“La stanza del silenzio degli innocenti”. La punizione come unica soluzione!

disabilitàChe frase; racchiude proprio la tanta disperazione e frustrazione dei genitori di tanti alunni disabili. Quasi da non credere che mamme e papà arrivino a chiamare così il luogo da sempre definito della crescita dei propri figli: sto parlando della “Scuola”. 

Siate sinceri: leggendo questa definizione di stanza avreste facilmente intuito che rappresenta la scuola? Non credo; a me sinceramente da l’idea di un luogo proprio brutto, dove non rinchiuderei neanche il mio peggior nemico. Potremmo addirittura aggiungere questo nuovo significato nei dizionari; ovviamente la mia è una provocazione.

La punizione come unica soluzione; infatti io la definirei la stanza della soluzione. Sì, perché indipendentemente dal nome della malattia, è comunque l’unica soluzione trovata dalle scuole, per il quieto vivere, per la tutela degli altri bambini “normali”, per non intaccare la reputazione dell’istituto… Attenzione, mi trovate d’accordo quando si dice che all’interno della scuola i bambini devono essere tutelati, quindi non alimentare atteggiamenti che possono mettere in pericolo i più piccoli, infatti i genitori stessi ci contano e anche io lo ritengo indispensabile. Come si dice: “Vi affido mio figlio e so che posso stare tranquilla”. Tutto ciò però non può avvenire a discapito di altri, altrimenti così facendo si commette lo stesso errore: quello in cui qualcuno si ritrova a non essere correttamente al sicuro.

Quello di cui parlo non è aria fritta e ci sono mamme e papà pronti a far sentire la loro voce. Storie di inserimento scolastico difficile a cui L’Agenzia del Redattore Sociale, La Repubblica, Il Messaggero,… e il nostro Senato della Repubblica hanno dato voce.

Christian, di Valmontone, Roma,  ha 11 anni, è autistico e trascorre tutta la mattinata lontano dai suoi compagni, perché classificato tra i disturbatori di lezioni e pericoloso, tanto da dargli l’off-limits alla gita in Vaticano e per lui si aprono le porte della “stanza del silenzio degli innocenti”.  La madre del bimbo più volte è stata richiamata a scuola, prima dall’insegnante di sostegno e poi dalla preside, per riferirle della pericolosità del bambino e che non riuscivano a gestirlo. Dai richiami si è poi passati alla soluzione proposta dalla psicologa della Asl: una stanzetta “dedicata” solo a Christian, tanto che è stata ribattezzata come la “stanza del silenzio degli innocenti”; tranquilli, ovviamente vigilato dall’insegnate di sostegno e dall’educatore. Le spiegazioni date: disturberebbe ed è pericoloso. Tutto ciò alla mamma non risulta; il pomeriggio, una volta a settimana, va ad atletica, accompagnato dall’assistente domiciliare, e nessuno si è mai lamentato. E all’asilo, alle elementari nella città dove vivevano prima era ben integrato, mai escluso. Il trasferimento da due anni in questa scuola è un vero incubo. E inoltre, la mamma non condivide la scelta della psicologa di far restare Christian alle elementari altri due anni; in questo modo, passerebbe alle medie a 13 anni  e quindi resterebbe troppo indietro. 

Sulla vicenda è intervenuta anche l’On. Michela Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia:”Accogliere e integrare gli alunni in difficoltà nel miglior modo possibile, ricorda, non è un favore, ma un preciso dovere della scuola“. A chiedere un intervento dell’ufficio scolastico regionale è Edoardo Patriarca, deputato del Pd e componente della commissione Affari sociali. “Mi auguro che l’ufficio scolastico regionale faccia un approfondimento e trovi soluzioni. La “Buona Scuola” serve anche per risolvere questi casi, frutto di un progressivo disinvestimento nell’istruzione iniziato venti anni fa”. Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini si è espressa così:”Le stanzette del silenzio degli innocenti nella Buona Scuola non ci saranno, non avranno spazio”. Mi spiace deluderla, ma ci sono già e fanno molto male all’umanità.

