Bambini down da non partorire? E se diventasse una regola?

Questi sono i giorni delle polemiche nei confronti dello scienziato inglese Richard Dawkins. Parole scioccanti da parte di un uomo di scienza:“Amorale scegliere di partorire una creatura down; abortisci e prova di nuovo”. Ha provveduto subito a spiegare e giustificare la sua affermazione; infatti ha sottolineato che si è trattato solo di un “pensiero personale”.

Affermazioni forti che sinceramente suonano proprio come un consiglio. Anzi, prima delle scuse aveva, addirittura, rincarato la dose dicendo:”Ho consigliato quello che fanno quasi tutte le mamme incinte di questi bambini”.

Per prima cosa, spero che non siano poi tante le mamme che optano per l’aborto di fronte alla notizia di un bimbo down nel proprio ventre. So che devo rispettare le scelte degli altri, però non sarei onesta se non dicessi che sono assolutamente contraria a questa decisione estrema. Secondo, non vorrei che si paragonasse il procreare ad un gioco a premi: non hai vinto! Ritenta, sarai più fortunato! Sconvolgente!

Io non sono e non sarò mamma; la mia condizione di vita e salute mi ha fatto riflettere molto, portandomi alla conclusione, non egoistica, di non essere in grado di gestire “al massimo” un figlio, di non potergli dare il meglio, sia che nasca sano sia che abbia una qualsiasi disabilità. Forse nel mio caso è più semplice, perchè non mi trovo davanti alla scelta di portare a termine una gravidanza o no, infatti la decisione è a monte: non sarò mai in dolce attesa. Proprio per questa mia spiegazione, qualcuno dirà che non posso capire cosa scatta in una donna quando decide di non portare a termine una gravidanza, di fronte ad un feto malato. Però so benissimo cosa significa sia essere viva anche se malata che emarginata dalla società e quindi essere vista come diversa, ma assolutamente non vorrei che non mi venisse data la posssibilità di respirare in questo mondo e vedere la luce. Nonostante tutto ciò che vedo, sento e combatto ogni giorno credo che tutti abbiamo diritto a venire al mondo, certo alla mamma e alle famiglie viene chiesto un po’ più di impegno; dovranno essere genitori con la doppia corazza, per se stessi e per il proprio bimbo.

So che spaventa tutto questo, ma mi piacerebbe che la più grande paura fosse rappresentata dal titolo di questo mio articolo. Se davvero da scelta individuale, in questo assurdo mondo dei potenti, diventasse un regola per tutti? So che vi sembrerà surreale, ma fino a quando i disabili verranno solo considerati un costo non possiamo stupirci di nulla e se qualcuno per far descrescere il numero di disabili, perchè non ci sono risorse e strumenti necessari per assisterli, potesse mettere il vincolo di non metterli al mondo? E poi per cosa? Solo il non favorire l’allungarsi della catena della disabilità.

Per me è amorale scegliere di negare ad un bimbo la vita, però capisco che nè io nè altri possono imporre le proprie idee; ognuno deve essere libero di scegliere della propria vita e in questo caso della vita di un altro essere umano, visto che la sua esistenza può dipendere solo dalla sua mamma, da chi deve portarlo alla luce.

Non credo che ci sia molto altro da dire, se non augurare un in bocca al lupo ai tanti bimbi che faranno parte di questo mondo e un grosso sostegno ai loro genitori. Eccoci di nuovo a toccare questo argomento. Forse sarebbe più facile non abortire se si avesse la certezza di una società e di uno stato entrambi dotati di eccellente imparzialità. Inoltre non credo che sia sufficiente parlare di coraggio, perchèci vuole quella spinta interiore che nessuno può imporre e controllare.

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25 risposte a “Bambini down da non partorire? E se diventasse una regola?

  1. Queste cose mi toccano nel profondo, e credimi se ti dico che mi è scesa una lacrima leggendo il tuo articolo.. sono convinto che saresti potuto essere mamma più di molte altre persone!!! Forse come dici ci vorrebbe più impegno con un bambino down ma quando c’è l’amore tutto si supera!

