Caregiver: familiari invisibili e insignificanti per lo Stato

disabile_jpgLo Stato ha ormai capito da tempo che l’unico modo comodo e veloce per non occuparsi dei disabili è di IGNORARLI! Così ha esteso la tecnica anche nei confronti del Caregiver. I non addetti ai lavori si staranno chiedendo chi è questa figura misteriosa. Non vi preoccupate, siete scusati dato che concretizziamo che a non conoscerli è anche lo Stato. Vi assicuro che non è poi tanto misteriosa e quando vi dirò di chi si tratta si alzerà un coro:”Non avevo capito che erano loro”. E’ semplice sono i familiari di persone disabili che si occupano di loro, praticamente h24.

Voi direte che hanno scelto questo modo di agire e in parte è anche vero, ma la realtà è che non c’è mai stata, da sempre, la possibilità di scelta; sono persone che si trovano davanti ad una unica via, un vero e proprio senso unico: occuparsi del disabile che fa parte della propria vita. Il problema è che lo Stato oltre a tutelare poco e male il disabile non tutela e assiste neanche queste persone, ben disposte e ben consapevoli della scelta fatta. Credetemi non vogliono essere sostituiti per togliersi un peso, ma solo aiutati, compresi.

Sono come al solito molto schietta e quindi anche in questo caso non mi tiro indietro; troppo comodo lasciare i caregiver in questo limbo per “condizionare” le loro scelte verso una sola soluzione se non ce la fanno da soli: il ricovero in un Istituto al fine di alimentare un sistema che fa notevolmente gonfiare la casse dello Stato. Non doverebbero assolutamente permettersi di fare questo. Uno Stato con gli attributi giocherebbe a carte scoperte, tutte le opzioni sul tavolo, con le proprie specifiche e allora sì che si potrebbe affidare la scelta della gestione del disabile alla famiglia.

E’ “Il Fatto Quotidiano” ha ricordarci che il 27 gennaio era prevista la presentazione di una petizione con 32 mila firme al Parlamento europeo e soprattutto a portare la testimonianza di persone reali che si occupano dei propri cari senza sosta. Ma lor “Signori” sanno cosa sono 32 mila firme? Sono un mondo!

E’ sorprendente leggere le loro storie, perchè ci fanno capire che non si aspettano inchini, salamelecchi o prime pagine sui giornali, ma solo la giusta considerazione. Chi ha un lavoro può stare a casa tre giorni al mese e ha la possibilità di chiedere un’aspettativa di due anni; troppo poco, non siete d’accordo? Volano davvero quando ci si deve occupare per esempio di figlia e marito con disabilità fisica e cognitiva. Persone messe in condizione tale di lasciare il lavoro, quindi addio alla contribuzione per la pensione. Qui lo Stato dovrebbe spalancare le orecchie. Ci sono persone che per 10 e 20 anni, per assistere il familiare, non sono più nel mondo del lavoro e quindi raggiunta l’età pensionabile di cosa camperanno?

Non si può decidere a tavolino quando il malato non ci sarà più e lo Stato potrà finalmente ritenersi libero da ogni obbligo, impegno. Quando il disabile passerà a miglior vita, come la mettiamo per chi resta? La mia nonnina mi ricordava sempre:”Chi muore giace, chi vive si da pace”. E’ vero, il dolore lentamente, molto lentamente lascierà di nuovo il posto all’affetto, all’amore, al ricordo e ad un triste sollievo. Ma dal punto di vista economico e della propria salute, della condizione fisica come sarà? Avendo perso per strada molti diritti, senza che nessuno li sostituisse con qualcosa di più congruo e adatto, si sentiranno smarriti. Concedeteglielo, vi prego.

Stiamo parlando di esseri umani beffati da uno Stato assente, che non lavora seriamente per i suoi concittadini. A lui spetta risolvere questi problemi e non voglio sentir parlare di soluzioni come versamenti volontari o pensioni integrative private, perchè dato che il problema sono i soldi sarete d’accordo con me che è un discorso che non sta in piedi; non ci sto!!!

