Educatori aguzzini con ragazzi autistici; senza la giusta punizione questi ragazzi subiscono due volte

Alcuni lettori del mio blog mi hanno prontamente segnalato la gravità dell’ultimo recentissimo caso di maltrattamenti fisici e psicologici su ragazzi autistici in una struttura. Sto parlando del Centro socio-riabilitativo per giovani disabili “Casa di Alice” di Grottammare, gestito dal Comune attraverso una cooperativa esterna. Il centro ospita disabili affetti da autismo di età compresa dagli 8 ai 20 anni.

Al suo interno è stata scoperta dalle forze dell’ordine, che hanno agito su mandato della Procura della Repubblica di Fermo, anche una cosidetta “stanza di contenimento” buia e stretta, un locale di 7-8 metri quadrati, senza mobili e con una piccola finestra chiusa, la “stanza azzurra” (dal colore delle pareti) dove i ragazzi venivano denudati e rinchiusi, erano anche costretti a fare pipì o spintonati e sgridati. Non ci sono parole! E’ sconcertante! Il locale è stato sequestrato e riaperto dopo avere sostituito e quindi reintegrato il personale allontanato.

Sono le immagini a parlare chiaramente; la Procura di Fermo ha disposto l’avvio di intercettazioni video nei vari ambienti della “Casa”, tra cui appunto la “stanza di contenimento”, che faceva davvero paura ai ragazzi, come è emerso dagli spezzoni delle loro conversazioni. Grazie alle riprese girate di nascosto è stato permesso di documentare numerosissimi episodi di aggressione fisica e psicologica (spintoni, schiaffi, strette al corpo, minacce gestuali) ai danni dei giovani disabili, e l’impiego sistematico della “stanza di contenimento” come strumento per “reprimere” o ”punire” la vivacità dei ragazzi. E’ stato verificato che nei disabili c’era una totale assenza di comportamenti violenti o di azioni che potessero anche solo lontanamente giustificare il loro contenimento, anche per svariate ore, all’interno di quell’ambiente, talvolta denudati dagli educatori e costretti a urinarsi addosso.Il ricorso ai mezzi di contenzione era previsto dal regolamento manicomiale del 1909; prevedeva l’utilizzo di mezzi di contenzione meccanica (tra cui le stanze di contenimento, le camicie di forza ecc.) in casi eccezionali e limitati nelle ipotesi di comportamenti violenti o aggressivi del paziente. Questa norma, e quelle analoghe sull’organizzazione dei manicomi, come ci ricorda il magistrato, è stata abolita con la riforma psichiatrica del 1978. Oggi per fortuna nel nostro ordinamento non c’è più alcuna disposizione di legge ”che implicitamente o esplicitamente autorizzi l’uso di mezzi di contenzione”.

La “casa di Alice” di Grottammare è stata trasferita nella cittadina balneare da San Benedetto del Tronto nel 2004. All’epoca veniva presentata come il “fiore all’occhiello” di un progetto sperimentale che tendeva, attraverso interventi educativi comportamentali, a migliorare il rapporto dei ragazzi autistici con la realtà esterna, in collaborazione con un neuropsichiatra infantile, una psicologa e una psicopedagogista. Mi fa rabbia leggere che chi perpetrava punizioni altamente fuori misura sono persone sì adulte ma relativamente giovani, che dovrebbero già avere acquisito una cultura del rispetto, della tolleranza e dell’aiuto. Tutte persone che hanno veramente sbagliato lavoro e per farglielo capire siamo dovuti arrivare a questo? Ho davvero difficoltà a definirle, dopo tutto ciò che è accaduto, “persone”. Un pensiero mi martella in testa: anche loro avranno una famiglia, dei figli, dei nipoti; il loro comportamento cosa avrà trasmesso? Quale esempio?

La prima realtà è che occorre punire bene, punire giusto. Vediamo se riesco a far capire il mio pensiero. Non credo nella pena capitale che comunque non è presente nel nostro ordinamento giudiziario. Sono gli esempi a parlare chiaro; negli stati dove è presente non ha mai funzionato da deterrente tanto che omicidi, stupri e violenze di ogni genere non sono scomparsi. Credo che anche da noi, con la pena capitale nessuno si sentirebbe influenzato, anzi minacciato a tal punto da non compiere certe azioni; tutto il sistema va rivisto e riesaminato. C’è un problema serio, ormai da troppo tempo legato a moltissime strutture che conquistano le prime pagine dei giornali con questi tremendi fatti di cronaca. Spero che per intervenire nel giusto modo non si debba aspettare il decesso anche di un solo ospite in queste strutture; la soglia è una linea molto sottile, che ci può portare a perdere una persona in un luogo dove abbiamo sempre pensato che fosse al sicuro.

