Autismo: stop alle visite in commissione INPS. Sara’ concreto?

Adoro dare notizie positive, ma sono costretta a farlo con la consapevolezza che l’inghippo è dietro l’angolo e io per abitudine diffido; meglio svoltare lentamente e soprattutto con molta cautela dati i precedenti dimostrati dal sistema burocratico di questa Italia.

Le semplificazioni che il governo sbandiera a squarciagola mi fanno paura; hanno dimostrato troppe volte la grande capacità di incasinare ciò che si vuole alleggerire. Solo la nostra esperienza potrà illuminarci e darci quindi delle risposte; si vedrà.

La notizia viene data dal Direttore Piccioni, coordinatore generale Medico-legale dell’Inps, che ha trasmesso la direttiva a tutte le sedi provinciali Inps: dal 2 aprile scorso, le persone con autismo non dovranno più sottoporsi alla visita presso la commissione Inps per ottenere l’invalidità civile. Un intervento promesso, quindi tanto atteso e ora finalmente portato a compimento.

Se messa in pratica sarà una grande svolta: l’invalidità sarà accordata sulla base della certificazione dello specialista o del centro del Servizio Sanitario Nazionale.

Se sarà davvero così è palese a tutti che si arriverà ad eliminare un passaggio che costituisce da sempre un appesantimento burocratico, un accanimento sotto il profilo umano e un onere per le casse dello Stato.

Cambiamento enorme, addirittura mi azzarderei a definirlo “epocale”; spero non si tramuterà da subito nell’ennesima presa in giro, lo zuccherino per fare stare buone tutte quelle famiglie che vivono di e con autismo. Io vorrei solo che chi di dovere capisse che l’autismo, che non è virtuale ma reale, e le persone non hanno bisogno di ulteriori fraintendimenti, prese in giro e false partenze.

Al mondo dell’autismo la direttiva ufficialmente si esprime così:“ In considerazione della peculiarità del disturbo autistico, che è una sindrome comportamentale con deficit sociale che deve essere valutato da strutture specializzate e accreditate dal Ssn, si dispone che, in presenza di documentazione sanitaria probante da centri di riferimento, si debba procedere ad accertamento su atti. E’ necessario infatti, continua la direttiva, evitare inutili disagi ai minori e alle famiglie per un accertamento diretto medico legale, le cui evidenze clinico-obiettive sarebbero comunque insufficienti in assenza di documentazione sanitaria attestante ripetute osservazioni nel tempo”.

In conclusione: l’invalidità sarà riconosciuta sulla base della diagnosi documentata da un centro o da un professionista del Servizio Sanitario Nazionale. Rosi Pennino, del comitato “Autismo parla” ci tiene a precisare che:”A carte risponderanno carte e smetteranno di girare le persone. Un importante risultato era già stato ottenuto in questo senso, lo scorso anno, quando una circolare dell’Inps eliminò la visita di revisione per i minori con autismo. Ora, l’iter per il riconoscimento dell’invalidità alle persone con autismo si alleggerisce fin dal principio: in pratica, la famiglia si recherà al centro di riferimento per avere il certificato con la diagnosi, che poi trasmetterà all’Inps per la richiesta dell’invalidità. L’Inps quindi verificherà la documentazione e risponderà con l’invalidità civile, con grande beneficio per le famiglie, stressate oltremisura da queste lungaggini burocratiche, ma anche per le casse dello stato, perché le commissioni costano e tutte queste visite sono state, finora, un inutile sperpero di denaro”.

Io espongo tutta la mia diffidenza per cognizione di causa: la mia patologia fa parte di un lungo elenco di patologie che proprio per la loro gravità e per il fatto che non possono scomparire come per magia, non devono essere richiamate a visita per controlli e verifiche. Il verbale parla altrettanto chiaro: non rivedibile. Però poi, per magia, rientro nei controlli straordinari, tipo quelli per smascherare i cosiddetti falsi invalidi; anche lì le carte dove l’Inps invita me come molti altri invalidi a collaborare sono poco attendibili e vi spiego il perché. La voce: inviare la documentazione e solo se ritenuta insufficiente sarete chiamati di persona; chiunque si sentirebbe tranquillo perché la presenza materiale nei loro uffici non è assolutamente menzionata e si spera che non sentendo nulla tutto proceda bene. Domanda:” La documentazione è la stessa che già hanno, quella che ha dato il diritto alla invalidità civile, quindi adesso non mi resta che chiedermi che cosa vorranno. Se le scartoffie risultassero insufficienti significherebbe mettere in dubbio la mia invalidità, che loro stessi mi hanno assegnato, (se potessi restituirei volentieri la mia malattia) e quindi dovrei presentarmi concretamente ancora davanti ad una commissione. Con questo vorrei far capire quanto, per questi uffici, le carte abbiamo poco peso, importanza; non vi pare? Ne creano tanta, ne richiedono tanta e poi in fondo è come spazzatura. Quindi, sulla carta esonerati da sempre e per un tempo infinito, ma in pratica sempre presenti negli uffici Inps.