Posso parlare in prima persona per aiutare a non dimenticare che si tratta di patologie in continua evoluzione, mutano, cambiano e ti trasformano fino al midollo; ti portano via tutto, ti tolgono la libertà di essere te stesso. Lui (lo Stato) pensa che questo non sia abbastanza frustrante, che non sia sufficiente e ci colpevolizza ogni giorno, quando si riuniscono le “grandi commissioni”, quando sfoggiano un decreto, quando si chiudono in quel palazzo, intorno a un tavolo a fare non si sa bene cosa. Io non colpevolizzerò mai me stessa per la malattia, niente odio verso di me, anche perchè sarebbe devastante e dannoso, ma il disprezzo verso chi mi mantiene in pessime condizioni sì; non ce la faccio a perdonare e per questo qualcuno è libero di pensare che non sono abbastanza brava.

I soldi, poi, sono sempre pochi. Una persona con disabilità grave, in realtà, ha diritto ad un’indennità di accompagnamento, ma questi soldi non sono mai sufficienti per tutte le spese necessarie. Difficile pagare qualcuno che sostituisca il caregiver per qualche ora perché si conceda un po’ di svago. La Sanità fornisce qualche mezza ora o ora qua e là, però senza continuità nella malaugurata ipotesi che finiscano i soldi prima della fine dell’anno o che cambi l’operatore che ti assiste, al quale ti eri abituato; una conoscenza reciproca. Il malato è sempre alla ricerca di un legame, dove aggrapparsi per sopravvivere. Questo è uno dei motivi per cui la scelta, il più delle volte, ricade su un famigliare. La sanità pubblica non garantisce continuità e stabilità.

Per portare avanti questa battaglia è nato il Coordinamento nazionale famiglie di disabili gravi e gravissimi, che ha un gruppo Facebook con più di 3mila like e che ha presentato la petizione. In passato, si è battuto perché in Italia venisse approvata una legge per il prepensionamento di chi ha familiari con disabilità gravi. Negli ultimi vent’anni la legge è stata presentata più volte in Parlamento. Nel 2010 era pure stata approvata alla Camera, ma poi è stata bloccata in commissione Bilancio al Senato, perché non hanno voluto garantire le coperture con un aumento delle accise sui superalcolici. Nonostante ciò la riforma Fornero ha successivamente aumentato l’età pensionabile anche per i caregiver, senza prevedere alcuna forma di salvaguardia.

Così il Coordinamento ha portato in tribunale l’Inps per chiedere all’ente di farsi carico del versamento dei contributi. Purtroppo ancora nessun lieto fine, perchè i Tribunali del lavoro di Milano e Roma hanno dichiarato il tutto inammissibile, perché privo della quantificazione del valore delle prestazioni previdenziali e assistenziali richieste. Permettetemi: la politica per sè stessa invece quantifica e anche minuziosamente e velocemente, sempre al rialzo e in piena tutela, anzi anche oltre la decenza.

Siamo o no in Europa? Sì lo siamo, nel bene e nel male, non solo quando fa comodo, quindi Bruxell dirà la sua? Si pronuncerà? 32 mila persone attendono; si tratta di esseri umani che vanno messi al sicuro e non buttati giù da un simbolico burrone, perchè più facile e liberatorio. Assurdo, ma l’Europa deve proteggerci dal nostro stesso paese; la Grecia, la Germania, la Francia, Spagna sono un esempio di chi fa di più, anzi mettono da sempre in atto ciò che va fatto.