  2. Tante le considerazioni da fare al riguardo, tutte opinabili e soggettive, ma solo una domanda: quando papà e mamma non ci saranno più?

  3. Sinceramente ora come ora,parlo solo per mè;avere dei figli non sarebbe proprio il momento! e visto la mia situazione economica o altri fattori che ora stò affrontando.Ma da quìì a che qualcuno mi impedisca di prendere decisioni lo trovo assolutamente ingiusto,poi secondo mè un bambino down o nò è molto più intelligente di tanti adulti che vivono su questo pianeta!.Loro non sono diversi ma siamo noi diversamente connessi a loro…………………..tutto qui,come si dica di un non vedente che abbia gli altri sensi sviluppati!.Ecco la parola giusta ed è senso,ovvero anche i bimbi down posseggono:senso di amare-piangere-ridere-sbagliare,come tutti noi!………………….ma di sicuro nessuno può togliere a loro il senso di VIVERE!!!!!!!!!!!!!!!!.Poi come dico sempre ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni e la mia l’hò espressa qui!………………………….ciao a tutti.

  4. Prima della nascita del mio primo figlio vedevo l’aborto come un qualcosa da farsi senz’altro, e senza pensarci troppo sopra, nei casi di stupro o di gravi malformazioni o handicap gravi. Quando ho cominciato a seguire la gravidanza della mia compagna giorno per giorno, quando ho visto questo esserino nella prima ecografia e le lacrime sono scese, quando l’ho visto nascere e crescere, mi sono chiesto cosa avrei fatto se avessi saputo che sarebbe stato affetto da qualche sindrome grave. Ebbene la mia certezza sull’aborto è venuta meno, ma non ancora sapevo come ci si sente quando ti dicono che tuo figlio sarebbe stato un handicappato grave per tutta la vita. Un anno fa al mio secondo bambino,all’età di un anno, viene diagnosticata una grave e rara sindrome, Angelman. Molte volte mi chiedo se lo avessi saputo cosa avrei fatto, ne parliamo molto con la mia compagna ma per entrambi Samuele doveva nascere,pur nella sua disabilità mio figlio ha diritto di vivere e fare le sue piccole conquiste quotidiane. Penso che comunque la scelta spetta solo e comunque ai genitori che solo in quel momento possono sentire in cuor loro cosa è meglio per tutti.

  5. HO UN FIGLIO GRAVEMENTE DISABILE, NON RINUNCEREI A LUI PER NULLA AL MONDO, MA SE CONSCIA DI QUANTO ABBIAMO VISSUTO FINO AD OGGI MI TROVASSI A DECIDERE DI PARTORIRE O MENO UN FIGLIO DISABILE DECIDEREI DI ABORTIRE. LA MIA VITA E’ UN INFERNO E LA SUA NON E’ DA MENO. PER TANTO CHE TI SFORZI E TI IMPEGNI LUI RIMANE DIVERSO E IN DIFFICOLTA’ E LA COSA PEGGIORE E’ CHE SE NE RENDE CONTO…. QUANDO SENTO QUELLI CHE DICONO CHE QUESTI FIGLI TI DANNO DI PIU’, CHE TI FANNO VEDERE LA VITA SOTTO UNA LUCE DIVERSA, DICONO UN SACCO DI BALLE SE LI SOTTOPONESSERO ALLA MACCHINA DELLA VERRITA’ LA FAREBBERO SCOPPIARE, CREDETEMI ANCH’IO SORRIDO SEMPRE DAVANTI A CHI MI CHIEDE COM’E’ LA NOSTRA VITA….TUTTO BENE, TUTTO OK, ABBIAMO VALORI DIVERSI, PESIAMO L’IMPORTANZA DELLE PICCOLE COSE IN MODO DIVERSO DAL RESTO DEL MONDO….BALLE BALLE BALLE, SI STA MALE DA MORIRE E NESSUNO FA UN CAVOLO DI NIENTE PER AIUTARTI E ANCHE SE LO FACESSE LA NOSTRA SITUAZIONE RIMARREBBE LA STESSA….SEMPRE DIVERSI E IN DIFFICOLTA’….

