Manifesto per la cittadinanza delle persone con disabilità

In questo articolo potete far scorrere il punto di vista di Anffas Lombardia in collaborazione con Ledha sulle politiche per la disabilità; tutto ciò è stato presentato come manifesto per la cittadinanza delle persone con disabilità all’Assessore Regionale della sanità, Mario Melazzini che per primo puo’ davvero capire le problematiche, data la sua malattia, la Sla, che l’ha portato alla totale disabilità.

In questo caso specifico si parla di Anffas Lombardia e Ledha,  ma credo e spero sia il fronte comune di molte altre associazioni; è importante marciare tutti verso una unica direzione, tutti coesi con un unico obiettivo senza contrasti e contraddizioni, altrimenti rischieremmo di perdere tutta la credibilità conquistata.

Il settore “sociale” ha bisogno di essere stimolato con tante idee e collaborazione ma, prima di ogni altra cosa, ha fame di essere ascoltato, ma da chi? Dalle Istituzioni che dato lo scarso risultato che hanno ottenuto, dovuto alla non conoscenza delle problematiche, dovrebbero almeno preoccuparsi dei fondi da stanziare, perchè in quanto a idee e nozioni delle situazioni di vita, noi disabili ci classifichiamo al primo posto.

Si tratta di un manifesto che più volte cita e punta ad investire sulla nostra Costituzione e la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, delle quali nessuno prende seriamente visione.

Vediamo però di capire perchè questi scritti vengono messi al primo posto; sono le basi da cui partire e se non è ben chiaro questo, non si potrà mai andare oltre. Continua a leggere

Fondo “dopo di noi” per disabili, addio!

Il 25 aprile 2012 verrà ricordato da noi disabili per una sbalorditiva notizia, pubblicata dal Fatto Quotidiano, che ci ha lasciato di stucco! Negata la garanzia, per i disabili gravi, di avere un certo tipo di assistenza quando non saranno più presenti le loro famiglie ad occuparsene.

Il sottosegretario alle politiche sociali, Cecilia Guerra, ha detto no al fondo per il “dopo di noi” perchè, nonostante l’importanza del provvedimento, non è stato seguito il metodo giusto per risolvere il problema in merito all’assistenza di queste persone. Il sottosegretario ha chiesto un ripensamento alla commissione sull’istituzione del fondo, perchè dato il tema molto importante, è necessario affrontarlo nell’ambito di una politica di programmazione più generale.

Sta di fatto che il governo ha negato 150 milioni di euro, una cifra ridicola, che andando a tagliare certi inutili costi sostenuti nei nostri palazzi del potere, sarebbe facile racimolare. Continua a leggere