Leggiamo un po’ di esempi concreti. Il coordinamento spiega che il sistema sanitario-assicurativo tedesco dà diritto a chi assiste un familiare disabile a contributi previdenziali garantiti, se si dedica all’attività di assistenza più di 14 ore alla settimana e a una sostituzione domiciliare in caso di malattia. In Francia vi sono forme di assicurazione contro gli infortuni e di previdenza per i caregiver, che in diversi casi hanno diritto pure a un’indennità giornaliera. In Spagna, in caso di interruzione del proprio lavoro, i caregiver mantengono la base contributiva dell’attività interrotta. La Grecia sorprende, perchè con un’economia più debole della nostra, garantisce nei confronti dei caregiver maggiori tutele; chi decide di dedicarsi alla cura del proprio caro ha diritto al prepensionamento dopo 25 anni di contributi versati.

La soluzione, che suona come una imposizione non può essere di rinchiudere i nostri cari in istituti di ricovero. Assurdo perchè lo Stato non valuta neanche una delle nostre proposte; noi che dovremmo essere chiamati in causa, perchè proviamo tutto ciò sulla nostra pelle. Siccome non vieniamo minimamente considerati, allora a volte non resta altra soluzione che cedere a quello che è da considerarsi un “ricatto”: fare ricoverare il proprio caro in una residenza sanitaria assistenziale. Lasciare la persona disabile in questi istituti, che viene recepita quasi come una galera, quando invece potrebbe su “libera scelta” della famiglia restare a casa sua, nel suo ambiente e tra i suoi affetti.

E poi parliamo di denaro. Forse pochi sanno che il ricovero in queste srutture costa alla collettività, quindi anche a te che stai leggendo e che non vivi la disabilità, anche più di 700 euro al giorno. E’ assicurato che tutelarli a domicilio, dove viene richiesto sempre in piena libertà, costerebbe molto meno. Un paradosso sottolineato anche dalla petizione, che oltre a chiedere all’Europarlamento un intervento perché per i caregiver italiani vengano rispettate politiche sociali di sostegno adeguate all’intensità del lavoro di cura cui sono sottoposti, senza alcun vincolo di bilancio, chiede anche di approfondire l’aspetto che vede lo Stato italiano stanziare fondi ingenti per gli istituti di ricovero per persone con disabilità e di contro riservare somme minime e residuali al sostegno delle stesse persone a casa propria.

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15 risposte a “Caregiver: familiari invisibili e insignificanti per lo Stato

  1. Inizio subito col dirti scusa se ti dico la verità:lo stato non esiste più e non gli frega un bel niente di tutti i disabili e i loro familiari;questo come prima cosa!.Secondo:lavori e produci sei ok ma appena ti ammali anche per il lavoro(e io son uno di quelli),diventi un peso ed è meglio che schiatti alla svelta altrimenti vieni etichettato come parassita vivente!.Mentre ti scrivo sono solo e mi sento solo,ho tanta di quella rabbia dentro che vorrei spaccare il mondo ma debbo tenere tutto dentro perchè questa società se resti indietro sò già le parole:è arrivato l’andicappato di turno!.Io sarò andicappato e malato di depressione ma quello che ho fatto è stato tutto fatto con il cuore e mettendoci l’anima sia nel lavoro che nella vita!……………………………ma tanto la medaglia non me la dà nessuno!.Ma ti dico solo un pensiero:ora se aiuto qualcuno e ho in cambio un sorriso,sono l’uomo più contento della terra anche senza prendere un euro!.

