Cara Senatrice Guerra, le presento una mamma che combatte per amore di suo figlio!

caregiverIl caso dell’ISEE discriminatorio e vessatorio, per fortuna bloccato dal Tar del Lazio, mi ha permesso di conoscere la storia d’amore tra una mamma e suo figlio.

Lei è Chiara Bonanno è vedova ed è mamma di un ragazzo di 19 anni gravemente disabile ed è una delle promotrici del ricorso al Tar. Un altro “caregiver speciale” a tempo pieno, perché ha dovuto lasciare il lavoro; non è e non deve essere solo una figura, ma una persona in carne ed ossa, con sentimenti ed emozioni che esigono un primo piano. Sono consapevole che potrebbero non piacervi, perché crudi e reali, ma è proprio per questi motivi che meritano una inquadratura molto da vicino.

Mi sembra corretto donarle questo spazio, perché si è dedicata a pieno al problema di tanti e con tanti e poi rappresenta al meglio le reali condizioni della disabilità vista da un genitore. Io non sono un genitore e a parte immaginare come ci si possa sentire non posso realmente conoscere l’effettivo vissuto di questa figura familiare, perché non mi appartiene. Per capire vediamo le problematiche da una altra angolazione, anche se è vero che il risultato non cambia, ma viene analizzato da una altra prospettiva importante. Ho letto, con lacrime e rabbia, direttamente dall’Agenzia di Redattore Sociale, questa lettera e voglio condividere con voi il suo sfogo, legato alla difficile vita di suo figlio, che è rivolto alla senatrice Maria Cecilia Guerra.

“Viviamo solo della doppia indennità di mio figlio e a metà mese i soldi sono finiti. Col nuovo Isee, avremmo perso anche il supporto della Caritas. Venga a verificare, poi chieda scusa. Con il nuovo Isee, io e mio figlio saremmo diventati ricchi. Avrei perso anche il supporto della Caritas, che oggi mi passa gli aiuti alimentari e le medicine. Col vecchio Isee eravamo a reddito zero, mentre il nuovo avrebbe conteggiato la doppia indennità di mio figlio, come invalido civile e cieco, e ci avrebbe escluso anche dalle franchigie”.

Si sente schiaffeggiata dalle dichiarazioni di Maria Cecilia Guerra sulla sentenza del Tar che ha bocciato il nuovo ISEE. “La senatrice ci considera praticamente evasori. Ho l’incubo dei titoli che sarebbero usciti sui giornali: ‘Il nuovo Isee smaschera migliaia di falsi invalidi’. E tra quelli, ci sarebbe stato mio figlio, colpevole solo di essere più grave degli altri”.

Il nuovo Isee, insomma, non avrebbe affatto salvaguardato “i più poveri e i più gravi”, come pretende la senatrice Guerra. Io sfido pubblicamente questa signora ad attivare tutte le possibili verifiche sulla mia condizione e su quella di mio figlio; ricorrendo pure alla Finanza, a Equitalia, e a tutte le Forze Speciali di Polizia nazionali ed internazionali, per controlalre nei dettagli se mio figlio (con pluridisabilita’ allettato, con insufficienza respiratoria, alimentazione artificiale e dolori cronici continui e devastanti) non sia abbastanza “grave” per i parametri del “SUO” nuovo Isee e, quindi debba compartecipare alla già risicata spesa assistenziale che lo Stato gli eroga.

E poi deve verificare se mio figlio ed io, che ho dovuto lasciare il lavoro per assisterlo, che sono vedova e non ho alcun supporto parentale, che non possiedo nulla e fatico a pagare perfino l’affitto agevolato di una casa popolare inaccessibile, che impedisce a mio figlio di vedere la luce da 4 anni, che sono stata costretta a chiedere aiuto alla Caritas per poter comprare le medicine per il dolore di mio figlio e potermi alimentare le ultime settimane del mese, non sono abbastanza “povera” per i parametri decretati dal nuovo ISEE.

