Controsenso all’italiana: le pedane per i disabili sono una tassa per occupazione del suolo pubblico

Sembra una barzelletta! Le pedane utilizzate per abbattere le barriere architettoniche rappresentano l’occupazione di suolo pubblico come qualsiasi altro oggetto: tavolini da bar, dispenser, vasi con i fiori e tanto altro.

E’ facilissimo intuire dove io vedo il ridicolo della questione. La maggior parte degli esercizi commerciali nelle città non sono accessibili ai disabili in carrozzina; l’esercente dovrebbe rivalersi sul proprietario dei locali e le cose si complicano, perché nessuno pensa anzi, vuole fare dei lavori definitivi che eliminerebbero per sempre il problema, l’ostacolo. Di mettere le pedane non se ne parla, perché soggette a tassa, Tosap e pagarla non si vuole e posizionarle senza versare significa verbale dei vigili,  e acquistarle nemmeno, perché la maggior parte non le ritiene un costo imputabile a loro. I comuni a quanto pare non hanno neanche i soldi per piangere, quindi…non contribuiscono! Il motto è:“Dei disabili chi se ne frega!!!”

I disabili come me sono clienti in meno, su cui non fa conto nessuno; i nostri soldi devono fare proprio schifo. Su questo argomento mi si coglie proprio sul vivo. Ho il dente ultra avvelenato proprio con il Sindaco della mia città. Sono già passati cinque anni di legislatura e nulla abbiamo ottenuto e per i prossimi cinque, appena rieletto, sarà davvero una impresa titanica; la realtà mi dice che i miei solleciti affonderanno, anzi naufragheranno.

La cosa più assurda è che se siamo arrivati a questo punto, cioè con un problema la cui risoluzione non interessa a nessuno, è sempre colpa delle Istituzioni che non riescono a fare rispettare nulla; tante regole che nessuno segue e restano sulla carta a fare da decorazione. Io più volte ho voluto ragionare andando a monte del problema. Domandina:”Ma non ci sono gli uffici competenti a dover dare l’ok, l’agibilità, all’apertura dei negozi di nuova costruzione o da ristrutturare?” Mi piacerebbe conoscere chi autorizza chiudendo entrambi gli occhi. E’ ridicolo, perché ha tutto il sapore di una bella presa in giro.

Tipico controsenso all’italiana: si tassa chi cerca di fare dell’autonomia dei disabili un diritto fisso. Quando si tratta di tasse le autorità competenti ci si mettono di impegno per farle rispettare, quando invece si parla di leggi a tutela dei diritti non interessa a nessuno. Lo Stato oltre a non fare e aver fatto nulla pensa a lucrarci un po’ su; è l’abitudine. Continua a leggere

Regalo per i 18 anni: Disneyland; ma niente treno per un ragazzo disabile.

Siamo di nuovo alle solite: l’ennesimo treno che lascia a piedi un disabile. Le ferrovie come al solito non soddisfano esigenze e richieste di una persona disabile.

Addentriamoci di più nella trafila fatta per scongiurare, per una volta, l’inevitabile, che invece è da sempre previsto e sempre in agguato. Noi ci crediamo alla eccezionalità, carichi di fiducia, che tutto volga al meglio, ma poi in una frazione di secondo qualcuno smonterà molto velocemente il bel sogno ed ecco che la frittata è servita e si compie la solita discriminazione.

E’ Il Giornale.it a farmi conoscere il treno notturno “Thello” che collega direttamente Parigi e Milano. E’ lui il treno del diritto negato!

La direzione francese impedisce alle persone con disabilità di caricare sul treno la sedia a rotelle, manuale e non, dichiarando che è nel rispetto delle sicurezza ferroviaria.

Mi sta bene la tutela dell’incolumità delle persone a bordo, sono d’accordissimo sulla sicurezza da rispettare, anche perché troppe volte è una priorità scavalcata e si verificano tragedie su cui, dopo, si può solo piangere e arrabbiarsi con il sistema che se ne frega. Però, attenzione alla parola “rispetto”, che non sfoci in “discriminazione”, perché la linea di demarcazione è sottile e quasi sempre la si supera. Occorre trovare delle soluzioni in maniera attenta e oculata, perché nessuno venga escluso e quindi discriminato.

A questo punto vediamo quale è stato il problema.

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Malato di Alzheimer dovrei essere a carico della Sanità italiana. Ma qualcuno lo sa?

Pensate che a parlarvi e a denunciare questa piaga sociale, perchè di questo si tratta, è una persona malata che è stanca di vedere una sanguisuga chiamata “Stato” che si approfitta della sua condizione di malata. E’ stanca dell’ennesimo diritto negato.

Per  troppo tempo è successo tutto questo, anzi, la cosa che più mi fa arrabbiare è che lo Stato, il nostro bel paese, l’Italia ancora si approfitta delle persone più deboli facendo la voce grossa senza diritto.