  2. Buongiorno.
    Cara Lena.
    Come puoi pensare che, lo Stato Italiano, abbia delle attenzioni per chi si occupa giornalmente dei disabili, quando sono gli stessi disabili, ad essere dimenticati dalle nostre istituzioni. Mi meraviglio, quando sento parlare di Europa. Credere che, l’Europa, prenda in considerazione il problema è una cosa inimmaginabile. Il nostro debito pubblico è in continuo aumento e siamo sull’orlo della più grande catastrofe finanziaria della storia. E quando vengono a mancare le risorse economiche, chi sono i primi a pagarne le conseguenze ? senza dubbio, i più deboli. Dalle statistiche, una famiglia su due, fatica ad arrivare a fine mese e ribadisco, questo non lo dico io, lo dicono i dati Istat. Mi sei testimone. Nei miei commenti è un bel pezzo che affermo che per lo Stato, la disabilità è una palla al piede e purtroppo, nulla è cambiato anzi, direi che tutto il sistema è peggiorato. I nostri politici, al momento di entrare in Europa e parlo di oltre dieci anni fa, avevano fatto una promessa. Questo passo, porterà gli Italiani a un reale miglioramento della propria vita e anche il mondo dei disabili, ne trarrà giovamento. Queste sono state le parole di una parte politica che, voleva a tutti i costi, catapultarci in una realtà che, col tempo si è dimostrata, fallimentare. Non solo il disabile è stato dimenticato ma, personalmente ritengo che, la sua vita, sia notevolmente peggiorata. Ora, pensare che, i “Caregiver” (è la prima volta che, sento questa parola) avranno degli aiuti dalle nostre istituzioni o dall’Unione Europea, mi sembra molto, molto, improbabile. Spero di sbagliarmi.Purtroppo, quello che vedo in giro è sempre più desolante. La mia idea è sempre quella e non cambierà mai. L’unione fa la forza e uniti avremo la possibilità di farcela, alla faccia dei parassiti che, ci impongono le loro immancabili stronzate. Come ho già commentato in altri blog, viviamo in completa dittatura e trovare un solo politico onesto è pura follia. Di politici onesti, non ne esistono.
    Esistono politici peggiori o migliori. Mi fermo qui. Non vorrei diventare volgare. Un abbraccio.
    Cordialmente.

  3. Buongiorno.
    Scusate, dopo avere letto l’articolo sul Tgcom, riguardo la sanità Italiana che, ha un debito nei confronti dei fornitori di oltre ventiquattro miliardi di euro e di conseguenza, le Regioni vogliano togliere l’esenzione del ticket sanitario ai maggiori di sessantacinque anni. Come volevasi dimostrare, dove possano trovare altri soldi per i disabili e per i Caregiver è una domanda che, molti di voi si porrà. L’unica cosa certa è il completo fallimento di un sistema, totalmente indifferente aiproblemi che, dovrebbero essere la priorità. Un sistema (UE) unito esclusivamente per tutelare i poteri forti, con un unico fine. Aiutare e finanziare gli Istituti di Credito e dare ai ricchi, ancora più potere. A scapito delle persone che, sono costrette a limitare il consumo di aria che respirano. E prima o poi, ci costringeranno a pagare anche quella. Chiedo ancora scusa, per il protrarsi del mio commento.
    Cordialmente.

  4. Gentilissima Lena perdonami se ti dò del tu, seguo molto i tuoi articoli condividendoli sulla nostra pagina facebook, gestita da due caregiver.
    Io assisto la mia mamma e la mia amica carla che ha fatto anche parte del coordinamento famiglie disabili gravi e gravissimi assiste suo figlio disabile mentale.
    Credo di poter parlare per cognizione di causa, e posso testimoniare come lo stato tratta i disabili e le sue famiglie.Mia mamma per il riconoscimento della sua disabilita e quindi della pensione di invalidità ed accompagno ha dovuto sostenere 2 cause davanti al giudice del lavoro per un totale di quasi otto anni, gli assistenti sociali sono assenti, non ha altri aiuti e senza il mio costante aiuto non potrebbe lavarsi, alzarsi dal letto e mangiare, avere un pò di terapia a casa, UNA CHIMERA.
    Per quanto riguarda carla la situazione è più seria visto che la disabilità mentale e molto più difficile e pesante.
    Si ventila l’ipotesi che per mancanza di fondi il figlio della mia amica potrebbe non frequentare più il suo centro diurno.Noi non vogliamo aiuti o elemosine, chiediamo dignità, mai metterò mia madre in un centro a 700 euro al giorno finchè avrò vita.Deve morire fra 100 anni fra le sue cose e nella sua casa.
    Ma la cruda verità e che alla sua morte io non avrò nulla, non avendo una pensione, non avendo mai lavorato, non avendo niente che mi lascerà. Rispondo al signore di prima senza polemica, non è che non ci sono i soldi, veda tutte le opere sprecate per fare favori a tizio e caio, roma capitale ne è un esempio.
    E che lo stato pensa finchè c,è qualcun altro che lo fà perche farlo io, il welfare di questo paese è inesistente, si veda anche asili oer i bimbi ( tanto ci sono i nonni ) e perchè questo paese deve sempre dare a mangiare a qualcuno.Con i 700 euro al giorno del ricovero moltiplicati per 30 giorni mia mamma vivrebbe da regina, e non solo lei, e comunque a tutte le famiglie di disabili coinvolte bastarebbe solo un aumento della pensione.
    Perdonate la veemenza ma a volte si vedono delle cose che fanno tanta rabbia.
    Grazie per avermi letta. Francesca

