L’appello di Jacopo:”Basta mezzi inaccessibili! Potrei restare per sempre single!”

La provocazione di Jacopo potrebbe sembrare uno scherzo ma non lo è; ha solo scelto un nuovo modo per richiamare l’attenzione dello Stato. Jacopo Melio, 24 anni, blogger toscano disabile, single, è stanco di queste maledette barriere architettoniche e di essere costantemente discriminato. Jacopo è solo arrivato alla conclusione che tutto ciò che condiziona la sua vita dipende dall’inclusione tanto negata alle persone con disabilità.

Il ragionamento non fa una piega, le barriere architettoniche limitano assolutamente l’inserimento delle persone disabili e Jacopo, con la sua provocazione, ci fa notare che ne limita e ostacola anche gli incontri con nuove persone, fino ad ostacolare anche una possibile vita affettiva.

Mi sono accorta che è estremamente difficile far capire che il termine “barriere architettoniche” non è così povero di significato e Jacopo in questo mi ha dato una mano. E’ estremamente importante far capire a tutti che non corrisponde a nostri semplici capricci ma limitano assolutamente il vivere. Vivere è un termine grande e importante che racchiude davvero tanti concetti.

Jacopo abita nella provincia di Livorno e in più di una circostanza ha avuto non pochi problemi di spostamento a causa di barriere architettoniche nei trasporti pubblici. Si chiama #vorreiprendereiltreno ed è l’hashtag che simboleggia la battaglia per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Dopo che Jacopo ha lanciato su twitter il suo hashtag, in centinaia hanno risposto condividendo la sua battaglia, nata anche grazie al suo blog, dove scrive: “Sono single per colpa degli autobus: politici, aiutatemi!!”.La sua battaglia, che dovrebbe essere di tutti, è stata adottata dal presidente della Regione Enrico Rossi, che su Facebook ha scritto: “Questa è una battaglia di civiltà condotta in modo civile. Grazie Jacopo. Sono con te!”.

Qualche settimana fa su twitter Jacopo ha avuto il piacere di scambiare due brevissime battute con Maria Chiara Carrozza, ex Ministro dell’istruzione; giusto per ricordarle quanto sia difficile la vita dei comuni cittadini, troppo spesso trattati con pesi e misure diverse rispetto alla classe politica. Sono convinta che tutti sanno che questo è un bel vizietto all’italiana che se visto da fuori, con lucidità e imparzialità, fa rabbrividire. Se poi il cittadino è disabile viene costretto ad affrontare, oltre ai classici problemi quotidiani, ogni genere possibile di barriera: da quella architettonica a quella culturale e sociale. Concordo con Jacopo che da questo con estrema facilità si passa al ridicolo: anche la normale abitudine di prendere un mezzo di trasporto pubblico, diventa una vera impresa se non addirittura un’utopia!.

Io credo che nella vita di chiunque ci debba essere un rapporto equo tra diritti e doveri. Io sono molto daccordo sul fatto che ci debbano essere regole (doveri) per vivere in una ampia comunità,chiamata paese, ma sempre nel pieno rispetto dei diritti, vietando assolutamente di annientare o ledere le persone. Purtroppo questo sembra essere un concetto molto complesso e ancora di più il problema barriere architettoniche, dove c’è totale sordità.

La provocazione del nostro giovane disabile, nel suo blog, si rivolge direttamente ai politici mettendoli di fronte a fatti più che concreti perchè vissuti. “Cari politici, se non volete sforzarvi di immaginare cosa significhi dover chiamare ogni santa volta una stazione ferroviaria per sapere se, a una cert’ora, il treno sarà attrezzato con una pedana; se non riuscite a comprendere il disagio di aspettare una, due, tre fermate in più sperando che il bus successivo sia finalmente quello agibile; se la vostra vescica non è abbastanza ‘elastica’ da immedesimarsi in una che, per un bagno non a norma in un vagone, è allenata per trattenere la pipì per intere tratte… Cercate almeno di capire quanto, a lungo andare, sia triste essere single. Sì, avete capito bene. Se io sono single, “per scelta”, vostra ovviamente è solo colpa degli autobus!! Pensateci bene… Io sono stanco di tutto questo. La ragazza dei miei sogni, se non monto su un mezzo pubblico, proprio non la potrò mai trovare.  Alla fin fine come è che si dice? Quando c’è l’amore c’è tutto… e allora lasciatemi almeno quello”.

Sarebbe divertente creare addirittura un motivetto, un rap su questa, simpatica sì ma, tanto importante e intelligente provocazione che pone l’attenzione su una tematica estremamente importante perchè molto esclusa dai discorsi della politica; tutto va in proporzione. Sarebbe un ottimo spunto per lanciare una bella campagna originale contro le barriere architettoniche. Come si dice chi ben comincia è a metà dell’opera, quindi perchè non provare; di idee ce ne sono state tante di tanti e a questo punto non c’è niente da perdere anzi, l’impegno profuso da parte nostra deve essere necessariamente sempre in crescendo, quindi si accettano volenterosi abili e disabili.

 

 

 

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Una risposta a “L’appello di Jacopo:”Basta mezzi inaccessibili! Potrei restare per sempre single!”

  1. Buonasera.
    Che le barriere architettoniche siano un vero e proprio ostacolo per i disabili, concordo pienamente ma, la frase di Jacopo, “se sono single è colpa degli autobus”, mi sembra alquanto azzardata e sono certo che trovare un alternativa al problema, non dovrebbe essere impossibile. Ci sono milioni di disabili che, muovendosi giornalmente nell’intrecciato mondo dei trasporti, cerca in tutti i modi di combattere l’ignoranza delle istituzioni, senza farne un dramma. Pensiamo a quelli che hanno un lavoro e si trovano nella situazione di dovere accedere ai mezzi pubblici e si trovano in situazioni, davvero precarie. Incontrarsi con una ragazza, non dovrebbe essere una cosa impossibile e credo che sia molto più semplice, rispetto a essere obbligati a usare i mezzi, tutti i santi giorni. E’ ovvio che, le barriere architettoniche sono e saranno sempre, un grosso impedimento per chi è costretto su una sedia a rotelle e questo comportamento da parte dei nostri Comuni, debba inevitabilmente cambiare. I diritti dei disabili, non si toccano e si deve dare agli stessi, la possibilità di vivere una vita, senza intralci burocratici e strutturali ma, allo stesso tempo, ci vuole un minimo di partecipazione, anche da parte del disabile stesso. Purtroppo, certe scomode situazioni, le avremo sempre d’avanti ai nostri occhi e non sarà facile eliminarle tutte. Quando si parte per un radicale progetto di una città, (vedi Milano) i problemi per migliorare la vita di un disabile, sono tra gli ultimi presi in considerazione. Quello che si dovrebbe fare è semplice. Ogni volta che si progetta il cambiamento di una città, bisogna affiancare al team incaricato alla realizzazione, un disabile che abbia le idee chiare e con il suo aiuto, consigli come realizzare lo stesso progetto. In altri paesi, questo comportamento è già in atto da parecchio tempo e il risultato, gioca a favore del disabile stesso. Barriere architettoniche, quasi inesistenti.
    Cordialmente.

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