Regole dello sport, regole di vita o semplicemente buon senso?

downDovere e potere sono i verbi che dovete memorizzare, perché a mio giudizio sono la chiave della storia di vita che sto per raccontarvi. Io stessa leggendola mi sono subito posta delle domande, tanto da capire che può dare degli ottimi spunti di riflessione.

Come spesso capita anche questa storia ha fatto il giro della rete, partendo da Facebook e poi domenica sera l’approdo al Tg5 delle 20; in questi casi io dico:” Meno male che i giornalisti della tv hanno deciso di parlarne, perché aiuta molto a trattare un argomento difficile come “la disabilità”. L’intera nazione deve essere richiamata all’attenzione, un po’ presa per mano fino a quando camminerà da sola e noi non dovremo più farci notare come diversi.

In questa vicenda i protagonisti sono: un allenatore di pallavolo da trent’anni, Andrea Bartolini, che allena la Pallavolo Orbetello e suo figlio Matteo, ventenne, Down, che da sempre si siede in panchina con il padre durante le partire della pallavolo Orbetello, sia quando gioca in casa che quando va in trasferta. Lascio a voi decidere come identificare Matteo, ovvero quale ruolo assegnargli: mascotte della squadra o spettatore speciale.

Però il padre ha tenuto a precisare come sono arrivati a consentire a suo figlio di sedere proprio nella panchina dell’allenatore. Da il Tirreno (Livorno) leggo che hanno chiesto alla Federazione una deroga e hanno ricevuto una risposta ben precisa: tesserare Matteo come fosse un dirigente, così gli arbitri non avrebbero fatto nessuna obiezione. E’ andato sempre tutto liscio fino ad ora; caduta di stile o regole ferree? So benissimo che nello sport le regole sono rigide e fatte apposta per disciplinarlo; che per eccellenza è una vera disciplina che mira a formare il carattere e aiutare nell’inserimento nella società e nella vita quotidiana. Continua a leggere

Bimbi disabili in trasferta per vedere la Nazionale di calcio. Sport e regolamenti cavillosi!

stadioNicola e Pietro, 10 anni, gemelli, Alfredo, 7 anni, sono solo bambini, che adorano il calcio e come tanti hanno espresso il desiderio di andare alla stadio a vedere, una partita. Hanno scelto Italia-Inghilterra a Torino. I genitori hanno subito acconsentito non pensando assolutamente che siccome il figlio Nicola è in carrozzina dalla nascita e Pietro deambula a fatica, la realizzazione di questo sogno avrebbero dovuto sudarsela.

La partita che questi fratelli hanno dovuto giocare è stata ben più complessa e tortuosa di un qualsiasi match; anche perché è sotto agli occhi di tutti che non viene mai giocata ad armi pari.

I genitori hanno raccontato la loro avventura/disavventura al giornale “Il Tirreno” edizione Livorno e questo mi permette di farla conoscere a tutti voi.

E’ papà Claudio a raccontare che tutta la famiglia, a marzo, ha deciso di andare qualche giorno a Torino per l’inaugurazione del Museo Egizio; visita prenotata per il 2 aprile. Sono partiti prima per potere visitare anche la città e qui Pietro, che è un appassionato di calcio, annuncia ai genitori che in quei giorni allo Juventus Stadium si giocherà Italia-Inghilterra.

I genitori si danno subito da fare, perché da subito l’hanno vista come una bella idea assolutamente possibile. Per primo verifiche sul sito della Figc per trovare subito i biglietti; apprendono che per gli accrediti gratuiti ai disabili occorre essere allo stadio il giorno prima della partita. SEMBREREBBE NON ESSERCI ALCUN PROBLEMA.

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Fabio Merlino ci presenta la sua squadra di wheelchair hockey: i Warriors Viadana

3Vi ricordate di Fabio Merlino? So che leggete tante notizie e io stessa, come altri blog o pagine facebook vi bombardiamo di storie e notizie che è davvero difficile tenerle tutte a mente. Pensate che quelle che condivido con voi sono solo la minima parte; io ne leggo un numero infinito e la cosa che più mi sconforta è che la maggior parte riguarda fatti molto negativi.

Oggi invece, ricordandovi di Fabio parlerò di qualcosa di positivo, direi molto, dato che legato ad una bellissima iniziativa. Andiamo con ordine e rinfreschiamoci un po’ la memoria. Fabio ha 24 anni, vive a Viadana, un paese nel Mantovano ed è affetto da SMA2 (atrofia muscolare spinale di tipo 2). E’ il figlio del Tenente dei Carabinieri Filippo Merlino, tragicamente caduto nell’attentato terroristico che colpì la base a Nassiryah in Iraq il 12 novembre del 2003.

In Fabio, ex giocatore dei Rangers Bologna squadra di hockey con carrozzine elettriche, balenava in testa una idea. Dare vita a Viadana ad una ASD, associazione sportiva dilettantistica, con la finalità di promuovere lo sport per diversamente abili, in particolare il wheelchair hockey, cioè l’hockey in carrozzina elettrica, nato principalmente per patologie neuro-degenerative, però poi ampliato ad altri tipi di patologie medio gravi. Questo aspetto è davvero importante perchè finalmente può nascere qualcosa, dal punto di vista ricreativo ed educativo, che accomuna persone messe a dura prova dalle proprie diverse malattie. Bello sapere che d’ora in poi potrebbero condividere anche qualcosa di più spensierato, che va al di là della salute.