  5. Brava Francesca,
    Condivido in pieno quello che dici,ho avuto modo di essere stato a contatto con queste persone che hanno solo bisogno di essere comprese e aiutate, e che comunque non abvandonerebbero mai i propri familiari che amano più di se stessi.
    Addirittura trascurano la loro stessa salute per assistere i loro cari…non hanno il tempo per farsi visitare ed eventualmente curare per cui la vita media di un cargiver può essre inferiore rispetto ad una persona che non ha questo carico familiare..non dimentichiamoci che lo stato siamo anche noi..

  6. Buongiorno.
    @ Guido.
    Ho fatto da badante a mio padre per molti anni e ora, sono alle prese con mia madre novantenne. La cosa, non mi pesa e quando guardo negli occhi mia madre, mi vengono in mente i sacrifici che hanno fatto i miei genitori, nei miei confronti e sono ben felice di ricambiare l’amore che mi è stato dato. La crisi che, ha colpito il nostro paese, mi ha costretto a chiudere l’attività e il mio tempo, lo dedico a mia madre. Ho una famiglia e due figli, fortunatamente la mia dolce metà, lavora e porta a casa un discreto stipendio, contribuendo ai bisogni giornalieri che una famiglia normale, deve sopportare. Sono figlio unico e la responsabilità della salute di mia madre, dipende esclusivamente da me. Condivido la sua frase “Lo Stato siamo anche noi” ma, spesso mi chiedo una cosa. Il giorno che mia madre morirà, non avendo una pensione di vecchiaia e avendo per anni, fatto da badante ai miei genitori, come farò a vivere ? lo Stato, ha negato l’accompagnamento a mia madre, solo per il fatto che, riesce ancora a mangiare da sola. Io provvedo a vestirla, a farle la doccia e a prepararle da mangiare ma, per lo Stato, mia madre è autosufficente. Infami, allo stato puro. Ma, la cosa nom mi interessa. A mia madre, ci penso io. Non sono un parassita che vuole vivere alle spalle dello Stato.Non importa se, i falsi invalidi, siano in continuo aumento, gli onesti, devono arrangiarsi. Questa è l’Italia. Credo che, lo Stato, sia responsabile per tutelare chi non ne avrebbe bisogno e spesso si dimentichi di chi realmente ne ha. Questo non è giusto. Il giorno che, mi troverò nella condizione di mia madre, non voglio che i miei figli, mi facciano da badante. Non è giusto. I figli, hanno la sacrosanta libertà di vivere la loro vita, senza essere costretti a sopportare le esigenze di un vecchio, con il cervello ormai ridotto a una pappa. A meno che, la scelta non sia voluta da gli stessi figli. Non è certamente il mio caso. Il giorno che, incomincerò a dare i numeri, un colpo di pistola e via. Tolto il disturbo. Quello che voglio dire è molto semplice. Non dobbiamo aprofittarci dello Stato e cercare di vivere, alle sue spalle ma, anche lo Stato, deve fare la sua parte. A cosa servono tutti i soldi che, paghiamo di tasse ?
    Cordialmente.