GIA’ VIVIAMO MISERAMENTE, DI CARITA’, RECLUSI IN CASA, CON UN AFFITTO CHE NON RIESCO PIU’ A PAGARE, SEBBENE SIA MOLTO BASSO. MIO FIGLIO DA 4 ANNI NON RIESCE A VEDERE LA LUCE DEL SOLE, PERCHE’ LA SUA CARROZZINA NON PASSA ATTRAVERSO LA PORTAFINESTRA CHE LO PORTEREBBE IN BALCONE. I SOLDI CHE ABBIAMO SONO SOLO QUELLI DELLE SUE INDENNITÀ’, MA A META’ MESE SONO GIA’ FINITI. EPPURE, CON IL NUOVO  ISEE, SAREMMO RISULTATI PIU’ RICCHI DI ALTRI, SAREMMO STATI ESCLUSI DALLE FRANCHIGIE, IL NOSTRO AFFITTO SAREBBE AUMENTATO AVREMMO PERSO IL DIRITTO PERFINO AL SUPPORTO DELLA CARITAS, PERCHE’ ANCHE LI’ MI HANNO CHIESTO L’ISEE, PER VERIFICARE SE FOSSI DAVVERO BISOGNOSA”.

Ora, quindi chiedo pubblicamente alla signora Guerra di provare che mio figlio ed io siamo in realta’ dei “falsi poveri” e quindi non ci meritiamo il supporto dello Stato. Se pero’, dopo tutti questi controlli, risultasse evidente alla Guerra ciò che è evidente per tutti, ovvero che mio figlio ha una disabilità gravissima e che la nostra famiglia è veramente povera tra i poveri, a quel punto io esigo che venga da mio figlio a scusarsi pubblicamente in rappresentanza di tutte quelle famiglie che come me sono state pesantemente offese da una legge che perfino una sentenza ha dimostrato essere irragionevole e manifestatamente ingiusta! Sono disposta a sottopormi a qualsiasi verifica, anche perché sono già continuamente sotto controllo: del giudice tutelare, della ASL, ecc. Le persone con una disabilita’ molto grave in casa sono le più controllate in assoluto. Questa sentenza è fantastica, perché dimostra che in Italia la giustizia ancora esiste ed è capace di smascherare leggi sbagliate come questa”.

Cosa posso aggiungere? …Un abbraccio…

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5 risposte a “Cara Senatrice Guerra, le presento una mamma che combatte per amore di suo figlio!

  1. Buongiorno.
    Cara Lena.
    Voglio segnalarti una cosa che, lascerà a bocca aperta te e tutti noi. In tre anni, una città come Roma, ha speso più di quaranta milioni di euro per i campi room e sommati a quelli di Milano e Napoli, si arriva alla stratosferica cifra di oltre cento milioni di euro. Questi sono dati che, riguardano il 2013. L’anno sucessivo, sono stati spesi venticinquemila € per pulire la stanza del Presidente del Consiglio. Tutto questo è successo, sotto gli occhi di una certa Maria Cecilia Guerra e dei suoi collaboratori. Non sono certamente cose che, mi stò inventando. Basta andare in internet e il gioco è fatto. Giustamente ti chiederai cosa centri tutto questo, con la Sig.ra Chiara Bonanno e sono certo che, non sarai l’unica persona a chiederselo. La Comunità Europea, ha avuto il coraggio di ammonire l’Italia, perchè secondo loro, le nostre istituzioni, non fanno abbastanza per tutelare i diritti dei room e le loro necessità in termini economici, nonostante gli Italiani abbiano versato nei loro confronti, oltre cento milioni di €. Ascoltare le dichiarazioni della Sig.ra Chiara che, costretta a lasciare il proprio lavoro per badare al figlio disabile, dimenticato dalle nostre istituzioni è una cosa inaudita. Se questa montagna di soldi, invece di darla a personaggi che, nonostante ricevano aiuti, vivono costantemente di espedienti, fossero distribuiti alla persone che, ne hanno realmente bisogno, le cose andrebbero sicuramente meglio, sotto tutti i punti di vista. Purtroppo, l’attuale politica, pardon, l’attuale dittatura, favorisce solo ed esclusivamente, chi porta dei benefici al partito stesso. Lo scandalo Mafia-Capitale ne è la prova. E se dovessimo indagare su Milano o Napoli, la musica non cambierebbe di certo. Extracomunitari e room, sono una ricchezza per lo Stato. Per i disabili, non resta che stare a guardare dalla finestra. E sono certo che, tra non molto gli stessi disabili, saranno considerati degli evasori. Non possiamo continuare a vivere, con le fette di prosciutto su gli occhi. Gli Italiani ormai sono considerati cittadini di serie B. La Comunità Europea, stanzia fondi per gli extracomunitari e per i room. E ovviamente i nostri politici, ci marciano, dimenticandosi o per meglio dire, fregandosene altamente di noi e di tutta la gente, meno fortunata. Non preoccupatevi, chi la pensa come me, non è un razzista ma, un Italiano vero.
    Cordialmente.

