Nuovo ISEE da rifare! Il Governo incassa una bella bocciatura dal Tar del Lazio

Ogni tanto la giustizia c’è. Il Tar del Lazio pronunciandosi contro il nuovo ISEE, in vigore da gennaio, ha dimostrato che tutti quei famigliari e disabili che hanno presentato ricorso non sono dei pazzi visionari.

Cari Governanti, ci avete provato; ancora una volta volevate calpestarci, ma per stavolta vi è andata male. Non dovete prendervela, generalmente ogni cosa viene fatta a vostro favore; per una volta abbiate la giusta dignità di incassare senza polemiche. Non starete mica pensando, cosa che fate poco e male, di fare ricorso al Consiglio di Stato, vero? Non vi conviene ricoprirvi ulteriormente di ridicolo; questo è un consiglio, quindi riflettete”.

Ecco come si è espresso il Tar:”Pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento percepite in ragione di una disabilità accertata non costituiscono “reddito”, ma “compensazioni” di condizioni di svantaggio, anche economico”.

La sentenza è chiara. Secondo i giudici:”non è dato comprendere per quale ragione, nella nozione di reddito, che dovrebbe riferirsi a incrementi di ricchezza idonei alla partecipazione alla componente fiscale di ogni ordinamento, sono stati compresi anche gli emolumenti riconosciuti a titolo meramente compensativo e/o risarcitorio a favore delle situazioni di “disabilità”, quali le indennità di accompagnamento, le pensioni Inps alle persone che versano in stato di disabilità e bisogno economico, gli indennizzi da danno biologico invalidante, di carattere risarcitorio, gli assegni mensili da indennizzo (come da leggi n. 210/92 e 229/05). Tali somme, e tutte le altre che possono identificarsi a tale titolo, non possono costituire “reddito” in senso lato né possono essere comprensive della nozione di “reddito disponibile” di cui all’art. 5 del Decreto Legge n. 201/2011, che proprio ai fini di revisione dell’Isee e della tutela della disabilità, è stato adottato”.

Deve esserci un punto fermo, oltre alla malattia, nella vita di un malato e dei suoi cari; non trovate?

Sono quindi state accolte due richieste davvero fondamentali per la tutela della disabilità e dei suoi diritti. Sono i ricorsi presentati da diverse associazioni: dall’Utim (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva) di Torino al raggruppamento nazionale Coordinamento disabili Isee No Grazie. Perché si è arrivati al tribunale? Di sicuro non per divertimento, perché in verità è stato l’ennesimo stress emotivo per famiglie e malati, ma semplicemente perché con il dialogo (vedi gli esempi del passato) non si arriva da nessuna parte. Qualcuno deve impugnare con forza la situazione e loro lo hanno fatto x tutti noi.

La prima è quella che annulla la parte dell’articolo che inseriva tra i redditi anche le indennità a sostegno della disabilità; la seconda è quella che cancella la discriminazione tra disabili minorenni e maggiorenni disegnata con franchigie differenti. In pratica, chi riceve indennità a causa di una disabilità grave sarebbe risultato in molti casi “ricco”, per cui avrebbe perso il diritto alle prestazioni necessarie.

Ma qualcuno del Governo ha riflettuto prima di promuovere, perché questo ha fatto da gennaio, una ulteriore discriminazione tra disabili minorenni e maggiorenni? E’ ridicolo! Sono sempre pronti a incentivare cattivi comportamenti oltre ad alimentarli già con la presenza di numerosi falsi invalidi.

Ho appreso della sentenza dal Corriere della Sera e poi dal Redattore Sociale ho letto la testimonianza di Chiara Bonanno e ho deciso di riportarvi il suo pensiero rivolto al nostro Governo:” Invece di insultarci considerandoci degli evasori, tra l’altro, le persone con disabilità gravissima che vivono in casa sono le più controllate, dovrebbero chiederci scusa“. E’ ancora lei ha dichiarare:“Il nuovo ISEE ci avrebbe considerati falsi invalidi”.

Sono fiera di questa frase, perché mi trova perfettamente concorde. E’ vero che i disabili sono molto tartassati e pressati dai controlli più disparati, sempre per colpa dell’esistenza dei “furbetti”; i tanti falsi invalidi creati ad arte, con lo stampino, dallo Stato con la certezza di una “devozione” permanente.

Ora la realtà dei fatti è questa. L’ISEE sbagliato è già entrato in essere e questo è un grave problema: c’è già chi ne ha fatto uso per richiedere determinati interventi, quindi tutto calcolato sbagliato e ora? Chi darà la risposta giusta? Quello vecchio non c’è più e quello nuovo è carta straccia. Ora, chi in questo momento ha bisogno di accedere a un servizio che cosa deve fare? In base a quale Isee gli erogheranno il servizio? Non lo farete mica attendere fino ad una vostra ennesima decisione e successiva messa in essere, vero? Questo comporterebbe lungaggini burocratiche che non collimano con le urgenti e indispensabili esigenze dei disabili. E poi sinceramente l’errore è stato il vostro e noi non dobbiamo andarci di mezzo: erogate i servizi e accollatevi le spese a titolo di risarcimento per il disturbo arrecatoci.

Per esperienza so che lo Stato non starà zitto a guardare e subire, quindi orecchie aperte per quello che vorrà mettere in atto ora; c’è sempre un modo per creare danno e loro ne sono i maestri. Non mi interessa se sembra che pecco un po’ troppo di superbia, ma ecco un altro consiglio per chi siede su quelle belle e comode poltrone: invece di arrampicarvi sugli specchi, perché non cogliete l’occasione di ammettere che calpestate tutti e sempre, come zerbini inutili e vi mettete a rivedere per benino l’ISEE; sono sicura che si può fare di meglio, molto meglio, però fate attenzione perché, date le vostre abitudini, è più facile fare di peggio, quindi non dovete lasciarvi distrarre.