    • Ciao ,ho letto quanto hai scritto e ti capisco benissimo essendo mamma di un ragazzo con disabilità grave..Hai dimostrato coraggio nel descrivere la nostra condizione ,la forza che ci vuole per andare avanti e la vita dura ,durissima che ci tocca fare..Ed e’ proprio qui il punto: perché tanti genitori si nascondono e dicono che e’ tutto bello?!Che siamo tutti felici e contenti?!Come fa lo stato ad aiutare le famiglie se loro stesse negano di aver bisogno di aiuto?? E ‘ logico che e’ difficile crescere figli disabili e’ l impegno di una vita!!!Allora io dico bando alla ipocrisia e parliamo sinceramente come hai fatto tu ,BRAVA!

  6. Ma se diventasse legge trovare una cura contro tutte queste patologie o?………………..credo proprio di sììììììììììììììììììì,voi che dite è?………………………ma tanto interessa di più la guerra batteriologica!.Invece di finirla una vita vediamo di iniziarla!,o chiedo troppo?…………….è?.

  7. Buonasera.
    Concordo pienamente con Mario 2. L’egoismo di certi genitori è allarmante e allo stesso tempo non
    tutela il bimbo disabile. Pensare che, alla morte dei genitori, il bimbo ormai adulto, venga rinchiuso
    in una struttura fatiscente e piena di personaggi che tutti noi conosciamo, mi sembra una cosa da
    considerare e monitorare con estrema cautela. Meglio non venire al mondo, o vivere buona parte
    della vita come un carcerato ? Non è facile rispondere. Dobbiamo prendere in considerazione che,
    un bimbo affetto dalla sindrome di Down, per qualche motivo, non ha una vita particolarmente lunga
    e questo può essere un “aiuto” per vivere fino alla fine dei giorni, accanto ai genitori. Ma, con il senno del poi, non si tira avanti. Personalmente, se dovessi scegliere di venire al mondo, in questo mondo, preferirei rimanere dove sono.
    Cordialmente.

  8. Buonasera.
    Le parole di Susanna ci dovrebbero fare riflettere. Il disabile è e sarà per sempre messo in secondo
    piano. E’ molto più importante, spendere milioni di euro per salvaguardare l’orda di migranti che,
    giornalmente approdano abusivamente sulle nostre coste. E’ brutto dirlo ma, il disabile è considerato
    una macchina guasta, da rottamare. Si buttano milioni di euro per vere e proprie stupidate ma, per
    aiutare chi soffre, dobbiamo ricorrere alla beneficenza che, in alcuni casi serve solo ed esclusivamente per aumentare la notorietà di chi la fa. La beneficenza fatta in questo modo, non dovrebbe nemmeno esistere e dovrebbero essere le nostre istituzioni a provvedere ai fabbisogni di chi viene colpito da una disabilità. Datemi pure del razzista ma, i soldi che vengono spesi per accogliere una parte di personaggi che, immancabilmente ricorreranno a espedienti, per poter vivere, dovrebbero essere spesi per altre cose, molto più importanti. Ma, questo comportamento, ci rende buoni difronte al mondo intero e i nostri politici, ci vanno a nozze. Che un padre, uccida il figlio disabile perchè non riesce a vivere dignitosamente, questo non frega a nessuno. La vita di Susanna e di suo figlio è un inferno e questo secondo voi è degno di un paese civile ? dare 30 euro al giorno a un extracomunitario, seduto perennemente al bar, questo si che è giusto. Ma vaffa….o
    Cordialmente.

