E’ in stato vegetativo e la banca tuona:”Foto di lui intubato o il conto verrà chiuso”

Ecco l’ennesima notizia paradossale e Voi vi starete chiedendo:”Ma Lena, dovresti essere abituata?”. Mi dispiace deludere me stessa e Voi ma non è così, perchè è troppo difficile abituarsi all’assurdo. Siamo circondati da atteggiamenti davvero strampalati.

Ora vi dettaglio quale è l’accadimento assurdo, che molte testate come Il Messaggero e il Gazzettino hanno portato alla nostra conoscenza.

Siamo a Milano e il protagonista è Danilo Bifulco di 56 anni, ex impiegato di banca. Purtroppo ad abbandonarlo è stata la salute, infatti a causa di un infarto si trova in stato vegetativo. Sua sorella Lavinia, che è diventata il Suo amministratore di sostegno, mette tutti noi davanti alla difficile realtà della quotidianità. Così decide di condividere con noi i dettagli di una burocrazia italiana, in questo caso a livello bancario, che andrebbero a mio avviso rivisti, rimodulati.

La banca Unicredit, filiale di Piazza Cordusio a Milano, dove Danilo ha lavorato, minaccia senza troppi giri di parole di procedere alla chiusura del Suo conto corrente. Perchè? Attualmente risulta non in regola con le norme antiriciclaggio. Continua a leggere

Pagamenti on-line: rateizzazione canone Rai negata!

Eccoci qui, con un nuovo disservizio nei confronti dei disabili, che vale la pena segnalare. Anzi Vi dirò di più, si tratta di un servizio mancato che in realtà interessa tanti, anzi tutti, perchè colpisce in maniera più o meno grave, tutta la popolazione.

Oggi ho scelto di parlarVi di pagamenti on-line e più nello specifico dell’impossibilità di pagare, con il suddetto mezzo, il canone Rai nelle sue forme rateizzate (semestrale e trimestrale).

In generale i pagamenti on-line funzionano, almeno dalla mia esperienza, e sono davvero molto utili. Permettono di evitare le numerose code agli sportelli, perdendo magari ore di lavoro, questo per la casistica più numerosa, poi c’è quel lato che da utile diventa indispensabile per i numerosi disabili. Questi fisicamente non possono recarsi negli uffici competenti; in parte per la propria disabilità che mette dei veri e propri freni ad ogni tipo di attività e in parte per le numerose barriere architettoniche che gli enti ancora presentano, imperterriti, nonostante la presenza effettiva di leggi legate a questo problema.

Siccome anche in questo caso è giusto pronunciare il termine “barriera architettonica”, capite benissimo che per i disabili si arriva tranquillamente a parlare di diritto negato, perchè mentre i normodotati hanno sempre una alternativa i malati come me no. Qualcuno penserà che la faccio lunga ma non è così, riflettete bene, si tratta sempre di diritti all’indipendenza, all’autonomia, al non essere vincolati dall’aiuto di terze persone che dovrebbero interagire per noi. Continua a leggere