La cosa che più fa arrabbiare è che non sia mai nato un piano sanitario specifico per i malati di Alzheimer. Fatti due conti avranno capito che sono troppe le persone da assistere nelle strutture? Credo proprio di sì; tanto la mia risposta è sempre la solita: eliminando i tanti sprechi si potrebbe dare assistenza “totale” ad un vero e proprio regimento. Si può solo avere vergogna. Ancora troppo pochi i posti letto “convenzionati” riservati ai malati nei vari piani sanitari; come dicevo nulla di specifico e studiato a tavolino con numeri alla mano, che annullerebbero studi obsoleti, non più rispondenti alla realtà.  Mi sono accorta che sono davvero tante le famiglie a cui viene presentato un conto salatissimo. Tutto questo accade perchè sono davvero in pochi a sapere che tocca alla nostra Sanità farsi carico di tutti i costi.

A conferma di ciò che sapevo ho letto un interessante articolo del Corriere della Sera, con l’intervento di Confconsumatori ed il legale che danno molte risposte interessanti e utili.

Allora proviamo a immaginare lo sfogo di un malato. Continua a leggere

Anno nuovo, trasporto ferroviario vecchio. Ora ci pensa l’Europa! Brinderemo?

trenitaliaVoglio dare a tutti voi il mio personale benvenuto nel nuovo anno; tutti insieme lo salutiamo con l’enorme speranza che sia finalmente l’anno buono, sotto tanti aspetti. Sarete d’accordo con me che queste mie parole sono un rito e nulla di più. Purtroppo il frastuono dei festeggiamenti non ci distoglie da quella che è la realtà.

E’ stato molto interessante leggere che la Commissione Europea si è espressa in merito al miglioramento dell’accesso ai viaggi ferroviari per le persone disabili. Direi addirittura affascinante tutto il ragionamento e le considerazioni fatte. Ancor di più perchè poco prima avevo letto di una disavventura personale, verificatasi il 3 gennaio; è proprio il caso di dire:“Ben arrivato nuovo anno!”.

Allora io partirei dal caso personale, così giusto per fare il punto della situazione di ciò che accade davvero con regolarità, nella quotidianità dei disabili.

A parlarne è Alessandria News, perchè il protagonista della vicenda è un loro collaboratore, Simone Labate, conosciuto dai lettori come l’esperto delle previsioni metereologiche.

Ecco a voi la sua storia. Continua a leggere

Si può avere paura di un bimbo Down? Danilo cacciato dal centro estivo.

down pericoloso“Si è trattato di un equivoco. Non volevamo attuare nessuna discriminazione, ma semplicemente non siamo attrezzati per situazioni del genere, che richiedono personale qualificato”. Questa è la risposta del responsabile del centro estivo Ottavia, Ivano M., un professore di educazione fisica delle medie con trent’anni di insegnamento sulle spalle. Queste le dichiarazioni riportate da Il Mattino.

Tutti gli anni, a giugno, terminate le scuole inizia la fase dei centri estivi per molti bambini, ma la verità è: non per tutti. Siamo alle solite; sono molto stanca che le nostre Istituzioni permettano e favoriscano il continuo ripetersi di discrimazioni a causa della totale incompetenza nel fornire il personale che infatti risulta inadeguato e insufficiente.

Aprite bene quelle orecchie: i bambini speciali ci sono e basta, vivono in questa comunità e quindi devono potersi inserire, unire e aggregare con i propri coetanei. Sono stanca di sentire dire che si trovano in una lista dove vanno spuntati ed eliminati; la cosiddetta lista nera. Mi sono stufata! Chi deve prendere in pugno la situazione? Assessore, sindaco o chi? Caro Comune di Roma:”Metti a disposizione il personale necessario, sapendo e prevedendo che potrebbero esserci bimbi davvero speciali o i centri li chiudi; se non sono “in” per i disabili automaticamente non lo sono neanche per i cosiddetti bambini comuni”. Volete davvero fare finta, ancora, che la disabilità non ci sia tra i bambini della società in cui viviamo? E poi credete davvero che questi bambini possono e devono stare solo a casa propria?

E’ il momento di parlarvi di questo bambino, Danilo di soli nove anni ma che a quanto pare è tanto temuto dagli “esseri umani”. Continua a leggere

Caro Premier: “La disabilità nelle scuole l’ha volontariamente trascurata?”

falso_invalido226Lo Stato, le Istituzioni mettono un grande impegno, lavorando in maniera coscienziosa, oculata, precisa nel mondo della disabilità; peccato che lo facciano nel senso sbagliato, diciamo che vanno contromano, in una direzione che è da violazione di tanti diritti e normative. Insomma, non siamo mai presenti nell’interminabile elenco delle priorità del bel Paese.

Mai disposti a spendere, investire e soprattutto a non discriminare e a dimostrarlo sono anche le numerose bacchettate della Unione Europea, che evidentemente non interessano a nessuno al punto tale di ritirarle in un cassetto. Il disabile non va bene qua, non va bene là, insomma avessero il coraggio di dircelo francamente: “Non vai bene, punto e basta!”.

