Il sistema non è umano! Disabile, per infortunio sul lavoro, muore senza diritti.

telecom1La mia memoria, a meno che non mi faccia brutti scherzi, mi ricorda che nelle storie di vita a cui ho deciso di dare spazio nel mio blog non ho mai affrontato il tema della disabilità causata da incidente sul lavoro. Credo sia arrivato il momento di occuparsi anche di questa tematica. Per iniziare direi che c’è una storia paradossale, l’azzeccato esempio di fallimento dello Stato italiano; giudicherete voi stessi.

Era il lontano 15 settembre 2010, quando la notizia di un bruttissimo incidente è rimbalzata su molti giornali. Eravamo sulla A12, all’altezza di Forte dei Marmi, quando un auto della Telecom Italia in servizio, con a bordo due operai,  è rimasta coinvolta in un terribile scontro. Purtroppo inevitabile la spaventosa carambola: un camion, non accortosi che il traffico era in rallentamento, ha letteralmente travolto l’auto con i dipendenti della Telecom. A causare l’incidente forse un attimo di disattenzione; lo sguardo che per pochi secondi perde la concentrazione. Dalla prima ricostruzione sembra che lungo il tratto dell’autostrada ci sia stato un rallentamento e un camion di una ditta di autotrasporti di Venezia, condotto da un rumeno di 34 anni, ha tamponato l’auto che è andata a sbattere su un altro camion che procedeva davanti.

Direi una scena spaventosa, tanto che i vigili del fuoco hanno impiegato parecchio tempo per estrarre i due uomini, immediatamente ritenuti molto gravi e trasportati negli ospedali attrezzati a riceverli, date le davvero pessime condizioni sanitarie di entrambi.

Il traffico è rimasto bloccato per diverse ore con una coda di circa 6 chilometri in quanto il rallentamento c’è stato sia per i mezzi in transito sulla A/12 che per quelli provenienti dalla Bretella Lucca – Viareggio, che si immettevano nell’altra autostrada. Sul posto, sono intervenuti, oltre alla polizia e ai mezzi di soccorso, anche il personale della Salt che gestisce l’autostrada. Continua a leggere

I buoni propositi del Natale: una utopia? Sì, per i condomini che vorrebbero negare “l’ora d’aria” ad un disabile

Cari miei lettori, per suggerire a tutti noi, me compresa, qualche spunto di riflessione indicato per il messaggio che porta con sè il Santo Natale, ho deciso di raccontarVi questa storia di vita reale e successivamente commentarla; tanto fidatevi, semplicemente leggendola, susciterà in voi mille pensieri.

Ieri La Repubblica di Milano e anche Tgcom24, hanno dato notizia di un disabile, la cui immobilità e non autosufficienza diventa un problema per i suoi vicini di casa; peccato però sotto il profilo più sbagliato.

A Sesto San Giovanni, nel salotto buono di questa città alle porte di Milano, in un palazzo come tanti, si sta tentando di negare un importante diritto ad un disabile: “la libertà”.

E’ la triste realtà di Piero Pennati, 85 anni, che dal 1966 abita in questo condominio e fino a prima di ammalarsi e agli ulteriori aggravamenti nessun problema. I guai sono arrivati quando Piero a causa del diabete è costretto in carrozzina e a sottoporsi alla dialisi in ospedale, a cui si reca, tre volte la settimana, con il trasporto a mezzo ambulanza che lo preleva al suo domicilio.

In realtà, nonostante il suo appartamento sia al quinto piano, il palazzo è dotato di ascensore e per superare i nove gradini all’ingresso del landrone è stato installato un servoscala.

Eccolo! E’ lui l’oggetto del contendere: “il servoscala” e il suo aspetto antiestetico. Continua a leggere