Spero che dopo aver letto tutto questo capiate e forse scusiate la mia scarsa fiducia nello Stato, ma è inevitabile; è il sistema che mi ha tradito e continua a farlo.

Però permettetemi di ricordare che ora è stato sancito che: l’invalidità, in riferimento alle persone autistiche, sarà riconosciuta sulla base delle linee guida sull’autismo che l’Inps si è data nei mesi scorsi; quindi avverrà sulla base della diagnosi documentata da un centro o da un professionista del Servizio Sanitario Nazionale. Io direi risentiamoci tra un po’, così, per scrupolo, per verificare che tutti abbiano potuto usufruire di questo importante cambiamento. Se qualcuno avesse qualcosa da dire, condividere, io e il mio blog siamo sempre qui a disposizione.

 

 

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11 risposte a “Autismo: stop alle visite in commissione INPS. Sara’ concreto?

  1. Buongiorno
    Ciao Lena.
    Vivere in questo paese e meglio comportarsi come San Tommaso. Mai credere alle promesse dei nostri politici, fino a quando le loro proposte non diventino legge. Da troppo tempo siamo in balia di personaggi ambigui e irrimediabilmente bugiardi. Mr. Bean. è l’esempio di quello che non dovrebbe essere un politico, ciò nonostante, una buona parte di Italiani lo appoggia a spada tratta. Mi fermo qui, non voglio buttarla sulla politica. Parole e tempo, sprecato. Personalmente, trovo discutibile un iniziativa del genere. La stessa iniziativa, messa in pratica in paesi dove la corruzione è ridotta ai minimi termini, può essere positiva ma, in un paese come il nostro dove la corruzione è una regola di vita è senza dubbio, pericolosa. L’invalidità sarà riconosciuta dall’SSN (Servizio Sanitario Nazionale) e come tutti noi sappiamo, spesso e volentieri, abbiamo avuto a che fare con personaggi tutt’altro che cristallini. Medici compiacenti manipolati dai partiti, foraggiati da bustarelle sotto banco e chi ne ha, più ne metta. La mia perplessità è molto semplice. Quanti saranno i bambini autistici, realmente colpiti da questa brutta situazione ? non vorrei che usando meno attenzione nei controlli, i soliti furbetti di quartiere, ne approfittino per lucrare su persone che ne avrebbero realmente bisogno. Come tu affermi cara Lena, le commissioni costano una montagna di soldi a noi contribuenti e vorrei aggiungere che, spesso anche loro vengono manipolati e questo non è giusto. La soluzione a tutto questo c’è. Basterebbe usare buon senso. Non servono, sette o otto persone per diagnosticare un invalidità. Ne basterebbe una ma onesta. Purtroppo i veri disabili, siedono in Parlamento e fino a quando, non verrà sconfitta la corruzione, nessuna legge potrà migliorare la nostra vita. E non ci sono vie d’uscita. Un abbraccio.
    Cordialmente.

  2. Ma forse l’inps crede che l’autismo si possa fingere?………………………..ma va!,insomma o qualche miracolo sta avvenendo ma teniamo sempre le orecchie o gli occhi aperti!.Poi parlando di miracoli e il mio caso non credo faccia parte di quella categoria e sentite quì:siamo all’inizio di marzo con il biglietto aereo già prenotato e arriva per posta la consueta lettera di presentazione alla visita di revisione d’invalidità,casualmente la data è proprio il giorno in cui dovevo partire!.Chiamo da prassi dicendo che il tal giorno non sarei potuto esserci e mandavo via email la prenotazione,al telefono mi vien detto:VA BENE MA NON SIAMO COSì FISCALI!!!!!!!!!!!!!!……………………….ma nòòòòòòòòòòòòòò io rispondo!.

  3. Ma vorrei fare una domanda allora?:se magari chì abbia una forma derivante dal autismo non risulterebbe esente da visita?.Sò che le mie parole possano sembrare spazzatura o ignoranza in materia quindi mi scuso prima,se c’è qualcuno che mi possa spiegare?……………………..la depressione è una malattia e io ne soffro!.Dunque mi illumina qualcuno?,grazie.

  4. Mi fa molto piacere, ma ci sono molte altre sindromi, ben più gravi della down o dell’autismo, che dovrebbero essere maggiormente attenzionate dall’Inps e prevedere anche per loro una semplice certificazione dello specialista o da centri Asl anziché obbligare i genitori a portare il proprio figlio davanti a commissioni che nemmeno conoscono la patologia , anche se è previsto in commissione un esperto, e , cosa ancora più allucinante, ogni commissione si comporta come meglio crede su sindromi uguali. Mi riferisco alla sindrome di Angelman. Ma si sa in Italia chi più alza la voce più ottiene.