Speriamo solo che, oltre a controllare le nostre condizioni di vita e devo dire lo fanno davvero male, direi un tentativo assai goffo e inesperto, non prendano l’assurda decisione di gestire la nostra mente, per pensare al posto nostro credendo di essere più bravi di noi. La vedo dura; li stupirebbe vedere che i nostri pensieri sono molto lontani da quelli di lor signori.

Dopo questa introduzione, a mio avviso necessaria, entrerei un po’ più nello specifico. Continua a leggere

Andrea, malato di Sla, non ha potuto aspettare la burocrazia italiana

Anche io ci tengo molto a salutare Andrea, un amico di tutti, malato di Sla a cui la maledetta burocrazia di questo paese gli ha negato la possibilità di comunicare con il mondo.

Non possiamo non parlare di Lui, anche il Tg5 lo ha fatto; questa società difficile e crudele glielo deve. E’ come se fosse morto due volte: per una malattia, la Sla, che non perdona e per colpa di un diritto negato.

Ha raccontarci di Lui c’è il Suo papà Leandro; un papà fiero e orgoglioso fino in fondo, fino a quell’ultimo respiro, così doloroso da vedere con i propri occhi. Andrea lo ricorda come davvero era; un ragazzone di 41 anni, di Ardea, Pomezia, Roma, che amava la vita, la famiglia, il suo lavoro, a cui ha dovuto rinunciare e i tanti affetti di cui non si sarebbe mai privato.

Tre anni fa però la vita lo ha messo davvero a dura prova, con una malattia, la Sla, che non lascia tregua e che porta a non essere più padroni del proprio corpo; fino a quando ha potuto ha chiesto a Suo padre di non arrendersi nè per Lui nè per tanti altri che condividono la vita con quel mostro di malattia. Se nessuno la mette in difficoltà la Sla ha vita facile e si fa sempre più forte. La malattia è già davvero impegnativa ma soffrire anche le pene dell’inferno non è concepibile. Continua a leggere

Pagamenti on-line: rateizzazione canone Rai negata!

Eccoci qui, con un nuovo disservizio nei confronti dei disabili, che vale la pena segnalare. Anzi Vi dirò di più, si tratta di un servizio mancato che in realtà interessa tanti, anzi tutti, perchè colpisce in maniera più o meno grave, tutta la popolazione.

Oggi ho scelto di parlarVi di pagamenti on-line e più nello specifico dell’impossibilità di pagare, con il suddetto mezzo, il canone Rai nelle sue forme rateizzate (semestrale e trimestrale).

In generale i pagamenti on-line funzionano, almeno dalla mia esperienza, e sono davvero molto utili. Permettono di evitare le numerose code agli sportelli, perdendo magari ore di lavoro, questo per la casistica più numerosa, poi c’è quel lato che da utile diventa indispensabile per i numerosi disabili. Questi fisicamente non possono recarsi negli uffici competenti; in parte per la propria disabilità che mette dei veri e propri freni ad ogni tipo di attività e in parte per le numerose barriere architettoniche che gli enti ancora presentano, imperterriti, nonostante la presenza effettiva di leggi legate a questo problema.

Siccome anche in questo caso è giusto pronunciare il termine “barriera architettonica”, capite benissimo che per i disabili si arriva tranquillamente a parlare di diritto negato, perchè mentre i normodotati hanno sempre una alternativa i malati come me no. Qualcuno penserà che la faccio lunga ma non è così, riflettete bene, si tratta sempre di diritti all’indipendenza, all’autonomia, al non essere vincolati dall’aiuto di terze persone che dovrebbero interagire per noi. Continua a leggere

I buoni propositi del Natale: una utopia? Sì, per i condomini che vorrebbero negare “l’ora d’aria” ad un disabile

Cari miei lettori, per suggerire a tutti noi, me compresa, qualche spunto di riflessione indicato per il messaggio che porta con sè il Santo Natale, ho deciso di raccontarVi questa storia di vita reale e successivamente commentarla; tanto fidatevi, semplicemente leggendola, susciterà in voi mille pensieri.

Ieri La Repubblica di Milano e anche Tgcom24, hanno dato notizia di un disabile, la cui immobilità e non autosufficienza diventa un problema per i suoi vicini di casa; peccato però sotto il profilo più sbagliato.

A Sesto San Giovanni, nel salotto buono di questa città alle porte di Milano, in un palazzo come tanti, si sta tentando di negare un importante diritto ad un disabile: “la libertà”.

E’ la triste realtà di Piero Pennati, 85 anni, che dal 1966 abita in questo condominio e fino a prima di ammalarsi e agli ulteriori aggravamenti nessun problema. I guai sono arrivati quando Piero a causa del diabete è costretto in carrozzina e a sottoporsi alla dialisi in ospedale, a cui si reca, tre volte la settimana, con il trasporto a mezzo ambulanza che lo preleva al suo domicilio.

In realtà, nonostante il suo appartamento sia al quinto piano, il palazzo è dotato di ascensore e per superare i nove gradini all’ingresso del landrone è stato installato un servoscala.

Eccolo! E’ lui l’oggetto del contendere: “il servoscala” e il suo aspetto antiestetico. Continua a leggere