Asl condannata nel 2010 a risarcire disabile; solo oggi pronta a dare acconto. Battaglia vinta o sconfitta infinita?

Questa è una storia che, proprio per la sua assurdità e incomprensibilità all’italiana, molti giornali e anche il Tg5 hanno deciso di portare a conoscenza di tutti. Non so se tutti l’avete vista ma io credo che valga proprio la pena di parlarne ancora. Il termine “storia” credo che non sia sufficiente e concorderete con me, al termine di questa lettura, che si tratta di un vero incubo nella difficile quotidianità di una famiglia.

A mio avviso, a far capire la gravità della vicenda sono sufficienti le parole di disperazione della famiglia che l’ha subita:” Presidente Napolitano aiuto!!! La Asl ha regalato a mio figlio l’invalidità totale e non paga i suoi debiti anche se condannata dai giudici. Io non ho più soldi per curarlo!!!”

Una frase che già da sola dice tutto. Ma entriamo un po’ più nel dettaglio così che anche Voi possiate trarre le giuste e personali considerazioni.

Siamo a Chieti e un padre si incatena davanti al Policlinico, con al collo un cartello con la frase sopra citata, per rivendicare un diritto che gli è stato riconosciuto dal tribunale parecchio tempo fa, nel 2010; ricevere dall’Asl un rimborso di 3 milioni e 300 mila euro ma sono passati 3 anni e mezzo e ancora nessuna somma ricevuta. Perchè attende questo risarcimento? Siamo davanti ad un brutto caso di malasanità; giusto per ricordarlo al nostro Stato, si tratta di quella sanità che in molte circostanze i nostri governanti definiscono ottimale e unica nel suo genere. Un figlio che ora ha 16 anni, ma che porta i segni di quel parto gestito, dati i risultati, in modo sbagliato con scelte non appropriate; tutto accertato dai consulenti durante il processo.

Durante la protesta questo papà viene ricevuto dal Direttore amministrativo dell’Asl; dall’incontro ne nasce un accordo per dare alla famiglia intanto un acconto di 3-400 mila euro per consentire al ragazzo di volare in America per le tanto attese cure, assai costose. Continua a leggere

Caro Napolitano:” Perchè non ha salvato noi disabili dalla spendending review?

Ebbene sì, caro Presidente Napolitano, anche Lei si è dimenticato di noi; lo ha dimostrato salvando subito il Suo tanto caro stipendio, dalla spending review. Detto così sembrerebbe un salvataggio dai possibili ribassi che, molto improbabilmente, il Suo compenso avrebbe subito e invece, in realtà ha fatto molto di più; ha pensato bene di apportare un “piccolo” aumento di euro 8.835 all’anno, portandolo così a euro 248.017 per l’anno 2013. Anzi, i media hanno portato alla nostra visione che il valore continuerà a crescere, anche per l’anno dopo e diventerà euro 253.255, quindi per il suo successore.

Forse non lo crederà, ma quando ho letto tutto questo, chi era vicino a me ha potuto vedere che ho sgranato gli occhi, da tanta incredulità. Continua a leggere

“Caro Napolitano, stop ai soli applausi; ora fatti concreti”

Qualche giorno fa il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto a Roma i nostri atleti paralimpici, per complimentarsi personalmente con loro per gli eccellenti risultati ottenuti. Le medaglie sono state davvero tante e l’orgoglio, l’entusiasmo dei nostri atleti ha rappresentato davvero qualcosa di importante, per loro stessi ma anche per tutti noi, che almeno in questa occasione, le Paralimpiadi 2012, ci ha permesso di essere protagonisti.

Sicuramente molti di voi avranno visto le immagini di questo incontro e udito, attraverso i tg, le parole del Presidente Napolitano: “Dalle prove di questi atleti ci è venuta una grande soddisfazione sportiva e un ulteriore motivo di orgoglio nazionale, una grande lezione di vita, una grande lezione morale. Lo ha capito tutta Italia, vero Zanardi?

Vorrei condividere con voi il mio personale pensiero. Sono felice che la nostra più alta carica dello Stato abbia personalmente ricevuto gli atleti per riconoscere che si tratta di una fetta di paese che può dare molto e che quindi va valorizzata nel giusto modo. La cosa che mi fa riflettere è questa: “Tutto quello che è stato detto è davvero concreto in un paese come Londra, ma in Italia?” Continua a leggere