Matteo ha avuto la mamma Patrizia nel banco con lui i primi giorni di scuola, in attesa di un’insegnante che non era ancora assegnata; oggi lascia la scuola, che non è capace di accoglierlo. Triste dirlo ma mamma e  papà si sono arresi di fronte alle troppe difficoltà e hanno ritirato Matteo dall’istituto.                                                                                                                                                                           Sara, 9 anni di Faleria, Viterbo; il suo papà presidente dell’Anpa onlus (Associazione nazionale persone autistiche) lamenta di non aver potuto lasciare la figlia presso la scuola di Faleria cui è iscritta in quanto l’insegnante di sostegno provvisoria che la segue era assente e la scuola non era in grado di accoglierla. Lui ha deciso di protestare pacificamente nella piazza del paese, per difendere i diritti di sua figlia. La bambina è “autistica verbale” , con problemi cognitivi importanti; anche quando ha il sostegno presso la scuola, viene portata spesso nell’aula di informatica, un’aula senza finestre, dove passa la maggior parte del tempo davanti al computer, guardando cartoni animati. Questo papà inoltre commenta amaramente che a Faleria ci sono altri casi di studenti con disabilità, uno con tetraplegia e 2 con problemi cognitivi, uno dei quali, un ragazzo di 15 anni, è entrato ora in una Rsa (residenza sanitaria assistenziale), perché non ha i genitori. Sulla vicenda  è stata presentata anche una interrogazione parlamentare. Attendiamo la risaputa rapidità del sistema.

Allora mi e vi interrogo:”Sarà davvero necessaria questa stanza oppure facendo funzionare un po’ di più le cellule cerebrali si potrebbe trovare una soluzione nettamente migliore?”. Forse, dopo aver toccato il fondo, qualunque altra alternativa sarebbe già maggiormente una vittoria.

Da troppo, troppo, tempo sento parlare di “buona scuola”; cari ministri che vi siete succeduti e siete davvero tanti, mi dispiace se sto per darvi una amara delusione, ma anche le parole hanno una scadenza, e le vostre in merito alla scuola sono davvero andate a male. Non potete continuare a somministrarcele come fosse una cura miracolosa e invece è solo spazzatura. Io vi definirei il governo dei numeri, perché continuate a spararne tanti, sembra la tombola: 150 mila assunzioni nella scuola, 10.000 cantieri per ristrutturare le scuole, 1.000 asili in 1 anno).

Ragionate politica: come può sentirsi un genitore a vedere rinchiuso, perché di questo si tratta, il proprio figlio in una stanza a “vegetare”? Oppure a sentirsi sempre dire che gli insegnanti di sostegno sono “finiti”? E ancora a vedere che gli assistenti educativi tardano ad arrivare e quindi la riduzione, sempre, delle ore di copertura, anche nei casi di gravi disabilità? Non conoscete per niente la disabilità. Per carità fatevi aiutare. Io sono convinta che non esiste il disabile che non esprime nulla, che rappresenta il nulla, perché ognuno a qualcosa da dire. Certo bisogna essere davvero bravi ad ascoltare; come si dice: Nessuno nasce “imparato”. Poi mi chiedo: “Qualcuno avrà valutato la possibilità di regressione a livello cognitivo di questi bambini? E i traumi a livello psicologico?” E’ davvero importante; chi valuta questi bambini non può non aver evidenziato questo aspetto. Certo che se fosse così, un po’ di superficialità e/o non conoscenza nel fare il proprio lavoro è sicuramente da mettere al primo posto.

Il problema è che le Istituzioni fanno un grande errore a definire le problematiche che gli vengono sottoposte come “casi limite”; non c’è cosa peggiore di questa definizione. Meglio definirle storie emblematiche di quanto una buona integrazione scolastica possa fare la differenza nella vita di queste famiglie e di come sia assolutamente necessario e indispensabile trovare gli strumenti e le risorse adeguate per costruire questa inclusione.