  7. Come si può pretendere di essere considerati dallo stato (la esse minuscola non è un errore) nella vita di tutti giorni in perenne assistenza ai nostri cari se fin dall’inizio non ti considerano proprio in qualità di caregiver? Io e la mia compagna da quando abbiamo saputo della gravissima disabilità del nostro bimbo non abbiamo mai avuto un benché minimo sostegno morale e/o psicologico, ancora attendiamo di sapere dallo stato, e non da amici o conoscenti, quali sono i nostri diritti e quelli di nostro figlio. Attendiamo fiduciosi una telefonata da qualcuno che ci chieda : hei genitori ,tutto a posto? avete bisogno di qualcosa? riuscite ad accudire a vostro figlio e al fratello da soli e con le poche risorse economiche? Vi bastano i tre giorni al mese, non a testa, ma complessivi, di permesso retribuito per cercare di rendere la vita di vostro figlio qualitativamente migliore?.
    Un caro saluto a tutti. Massimo p.s. sono passati quasi due anni da quando abbiamo saputo di Samuele

  8. Lo stato, bella parola dietro all quale un sacco di galioffi si nascondono per fare i loro porci comodi.Ha un bel dire Napolitano quando dice che questa disaffezione,qualunquista naturamente, è antipolitica, ma la democrazia prevede che quando dei cittadini richiedono qualcosa, oltreun certo numero, vengano ascoltati. Essere ascoltati in italia è una grande speranza degli illusi. NESSUNO vi ha manco per le pieghe del sedere, e se proprio dovessero ascoltarvi è per fare il contrario di quanto avevate richiesto . Come non essere antipolitici quando il popolo sovrano diventa servo?
    Se non produci reddito (tradotto se non cacci fuori molti soldi), non hai praticamente diritto di vivere.
    Incredibile come dal dopo guerra quando uno stato sociale esisteva, siamo passati ad uno stato (stato??) cieco e parassita. Certo con i mille campanilismi e ideologie abbiamo lasciato fare e gli abbiamo spianato la strada. Vogliamo rimetterci a fare politca e a far vedere loro che siamo NOI i sovrani? Forse un sacco di invisibili potranno tornare ad essere visibili,è fatica ma occorre rimboccarsi le mani e svegliare la repubblica sopita.

  9. Ti ringrazio dell’ottimo articolo. Sono veramente contenta che ormai anche i media cominciano a comprendere la condizione di grave violazione dei diritti umani in cui lo Stato Italiano costringe i familiari delle persone con disabilità. Le 32.000 firme sono state raccolte in appena 2 mesi ma, in attesa che la commissione del Parlamento Europeo calendarizzi la situazione contiamo di raccoglierne molte di più ed inviargliele perché siamo consapevoli che la tutela di questo ruolo interessa a TUTTI, proprio a tutti. Rosalynn Carter diceva ” al mondo esistono solo quattro tipi di persone: chi è stato un caregiver familiare, chi lo è in questo momento, chi lo sarà in futuro e chi ha o avrà bisogno dell’aiuto di un familiare caregiver”.