Noi, tenaci e costanti siamo sempre qui a supervisionare tutto, per evitare che arriviate all’irreparabile e prima o poi sarà così; ci sarà il punto di non ritorno, dove nessuno potrà mettere una pezza e invertire la rotta. Speriamo solo di arrivare sempre in tempo.

 

Ciao Ciao Mastrapasqua! Niente grazie da parte mia!

Tra noi numerosi disabili molti non hanno, normalmente, un granchè da festeggiare ma le Sue dimissioni ci rendono, almeno in parte, giustizia e quindi sabato 1° febbraio 2014 rimarrà impresso nella nostra mente come il giorno della rivincita.

Parliamo di fatti concreti, cioè cosa Mastrapasqua non ha mai fatto per tutti noi invalidi civili e di occasioni nella Sua posizione ne ha avute tante però, con estrema velocità, se Le è fatte sfuggire. Con quali spiegazioni? Io non le ho sentite però se me le sono perse aspetto che qualcuno me le faccia notare.

Sono rimasta scioccata dai ringraziamenti che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giovannini gli ha rivolto, per il lavoro svolto in questi anni, per il rinnovamento dell’Inps e il complesso processo di riorganizzazione dell’Ente derivante dall’incorporazione dell’Inpdap e dell’Enpals. Mi aspettavo di tutto ma non un grazie. Io sinceramente al termine “ringraziamenti” do un valore preciso e soprattutto importante; ci vuole del merito per riceverli.

Mi sento in dovere di enunciare almeno due motivi per i quali non posso assolutamente dire grazie al Dott. Mastrapasqua. Non Vi sembra che forse dovrebbe essere Mastrapasqua a ringraziarci per avere sopportato tanto, nei 4 anni in cui ha ricoperto la carica di Presidente? Attenzione al prossimo che lo sostituirà, che se presenterà solo un dubbio di moralità sarà nostro interesse e premura farlo notare per ridurne al minimo l’impiego; al massimo 2 anni e via a mai più, altro giro altra corsa.

Vi chiedo un po’ di pazienza perchè devo documentare ciò che vado a scrivere, quindi mi serve fare una introduzione; a darmi una mano è lo stesso Mastrapasqua con le Sue affermazioni. Continua a leggere

“Falsi invalidi in cambio di voti”: Quinta Colonna titola così una piaga italiana

Questa la coraggiosa, perchè reale e sconcertante, denuncia dell’ennesimo scandalo all’italiana. So di non annunciarVi nulla di nuovo perchè si tratta di accadimenti assai radicati, però mi preme far notare che finalmente se ne parla sempre di più in televisione, senza più nascondersi dietro a un dito.
Per far capire meglio la situazione reale, durante la diretta di Quinta Colonna Il Quotidiano, di martedì 3/9, hanno mandato in onda i servizi riguardanti la città di Napoli, con i Suoi 150 falsi invalidi ciechi in un solo quartiere e poi ennesimi comportamenti a Ragusa.

Avete capito bene, i 150 tutti concentrati in una unica zona della città e lì la domanda mi nasce spontanea:”Ma a nessuno è nato un certo sospetto di tutto questo?” La risposta può essere una sola:” Tutti d’accordo, tutti che chiudono entrambi gli occhi, per pura e semplice convenienza”.

Può essere solo convenienza, altrimenti non si spiegherebbe il perchè di tante false invalidità. Io do a te e tu dai a me; un vero scambio di favori, un fifti-fifti… Una altra spiegazione non ha ragione di esistere, deve essere di sicuro così. Continua a leggere

I dipendenti Inps fanno la spesa a carico dei pensionati; ma i dirigenti dove sono?

Meno male che sono tornate Le Iene, così ci danno una mano a far vedere quale realtà ingiusta siamo costretti a subire in Italia. Un vero e proprio servizio al cittadino, per il quale non possiamo fare altro che ringraziare. La rovina di Enti pubblici e Istituzioni, che dovrebbero – e sottolineo “dovrebbero” – essere al servizio del cittadino, è che ormai viviamo di informazione e nulla più può essere taciuto come in passato.

Lunedì  in prima serata, Le Iene ci hanno fatto vedere che l’Inps, Istituto Nazionale Previdenza Sociale, precisamente la sede centrale di Roma, che ha il compito di calcolare e erogare le pensioni nel nostro paese, ancora una volta è bravissimo a stupirci! Questa volta lo fa alla grande; all’interno dell’Ente un supermercato tutto per loro. Vi state chiedendo cosa stona in tutto questo; un po’ di pazienza e ci arrivo.

La dirigenza di un grande Ente pubblico, quale è l’Inps, permette ai dipendenti di fare shopping durante l’orario di lavoro, quindi a spese nostre, sottraendo così risorse pubbliche, come specificato nel servizio. L’aspetto che più mi ha sorpreso e mi fa ben sperare è vedere che c’è ancora qualcuno, agli alti vertici, che sa distinguere l’atteggiamento scorretto da quello corretto. A mio parere la dirigenza non può e non deve appoggiare, favorire o lasciar correre su questo “nuovo modo di lavorare” al servizio del paese.

A me sinceramente sembra proprio uno schiaffo morale nei confronti di tutti noi; è bello in questo filmato vedere come tutti se la ridano e se la cantino, mentre fanno la spesa invece di lavorare. Tutto questo mentre i Ministri piangono dopo i tagli alle pensioni e i pensionati sono davvero incavolati per le continue modifiche, in peggio, al loro unico sostentamento. E invece a questi dipendenti tutto è dovuto, non gli si nega nulla e gli si elargiscono privilegi.
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