Fabio non è mai stato solo nel realizzare questa bella idea, perchè ad appoggiarlo e aiutarlo ci sono la sua ragazza Giada, gli amici Carmine e Cristina, la sua mamma Alessandra, e Luca Marcuri ex giocatore con la sua ragazza Marzia. Certo tutto molto faticoso; ma è proprio grazie al loro aiuto concreto che il 20 settembre hanno raggiunto l’obiettivo, è nata la squadra ufficiale Warriors Viadana e “Il mondo di Lena” è pronto a festeggiare con loro. Anzi, vorrei che tutti i miei lettori spegnessero con me le candeline di questo importantissimo traguardo.

Fabio è soddisfatto perchè finalmente c’è la possibilità concreta di distogliere i ragazzi da quello che ormai è diventato solo un mondo virtuale e permettere, concretamente, attraverso lo sport di integrarsi nella società senza sentirsi “diversi” a causa della loro patologia.

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Un simbolo della memoria: una giornata di “sport speciale” per un legame “padre-figlio” indissolubile

 

Oggi vi devo invitare ad un appuntamento che conta e a farlo attraverso il mio blog è il mio nuovo amico Fabio Merlino: domenica 8 giugno 2014 a Viadana (Mantova) si terrà il torneo di wheelchair hockey (hockey in carrozzina elettrica) per ricordare Filippo Merlino, luogotenente dei Carabinieri, che in quel lontano 12 novembre 2003, alla giovane età di 46 anni, durante la missione a Nassiriya ci ha lasciato, a causa di un attentato kamikaze che colpì la palazzina dove si trovava con il resto del contingente italiano.

E’ stato scelto di organizzarlo proprio a Viadana, perchè è la cittadina dove Filippo per 12 anni ha prestato servizio come comandante di stazione. L’evento sarà patrocinato dalla Camera dei Deputati, dal comune di Viadana e dalla Federazione Italiana wheelchair hockey. Nella giornata ci saranno momenti solenni come la cerimonia d’apertura in cui verranno ricordati i 19 caduti in quella strage e attimi di svago e  divertimento come: le gare appunto di hockey, le esibizioni della scuola di ballo locale, la campionessa mondiale di danza del ventre. La cerimonia partirà con un corteo alle ore 9.30 dal piazzale antistante la caserma dei Carabinieri e si dirigerà al palazzetto dello sport, dove avrà luogo la cerimonia; alla cerimonia interverranno cariche militari e civili. Le quattro squadre che parteciperanno alle gare saranno i Rangers Bologna, Black Lions Venezia ( entrambe in A1 ), i Dragons Grugliasco, e Goodfellas Pavia di serie A2.

Il mio compito è quello di spiegare, attraverso le parole di Fabio, il perchè della scelta di questo particolare evento come simbolo della memoria. La prima cosa che Fabio mi ha detto è che lo sport è davvero qualcosa che accomuna tutti e rappresenta lo spirito di squadra, di gruppo, proprio come suo padre in quel team, squadra, con i suoi compagni in quella missione. Continua a leggere

La disabilità intellettiva conquista lo sport con le “Special Olympics”

olimPermettetemi di farvi conoscere una importante iniziativa che io stessa, devo ammetterlo, non sapevo esistesse. Di solito quando si parla di sport nella disabilità lo si associa all’evento più conosciuto, cioè le Paralimpiadi. Credo sia giusto dare spazio anche ad altre iniziative, in particolare a quella che sto per presentarvi perchè i protagonisti sono i “disabili intellettivi”.

Vi sto parlando delleSpecial Olympics – XXX Giochi Nazionali Estivi 2014. La bellissima città di Venezia si prepara ad accogliere la prima tappa di queste Olimpiadi speciali in Italia: una manifestazione unica che vedrà protagonisti più di 1.200 “Atleti” con disabilità intellettiva provenienti da tutta Italia, che per 5 giorni, dal 25 al 30 maggio, saranno impegnati in numerosi eventi sportivi e gare atletiche nella Laguna.
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Tam tam mediatico: accusa di omicidio per “il mito” della disabilità Pistorius

Oggi, su tutti i giornali, radio e televisioni del mondo, echeggia il nome Pistorius.

Ho dibattuto molto con me stessa se fosse il caso di parlare di Lui, in questo difficile momento che lo ha travolto. Sinceramente avrei preferito leggere di Lui come sempre nelle notizie sportive, nel volontariato o beneficenza o se proprio nel gossip, dove normalmente ci si aspetta di vedere il Suo nome; invece oggi lo ritroviamo nella cronaca nera, con una brutta accusa di omicidio.

Il risultato della mia semplice riflessione su Pistorius, campione nella disabilità, ho deciso di condividerla con tutti Voi. Continua a leggere