Subisco sempre menefreghismo e maleducazione e ora ve lo racconto.

Per prima cosa desidero scusarmi con tutti i miei lettori per i miei giorni di assenza sul blog. Io li chiamo stop forzati, perchè legati ai malesseri che la malattia mi regala. So che ci sono dei lettori affezionati che si preoccupano delle mie assenze e questo mi fa piacere, tanto da sentirmi in dovere di tranquillizzarli e ringraziarli. Comunque anche se sono stata lontana dalla scrittura non smetto mai di riflettere, leggere, documentarmi e soprattutto ascoltare le abominevoli sciocchezze che i nostri governanti sparano ogni giorno. Da tempo ormai fanno a gara a chi la spara sempre più grossa; il primo premio, triste a dirlo, adesso spetta al nostro premier.

Purtroppo la mia condizione di disabile dipende completamente, purtroppo, dal menefreghismo e dalla maleducazione di questo paese. A volte mi chiedo come posso pretendere che il Governo mi porti rispetto e soprattutto mi veda, se non riesco neanche a coinvolgere i miei concittadini? Mentre lo Stato mette in atto continuamente una discriminazione mirata ai disabili, la maggior parte delle persone se ne frega della propria specie, quella umana, che dovrebbe essere intelligente, altruista, generosa, ma non lo è neanche lontanamente.

E’ tutto troppo frustrante e a volte mi fa perdere la voglia di investire le mie poche forze in una battaglia già persa a tavolino. Non raccontiamoci favole! Io non lo faccio, perchè sono realista. E allora vi starete chiedendo perchè insisto. Prima di tutto appoggio l’insistenza perchè ho la testa molto dura e da sempre quando mi metto in mente di fare qualcosa la devo eseguire bene o neanche la inizio. I risultati sono praticamente pari a zero, ma non ce la faccio ad abbandonare le generazioni future. Ebbene sì, lo faccio per i posteri; non potrei sopportare di essere anche in piccola parte la resposabile di diritti mancati, perchè non ho combattuto. Rispetto ai nostri politici io desidero stare in pace con la mia coscienza, dormire tranquilla e soprattutto quando non ci sarò più sapere, per certo, di avere dato il massimo in base a ciò che la mia malattia mi consentiva.

Con tutto questo mio discorso dove voglio arrivare? Ad un episodio, tra i tanti, che mi ha davvero scosso; forse perchè a furia di ingoiare e somatizzare ad un certo punto si sbotta, tanto da gridare:”E adesso basta!” Continua a leggere

Fabio Merlino ci presenta la sua squadra di wheelchair hockey: i Warriors Viadana

3Vi ricordate di Fabio Merlino? So che leggete tante notizie e io stessa, come altri blog o pagine facebook vi bombardiamo di storie e notizie che è davvero difficile tenerle tutte a mente. Pensate che quelle che condivido con voi sono solo la minima parte; io ne leggo un numero infinito e la cosa che più mi sconforta è che la maggior parte riguarda fatti molto negativi.

Oggi invece, ricordandovi di Fabio parlerò di qualcosa di positivo, direi molto, dato che legato ad una bellissima iniziativa. Andiamo con ordine e rinfreschiamoci un po’ la memoria. Fabio ha 24 anni, vive a Viadana, un paese nel Mantovano ed è affetto da SMA2 (atrofia muscolare spinale di tipo 2). E’ il figlio del Tenente dei Carabinieri Filippo Merlino, tragicamente caduto nell’attentato terroristico che colpì la base a Nassiryah in Iraq il 12 novembre del 2003.

In Fabio, ex giocatore dei Rangers Bologna squadra di hockey con carrozzine elettriche, balenava in testa una idea. Dare vita a Viadana ad una ASD, associazione sportiva dilettantistica, con la finalità di promuovere lo sport per diversamente abili, in particolare il wheelchair hockey, cioè l’hockey in carrozzina elettrica, nato principalmente per patologie neuro-degenerative, però poi ampliato ad altri tipi di patologie medio gravi. Questo aspetto è davvero importante perchè finalmente può nascere qualcosa, dal punto di vista ricreativo ed educativo, che accomuna persone messe a dura prova dalle proprie diverse malattie. Bello sapere che d’ora in poi potrebbero condividere anche qualcosa di più spensierato, che va al di là della salute.

Fabio non è mai stato solo nel realizzare questa bella idea, perchè ad appoggiarlo e aiutarlo ci sono la sua ragazza Giada, gli amici Carmine e Cristina, la sua mamma Alessandra, e Luca Marcuri ex giocatore con la sua ragazza Marzia. Certo tutto molto faticoso; ma è proprio grazie al loro aiuto concreto che il 20 settembre hanno raggiunto l’obiettivo, è nata la squadra ufficiale Warriors Viadana e “Il mondo di Lena” è pronto a festeggiare con loro. Anzi, vorrei che tutti i miei lettori spegnessero con me le candeline di questo importantissimo traguardo.

Fabio è soddisfatto perchè finalmente c’è la possibilità concreta di distogliere i ragazzi da quello che ormai è diventato solo un mondo virtuale e permettere, concretamente, attraverso lo sport di integrarsi nella società senza sentirsi “diversi” a causa della loro patologia.

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