I genitori hanno imparato, anzi lo fanno ogni giorno, una importante lezione; non stupitevi, è il disabile stesso a impartirgliela. Certo è che loro non si chiudono a riccio anzi, sono pronti a donare se stessi e il loro tempo pur di capire il linguaggio; è nuovo e diverso, ma questo non deve spaventare. Pensate a quando dovete ascoltare uno straniero, che probabilmente parla una lingua che non conoscete, basta solo imparare per ascoltare. Quella che manca è LA VOLONTA’; è lei a farla da padrona ed è INDISPENSABILE. Insomma non ne azzeccate una; panico, paura e non conoscenza la fanno da padroni.

Qui veniamo a chi dovrebbe seguire questi ragazzi. La soluzione è a portata di mano, più di quanto pensiate. Nessuno chiede che tutti gli insegnati di un istituto si occupino di loro, anche perché occorre rendersi conto che non è un lavoro che chiunque impara, come un pappagallo, a ripetizione. Non è un ruolo che chiunque può ricoprire. Quindi per il nostro bene, anzi per quello degli scolari disabili andiamo alla ricerca di chi sceglie con volontà propria di imparare un linguaggio nuovo, diverso e di nicchia. Certo se parliamo di numeri nella scuola, come nella vita, questa è la lingua di pochi, ma c’è e occorre farsene una ragione, non si può isolarla e fare finta di non sentirla; bisogna trovare chi può parlare anche a loro per farli comunicare con gli altri a scuola e nella vita, altrimenti si arriva alla parolina magica: si discrimina!

Siamo arrivati a questo e non è nulla di sporadico, anzi è ormai diffuso e ramificato e questo mi spinge a dire che sono “schifata” dal sistema e da chi lo supporta da sempre. Le cose degenerano rapidamente; non si può lasciare gli esseri umani, perché di questo si tratta, in balia di se stessi, ma ci deve essere una guida, ma dove è finita?

 

 

 

 

 

 

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8 risposte a ““La stanza del silenzio degli innocenti”. La punizione come unica soluzione!

  1. Buonasera.
    Cara Lena.
    Il problema principale di questo comportamento che, oserei definire infame, non è colpa delle nostre
    istituzioni o della volontà di risolvere certe situazioni che, non dovrebbero fare parte di un paese civile. La mia condanna è nei confronti delle persone normodotate e delle loro strane idee, nei confronti dei disabili. I primi colpevoli, sono gli stessi genitori che, nel vedere un disabile, in classe con i loro figli, esprimono un malessere generale, dando l’idea che, lo stesso disabile, possa arrecare danno all’intera classe. E questo è un comportamento che, dura da intere generazioni. E’ l’ignoranza che primeggia e la paura del diverso. Ho usato questa parola perchè ci sono in giro, persone che, nella loro infinita stupidità, sono convinti che, la disabilità, arrechi un danno ai loro figli e di conseguenza, cercano in tutti i modi di allontanarli da loro. Ci sono stati casi, dove i genitori, si sono rifiutati di mandare i propri figli a scuola perchè all’interno della classe, c’era un bambino disabile. E questo è successo in Italia, non in un paese del terzo mondo. Ripeto. La colpa parte dai genitori, ovviamente i nostri politici, non fanno nulla per migliorare la situazione. Un preside di una scuola che, permette a un insegnante di isolare un bambino in un aula, solo come un cane e lo lascia davanti a un computer per tutto l’arco delle lezioni, andrebbe sicuramente rimosso dall’incarico e con lui, i rispettivi insegnanti che hanno usato questo metodo. Spesso mi chiedo, chi sia il vero disabile e guardandomi intorno, sono più che convinto della perdita di buon senso da parte dei normodotati. In pratica, il cervello è andato in pappa. Ma, tutto questo ha un senso ? Credo proprio di no. Ci sono bambini autistici che, fanno cose che lasciano a bocca aperta, gli stessi insegnanti e che un bambino normodotato, non riuscirebbe a fare, nemmeno a vent’anni. Purtroppo, molti genitori, lo vedono come una minaccia. In Canada ad esempio, gli insegnanti non fanno distinzioni tra disabili e normodotati. Tutti in un unica aula ma, con due docenti differenti. E’ palese che l’Italia a livello di diritti e di cultura, non può certo competere con il Canada ma, con un po di buona volontà, ci potrebbe anche arrivare. Senza dubbio, la prima cosa da fare è trasmettere nelle famiglie dei normodotati, quella logica di vita che, darebbe speranza a molti bambini meno fortunati. Vivere tutti insieme, uno accanto all’altro, gioverebbe a tutti quanti. Sotto tutti gli aspetti. E’ ovvio che, la marmellata che hanno nel cervello, la maggior parte delle persone, dovrà essere rimossa. E al più presto. Un abbraccio.
    Cordialmente.

