Un modello personalizzato di scuola media-laboratorio per le persone con “particolari difficoltà”.

Quante volte abbiamo affrontato il discorso sulle problematiche delle scuole? Davvero tante e ancora ne parlerò perchè si sente già nell’aria che, nonostante il cambio di governo, del Ministro dell’istruzione, per i disabili non ci sia l’intenzione di rottamare nulla anzi, per questa categoria specifica si cerca sempre di riciclare. E’ vero che l’anno scolastico è finito da poco, ma è già ora di organizzarsi per l’avvio di quello nuovo a settembre.

Oggi vi presento una nuova struttura per la quale il 9 luglio era prevista l’inaugurazione. Vi starete chiedendo:”Una scuola statale nuova nuova? Ma dove?”. Mi dispiace deludervi ma siamo concordi solo con il nuovo, ma proprio per questo non è frutto di una idea dello Stato.

La Fondazione don Gnocchi ha inaugurato, supportata da Fondazione Cariplo e Fondazione Ernst&Young Italia Onlus, impegnata in iniziative per giovani in situazioni di disagio, a Milano una nuova proposta formativa (una sua iniziativa) per adolescenti a rischio o con disabilità neuropsichica che faticano a completare l’obbligo scolastico e hanno già lasciato i banchi. Avrà sede fisica presso il Centro “Vismara-Don Gnocchi” di Milano e coinvolgerà, dal prossimo autunno fino al mese di giugno 2015, 30 minori segnalati dalle scuole medie di appartenenza, tutte della zona di Rozzano e Gratosoglio, con il supporto del Comune di Milano.

Il Centro “Vismara” è una struttura situata nella periferia sud di Milano estesa su una superficie complessiva di 240 mila metri quadrati. Il compendio è di proprietà dell’Opera Diocesana e viene attualmente utilizzato per attività di tipo sportivo e per attività di tipo sociosanitario-assistenziale (Centro Diurno Disabili, Comunità Socio Sanitaria e Riabilitazione ambulatoriale accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale), affidate dal 1° giugno 2013 alla Fondazione Don Gnocchi.

Un modello personalizzato che si affianca alla scuola tradizionale, per rafforzarla; se ne parlava da tempo ed ora eccoci allo start: “Una scuola-laboratorio per adolescenti a rischio”, iniziativa di supporto alla formazione tradizionale che mira ad accompagnare al completamento della scuola dell’obbligo gli adolescenti con disabilità neurologica o neuropsichiatrica, in condizione di disagio sociale e rischio di emarginazione.Si tratta di una nuova forma di scuola pensata per i ragazzi che hanno già abbandonato la scuola tradizionale, come spiega Lino Lacagnina, responsabile del Centro. L’abbandono scolastico in tutta Italia è un problema particolarmente difficile da contrastare là dove al disagio sociale si associano patologie neurologiche e neuropsichiatriche, spesso non diagnosticate e riconosciute. Per questo è importante intervenire precocemente, con modelli che si affianchino alla scuola tradizionale e la supportino.

La fondazione don Gnocchi ci spiega che la scuola-laboratorio sarà fortemente individualizzata e molto lavoro verrà svolto a domicilio. Non solo quindi una risposta all’obbligo della terza media, ma il coinvolgimento dei ragazzi in un percorso di partecipazione.

Per completezza della informazione è corretto segnalare che a presenziare la cerimonia di inaugurazione erano previste diverse personaità: Mons. Angelo Mascheroni, vescovo ausiliare emerito della Diocesi di Milano; Marco Granelli, assessore alla Sicurezza, coesione sociale e Volontariato del Comune di Milano; Donato Iacovone, Ceo EY Italia e EY Mediterranean Managing Partner; Mons. Angelo Bazzari, presidente Fondazione Don Gnocchi Onlus.

Certo che c’è da riflettere. Perchè si è dovuti arrivare a creare una scuola a se’ per evitare l’esclusoione di tanti studenti dalle comuni scuole? Non si poteva inserire personale specializzato e qualificato negli istituti già esistenti? A quanto pare no. Perchè lo Stato non ha provato a trovare gli stessi mezzi e le stesse nuove e valide soluzioni? Con tutte le commissioni, i tecnici e gli esperti delle Istituzioni che noi paghiamo a caro prezzo almeno ci aspetteremmo che lavorassero con buoni risultati. Ci vuole voglia, interesse e partecipazione e io non li vedo. Lo Stato e la sua arretratezza sul tema disabilità ha portato a tutto questo. Ed eccomi qui ancora una volta a pensare: mi pare di capire che fino ad ora contro lo Stato nessuo ha vinto e si sono dovute trovare sempre soluzioni alternative ovviamente togliendo il fastidio allo Stato.