  9. Un bambino disabile è un bambino come gli altri. Se un genitore non si sente pronto c’è sicuramente un altro pronto ad accoglierlo quindi che nasca comunque e ne conceda l’adozione

  10. Gli ideologi del nazismo e del comunismo sono ancora fra noi purtroppo, e il signor Dawkins ne è un bell’esempio, ma ciò che è più grave che tanta gente si fa ancora ammaliare da queste affermazioni mostruose.

  11. bisogna rispettare le scelte degli altri e soprattutto bisogna propagare l’informazione. Senza dare subito dai nazisti o fascisti. (riferito a tutti quelli pseudo “uomini di dio” che si ricordano di dio solo per sputare sentenze). E’ meglio abortire (sia un bambino normale che quello down) piuttosto che crescerlo nell’ambiente non sicuro, non adatto e magari senza potergli dare granche…Non sapremo mai come si sentono bambini dowm, se forse soffrono maltrattamenti a scuola, a casa o anche solo per strada e se forse, se avessero potuto, avrebberò scelto non esserci al mondo….

  12. Buonasera.
    @ Manfred.
    Troppo facile e scontato, pararsi le chiappe dietro il nazismo o il comunismo. Sarebbe opportuno,
    trovarsi nella condizione di decidere, dove lasciare un disabile dopo la morte dei genitori e sapere
    che, nessuno se ne prenderà cura. Credo che le dichiarazioni del dott. Dawkins, contemplassero
    questa scelta che vede come protagonisti i bambini Down e le sue affermazioni, certamente pesanti,
    abbiano disturbato la sensibilità dei finti moralisti, o peggio ancora degli egoisti. Ci sono coppie che,
    pur di avere un figlio e sbandierarlo come un trofeo, accettano un figlio disabile, camuffando il tutto,
    dietro un cieco egoismo. Personalmente, ritengo questo comportamento, uno dei più meschini. Si
    deve dare un futuro ai figli. Non sono giocattoli che, alla nostra morte, si abbandonano in un armadio. E una cosa non meno importante è il fatto che devono essere i figli ad accompagnare i
    genitori al cimitero e non viceversa. Posso rispettare la scelta di mettere al mondo un figlio Down ma, sicuramente, non la condivido. Il messaggio che, ha voluto mandare Dawkins, non è del tutto
    sbagliato.
    Cordialmente.

  13. Io sono un po’ esterrefatta da alcuni commenti.
    Ci si riempie la bocca di frasi fatte e di supponenza come se tutto si potesse decidere a tavolino.
    Ma secondo voi solo quello che si riesce a scoprire con un ecografia è un problema, e tutte le malattie, la disabilità, il fatto di poter rimanere orfani non è un problema che tocca o può toccare tutti nella vita.
    Il rischio di lasciare un figlio orfano esiste sia se è sano sia se è malato, è un motivo per non mettere al mondo dei figli?
    Nascere disabili o diventare disabili è veramente differente solo perchè nel primo caso si può “scegliere”?
    ….
    Giusto per riflettere un po’….

  14. Quando è possibile è meglio rimediare agli errori della natura, che si dice “non facit saltum”, ma a volte ne fa e non sempre piacevoli.

  15. AVEVO 24 ANNI QUANDO RIMASI INCINTA; ALLORA DECISI DI MIA VOLONTA’ DI SOTTOPORMI ALL’AMNIOCENTESI PER VERIFICARE LO STATO DI SALUTE DEL MIO BAMBINO MA NON SOLO PER LA PATOLOGIA DOWN MA ANCHE PER VERIFICARE LA PRESENZA DI ALTRE MALFORMAZIONI SULLE QUALI INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE SE RISCONTRATE;SO ANCHE DI INTERVENTI CHIRURGICI PRATICATI IN UTERO PRIMA DELLA NASCITA E CHE POSSONO MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA. RICORDO COME SE FOSSE ORA, CHE NON VOLEVO PENSARE A COSA AVREI FATTO SE CI FOSSERO STATE GRAVI PATOLOGIE. FUI FORTUNATA…. E NON DOVETTI SOPPORTARE UNA PROVA COSI’ DURA. OGGI A 50 ANNI, DICHIARO CON FERMEZZA CHE SE TORNASSI INDIETRO NON RIPETEREI QUELL’ESAME E CHE NESSUNO DOVREBBE POTER DECIDERE SULLA VITA DI UN ALTRO E CHE NON PENSEREI NEMMENO UN ATTIMO SE FAR NASCERE O NO IL MIO BAMBINO DOWN; SAREBBE CERTAMENTE DURA…. MA L’AMORE VINCE SU TUTTO !! INOLTRE… FACCIO NOTARE… CHE NONOSTANTE TUTTE LE MIE PREMURE, MIA FILGLIA… PERFETTAMENTE SANA IN PANCIA… HA SUBITO UN HANDICAP PER MANO UMANA DURANTE IL PARTO E QUINDI…

