo l’obbligo del rispetto degli orari, ha chiuso le porte del treno ed ha dato il via libera del treno in partenza, senza Lui a bordo. Continua a leggere