  10. Buonasera!Dopo la nascita del mio secondo figlio Alessandro,affetto da un gravissimo ritardo psicomotorio per gli esiti di una forma di epilessia infantile causata dai vaccini,ho imparato sulla mia pelle quanto sia doloroso emotivamente affrontare nella più completa solitudine tutte le difficoltà giornaliere per permettere a mio figlio di condurre una vita dignitosa tra scuola( ultimo anno di un istituto superiore ,centro Sociosanitario pomeridiano e attività ricreative al sabato mattino!Il disfacimento della nostra famiglia,l’impegno lavorativo di 36 ore settimanali ,la cura della casa e della persona di Alessandro gravano tutte sulla mia figura di donna e madre lavoratrice ma ora nonostante noi a confronto di moltissimi altri ammalati non possiamo e ne dobbiamo lamentarci per l’assistenza che riceviamo( vivo a Trento,oasi fino a pochi anni fa felice ma che ora si sta adeguando alle restanti città italiane)sento il bisogno di poter vivere insieme ad Alessandro ogni attimo delle nostre vite…. Penso che entrambi ce lo meritiamo,perché noi abbiamo bisogno uno dell’altro semplicemente per bastare a noi stessi!apprezzo con ammirazione e stima chi come voi state lottando anche per noi che presi dal nostro vivere quotidiano non avremmo mai potuto accompagnarvi nel vostro viaggio ma l’energia positiva che noi tutti vi abbiamo trasmesso ,mi auguro vi sia arrivata !speriamo si sveglino le coscienze di chi può decidere del nostro futuro lavorativo ma soprattutto dell’equilibrio psico fisico dei nostri ammalati! Grazie di cuore

  11. Buonasera.
    @ Maria Teresa Pelillo.
    Purtroppo la coscienza, non c’entra nulla. Per lo Stato Italiano, il disabile o handiccapato (a seconda di come si voglia chiamarlo) è un peso morto, una palla al piede. Mi scuso, se le mie parole le sembreranno pesanti ma, questa è la realtà che, tutti noi, viviamo quotidianamente. Ho fatto da badante a mio padre e dopo la sua morte, passati sette anni, mi ritrovo a farlo per mia madre novantenne. Nonostante la mia domanda alle nostre istituzioni per avere l’accompagnamento, l’unica cosa che, mi è stata riconosciuta è il permesso per parcheggiare l’auto, negli spazi riservati ai disabili. Ora, se mia madre è stata riconosciuta disabile, perchè non può avere l’accompagnamento? semplice. Il permesso per parcheggiare, alla Regione non costa nulla. Dare, poco più di quattrocento euro, non è una cosa fattibile, sopratutto in questo momento di crisi economica. Dobbiamo anche considerare che, i comportamenti delle nostre istituzioni, sono figli di quella ignobile regola dei, finti invalidi. Abitudine molto diffusa nel sud Italia e ultimamente usata anche al nord. Per questo, le persone che, avrebbero realmente bisogno, si trovano immancabilmente nella scomoda posizione di vedersi negare i più semplici diritti. Se poi, ci aggiungiamo la politica e tutto il marcio che, gira intorno ad essa è facile trovarsi in situazioni poco chiare. Certamente, anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Credo che, quello che stiamo facendo è insufficente. Scendere in piazza, non sarebbe una cattiva idea. La disabilità è più forte dell’erroganza e della stupidità della nostra politica. E questo è un dato di fatto. Nel suo caso, cara Maria Teresa, le cose sonoleggermente diverse. La causa della disabilità di suo figlio Alessandro è dovuta a un vaccino e tutto questo, ha un unico responsabile. Il Ministero della Sanità. Il consiglio che le posso dare è semplice. Si rivolga a un avvocato di fiducia e chieda i danni allo stesso Ministero. I soldi, non risolveranno il problema ma, sicuramente l’aiuteranno. Non smetta di lottare, faccia sapere a tutto il paese, cosa le è successo. E’ un dovere verso suo figlio. Un abbraccio a lei e ad Alessandro.
    Cordialmente

  12. @ Marco
    Peso morto e palla al piede? Non farmi morir dal ridere!
    Se siamo messi in istituto costiamo 700 € al giorno… Ma come fanno i conti?
    Allora Ragioniamo…
    Dall’alto toglieranno subito una fetta di torta e giù a scalare fino ad arrivare ad una cifra tipo 20, 30 € giornaliere che, più o meno rispondono alla spesa reale, salvo rare eccezioni, di una persona. Chiaramente struttura, lavanderie ecc ecc saranno legate da vincoli tipici del popolo italiano: parenti, amici e conoscenti… non sto dicendo che non ci siano persone a modo e altruiste, beninteso.