Forse potrebbe essere una soluzione avvalersi di psicologi e psichiatri altamente qualificati e preparati a studiare la mente delle persone, tanto da riuscire a capire quale potrebbero essere le soluzioni da attuare. Loro potrebbero esporci quali sarebbero i deterrenti giusti, dove il sistema dovrebbe andare a colpire per ridurre fino ad annullare certe azioni e comportamenti davvero atroci, perchè lesivi delle persone. Fossi nelle Istituzioni ci penserei, tanto non abbiamo nulla da perdere, fino ad ora non si è fatto altro che istituire commissioni straordinarie, che dopo il fattaccio, devono verificare e riferire allo Stato. Mi sembra che i risultati stiano sempre a zero.

Vogliamo ancora dare a queste persone un semplice buffetto sul sedere come si fa con i bambini? Credo che questa punizione sia una leggerezza da considerarsi troppo fuori luogo, anzi direi quasi una presa in giro. Ecco il problema grave: ogni volta a subire due volte sono proprio quei ragazzi perchè oltre a dovere sottostare ad angherie, non punendo correttamente gli aguzzini, non si fa altro che maltrattarli ancora, ancora, ancora, e ancora. Che schifo!

Le Istituzioni a partire da quelle locali hanno fatto un pessimo lavoro anzi io direi, dati i risultati venuti alla luce, orrendo; hanno fallito e a pagare sono dei ragazzi speciali. Ci vuole sinergia per fare scelte importanti come gli educatori per le strutture di supporto ai disabili. La cooperativa si è avvalsa di personale altamente non qualificato e mi chiedo in base a quali credenziali le abbiano scelte. Poi, nessuno ha mai controllato a sorpresa? Certi compiti vanno supportati, controllati soprattutto quando chi riceve il servizio è un essere umano; non si possono fare errori, bisogna operare nel rispetto dell’individuo.

Gli educatori, alla luce dei fatti, possono solo essere identificati e marchiati come “diseducatori”; so che non sarebbe sufficiente ma forse dovrebbe essere possibile segnalarlo in modo preciso e dettagliato addirittura sulla fedina penale, per essere a sua volta facilmente individuato, nel momento in cui si ritroveranno di nuovo alla ricerca di un altro posto di lavoro, in particolare a contatto con le persone. Cosa dite, dovrebbe essere lo Stato a riqualificare certe persone, costringendole a svolgere il lavoro per il quale si è arrivati in precedenza ad una condanna? Della cosiddetta rieducazione, cosa ne dite? Oppure meglio voltare pagina e indirizzarli verso lavori senza contatto umano così particolareggiato?

Credo che occorra far capire che certi atteggiamenti, comportamenti o addirittura modi di vivere lasciano il segno e indietro non si può tornare, altrimenti sarebbe troppo semplice, non credete? La fiducia va conquistata e quindi occorre lavorare sodo. Non si possono trattare le persone come fossero sacchi di spazzatura; ogni lavoro a le sue peculiarità e questa è la prima cosa da valutare quando si va alla ricerca di un impiego. In questo caso specifico credo si tratti di persone messe lì con casualità e leggerezza, giusto perchè avevano bisogno di un lavoro, uno qualsiasi. Mi dispiace deludere qualcuno ma la realtà è che lo stipendio occorre sudarselo, non può rappresentare un regalo se no saremmo circondati da una marea di incompetenti e fannulloni.

Vi lascio ricordandovi che i veri protagonisti di questa terribile storia di vita sono i ragazzi che, ponendo qualche riflessione, dovremmo ammettere che resteranno segnati da ciò che hanno subito. Non vorrei che passasse il messaggio troppo semplicistico che, siccome si  tratta di disabili autistici, sicuramente non hanno capito ciò che è stato fatto loro e che non lo ricorderanno. Mi dispiace dirvi che questi non sono solo episodi di vita ma veri traumi in special modo per persone con un livello di sensibilità molto alto. E’ proprio per quei sentimenti accentuati che sono insiti in loro che generalmente li definiamo speciali e non giusto per riempirci la bocca. Adesso per questi ragazzi come si procederà? Cosa si farà? Siete sicuri che sarà facile inserirli in una nuova struttura senza la loro ben che minima reazione? E’ impossibile! Gli è stata rubata la fiducia e l’amore che ripongono nelle persone che li circondano. Per i familiari sarà un lavoro duro e doloroso perchè è possibile che, dopo tanti traguardi raggiunti in autostima, fiducia, sicurezza, potrebbero ora subire una battuta di arresto o addirittura una regressione e chi li rimborserà di tutto questo?

