Cara Senatrice Guerra, le presento una mamma che combatte per amore di suo figlio!

caregiverIl caso dell’ISEE discriminatorio e vessatorio, per fortuna bloccato dal Tar del Lazio, mi ha permesso di conoscere la storia d’amore tra una mamma e suo figlio.

Lei è Chiara Bonanno è vedova ed è mamma di un ragazzo di 19 anni gravemente disabile ed è una delle promotrici del ricorso al Tar. Un altro “caregiver speciale” a tempo pieno, perché ha dovuto lasciare il lavoro; non è e non deve essere solo una figura, ma una persona in carne ed ossa, con sentimenti ed emozioni che esigono un primo piano. Sono consapevole che potrebbero non piacervi, perché crudi e reali, ma è proprio per questi motivi che meritano una inquadratura molto da vicino.

Mi sembra corretto donarle questo spazio, perché si è dedicata a pieno al problema di tanti e con tanti e poi rappresenta al meglio le reali condizioni della disabilità vista da un genitore. Io non sono un genitore e a parte immaginare come ci si possa sentire non posso realmente conoscere l’effettivo vissuto di questa figura familiare, perché non mi appartiene. Per capire vediamo le problematiche da una altra angolazione, anche se è vero che il risultato non cambia, ma viene analizzato da una altra prospettiva importante. Ho letto, con lacrime e rabbia, direttamente dall’Agenzia di Redattore Sociale, questa lettera e voglio condividere con voi il suo sfogo, legato alla difficile vita di suo figlio, che è rivolto alla senatrice Maria Cecilia Guerra. Continua a leggere

Caro falso invalido

Caro falso invalido, ormai ogni giorno sento parlare di te alla televisione, ti vedo su tutti i giornali… Sei diventato una persona importante e sei sulla bocca di tutti, soprattutto di tutti i veri invalidi… Quasi quasi ti invidio… Il bello è che, per non essere malato e non essere un politico, ne hai di privilegi! Il più grande?

Il tuo fingerti malato ti fa approfittare e quindi incassare soldi che non ti spettano veramente. Dimmi la verità, ma ci hai mai riflettuto? Non credo proprio… Per te è così semplice, è un modo come un altro per raccimolare soldi facili. E fidati, tra le cose disoneste che potevi scegliere di fare, questa è la peggiore; la più meschina… Ogni giorno dovresti guardare la tua immagine riflessa allo specchio e se non ti vedi seduto su una carrozzina allora non pensarci proprio al denaro dell’invalidità civile e dell’accompagnamento non è cosa per te… Ma cavolo devi proprio rubare a me? Il destino, a me invalido, ha già tolto la vita, vuoi proprio lasciarmi senza nulla? Avrei una proposta per te: almeno per un giorno, dovresti provare cosa significa realmente la vita di un invalido… Non ne avresti il coraggio, perchè per fortuna la malattia fa ancora paura.