    Ti dico questo perché quelle poche volte che ho avuto bisogno di fare scarpe corrette, il negozio gonfiava il prezzo, aggiungendo alle scarpe tutta una serie di prove ed esami plantari…inesistenti. Solo una volta trovai un addetto che nel prezzo di un esame mi fece prendere un altro paio di scarpe… normalissime che sono state le più usate.

    Ma se quelle 700 € venissero dati ad un caregiver come mio marito una volta al mese che, per seguire me e mia madre ha rinunciato al lavoro retribuito, arrangiandosi … le famiglie con disabili tirerebbero un sospiro di sollievo, magari lasciando al disabile la possibilità, quando c’è, di poter gestire la propria pensione sociale. Sarebbe poco, però si potrebbe contribuire a far girare qualche soldino…
    Quindi, altro che peso… siamo galline dalle uova d’oro… per loro.

    Ecco perché c’è bisogno di un Governo che non sia corruttibile e che voglia realmente risolvere i problemi alla radice.

  13. Buongiorno.
    @ Graziella Roggiolani.
    Galline dalle uova d’oro ? se così fosse, il trattamento riservato ai disabili sarebbe differente.L’assegno per un accompagnamento, dovrebbe essere portato almeno a mille euro. Per tutti i disabili. Certamente poco più di quattrocento euro, sono meglio di un calcio nel sedere ma, vorrei capire come una persona riesca a vivere, con quella cifra. Una ragazza non vedente, con un assegno d’invalidità di seicento euro al mese, le sembra una cosa giusta ? un malato di Alzhaimer, percepisce ancora meno e la/il badante che le stà accanto, rischia di uscirne, psicologicamente devastato. Può anche darsi che, qualche associazione, tragga dei benefici, impegnandosi con il mondo della disabilità (Roma ne è la prova) ma, certamente, la stragrande maggioranza di loro, per lo Stato è un peso morto. Basterebbe guardarsi in giro. Ancora oggi, in varie città del nostro paese, esistono barriere architettoniche, degne di paesi del terzo mondo che, giornalmente colpiscono chi cerca in tutti i modi, nonostante la disabilità, di condurre una vita, degna di chiamarsi tale. Perchè le nostre istituzioni, non provvedono alla sistemazione delle stesse ? semplice. Non gli e ne frega nulla, siamo carne da macello, un costo passivo per la società. Mi meraviglio di lei, quando parla del Governo e come non dovrebbe essere toccato dalla corruzione. Un grande Capo di Stato Francese disse quanto segue : ” La politica è una cosa seria e non può essere, lasciata in mano ai politici.” Vorrei aggiungere una frase detta dal più grande statista che l’Italia abbia mai avuto. ” Di politici onesti, non ne esistono. Esistono politici, migliori o peggiori ma, onesti non ce ne sono.” Sono io che mi metto a ridere, pensando che, ci sia ancora gente che crede nella politica. Prima di autoeleggersi, Presidente del Consiglio, il caro Mr. Bean, aveva dichiarato che avrebbe avuto un occhio di riguardo per le persone più deboli e per i disabili. Effettivamente, un miglioramento l’ho visto. L’aumento dei Senatori, dei politici e dei loro faraonici stipendi. Andate aff….lo !!!
    Cordialmente.

  14. Non ne verremo mai a capo di nulla finchè avremo un governo di “magnaccioni” corrotti,come è stato scritto sopra,non esistono politici onesti..sensibili al problema di chi è disabile e delle loro famiglie. Anche io e mio marito dal 2003, abbiamo lasciato il lavoro (giorno in cui mio figlio ebbe un arresto cardiaco) Sono 12 anni che LO ASSISTIAMO H24 e lottiamo per i diritti di mio figlio…a peggiorare siamo andati ma non a migliorare.Scusate ..lo sconforto è tanto. Un cordiale saluto a tutti

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