    • Ciao Massimo, mi dispiace molto leggere che rappresenti una delle tante patologie che sono invisibili per gli organi, che dovrebbero essere competenti, di questo Paese. E’ingiusto e brutto anche solo da pensare, ma ho imparato anche io sulla mia pelle che se non si alza la voce non si ottiene nulla. Siamo destinati a combattere… Prima o poi vinceremo tutte le singole battaglie e ciò significherà aver vinto la guerra.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena

  5. Buonasera,
    @ Massimo
    Personalmente ritengo certe patologie o sindromi, esattamente uguali. Quando una di queste, porta a
    una disabilità, parlare di più gravi o meno gravi, mi sembra azzardato. Quando una persona viene colpita da una disabilità, vede la sua vita, completamente stravolta e le persone che le stanno accanto, subiscono uno sconvolgimento nella loro stessa quotidianità. Ed è quello che dovrebbero capire, le nostre istituzioni. Dare ai disabili, la stessa opportunità di vivere una vita dignitosa e senza restrizioni. Purtroppo, non è così e spesso viene tutelato chi non ha nessun diritto a sfavore di persone che avrebbero realmente bisogno. Tutto questo perchè si fanno distinzioni tra disabilità e disabilità. E questo, non è giusto. Se difronte a una commissione, viene riconosciuta una disabilità, non ci devono essere strani punteggi. Una disabilità è tale e come tale, deve essere tutelata. Tutto quello che viene dopo è solo conversazione.
    Cordialmente.

    • Ciao Marco, hai ragione a mettere tutto allo stesso livello e a non volere fare distinzione di trattamento davanti alle varie tipologie di disabilità. Infatti non si dovrebbe, ma è sempre lo Stato a sbagliare negli atteggiamenti e nella gestione delle singole disabilità. Io a volte credo che lo faccia dettato dal fatto che non ha la più pallida idea di come gestirle e soprattutto vorrebbe impegnarvi poche risorse, come già fa’(vedi, quando vuole gli riesce tutto alla perfezione). Purtroppo di fronte a tutto questo la rabbia di un genitore sale alle stelle, perché di fronte alla sofferenza provocata da una malattia, magari rara, si deve improvvisare in tanta solitudine, senza nessuna risposta. Pari trattamento per i tanti disabili almeno fino a quando non si presenti qualcuno che ha necessità di qualcosa in più per vivere con dignità; in quel caso va obbligatoriamente riconosciuta.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena

  6. Buonasera.
    @ Lena Sarcinella.
    Mia cara, tutte le persone avrebbero diritto di vivere dignitosamente, disabili e non. Purtroppo, grazie ai nostri politici corrotti, tutto questo è solo un sogno e tale rimarrà. Ovviamente ci sono disabilità che necessitano di maggiori risorse economiche e quello è palese ma, scusa se insisto, le nostre istituzioni dovrebbero evitare di usare, due pesi e due misure. La disabilità va riconosciuta senza passare da strane commissioni. Basterebbe mandare un medico a casa di chi fa richiesta di accompagnamento e visitare lo stesso disabile. Fatto questo, si eliminerebbe in modo definitivo l’odiosa burocrazia. E con lei la metastasi dei falsi invalidi. Purtroppo per fare certe cose, ci vogliono requisiti non indifferenti. Buon senso e onestà, cose che non fanno parte del sistema politico e istituzionale di questo paese.
    Un abbraccio.
    Cordialmente.
    Marco.

    • Ciao Marco, il professionista a casa del disabile dovrebbe essere “davvero integerrimo” e lì si che taglieremmo il traguardo dell’eliminazione dei falsi invalidi e ci sarebbe la giusta assistenza a misura di grado e tipo di invalidità.
      Grazie e alla prossima.
      Ciao.
      Lena

  7. Buongiorno.
    Cara Lena, nella vita tutto si può fare, basta volerlo. Purtroppo in questo caso, ci sono troppi interessi in ballo e portare le visite di controllo a un livello accettabile è praticamente impossibile. La mia non voleva essere una soluzione definitiva ma, certamente sarebbe stata un buon inizio. E i costi, sarebbero irrisori. Un abbraccio.
    Cordialmente.

  8. Ciao Lena e Marco, non volevo essere frainteso, per me non esistono disabilità di serie A e serie B, per me, che sono papà di un bimbo gravemente disabile, tutti i disabili DEVONO avere gli stessi diritti, purtroppo è lo Stato che crea queste differenze che chiamerei , e non lo dico solo io ma luminari del diritto, discriminazioni. Onestà e competenza chiedo alla politica ,per tutti.
    Ciao e a presto.
    Massimo

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