  16. So che probabilmente mi ritroverò con una valanga di critiche ma io sono d’accordo.
    Ho 31 anni e potrei viverne altri 40 o 50 come nessuno. Ma nutro la più profonda e intima speranza che i miei figli mi sopravvivano. Perché trovo che sia una cosa innaturale e terribilmente crudele dover seppellire un figlio mentre seppur altrettanto doloroso credo si sia tutti geneticamente preparati a lasciar andare un genitore. E qui mio figlio urlerebbe di no perché per lui mammy è eterna e sempre giovane. Ma lui ha 5 anni e fa parte del miracolo dell’infanzia pensarla così.
    Ho però due zii disabili. Uno fortemente che vive da sempre in un istituto. E pesa, perché pesare è il verbo più appropriato, principalmente sulle spalle di mio papà. I nonni sono morti da anni. E poi? Io spero ancora che i miei genitori siano eterni ma cosa succederà dopo? Nessuno si occuperà di lui. Nessuno, per quanto voglia bene a quest’uomo, si prenderà l’impegno di prenderlo e portarlo a casa per le vacanze o durante i weekend. E resterà quindi buttato li per il resto dei suoi giorni. È vita? È stata vita la sua, questa? Quando nei rari momenti di lucidità chiede perché non è normale e non ha una famiglia? È realmente amore far nascere figli così? Che resteranno poi in eredità di fratelli/sorelle o familiari o più semplicemente dello stato? Una volta forse si. Ma ora la scienza ci permette di scegliere e di conoscere. Esiste il libero arbitrio è vero ma esiste anche l’amore verso gli altri. Dove gli altri non serve che sia l’umanità, basta che siano i nostri familiari. La vita è già sufficientemente difficile così com’è per persone normodotate senza che gli si dia l’aggravante di un fardello ulteriore. Un fardello emotivo e proprio per questo più difficile da scrollare.

  17. Buonasera.
    @ Cristina.
    La sua frase riportata nel suo commento, “nessuno dovrebbe poter decidere sulla vita di un altro” è
    senza dubbio una frase che, coinvolge le coscienze di molta gente e allo stesso tempo, riassume in
    sintesi, tutto l’amore che una mamma prova per il proprio figlio, disabile o normodotato che sia.
    Mettere al mondo un figlio Down, conoscendo in anticipo le analisi mediche è una decisione presa,
    sulla vita di un bimbo. Siamo sicuri che questo bambino, cresciuto e consapevole della propria malattia sia eternamente grato ai propri genitori, di averlo messo al mondo ? se, come lei afferma, l’amore vince su tutto, perchè ci troviamo in orribili situazioni, dove il disabile non viene tenuto in considerazione o peggio ancora è preda di veri e propri aguzzini ? i recenti fatti di cronaca, ne sono la prova eclatante. Dovremmo tutelare chi decide di portarsi, al momento della propria morte, il figlio
    disabile con se ? Sinceramente, tra le due cose, sceglierei la seconda. Dopo tutto, l’amore vince su tutto.
    Cordialmente.

