Papa Francesco ed Io con la stessa paura: “la cultura dello scarto”

Sono fiera di questo Papa, delle Sue parole e soprattutto della Sua persona, come uomo su questa terra, che ogni giorno vuole condividere con Noi. E’ una persona davvero speciale, come poche in questa vita terrena tanto da farmi pensare che sia realmente un “Angelo” inviato in mezzo a noi proprio ora; nessuna casualità, forse un disegno divino che Gesù ha voluto per tutti noi. Credo fermamente che da lassù, vedendo ciò che siamo diventati qua giù, abbia capito la necessità di intervenire: un paese smarrito, con tutto ciò che lo compone, veramente persi con, mi auguro, ancora una grande speranza di ritrovarci.

Il nostro Papa ha inviato personalmente un messaggio al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Mons. Carrasco De Paula, in occasione dell’Assemblea generale dell’Accademia e nel ventennale della sua istituzione con il Motu Proprio “Vitae Mysterium” di Giovanni Paolo II.

Parole che non potevano essere più azzeccate perchè io ho la piena consapevolezza, e me ne dispiace, che per una parte della società, e qui mi ripeto, noi disabili non siamo considerati degni di vivere. I timori del Papa davanti alla realtà non si distaccano poi tanto dai miei. Questo è ciò che percepisco, sento e mi addolora ogni giorno soprattutto perchè ho paura di essere sola e di non avere risorse e strumenti per cambiare tutto questo.

Nel riportare le parole del Papa mi permetto di fare alcune considerazioni, dato che l’argomento mi tocca da vicino. Continua a leggere

Neonato senza gambe e senza un braccio: “Cerco l’amore di una vera famiglia”

Ci sono persone e situazioni più o meno indifese nella vita di tutti i giorni; lascio giudicare a Voi quanto può esserlo un neonato disabile, senza entrambe le gambine e anche senza un braccino, che è stato abbandonato da coloro che sarebbero dovuti essere i Suoi genitori.Ho voluto immaginare cosa questa piccola creatura vorrebbe dire a tutti noi, quali i suoi pensieri, sensazioni, paure e tristezze, che si trova Suo malgrado ad affrontare, nonostante da così poco tempo faccia parte di questo strano mondo.

Ciao a tutti, sono Francesco, bel nome vero? Ho sentito dire che è il nome di un grande uomo, il Papa, e me lo hanno dato le infermiere e i medici dell’Ospedale San Donato di Arezzo, dove sono nato qualche mese fa. Ho sentito subito che in tanti si stavano occupando di me ma lo stesso, non chiedetemi come l’ho capito, percepivo che qualcosa non andava. Insieme al mio strillante pianto ho realizzato che non riuscivo a scalciare con i miei piedini e le mie gambine. Dove ero prima di vedere tutta quella luce stavo davvero bene, mi sentivo al sicuro e al caldo. Ora ho uno strano freddo, non sento il calore della mia mamma. Tutti si prodigano ad abbracciarmi e coccolarmi e io vorrei stringere tutti forte forte, per ringraziarli, ma non riesco, mi manca un braccino.

Certo sono davvero piccolo, quindi non parlo, mi faccio capire a gesti, un po’ come tutti i neonati. Ho sentito dire che i miei genitori hanno deciso di non riconoscermi e quindi io non ce l’ho una mamma e un papà. Adesso che sono arrivato in questo mondo sono solo. Credo proprio che il fatto che io sia senza gambe e senza un braccio abbia giocato a mio sfavore. E’ così importante avere un bimbo perfetto per volergli bene? Io, anche se pur con qualche problemino assai evidente, sono sicuro che sono in grado di volere bene a una mamma e a un papà. Continua a leggere