Mi auguro che chi si occuperà da ora in poi di questi ragazzi meriti davvero la loro fiducia e l’affetto che sono pronti a donare. Speriamo che i prossimi siano davvero meglio dei precedenti. Basta fallimenti!

 

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4 risposte a “Educatori aguzzini con ragazzi autistici; senza la giusta punizione questi ragazzi subiscono due volte

  1. Buongiorno.
    @ Lena Sarcinella.
    Questo bellissimo e interessantissimo blog, mi sembra formato da persone troppo buone e allo stesso tempo, troppo permissive nei confronti di chi usa, violenza gratuita nei confronti dei più deboli. Cara Lena, la mia curiosità mi porta a chiederti una cosa. La tua frase “Senza una giusta punizione questi ragazzi subiscono due volte” è senza dubbio, giustissima e mi trova perfettamente in sintonia con te. Quello che, desidero chiederti è semplicemente questo. La tua giusta punizione, fino a dove arriva ? Personaggi del genere, meritano di essere reintrodotti nella società ? e sopratutto ancora vicini a ragazzi, sensibilmente deboli ? voglio ribadire una cosa. Questi infami rifiuti della società, tra non molto, con qualche aiuto di avvocati con il pelo sullo stomaco, li ritroveremo in giro, come se nulla fosse successo. Non mi meraviglierei se, la colpa di tutto questo venisse imputata agli stessi ragazzi autistici. Non sarà difficile, trovare un giudice che, vista la difficoltà di gestire questi ragazzi, dia il via a un patteggiamento, o peggio ancora, giustifichi l’operato degli stessi educatori. In questo Paese, non va dato nulla per scontato. Sopratutto quando si tira in ballo, la macchinosa macchina della giustizia.
    Cordialmente.

  2. :X Siamo sempre lì: La nostra società È IPOCRITA fino alla radice. Ci vuole un governo che abbia la capacità di individuare elementi marci dentro e li tolga di mezzo DEFINITIVAMENTE. Inoltre occorre un governo che dia alla medicina le capacità di curare le cause delle malattie ed elimini ogni forma di ingiustizia, desiderato ed invocato da molto. Fino ad allora l’unica cosa realistica che possiamo fare è vivere secondo la… provare per credere, Regola Aurea.

    Sì, lo so che sono monotona ma non sono l’unica 😉

  3. Buongiorno.
    Giuste punizioni, tolti definitivamente di mezzo. I vostri propositi sono ammirevoli ma, allo stesso tempo, non chiariscono minimamente quali sarebbero i comportamenti da prendere, nei confronti
    di veri e propri animali. Anch’io non vorrei essere monotono (ma lo sono) e la mia soluzione è e sarà sempre quella. Devono pagare con vent’anni di galera e nei casi peggiori, devono dare l’addio
    alla vita. Solo in questo modo, avremo la certezza di un Paese giusto e timoroso delle regole. In questo momento, stiamo vivendo, in completa anarchia. Ognuno fa quello che vuole e calpesta il
    più debole, tanto sa che non verrà mai punito. Si deve usare il bastone, la carota la useremo quando
    la gente sarà più responsabile e consapevole del fatto che, usare violenza gratuita, si dovrà pagarne
    il prezzo. Eliminare ogni forma di ingiustizia, sarebbe una cosa degna di un Paese civile ma come
    possiamo pensare che, l’ingiustizia venga eliminata, quando le persone che la combattono, sono
    totalmente permissive nei confronti di chi delinque. Si deve recuperare la persona che commette
    un reato ? quella persona che ha inventato questa regola, andrebbe condannato all’ergastolo.
    Cordialmente.

  4. Ebbene signori avete tutti ragione!,ma se il marciume parte dal governo stesso non sorprendiamoci di nulla!……………………….pure io sarò ripetitivo nei miei interventi ma se non ci svegliamo noi italiani e tutti insieme serve solo dire la parola BASTA!.Sù bella gente e andiamo!…………………ma sìì belle parole e restano tali.Però quando subiremo noi che reazione avremmo è?……………………pace e bene a tutti!!!!!!!!!!.

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