“Una scuola che accetta da sempre i disabili; ora che è il turno di mia figlia: non c’è spazio”

L’alberghiero Greggiati di Poggio Rusco ha circa 600 alunni iscritti e nel corso degli anni ha accettato circa 60 disabili, provenienti anche da altre località; questo è quanto viene citato nel ricorso al Tar. La realtà dei fatti è che siamo davanti ad una ragazza diciassettenne, autistica, che non viene accettata; la sua iscrizione non viene garantita. Domanda più che lecita:“Dove è l’inghippo?”

I suoi genitori ancora non l’hanno capito; ha raccontarci questa storia è la Gazzetta di Mantova, che ripercorre e riporta lo sfogo e la battaglia legale di questa famiglia. La legge ha chiesto loro di pazientare fino al 30/9, data in cui il Tar è chiamato a dare una risposta in merito.

Nel ricorso sono specificate le spiegazioni del preside Giordano Pachera:”Abbiamo respinto l’iscrizione della ragazza per mancanza di spazi adeguati e perché non possiamo garantire la necessaria sicurezza. Ci troviamo in una situazione drammatica. Abbiamo due classi senz’aula e quella degli insegnanti l’abbiamo relegata in un magazzino senza finestre. Se andiamo avanti di questo passo dovrò bloccare le iscrizioni. Ho detto di no perché sono preoccupato delle condizioni della ragazza. La mia decisione è stata preceduta da numerosi incontri con la famiglia e con i suoi insegnanti di sostegno. Ce la siamo trovata iscritta nonostante gli accordi presi. A questo punto, poi, si pone un altro problema; quello della mancanza del diploma di terza media che lei non ha mai conseguito”. Viene anche sottolineato che da anni l’Istituto alberghiero persegue una politica di ampliamento e accoglienza, però ora come ora ci sono dei seri problemi.

I genitori parlano apertamente di discriminazione e violazione dei diritti dei portatori di handicap, previsti dal principio costituzionale di uguaglianza. La famiglia chiede al Tar che il provvedimento del preside sia dichiarato illegittimo e domanda anche un risarcimento del danno.Il ragionamento che noi comuni mortali possiamo fare è:”Ma possibile che sono sempre gli studenti, perchè di questo si tratta, anche se disabili, a pagare il prezzo più alto per l’inefficienza di un istituto scolatisco?” Per la famiglia e l’avvocato Claudio Arria la scelta di quella scuola è stata obbligata. La ragazza, affetta da autismo, è inabile al cento per cento, cammina ma con l’aiuto di un accompagnatore. La scuola di Poggio Rusco, sostengono mamma e papà, si trova a meno di cento metri dall’abitazione e nel caso vi fossero dei problemi i genitori potrebbero intervenire tempestivamente. Le altre scuole sono a più di dieci chilometri di distanza, con un problema insuperabile: l’attraversamento di un ponte in ferro, come quello di Ostiglia, che crea un intollerabile disagio fobico alla ragazza.

Non voglio assolutamente sminuire le spiegazioni della scuola, per il comportamento tenuto, ma lasciatemi dire che le motivazioni delle famiglia hanno un certo peso e credo che tolgano a chiunque il dubbio che si potesse trattare solo di un capriccio. Io spero che nessuno, neanche per un secondo, abbia pensato a questo. Scusate se mi ripeto, so benissimo che anche i dubbi della scuola meritano ascolto e analisi, però il risultato finale deve essere super parte. Diplomaticamente dovrei dire:”La verità sta sempre in mezzo”. Chi non deve assolutamente rimetterci è la studentessa. I problemi che presenta la scuola vanno affrontanti con il Provveditorato e il Ministero e non di sicuro con la famiglia; la sicurezza degli spazi e quindi dell’Istituto spetta alle alte dirigenze e la garanzia di un corso scolastico formativo adatto a un disabile compete sempre al comparto scuola. Forse mi sono persa qualche passaggio e spetta già ai genitori dei ragazzi scegliere l’ideale percorso formativo, inclusa la persona giusta a metterlo in atto. Forse, riflettendoci un po’, potrebbe portare a buoni risultati. Cosa ne pensate? Siamo davvero ad un punto tale che dobbiamo optare per il “Chi fa da sè, fa per tre?”

Ancora una volta possiamo parlare di genitori molto determinati, pronti ad andare fino in fondo, tanto d’aver attivato anche un progetto per la formazione di educatori e insegnanti.

Direi che siamo alle solite; ancora una volta una mamma e un papà che devono lottare perchè la propria figlia viene discriminata. Casi come questo,  legati alla scolarizzazione negata, credo che siano ormai quasi all’ordine del giorno. E’ inconcepibile e inaccettabile.

Poi, proprio in questi giorni in cui il nostro Presidente del consiglio ci sta, veramente, bombardando con le “presunte” novità positive del comparto scuola. Ancora una volta ci troviamo davanti all’ennesima dimostrazione di quanto il governo è bravo a pubblicizzare i “grandi” interventi, che magari in parte si attueranno, ma che per la maggioranza svaniranno in una bolla di sapone. Non si può strafare davanti alla mancanza di ciò che è basilare. Come al solito lo Stato vuole solo farsi notare e preso da tanta smania di grandezza, si dimentica di tutti i pezzi persi strada facendo. Non si può far diventare, in un colpo, la scuola una eccellenza partendo da qualche brandello; qualcuno a suo tempo doveva voltarsi a guardare indietro e avrebbe visto che la maggior parte del carico ormai era perso e invece non è stato fatto; e ora che si fa? Da cosa si parte? L’essere megalomani frettolosi vi assicuro che non paga! Caro Presidente Renzi:”Non può continuare a fregarci con delle reali illusioni!”

