Malato di Alzheimer dovrei essere a carico della Sanità italiana. Ma qualcuno lo sa?

Pensate che a parlarvi e a denunciare questa piaga sociale, perchè di questo si tratta, è una persona malata che è stanca di vedere una sanguisuga chiamata “Stato” che si approfitta della sua condizione di malata. E’ stanca dell’ennesimo diritto negato.

Per  troppo tempo è successo tutto questo, anzi, la cosa che più mi fa arrabbiare è che lo Stato, il nostro bel paese, l’Italia ancora si approfitta delle persone più deboli facendo la voce grossa senza diritto.

La cosa che più fa arrabbiare è che non sia mai nato un piano sanitario specifico per i malati di Alzheimer. Fatti due conti avranno capito che sono troppe le persone da assistere nelle strutture? Credo proprio di sì; tanto la mia risposta è sempre la solita: eliminando i tanti sprechi si potrebbe dare assistenza “totale” ad un vero e proprio regimento. Si può solo avere vergogna. Ancora troppo pochi i posti letto “convenzionati” riservati ai malati nei vari piani sanitari; come dicevo nulla di specifico e studiato a tavolino con numeri alla mano, che annullerebbero studi obsoleti, non più rispondenti alla realtà.  Mi sono accorta che sono davvero tante le famiglie a cui viene presentato un conto salatissimo. Tutto questo accade perchè sono davvero in pochi a sapere che tocca alla nostra Sanità farsi carico di tutti i costi.

A conferma di ciò che sapevo ho letto un interessante articolo del Corriere della Sera, con l’intervento di Confconsumatori ed il legale che danno molte risposte interessanti e utili.

Allora proviamo a immaginare lo sfogo di un malato. Continua a leggere

Picchiare e umiliare il più debole è ancora divertente? Evidentemente sì.

Eccoci ci risiamo: ragazzo disabile picchiato e filmato dai suoi coetanei e anziana, affetta da alzheimer, picchiata nella sua stessa casa dalla badante.

Ma cosa sta succedendo? Io pensavo che la Società dovesse evolvere e invece siamo fermi su alcuni principi e convinzioni, totalmente fuori dal tempo.

Il tanto praticato “bullismo” non risparmia nessuno, abili o disabili non importa, lo scopo è divertirsi, fare qualcosa di diverso, da immortalare su un cellulare, tablet per dimostrare di essere cosa? Una generazione sopra le righe? Per fare a gara a chi posta sul web qualcosa di veramente spettacolare, “fico”?

Il caso di Genova è solo l’ultimo dei tanti episodi inaccettabili. Sono pienamente d’accordo con la posizione che la scuola ha deciso di tenere nei confronti di tali comportamenti. La rieducazione è assolutamente necessaria. Anzi io penso che bisognerebbe inserire anche delle ore di assistenza a ragazzi con disabilità sia all’interno della scuola, quindi una specie di aiuto ai compagni meno fortunati, che in alcune strutture esterne. C’è sempre bisogno di volontari, di aiuto pratico e sopratutto di un po’ di compagnia per quei ragazzi, che vivono nelle strutture e che hanno una vita decisamente più difficile dei tanti coetanei.

Penso che il compito degli assistenti sociali e degli psicologi sia proprio quello di far capire loro il valore della vita; che ogni atteggiamento che una persona decide di tenere nella società può danneggiare gli altri, quindi responsalizzarli su questo e sul fatto che, quando si va oltre i limiti, è prevista una punizione ed è giusto capire e recuperare sull’errore commesso. Continua a leggere

I bambini leucemici della “Città della Speranza” possono continuare a sorridere

Vorrei rammentarVi il mio articolo di fine anno, che trattava il disperato problema della “Città della Speranza”: la tanto insidiosa Imu.

Volutamente polemizzai sul fatto che questa tanto odiata tassa, praticamente da tutto il paese, venisse applicata anche ad una importantissima struttura, la Città della Speranza, che è un Istituto Clinico padovano all’avanguardia in Europa, che ha in cura 5 mila bambini leucemici e che, soprattutto, è importante ricordare vive grazie alla generosità di privati cittadini. Continua a leggere