  2. Buongiorno…visto e considerato che siamo un popolo “incredibile” perché’ aiuta tutti (Roma,compresa…… e chiudo in fretta la parentesi perché’ è’ meglio così’ credetemi…),non ci rimane come sempre l’unica (al momento perché’ sono buono )cosa da fare ossia quella di rimboccarci le maniche senza aspettare lo stato (in minuscolo apposta) e fare da soli come abbiamo fatto da molti anni a questa parte,vedi i terremoti,il fango,l’acqua….faccio parte di una Grande (notare la maiuscola in questo caso) associazione che è’ quella degli Alpini che è’ da sempre al fianco dei più’ bisognosi oppure dei feriti in missione,in primis il nostro commilitone Luca Barisonzi,ferito in Afghanistan:noi abbiamo contribuito alla costruzione della sua casa su misura,dato che è’ paralizzato…..quindi vorrei ,insieme ai vertici della mia associazione anche magari limitata al mio gruppo o insieme di gruppi della mia zona,a cui ovviamente sottoporrò’ questa problematica , cercare di far pervenire intanto qualche soldo in più’ ,oltre che i miei/nostri più’ vivi e sinceri auguri per una vita più’ dignitosa di quella che i nostri politici non riescono minimamente a garantire, con uno dei nostri motti alpini più’ conosciuti MAI DAUR…mai indietro signora Chiara.

  3. Buongiorno,
    vorrei sapere se è possibile far pervenire direttamente un aiuto economico, seppure modesto, alla sig.ra Chiara e suo figlio.

  4. NOI ITALIANI ABBIAMO UN GRANDE CUORE E NON CI MERITANO I GOVERNANTI, PASSATI E PRESENTI, CHE CON LA LORO DABBENAGGINE CI STANNO PORTANDO VERSO LO SFACELO.
    UN FORTE ABBRACCIO ALLA SIG. CHIARA ED AL SUO RAGAZZO.

  5. E siamo sempre quìì con un governo che a chiacchere va come un treno ma con i fatti sembra uno struzzo che talmente spaventato da ciò che lo circonda non vede l’ora di mettere la testa sotto terra!.Annunci a destra e sinistra di cambiamento e rivoluzione ma alla fine ciò che deve veramente esserci non c’è,ovvero politici con uno stipendio adeguato alle loro capacità e cioè 1000 euro al mese!………………son già troppe!.Solo da lì sapete quanto danaro salta fuori?,ma le mie sono soltanto parole e il mondo che vorrei non è questo!.Un mondo ove la voce di chìì sta in un angolo sia ascoltata in egual misura di chìì è in prima fila,perchè nel dolore e la sofferenza non c’è spazio per la differenza…………………….ma le mie parole son soltanto parole.

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