  2. Altro articolo ma la musica non cambia e perchè dovrebbe?,ah già non si tratta di qualche persona importante………………………altrimenti si spalancherebbero anche le porte dell’inferno,basta pagare!.Non aspettatevi nulla da questo sistema perchè loro vivono nei palazzi d’orati e so già le risposte che ne uscirebbero:non abbiamo strutture in grado di………………….non ci sono fondi di……………………..la malattia non è inclusa nel prontuario o non riconosciuta……………..quindi non possiamo far nulla e aspettare la ricerca!.Poi se dovrei continuare dovrei usare un linguaggio poco apprezzabile………………………riguardo al discorso “guida” beh……………………in italia non ne vedo!.

  3. Vorrei spiegarmi meglio sul commento fatto sopra,ovvero un disabile che ne aiuta un altro ma con due diverse patologie.Vedrete che in poco tempo a loro modo riusciranno a comunicare perchè usano dei sensi che i normo dotati non ricordano più perchè appunto possono usare la parola,mentre chi non ha questa funzione ha sviluppato nel tempo un linguaggio ben preciso.Sicuramente per molti saranno stupidaggini ma per mè non lo sono…………………….dalla serie prima di giudicare impara a giudicarti.

  4. Io ho fatto le elementari all’Istituto Anna Torrigiani dove tutto il programma, le classi e i metodi erano personalizzati…. per me è stato un trauma l’inserimento in una scuola media normale…
    Il direttore dell’Istituto, sognava e lavorava affinché bambini e ragazzi disabili fossero inseriti senza distinzione.
    Povero dottor Milani… chissà come sarebbe rimasto male sapendo queste notizie!
    Siamo ormai un paese da terzo mondo per mentalità… sepolcro imbiancato pieno di ossa.
    Abbiamo dimenticato che siamo la culla della nostra civiltà… e se ne vedono gli effetti.
    E, come dico sempre, bisogna cambiare scala di valori. Quelli di oggi non vanno bene? Cambiamoli! Siamo o no liberti di scegliere?