Mi domando:”Ma è giusto sempre risolvere i problemi dello Stato quando lui i nostri, il più delle volte, invece di risolverli ce li complica?” Io ormai ho la certezza, dopo averne viste e sentite tante, che la disabilità rappresenta un vero e grosso fastidio per le Istituzioni e in questo caso, dato che è evidente che a loro fa comodo, sono disposti a lasciare ad altri il compito; è talmente conveniente che altri si prendano la responsabilità tanto da non soffrire la mancanza di merito. Che peccato! Per una volta lo Stato poteva essere meritevole per qualcosa di davvero importante e soprattutto molto atteso.

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7 risposte a “Un modello personalizzato di scuola media-laboratorio per le persone con “particolari difficoltà”.

  1. Buongiorno.
    Le religioni, di qualsiasi tipo e credo, servono solo ed esclusivamente ad affondare la libertà di una
    persona. Sono duemila anni che, in nome della religione, si commettono atti atroci e giornalmente
    assistiamo a una vera e propria carneficina. Basta vedere, cosa stà succedendo in questi giorni tra
    ebrei e palestinesi. Una vera e propria strage di bambini, vittime innocenti di una stupidità infame e
    sorda, giustificata solo ed esclusivamente, in nome di un dio che non esiste. Questo comportamento
    è il frutto di una vera e propria ignoranza collettiva e fino a quando, il mondo intero sarà legato dalla
    religione, non ci potrà essere un vero rinnovamento culturale e tutto questo porterà alla distruzione
    di popoli e intere culture. Il disabile, non deve seguire la religione. Sono uguali in tutte le parti del mondo e i loro problemi non cambiano, a prescindere dal credo religioso. In un Centro dedicato al
    benessere e al miglioramento della vita di una persona meno fortunata, la religione non può e non
    deve entrare. Si deve essere tutti uniti per un solo scopo. Anche se, personalmente sono dell’opinione che, prima di tutto bisogna occuparsi dei disabili di casa nostra e quando ci saranno le
    possibilità economiche, vedremo sul da farsi. E questo, ribadisco che non sia una scelta dettata dalla
    religione ma, solo ed esclusivamente dall’amore per la mia Patria. Se un giorno un personaggio che
    vorrà impormi la sua fede religiosa e userà intimidazioni e violenze, sarò pronto alla guerra.
    Cordialmente.

  2. Buongiorno.
    @ Saverio.
    Non bastano dieci parole per giustificare il suo commento. Bisogna spiegare il perchè, altrimenti la
    figura dell’ignorante, la fa sicuramente lei. Sono convintissimo che, qualsiasi religione sia il verocancro della società. Le faccio una domanda, quanti cristiani o musulmani, vivono secondo le regole che la religione impone loro ? personalmente, non ne conosco. La stragrande maggioranza delle persone che alla domenica si presentano al cospetto di Dio, durante la settimana, commettono una marea di peccati. E questo comportamento, ha un solo nome. Ipocrisia. E non mi dilungo ulteriormente, sul comportamento di certi preti che, predicano bene ma, razzolano male. Le religioni
    sono le illusioni dei poveri.
    Cordialmente.

  3. Buongiorno Marco,
    Mi piacerebbe offrirle da bere per poter confrontarmi con lei, qui per quanto si possa scrivere non basterebbe tutta la pagina.
    Ho letto i suoi commenti, bene mi dica allora cosa non è un cancro o un’ illusione su questa terra….la politica? Il tifo? Il lavoro? ….potrei continuare all’infinito il problema non è la religione è l’uomo che ha sempre ammazzato, schiavizzato e quanto altro in nome di quello che gli faceva comodo solo per coprirsi la coscienza. Non ho mai visto nessun Dio scendere e dire a qualcuno ammazza l’altro, ma di uomini si!
    Gli esempi che fa lei valgono sempre per qualunque uomo che indossi l’abito talare o no…dare la colpa alla religione è troppo semplice ci si nasconde dietro un dito, e si da forza all’ipocrisia ormai regnante
    Buona giornata