  18. Buonasera a tutti, sicuramente mi ripeterò ma volevo essere solidale con Susanna. Ho anch’io un bambino disabile e vi garantisco che lo amo tanto ma ci sono dei momenti veramente duri. Tutto è’ difficile, dalla scuola alle vacanze e purtroppo siamo soli, abbandonati da tutti e costretti a lottare contro le istituzioni per ottenere un minimo di assistenza. Francamente definitemi razzista ma quando sento parlare di aiuti anche europei per i migranti e niente, assolutamente niente per i bambini disabili o adulti a cui può essere migliorata un pochino la vita………….mi arrabbio e mi sento esclusa da questo Paese….

  19. Ho pensato molto prima di decidere se commentare questo argomento, visto che mi tocca in prima persona.
    Al momento della nascita, più di 55 anni fa, presi l’ittero e per colpa dell’inefficienza medica mi venne la tetraplegia spastica. Ho vissuto, anche se non sono mancate le sofferenze emotive e le emarginazioni, una vita quasi normale. Mi sono sposata e ho avuto una figlia, sposata pure lei ma con la decisione, visti i tempi attuali, di non mettere volontariamente al mondo figli.

    Riconosco che tante delle situazioni esposte nei vari commenti mi hanno fatto sentire davvero amata e coccolata grazie al fatto di aver avuto intatte le mie facoltà intellettive… diversamente non posso saperlo, quindi non mi sento in grado di dire agli altri di agire in un modo anziché in un altro.

    So, ad esempio, di madri ai quali i medici avevano fatto previsioni terrificanti che, egoisticamente parlando, hanno portato in fondo la gravidanza e partorito bimbi sani e di neonati sani, come ho letto anche in un commento, che sono diventati disabili a causa di errori umani.

    Il problema riguarda più che altro i valori morali, siamo sempre lì, che si promuovono nel mondo occidentale. Se prendiamo quelli evoluzionistici o di tipo spartano, nessuno che sia affetto da qualche forma di debolezza fisica o mentale, dovrebbe meritare di esistere. Se crediamo che la vita sia il dono di un Creatore, faremo il possibile per averne cura, costi quel che costi.
    Due qualità umane che oggi scarseggiano, latenti nei motivi di molti sono l’empatia e il timor di Dio – timore di dispiacergli non terrore morboso -, rimpiazzate da ipocrisia e avidità.
    Se a questo si aggiungono le ingiustizie sociali, l’abbandono delle famiglie lasciate a se stesse, la xenofobia e la mancanza di educazione coerente tra famiglia e scuola, la vita diventa più difficile per tutti, disabili e non.

    Ho conosciuto dei ragazzi down di diverse età e gravità… ma lo stupore e l’amore per la vita che hanno queste persone sono lezioni di vita…
    Ricordiamo che nessuno, per ora è eterno e queste persone ci rammentano che la vita ha la consistenza del vapore.

    Penso che una speranza, una luce in fondo al tunnel ci voglia; a me basta ricordare che ” Dio è amore”

  20. Buongiorno.
    L’ennesimo caso di maltrattamenti in una scuola da parte di un gruppo di infami maestre, pagate
    dallo Stato per prendersi cura dei bambini. Questa volta, tutto questo succede in Campania. Tra
    questi bimbi, anche un disabile. Botte e maltrattamenti erano all’ordine del giorno e la prova di
    tutto questo erano i lividi trovati sul corpo dei bambini. Questa assurda vicenda, dovrebbe essere
    un segnale importante per le mamme che, nonostante l’evidenza, vorrebbero portare a termine una
    gravidanza di un bimbo disabile. In questo caso, stiamo parlando di una scuola per normodotati e
    sinceramente, non voglio pensare se fosse stata solo per disabili, cosa sarebbe successo. Lasciare
    un disabile in una struttura del genere è una cosa inconcepibile. E di strutture del genere, con maestre che andrebbero punite nel modo più estremo e crudo, ne esistono in tutta Italia. Cari genitori, meditate prima di fare scelte che segnerebbero per tutta la vita, un disabile. Pensate sempre al loro futuro e ricordatevi che, hanno sacrosanto diritto di viverlo nei migliori dei modi.
    Cordialmente.

