Non chiamatele maestre! Non lo sono, non ne sono degne e non meritano quei bambini disabili

Il sostegno ai bambini disabili è un argomento che ho già trattato nei miei articoli; poi qualche giorno fa la notizia al telegiornale: false maestre a sostegno dei bambini disabili. Questa è la triste realtà dei fatti: persone che fanno un lavoro che a loro proprio non compete.

Il paese delle false maestre si chiama Lesina, in provincia di Foggia. Ci troviamo in un borgo di seimila abitanti in Puglia e da qui sono state scoperte almeno cento “fasulle” docenti di sostegno ai disabili. Insegnavano ai bambini portatori di handicap in tutta Italia: da Bologna a Firenze, da Treviso a Monza, Piacenza, Forlì, Macerata, Cesena, Pescara e Campobasso, pur senza averne titolo.

Sono anche consapevole che non si tratta solo di un malcostume del sud dell’Italia e lo dimostra il fatto che, dopo gli accertamenti delle autorità, in questo specifico caso le false maestre sono state ben spalmate su tutto il territorio nazionale. Forse dopo questo campanello d’allarme potremmo consigliare al Ministero controlli ferrati soprattutto in casa della politica e nessuna sorpresa o stupore nel trovare casi altrettanto scandalosi anche al nord.

Chi erano questi soggetti? False supplenti che fino al giorno prima lavoravano come bidelle, portalettere, cameriere, commesse, contadine, bariste, pizzaiole, guide turistiche e una di loro ha dichiarato senza esitazione che era stanca di fare quel lavoro, la pizzaiola e le altre invece erano semplicemente disoccupate; l’aspetto davvero grave è che erano tutte senza diploma. Continua a leggere

Sei un malato del Sud Italia? Hai meno diritti di un malato in Lombardia!

Ho avuto occasione di ascoltare con molta attenzione e soprattutto umiltà la forte denuncia di Mariangela Lamanna, Vice Presidente del Comitato 16 novembre, per la sorella, di soli 46 anni, malata di Sla. Non è la prima volta che parlo dei malati di Sla ma la loro difficoltà ad assere ascoltati mi fa sentire in dovere, nel mio piccolo, di dare loro aiuto dandogli voce.

Il titolo che ho scelto per questo articolo non può lasciarci indifferenti, anzi pone tutti noi davanti ad una realtà che, concorde con Mariangela, non può restare in sordina, ma va senza dubbio denunciata e soprattutto impedita. Un malato grave lo è indipendentemente da dove vive; la regione di appartenenza non può e non deve fare la differenza per le proprie cure, perchè è davvero inconcepibile.

Le Sue parole nei confronti di Monti, danno proprio l’idea di una persona che da anni si vede impotente nei confronti della situazione della sorella, assolutamente non per una Sua mancanza, ma perchè costretta dall’assenza o dalla troppo sporadica presenza dello Stato. E’ davvero sfinita; le sue parole sono chiarificatrici. Il Presidente Monti ha detto che: “La disabilità non è un limite”. Sono d’accordo con Mariangela affermando che Monti con questa affermazione ha solo dimostrato di non sapere assolutamente di cosa sta parlando e questo ci offende nel profondo. Continua a leggere