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7 risposte a ““Una scuola che accetta da sempre i disabili; ora che è il turno di mia figlia: non c’è spazio”

  1. Siamo sempre alle solite e per quanto riguarda la burocrazia italiana e soprattutto la scuola!,rispetto all’europa siamo talmente indietro che i dinosauri ci fanno un baffo.Riguardo ai politici poi………………beh quella è una battaglia persa in partenza ahahahahah,quando parli con un muro non credo ti risponda!.A mio parere la soluzione di tutto questo caos è solo l’unità di poche persone che pian piano diventano di più e ancora di più………………………signori e signore è arrivato il momento di prendere ciò che è nostro,stò parlando dell’italia!.

  2. Buonasera.
    Credo che la scuola Alberghiera in questione, non centri nulla in tutta questa faccenda. Sarebbe la prima persona che accede alla scuola superiore, senza avere conseguito la licenza media e questo è senza dubbio un fatto giustificato. E’ ovvio che tutti indistintamente, dobbiamo obbedire alle leggi vigenti, disabili e non e questo non deve essere discriminante per nessuno. Il Preside della scuola, non ha fatto altro che, applicare la legge. Credo che ci siano altri disabili, nelle stesse condizioni ma,
    non per questo, ricevono favori per alleggerire la loro quotidianità. Vorrei precisare che in alcuni casi,
    il disabile si trova inevitabilmente a dover lottare per i propri diritti, in modo più tenace rispetto a un
    normodotato. E questa differenza, non la trovo per niente giustificata. Non trovo discriminante, non
    accettare una persona che non ha conseguito la licenza media, in una scuola superiore.Accettarla, sarebbe discriminante nei confronti degli altri seicento ragazzi che, per entrare in questa scuola, l’hanno dovuta presentare. Non conosco i motivi del mancato raggiungimento della licenza media ma, credo che, se una cosa è d’obbligo per tutti, non vedo perchè ci deva essere uno stravolgimento delle regole. Conosco poco o niente il mondo delle persone autistiche e non mi permetto di entrare in situazioni a me sconosciute ma, consiglio vivamente ai genitori della ragazza di impegnarsi per farle raggiungere la licenza media. Sono convinto che, dopo di questo, le cose avranno un esito positivo e anche il Preside di questa scuola, cambierà atteggiamento.
    Cordialmente.

  3. Condivido in pieno il commento di Marco (Devo cominciare a preoccuparmi? ;)))

    Inoltre, ricordando la mia esperienza, la ragazza che cosa si sente di fare?
    Io, dopo le medie, per fattori come comodità e praticità, fui indirizzata, oserei dire obbligata, a fare ragioneria… un biennio disastroso! Mi tolse completamente la voglia di impegnarmi e continuare… salvo italiano.
    Una volta maggiorenne chiesi a mio padre se, per provare, mi sosteneva a frequentare il primo anno dell’istituto d’Arte… dalle medie nel mio cuore. Tutti dicevano che era impossibile per me… invece mi ci sono diplomata e i prof. non mi discriminarono… con programmi adatti, tanto meno davanti alla commissione della maturità, né ho mai avuto il sostegno, me lo fecero compagni e prof.
    Ricordo ancora lo stupore della commissione esterna… Fu una bellissima soddisfazione per me, i miei e i prof.

    Auguro lo stesso successo alla ragazza e alla sua famiglia.

  4. Buongiorno.
    @ Graziella Roggiolani.
    Nonostante le nostre idee siano completamente diverse, sono felice di condividere certi comportamenti che colpiscono inevitabilmente il mondo della disabilità. Con il mio commento, pensavo di tirarmi addosso, un sacco di critiche ma, sono allibito pensando che la persona che accende in me, una rivalità da stadio, Graziella Vs Marco, sia ancora una volta d’accordo con me. Cara Graziella, non deve preoccuparsi per questo. Anch’io condivido molto spesso le sue idee. L’unico argomento che penso, non ci troverà mai d’accordo è la religione e di conseguenza, l’esistenza di Dio. Ma questa è sicuramente, una scelta di vita, giusta o sbagliata che sia. Purtroppo, solo dopo la nostra morte, sapremo chi dei due aveva ragione. Spesso mi chiedo, perchè questo sporco mondo debba andare avanti ma, guardando i miei figli negli occhi, me ne faccio una ragione. Quello che non sopporto e non sopporterò mai è l’ipocrisia che ha colpito questo paese. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  5. Buonasera.
    @ Mario.
    Su certe cose non si scherza. Commentare con due parole, significa non avere argomenti per porre
    una discussione. Esprima il suo pensiero e successivamente potremo avere delle opinioni da discutere. E’ troppo facile, trincerarsi dietro una banale domanda, senza far valere le proprie ragioni. Patetico.
    Cordialmente.

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