  21. Buonasera.
    @ Graziella Roggiolani.
    Mi scusi cara Sig.ra, ma di cosa stà parlando ? come può pensare che, il Dio di cui lei parla, sia quello
    giusto e sia una vera guida per tutti noi. In tutto il mondo, si venera il proprio Dio e di conseguenza,
    la propria religione. Perché deve essere proprio il Dio Cristiano, il salvatore del mondo e non un altro ?
    Per anni, la Chiesa in nome di Dio, ha barbaramente ucciso e bruciato, milioni di persone e tutto questo, senza un preciso movente. Chi non credeva in Dio e nella Chiesa, doveva essere soppresso. Negli ultimi due mesi, i componenti dell’Isis (terrorismo islamico) hanno torturato e ucciso, più di settecento bambini e proprio due giorni fa, tre nostre connazionali, sono state barbaramente uccise in
    un paese del centro Africa. Tutto questo, in nome di un Dio che, nel mondo musulmano è visto come
    un vero e proprio salvatore. In certi paesi dell’India, per onorare il proprio Dio, si ricorre ancora a sacrifici umani e anche in questo caso, c’è la certezza di essere nel giusto. E questi sono solo due esempi eclatanti ma, potrei andare avanti ancora molto tempo. Ora, la frase: “Dio è amore” per una persona che ci crede, la trovo una frase importante e di sicuro effetto ma, di quale Dio stiamo parlando ? dopo anni di scuole cattoliche, la decisione di diventare ateo è stata dettata dall’estremismo in cui venivo giornalmente colpito e dalla negazione degli insegnanti, a rispondere alle mie domande. Ora, cara Graziella, una domanda la porgo a lei. Se veramente esiste un Dio onnipotente, perché non interviene per sistemare le cose, in questo mondo ormai al capolinea ? lo so, la mia domanda è troppo semplice e di comodo ma, se veramente esiste una divinità suprema e con tanto di esclusiva sulla nostra vita, perché permette che una banda di vigliacchi, torturi e uccida settecento bambini ? questa è una cosa che, non capirò mai. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  22. @Marco.
    “Se veramente esiste un Dio Onnipotente, perché non interviene per sistemare le cose?”
    Perché Dio ci ama, e ci ha fatto dono del libero arbitrio. Altrimenti saremmo tutti delle marionette nelle sue mani.
    L’odio e la crudeltà sono opera dell’uomo, del suo egoismo.
    Ha mandato Suo Figlio con un messaggio di salvezza, “Amatevi l’un l’altro” Ci ha mostrato la via buona, se invece scegliamo la via sbagliata, siamo solo noi i responsabili. Non crede che si seguisse questo unico comandamento, non ci sarebbe nessun bisogno di “intervenire” come lei dice?
    Buona serata.

  23. Io comunque sono contro l’aborto, la penso esattamente come la signora Lena, questo per quanto riguarda la mia persona, ma voglio che comunque tutti abbiano la possibilità di scegliere secondo coscienza. Non possiamo sapere quali drammi ci sono dietro certe decisioni.

  24. @Marco
    Fefè64, ti ha risposto in modo giusto.

    Quello che non tutti sanno è che Dio ha permesso all’uomo e al vero ribelle del reame spirituale, Satana, definito anche principe o governante del mondo, – qui inteso come umanità in generale – di provare le loro idee e per farlo ci voleva del tempo. Come hai descritto, la storia è costellata da orrori fatti da uomini sui propri simili. Questo ha dimostrato, senza ombra di dubbio, che “non appartiene all’uomo che cammina nemmeno di dirigere il suo passo”.

    Tranquillo, il Vero Dio, non sta dalla parte di nessuno: Siamo noi che dobbiamo metterci dalla Sua.
    Se te la ricordi ripassati il Padrenostro soffermandoti sulle prima parte di questa preghiera.
    Quelle richieste si realizzeranno.

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