Non chiamatele maestre! Non lo sono, non ne sono degne e non meritano quei bambini disabili

Il sostegno ai bambini disabili è un argomento che ho già trattato nei miei articoli; poi qualche giorno fa la notizia al telegiornale: false maestre a sostegno dei bambini disabili. Questa è la triste realtà dei fatti: persone che fanno un lavoro che a loro proprio non compete.

Il paese delle false maestre si chiama Lesina, in provincia di Foggia. Ci troviamo in un borgo di seimila abitanti in Puglia e da qui sono state scoperte almeno cento “fasulle” docenti di sostegno ai disabili. Insegnavano ai bambini portatori di handicap in tutta Italia: da Bologna a Firenze, da Treviso a Monza, Piacenza, Forlì, Macerata, Cesena, Pescara e Campobasso, pur senza averne titolo.

Sono anche consapevole che non si tratta solo di un malcostume del sud dell’Italia e lo dimostra il fatto che, dopo gli accertamenti delle autorità, in questo specifico caso le false maestre sono state ben spalmate su tutto il territorio nazionale. Forse dopo questo campanello d’allarme potremmo consigliare al Ministero controlli ferrati soprattutto in casa della politica e nessuna sorpresa o stupore nel trovare casi altrettanto scandalosi anche al nord.

Chi erano questi soggetti? False supplenti che fino al giorno prima lavoravano come bidelle, portalettere, cameriere, commesse, contadine, bariste, pizzaiole, guide turistiche e una di loro ha dichiarato senza esitazione che era stanca di fare quel lavoro, la pizzaiola e le altre invece erano semplicemente disoccupate; l’aspetto davvero grave è che erano tutte senza diploma.Non si tratta di pignoleria, ma occorre essere concreti per ammettere che ci vogliono studi, conoscenze, esperienze e soprattutto occorre sentirla dentro la spinta motivazionale che ti fa credere in quei bambini e soprattutto in quello che si vuole trasmettere loro. Io dico che se proprio ti deve essere garantito un lavoro con la cosiddetta raccomandazione (sarebbe meglio che così non fosse, soprattutto davanti all’incompetenza) che almeno non vada a ledere nessuno.

Certo è che la sicurezza lavorativa farebbe gola a chiunque, soprattutto di questi tempi e tira fuori il peggio di noi. Certezze per sè e per la famiglia che diventano il modo più semplice per i più potenti per appropriarsi degli altri per tutta la vita. Qualcuno colpisce sempre la parte più fragile dell’uomo con fredda, lucida e calcolata consapevolezza e questo mi spaventa, mi fa arrabbiare perchè fatto senza pensare alle conseguenze, ma solo ai propri interessi.

Siamo alle solite; i medesimi raggiri, con tanto di tangente per arrivare al cosiddetto “posto sicuro”, quello statale, che difficilmente ti darà rogne in futuro. E poi se ti va male oltre ai soldi ci sono promesse di voto che, fidatevi, non valgono la scolarizzazione dei bambini disabili.

E allora come hanno fregato gli organi competenti? Per scalare le graduatorie del Ministero dell’Istruzione hanno comprato (pagando fino a 14 mila euro per un titolo di studio) finte lauree, diplomi e titoli di specializzazione in materia di assistenza ai disabili, addirittura stampate presso la cartoleria di Lesina, per poi indirizzarle alle scuole dove presentare la domanda e ottenere così il posto da supplente. Nessun controllo, né verifiche al momento della chiamata e qui scattano le colpe degli organi dello Stato.

Purtroppo poi ci si dimentica che a farne le spese, per le colpe dei grandi, sono i piccoli, ignari della bruttezza di questo mondo. Nel grande imbroglio, scoperto dalla Procura di Foggia, sono caduti almeno 200 bambini portatori di handicap, le loro famiglie, il Ministero, decine di scuole materne ed elementari e una trentina di università (dalla Lumsa di Roma alla Cattolica di Milano, e poi atenei di Padova, Catania, Salerno) e istituti superiori che si sono ritrovati con centinaia di titoli di studio falsificati.

Una truffa di portata notevole e il “cervello della banda” ha un nome e cognome: Anna Maria Stoico, agente della polizia municipale. La scelta di un “capo” con questa posizione nella società sembra, secondo gli inquirenti, non dettato dalla casualità dato che molte false maestre risultano imparentate a finanzieri, carabinieri e poliziotti della zona. Ora la gran parte delle indagate ha già chiesto il patteggiamento e il tribunale di Foggia ha aperto un conto corrente dove far versare volontariamente alle finte docenti i soldi indebitamente presi; i genitori dei bambini portatori di handicap, coinvolti loro malgrado nella vicenda, si costituiranno parte civile.

E se nessuno le avesse scoperte? Sarebbe andato tutto liscio fino al prossimo abuso, maltrattamento o forse no, perchè con un po’ di fortuna sarebbe mancata “solo” la competenza, ma almeno non si sarebbe arrivati ai maltrattamenti. Intendiamoci non sono così ottusa da pensare che chi ha studiato per questo mestiere, ad un certo punto, non possa esplodere e prendersela con i bambini perchè non in grado di gestire un lavoro così particolare, però almeno rispettiamo le regole. Il discorso è lungo e complesso e io ho deciso di parlarne ora e in futuro perchè credo che sia basilare. La scuola è il fulcro per tutti i bambini, da lì si mettono le basi della vita, tanto di più per i bambini più speciali.

