DAL FESTIVAL DI SANREMO UNA GRANDE LEZIONE DI VITA

L’avrete visto in tanti; sto parlando del compositore e direttore d’orchestra “Ezio Bosso”. Una lezione a doppio senso, uno scambio di cui vado molto fiera: ci siamo guardati e ascoltati per le capacità che ci caratterizzano. Permettetemi di dire che finalmente eravate tutti attenti, davanti al televisore, ad ascoltare e non semplicemente “guardare” una persona di talento. Come lo so? Dai numerosi commenti su internet; la maggior parte da chi la disabilità non la vive e forse neanche la conosce. E questo mi da molto da pensare, perché ho quasi la certezza che rimarrà un “momento unico” solo e relegato in un angolo dei nostri ricordi.

Ammettetelo a voi stessi: non vi siete sentiti più leggeri a guardare la disabilità con occhi diversi? Io sono convinta che l’handicap ha occupato i vostri occhi per un tempo breve, giusto quello in cui lui ha spiegato un po’ di cose di sé stesso.

Avete avuto la dimostrazione che un uomo, anche se colpito nel pieno della sua vita da una terribile malattia come la SLA, con qualche importante e personale accorgimento, ha continuato la sua passione, il suo talento e girato il mondo. Vedete che non è poi tanto sbagliato pensare che è il mondo che deve cercare di adattarsi e uniformarsi a lui, perché lui ha tantissimo da dare in cambio?

Ogni singola persona va valutata come singolo individuo, autore e promotore di se stesso, poi è indiscutibile che può piacere oppure no, però non deve mai essere una valutazione condizionata dall’handicap di questa persona, qualunque esso sia.

Finalmente il mio motto contro la diversità prende forma:”Osservami bene, in una persona malata non tutto è malato”.

Io sono convinta che ascoltandolo orecchie e cuore hanno raggiunto una armonia perfetta; eccola la perfezione e anche una persona come lui me l’ha fatta provare. Lui che mette la disabilità in secondo piano e fa prevalere l’artista che è in lui. Considerato dagli addetti ai lavori al livello di Ludovico Einaudi e che suona alla Royal Opera House di Londra e che nel 2003 aveva firmato la colonna sonora di Io non ho pauradel premio Oscar Gabriele Salvatores, oltre alle colonne sonore di “Quo Vadis Baby?” e il recentissimo “Il Ragazzo Invisibile” e ancora negli anni 80 suonava il basso e il contrabbasso negli Statuto.

Ovviamente sono piovute una marea di critiche: la cosiddetta strumentalizzazione del disabile, della sofferenza, della malattia, del dolore, insomma la vetrina dove mettere immobili questi esseri umani. Scusate ma non mi trovo assolutamente d’accordo con questo pensiero. Il maestro Bosso, è un artista, è un talento e per questo ha meritato l’invito su quel palco. Vi invito a documentarvi un po’ su Ezio Bosso con il suo nuovo album “The 12th Room” e il suo tour nei teatri.

In questo nostro Paese ipocrisia ad alto livello, polemiche sulla scelta di ospitarlo: disabili in tv oppure no? Ogni disabile, come le persone normo deve trovare il suo posto e se dice o fa qualcosa in modo eccezionale è giusto che la condivida con tanti.

Ciò che mi da davvero molto da pensare è che, ne ho quasi la certezza, rimarrà un “momento unico” e solo e relegato in un angolo dei nostri ricordi. Fidatevi: l’unica cosa che dobbiamo augurarci è che questo passo in avanti non si fermi lì e venga come al solito rinchiuso in un cassetto con l’etichetta:”Il bel momento commovente”. Quello che avete visto è la vita, la quotidianità e come nelle persone disabili si può parlare anche di eccellenza.

Non mi stancherò mai di dire che la colpa di tutto questo “me ne frego” o “insulto gratuito” è anche delle Istituzioni che se ne fregano, perché siamo un vero e proprio fastidio, soprattutto quando sono costretti a destinarci risorse (molto poche, quindi sai che sforzo!) e ancor peggio arrivano addirittura all’insulto, con un eccesso di spirito non richiesto (vedi On.Gasparri al Family Day). I conti sono presto fatti: nonostante si possa parlare concretamente di centinaia di migliaia di famiglie, i disabili non sono abbastanza appetibili dal punto di vista elettorale; siamo un bacino di voti troppo ridotto, perché la politica ci consideri. Per questo siamo costretti proprio a fare “ciao con la manina” ai diritti che non sono i nostri personali, ma dell’essere umano.

