Stefano ha il volto deformato e gli viene negato il diritto di tagliarsi i capelli

Questa storia ha fatto davvero il giro del web; è rimbalzata ovunque, anche sui giornali perché ha veramente lasciato senza parole.
Ho deciso di dare anche io uno spazio a questa brutta esperienza perchè davvero rappresenta la barriera più pericolosa, invalicabile e che fino ad ora ha resistito ad ogni tentativo di abbatterla: quella del pregiudizio e dell’ignoranza.

Poi devo essere sincera, ci tengo particolarmente perchè Stefano, colui che ha subito e subisce da sempre il pregiudizio della gente, abita nella mia stessa città e mi sento in dovere di sostenerLo, proprio come faccio, attravero il mio blog, con le tante storie di vita che racconto.

Stefano Lanzarotti ha 37 anni, vive a Vigevano (PV) dalla nascita ed è stato vittima del solito pregiudizio delle persone. A causa di una malattia, purtroppo non curabile, Stefano ha il volto deformato, quindi ha una disabilità fisica importante. Malattia che ogni giorno gli impone di combattere con i numerosi dolori che questa malformazione comporta.

Qualche settimana fa ha pensato, a quanto pare “stupidamente” secondo alcuni, di potersi recare a tagliare i capelli, come chiunque altro. Mai avrebbe pensato che si sarebbe presentato un serio problema. La purrecchiera si è rifiutata di sistemarGli i capelli, perchè Stefano è una persona malata e quindi non ha dimostrato alcuna intenzione di garantirGli il servizio richiesto. Continua a leggere

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Purtroppo la realtà con le sue tante, troppe storie concrete, fatti, situazioni per niente astratte, che vivo e vedo ogni giorno mi porta ad abbandonare un attimo tutto ciò che di bello c’è, nel mondo dei disabili.

La discriminazione è quanto di più concreto si manifesta nella nostra società, ogni giorno, in ogni angolo del nostro bel Paese. Vi sbagliate di grosso a pensare che sia la disabilità la malattia, quella vera è la discriminazione e permettetemi di dire che l’Italia è davvero malata, avvelenata, intossicata da tanta ignoranza, non conoscenza e superficialità. Per i nostri concittadini siamo un po’ un cancro, uno di quelli tosti ancora impossibile da estirpare, non curabile. So che non esiste la bacchetta magica, ma ci vuole della sana volontà.

Oggi Vi parlo di Anna, 31 anni, di Brescia con una laurea in Giurisprudenza, ha fatto la pratica da penalista e si è specializzata in diritto per disabili. Il Suo sogno però non è ancora completo, infatti sta seguendo un corso di preparazione da magistrato ordinario all’Università Cattolica di Milano.

Fino a qui nulla di strano, una ragazza come tante, che con volontà e fatica vuole portare a termine un percorso. Ma come Vi ho preannunciato nel titolo c’è un “piccolo” particolare che ha fatto nascere dei problemi: Anna è nata parzialmente cieca, affetta da retinopatia fin dalla nascita e, da qualche anno, anche da atrofia ottica. Continua a leggere