Ho realizzato che l’insegnate di sostegno è più di un “insegnante” ed è questa piccola particolarità a fare la differenza e difficilmente le persone la comprendono nel modo corretto tanto da darle il giusto peso. Poi, non credo di dire nulla di strano, se vi ricordo che c’è una nuova generazione, pronta a spaccare il mondo per farlo rigare dritto e con la voglia, la passione di trasmettere qualcosa agli altri ricevendo, aspetto da non sottovalutare, davvero tanto in cambio, andando oltre l’aspetto prettamente economico.

 

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3 risposte a “Non chiamatele maestre! Non lo sono, non ne sono degne e non meritano quei bambini disabili

  1. Buonasera.
    Cara Lena, purtroppo è solo un vecchio film già visto e tutto questo è solo l’inizio di una strana abitudine Italiana, chiamata “il paese dei furbetti”. Viviamo in un paese, dove la corruzione è da sempre la regola e non dobbiamo meravigliarci più di tanto, se succedano fatti del genere. Dopo tutto, la colpa è anche nostra che, nel corso degli anni, le generazioni sono state cieche e sorde
    difronte all’avanzare dei parassiti. Perchè è di questo che stiamo parlando, di personaggi che, la
    loro fortuna è essere raccomandati da qualche ambiguo personaggio che, abituato a vivere alle spalle dello Stato, inserisce nel mondo del lavoro, insegnanti che fino a ieri, facevano le cameriere.
    Gli stessi istituti, diretti da un preside che, messo li dalla politica, si trova nella situazione di non
    potere rifiutare il parassita di turno, acconsente ad assumere gentaglia impreparata e capace solo
    di rubare uno stipendio non meritato. Il fatto che questi personaggi, siano imparentati con agenti
    di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, la dice lunga sulla reale situazione di questo sistema.
    Uomini dello Stato che, dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio ma, ingoiati dalla sana e
    onnipresente corruzione, si lasciano trascinare dai facili guadagni. Ma loro fanno parte di una categoria protetta, quella degli intoccabili e la loro arroganza, porta a questi infausti risultati. Con questo non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Personalmente conosco uomini dello Stato che,
    meriterebbero la medaglia d’oro per quello che hanno dato e che d’anno tutt’ora e aimè, le mele
    marce esistono in qualsiasi categoria. Nessuna esclusa. La cosa che più dispiace è vedere persone
    disabili, in mano a certa gente e sapere che in certi casi, verranno trattati come animali. La nostra
    magistratura, non può e non deve soprassedere a certe vicende e deve usare la mano pesante. Il
    patteggiamento è una cosa che deve scomparire e la persona che commette un reato, deve pagare.
    Troppo comodo patteggiare per vedersi ridotta la pena. Delinquo, tanto sono sicuro che non avrò
    mai la certezza della pena e qualsiasi reato commetta, la mia certezza sarà esclusivamente quella che, presto sarò fuori. L’agente Anna Maria Stoico, deve essere radiata dal corpo dei Vigili Urbani e
    dovrebbe passare almeno dieci anni dietro le sbarre. Dovrebbe rivedere la luce, nel 2024 e con lei,
    tutti i personaggi coinvolti nell’assurda vicenda. Ma, per prima cosa, tutti condannati a risarcire le
    famiglie di tutti i disabili, a suon di euro. Questa sarebbe, vera giustizia. Ma come tutti sappiamo,
    tutto questo finirà immancabilmente in una bolla di sapone.
    Ciao Lena, un abbraccio e buon ferragosto a tutti.

  2. FUGGI DA FOGGIA, NON PER FOGGIA MA PER I FOGGIANI.
    ESPERIENZA DIRETTA CON UNA MIA VICINA.
    LA REGOLA DOVREBBE ESSERE SEMPRE LA STESSA: OGNUNO A CASA SUA. NON TI PIACE? CAMBIALA IN MEGLIO !!!!!!

  3. Questo articolo è tutta verità ma purtroppo in un paese civile come la Finlandia e Danimarca che fanno dell’istruzione e dei bambini risorse per un futuro migliore………………………….ma da noi non esiste quella parola ed è grave!.Quale parola direte voi?,FUTURO dico io!;stiamo arrivando alla frutta pure con quello perché non ci sono certezze e punti di riferimento;tranne far soldi e fregare il prossimo a più non posso!.Punti da seguire non lì abbiamo certo nelle istituzioni e programmi che abbiamo nelle scuole o altro,io mi domando solo dove finiremo e fino a che punto le persone riescano a sopportare tutto quello che le circonda!…………………….ma è logico anche pensare di non esserne coinvolto fai un bel sospiro di sollievo.Ormai questo è un mondo ove se rimani indietro nessuno ti dà una mano a meno chè non dici la parolina magica che è:TI PAGO…………………..e da lì si aprono porte che prima sembravano chiuse o invalicabili.Insomma!,oggi finte badanti-domani finte maestre-poi ci sarà cosa di finto è?………………………….l’unica cosa vera sono quelle poche persone che tentano di migliorare o cambiare questo mondo e lo fanno solo con un SORRISO!.Almeno io la penso così,poi ad ognuno la sua opinione…………………..grazie.

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