Come potreste partecipare concretamente e attivamente a far valere i diritti degli uomini anche per i disabili? Il giornalista Marco Pasciuti, de il Fatto Quotidiano, ha scritto un bell’articolo su questo tema ed esposto un gesto concreto per tutti:”Per emozionarvi di nuovo e dimostrare a voi stessi che avete intuito le immani dimensioni del problema, domattina andate a visitare una delle case famiglia che avete nelle vostre città, paesini o borghetti” e io aggiungerei anche le numerose famiglie “e andate a vedere come si reggono in piedi solo grazie alla buona volontà della gente che ci lavora” e di famigliari amorevoli. “Andate dall’assessore alle Politiche sociali del vostro comune e chiedete che nel prossimo bilancio qualche migliaio di euro in più finisca a queste strutture” e famiglie. “Inondate i social di appelli, perché le istituzioni facciano qualcosa, come fate in massa ogni volta che un comune minaccia di chiudere un canile”. Attenzione io sono assolutamente favorevole ad aiutare gli animali e le strutture annesse.

Le nostre vite, addirittura il mondo intero, sono piene di diversità, le incontriamo o addirittura ci scontriamo e le scansiamo. Ecco l’errore! Non siamo obbligati a farcele piacere per forza, ma neanche a bistrattarle e allora lasciamole semplicemente VIVERE, LIBERE DI ESSERE.

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2 risposte a “DAL FESTIVAL DI SANREMO UNA GRANDE LEZIONE DI VITA

  1. Buonasera.
    Ciao Lena e bentornata. Mi perdonerai se non ho seguito il Festival, ma ormai da anni preferisco seguire programmi molto più istruttivi e piacevoli. Questo, non è più il Festival della canzone, ma della politica. Di una certa parte politica. L’ipocrisia dei conduttori è palesemente presente in ognuno di loro. Sinceramente, rimpiango il grande e unico Pippo Nazionale. Ma questa è un altra storia. Andiamo ai fatti. Prima che andasse in onda la performance di Ezio Bosso, sono stato avvisato telefonicamente da un amico disabile e puntualmente mi sono sintonizzato sulla Rai. Che dire. Sono rimasto allibito dalla bravura di questo ragazzo e dal coraggio dimostrato. Non tutti lo avrebbero, trovandosi difronte a milioni di telespettatori. Questo dimostra quanto un disabile possa insegnare al mondo intero, che la stessa disabilità, non sia un fattore di rallentamento per la stessa vita. Un disabile può tranquillamente svolgere qualsiasi tipo di attività, ovviamente con le dovute precauzioni. In questo preciso caso, stiamo parlando di un direttore d’orchestra e conosciamo tutti molto bene, la difficoltà che comporta una simile professione. Dettoquesto, passiamo al lato oscuro della faccenda. Purtroppo, la stragrande maggioranza dei disabili, non si chiama Ezio Bosso e non ha le possibilità economiche dello stesso. Credo che arrivare sulla ribalta dell’Ariston, ci vogliano, sostanziose possibilità economiche e purtroppo, non tutti le hanno. E qui cara Lena, arriviamo sempre al solito dilemma, che per svariati motivi non capiremo mai, perchè succedano certe cose. Si spendono un sacco di soldi per tutelare gay e lesbiche, per farle sentire una famiglia (mai lo saranno) ma si dimenticano inevitabilmente dei più deboli. Si buttano dalla finestra, miliardi di € per cose assolutamente inutili, quando si potrebbe migliorare la quotidianità di molte persone. Quando la politica, si concentra solo su Banche, Multinazionali, scandali e malaffare, il paese, non potrà mai funzionare nel modo giusto. Le risorse a disposizione non mancano (fingono spudoratamente di non averle) ma vengono usate nel modo sbagliato. Marco Pasciuti, ha certamente ragione. Quello che manca è la voce dei più deboli. Ma rivolgersi a gli assessori, non porta a nulla. La maggior parte di loro è corrotta dal sistema ed è simile a un buco nero, senza fine. Come ho già detto in altre occasioni, la disabilità non è assolutamente una diversità. Ciao Lena, un abbraccio.
    Cordialmente.

  2. Io forse sono l’unico ad aver visto in lui un uso fatto apposta come spot elettorale dal pinocchio renzi e quindi ha dimostrato ancor di più come predica bene ma razzola………………..La sua interpretazione è sìì stata una sinfonia che univa gioia-vita-speranza, ma la ricerca riguardo alle malattie rare non suona proprio quella sinfonia……………….ecco la verità!. Lo sò è crudo e brutto detto così e mi scuso moltissimo con famiglie aventi tali patologie per ciò che dico………………perdonatemi ma se tutti i ricercatori scappati letteralmente da questo paese che mette non al primo posto la salute dei suoi cittadini è inaccettabile!!!!!!!!!!!!. Io preferisco verità e chiarezza ed ecco perchè ho scritto queste due righe, ripetendo ancora il mio rammarico se qualcuno mi dirà insensibile!. Ma però sono tutt’altro che quello, ricollegandomi ai ricercatori e senza nulla togliere a chì è rimasto quìì……………………andiamo a vedere i fondi stanziati da altri paesi in questo settore e poi……………….tiriamo le somme!. Fondi veri però……………grazie.

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