  4. Buongiorno.
    @ Saverio.
    Non è detto che un giorno non ci potremmo incontrare. Sono sempre pronto al dialogo e se l’argomento è interessante come in questo caso, sarei ben felice d’incontrarla. Il problema principale
    è molto semplice. Ogni religione ha il suo Dio e quello che mi sono sempre chiesto, perchè deveessere riconosciuto il Dio cristiano, come salvatore dell’umanità e non un Dio diverso dalla nostra cultura ? da quando veniamo al mondo, ci insegnano che l’uomo è stato creato da Dio, ma con quali prove ? l’unica cosa che, ci mettono d’avanti è la Bibbia, un libro scritto da chissà chi. In pratica, non esiste nulla di concreto e palpabile, sono solo leggende raccontate per esercitare la paura di finire all’inferno.Non possiamo pensare che il Cristianesimo sia la base di tutto il mondo, anche il Buddista e l’Indù, credono in un loro Dio. E perchè noi cristiani, dobbiamo avere l’arroganza di pensare che solo noi siamo nel giusto e tutto quello che è diverso da noi, sia sbagliato ? Sono pienamente d’accordo con lei che, sono gli uomini che ammazzano e peccano ma, sono gli stessi che ogni domenica, si presentano in chiesa. Le persone che indossano l’abito talare e si comportano in modo disgustoso, lo fanno in nome di Dio, per scelta di vita e di credo. E questo comportamento a me personalmente, non va giù. Preferisco non farmi coinvolgere dalla religione e seguire l’insegnamento datomi da i miei genitori. Sono anni che vado dicendo che, l’ipocrisia è la regola incontrastata di questo mondo e la stessa la vedo spesso nelle persone che credono fermamente in Dio. Chissà come mai ? essere ateo, non significa essere una cattiva persona, significa solo ed esclusivamente, non credere alle favole. Quelle le riservo ai bimbi, per farli addormentare. Buona giornata anche a lei.
    Cordialmente.

  5. Buongiorno.
    @ Lena Sarcinella.
    E ancora una volta la storia si ripete. Ad Ascoli Piceno, un centro per la riabilitazione di ragazzi autistici è stato indagato per maltrattamenti da parte del personale che, avrebbe dovuto prendersi cura degli stessi ragazzi. Dalle riprese fatte dalle telecamere, posizionate dalle forze dell’ordine per monitorare queste riprovevoli situazioni, emerge un risultato a dir poco agghiacciante e scandaloso. Insegnanti che rinchiudevano i ragazzi semi nudi in una stanza e altrettanti che venivano picchiati solo perchè, volevano alzarsi dalla sedia. come possiamo pensare di costruire delle strutture per aiutare i meno fortunati, se esistono infami personaggi che, trattano le persone come animali ? se la giustizia, non si mobilita per condannare in modo esemplare questi animali, la cosa si ripeterà all’infinito e questo comportamento, diventerà un abitudine. Piuttosto che, finire in una struttura del genere, preferirei morire, senza se o senza ma. Il direttore di questa struttura, deve essere condannato all’ergastolo e con lui, tutti i componenti della baracca. Nessuna pietà per gli infami. Ormai questi fatti, sono all’ordine del giorno e pensiamo per un attimo a tutti quelli che non conosciamo. L’omertà che spesso è una reale realtà, coinvolge, insegnanti, direttori e spesso anche i genitori degli stessi pazienti. Avete capito bene ! spesso i parenti e i genitori dei pazienti, pur di non avere sulle spalle la responsabilità di un disabile, sanno ma tacciono. In alcuni casi, abbiamo assistito genitori che, difendevano l’operato degli addetti ai lavori, pur avendo in mano prove schiaccianti del loro vile comportamento. Queste persone, permettetemi, mi fanno schifo e personalmente le eliminerei. Modelli personalizzati di scuole per disabili ? prima di tutto, valuterei a 360° la reale capacità di un insegnante o infermiere, nel rapportarsi con un disabile e se dovessi trovare anche un minimo segnale di mancata professionalità, l’unico lavoro che potrebbero fare, sarebbe, senza dubbio, quello del disoccupato.
    Cordialmente.

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