  5. Buongiorno.
    @ Graziella Roggiolani.
    Sono pienamente d’accordo con lei. Bisogna cambiare la scala dei valori. Ma come ? è difficile se non impossibile, trovare la ricetta per un vero e proprio cambiamento. Purtroppo, essendo in dittatura, non siamo liberi di scegliere, come vivere la nostra vita e ogni volta che esprimiamo un idea, se non è in linea con la nostra politica, veniamo automaticamente censurati. Basta vedere l’arroganza e l’onnipotenza di Mr. Bean, per capire dove siamo finiti. Un paese che, stà in piedi con le false promesse di un uomo, schiavo di un sistema filo Stalinista. Mi meraviglio che, ci siano ancora blog come questi e la gente possa scambiarsi i loro commenti. Solo una rivoluzione culturale e politica, potrà cambiare le cose. Purtroppo anche la Chiesa, si stà alleando con i poteri forti e nonostante papa Francesco, spenda un sacco di parole per i più deboli, le cose non cambieranno mai. Hanno creato un mondo a doc, per poteri forti, banche, multinazionali, ecc. E lo hanno fatto, nel migliore dei modi, coinvolgendo l’intera Europa. E gli altri paesi, non sono messi meglio di noi. ieri sera, in tv, hanno intervistato un giornalista tedesco e purtroppo le sue parole, non sono state di buon auspicio. I bambini fino a tre anni, hanno perso la possibilità di andare negli asili nido e i disabili, stanno perdendo diritti che, fino a ieri erano il fiore all’occhiello del paese teutonico. La crescita del paese è ferma dal 2010 e il debito pubblico, incomincia a preoccupare la gente. Attenzione ! stiamo parlando del paese che, fino a ieri era invidiato da tutti. Questa cosa, avrà un significato o no ? è ovvio che, abbiamo sbagliato qualche cosa. L’Unione Europea (che di unito, non ha proprio nulla) la moneta unica e altre assurde regole, hanno messo i paesi in ginocchio. E’ chiaro che, i paesi che già si trovavano in difficoltà, hanno ricevuto il colpo di grazia. Cara Graziella, vogliamo cambiare ? ok ! ma, da domani, non paghiamo più nulla e scendiamo in piazza. Il nostro malessere, lo dobbiamo far vedere e se sarà necessario, ci accamperemo sotto i palazzi del potere. Solo così, avremo una possibilità di riuscire a sconfiggere, un sistema marcio e corrotto. Se ha, un’dea migliore, sarei felice di ascoltarla. Unendo tutte le nostre idee, arriveremo alla meta. Buona giornata.
    Cordialmente.

  6. Ciao, è davvero difficile trovare parole che non siano già state dette e ripetute in questo bel blog.
    Le situazioni di disagio sono tantissime e il totale disinteresse (con rarissime fortunate eccezioni) che le accompagna non lascia spazio nè a parole di speranza nè a discorsi costruttivi. Ciascuno di noi esprime sempre sgomento, condanna, ribellione per storie che sono ai confini del credibile, ma poi tutto resta così com’è.
    Io credo che ci vorrebbe ben altro che una civile e pacata protesta, per capovolgere questo mondo di ipocrisie e furbizie. Sì, capovolgerlo, perchè non si tratta di modificare uno o due aspetti, di aggiustare un paio di leggi, di inserire qualche modifica…
    Penso che nessuno, neppure con la migliore buona volontà, potrebbe cambiare qualcosa senza scuotere violentemente il sistema dalle fondamenta, scuotere fortemente le coscienze dormienti e far piazza pulita di ogni marciume indegno e vergognoso: non gli verrebbe mai e poi mai permesso e sarebbe immediatamente silurato, non appena mostrasse intenzioni che vadano a intaccare il solido castello che lorsignori si sono costruito, con tanto di torri merlate e ponti levatoi.
    La scuola italiana ha mille problemi già con i ragazzi “normali”… è del tutto impotente con quelli “speciali”. E le cose qui raccontate fanno rabbrividire.
    Pessimista? Sì. Credo che se il serpente non viene fuori dalla sua vecchia pelle, se non l’abbandona a seccare al sole, non avrà mai una nuova guaina più consona in cui star meglio.

  7. io sono nella vostra stessa situazione e capisco benissimo che significa avere un figlio diversamente abile.ho combattuto tutto la vita per il mio angelo con scuola centri ma senza soluzioni e adesso sono stanca .i signori dello stato se ne fregano di noi perche hanno tanti soldi che per un loro familiare possono prendere una qualsiasi strada .io auguro a loro di provare le nostre pene perche un handicap puo succedere a tutti grazie

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