Caro Premier: “La disabilità nelle scuole l’ha volontariamente trascurata?”

falso_invalido226Lo Stato, le Istituzioni mettono un grande impegno, lavorando in maniera coscienziosa, oculata, precisa nel mondo della disabilità; peccato che lo facciano nel senso sbagliato, diciamo che vanno contromano, in una direzione che è da violazione di tanti diritti e normative. Insomma, non siamo mai presenti nell’interminabile elenco delle priorità del bel Paese.

Mai disposti a spendere, investire e soprattutto a non discriminare e a dimostrarlo sono anche le numerose bacchettate della Unione Europea, che evidentemente non interessano a nessuno al punto tale di ritirarle in un cassetto. Il disabile non va bene qua, non va bene là, insomma avessero il coraggio di dircelo francamente: “Non vai bene, punto e basta!”.

Speriamo solo che, oltre a controllare le nostre condizioni di vita e devo dire lo fanno davvero male, direi un tentativo assai goffo e inesperto, non prendano l’assurda decisione di gestire la nostra mente, per pensare al posto nostro credendo di essere più bravi di noi. La vedo dura; li stupirebbe vedere che i nostri pensieri sono molto lontani da quelli di lor signori.

Dopo questa introduzione, a mio avviso necessaria, entrerei un po’ più nello specifico.Sono davvero inquietanti le notizie che arrivano dal mondo della scuola per bambini e ragazzi disabili. Qualcuno, e non parlo di noi comuni cittadini, si è accorto che da nord a sud di questo Paese non si fa altro che negare il diritto allo studio ai disabili?Da cosa dipende? E soprattutto chi ce lo dovrebbe spiegare? Sarà colpa dei numerosi e continui tagli? O del numero assai ridotto di personale qualificato?

Credo che i tagli dovrebbero essere apportati per eliminare gli sprechi e questo, di conseguenza dovrebbe migliorare i servizi, quindi gli insegnanti dovrebbero essere qualificati, realmente scelti per merito e per le ottime competenze. Ma io, sinceramente, tutto questo lo sto ancora aspettando e soprattutto non riesco proprio a vedere dove si annida la grande difficoltà, per la quale non si riesce ad agire in tal senso.

La riqualifica delle strutture scolastiche sembra essere un aspetto interessante per il nostro nuovo Premier; mettere in sicurezza è sicuramente una priorità dati i tragici accadimenti avvenuti in passato per incuria, negligenza e consapevole incoscienza. Ci sono scuole che cadono a pezzi o quasi e soprattutto costruite senza rispettare le norme.

Sotto questo aspetto possiamo solo augurarci che questa sia la volta buona e ci scuserà il nostro Presidente Renzi se risultiamo, perchè lo siamo realmente, assai diffidenti; di false partenze nel nostro Paese ce ne sono state tante e soprattutto ci auguriamo che in questa ennesima occasione si faccia davvero attenzione a ciò che si fa o meglio che si operino i giusti controlli, senza più sviste o chiusure di occhi, dello stile non vedo, non sento, non parlo, perchè ci ha veramente stancato. Esasperati dal non è mai colpa di nessuno; se l’errore c’è, qualcuno deve assicurarci che si farà pagare il giusto prezzo per averlo commesso.

Ma eccomi all’argomento che mi sta davvero a cuore. Non ho invece sentito alcun accenno da parte di Renzi, e mi scuso se dovessere essere una mia svista, alla scuola intesa come qualità del servizio per i disabili. Questa sì che verrebbe ricordata come una grande novità del governo Renzi.

Ci sono ragazzi disabili parcheggiati nelle scuole, senza fare nulla, senza dare nulla di ciò che spetta loro; di cosa si tratterà mai? Caro premier “l’istruzione”, sconosciuta e agoniata da tutti quei genitori di bambini disabili. Esistono programmi mirati per gli studenti con le più diverse disabilità, ma questo sembra non importare a nessuno. Presidente Renzi mi tolga una curiosità: “Anche Lei pensa che sia tempo perso insegnare ai disabili e che quindi siano soldi sprecati?” Mi auguro di no. La disabilità ha una intelligenza tutta sua, con parametri e particolarità dal significato davvero rilevante. L’incapacità di cogliere tutto questo è data dal fatto che non ci si presta abbastanza ad osservare per capire, perchè convinti di perdere solo tempo.

Occuparsi dei bambini disabili non è e non sarà mai uno spreco di tempo perchè è un vero accrescimento culturale e soprattutto umano, per il bimbo, ma soprattutto per chi lo segue.

I fatti realmente posti in essere sono tanti per questo mio scritto, dovrei poterLe parlare di persona per affrontare davvero bene tutta la complessa questione. Ora però Le voglio donare uno dei fatti più significativi.

Era il mese di febbraio, quindi mi auguro che il diritto negato sia già stato vinto, quando Il Fatto Quotidiano donava a tutti noi la notizia che una scuola di Napoli nega la scuola ai disabili. Si tratta di un Liceo Artistico, che in assenza del servizio di assistenza materiale per gli alunni con disabilità individua le uniche due soluzioni alternative:

– un genitore o un familiare in servizio permanente a scuola per rispondere ai bisogni dell’alunno non autosufficiente;                                                                                                                            – creazione di un fondo costituito dai soldi dei genitori per pagare un assistente privato.

Questo è quanto comunicato dalla scuola ai genitori degli alunni. Concorderà con me che non ci sia bisogno di utilizzare tante parole di contorno; anche la dialettica più forbita qui viene meno.

Dopo questa narrazione, correlata di fatti, crede che ci siamo guadagnati un posto nel lungo elenco delle Sue priorità? Oppure siamo ancora carenti di qualcosa, quel non so che necessario a vincere la gara? Vince sempre il più forte, chi ha l’appoggio maggiore e migliore. Pensa che sarà possibile confrontarsi con il neo Ministro all’Istruzione?

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8 risposte a “Caro Premier: “La disabilità nelle scuole l’ha volontariamente trascurata?”

  1. Carissima Lena,
    ti ringrazio per aver introdotto la problematica della disabilità nelle scuole che è altrettanto attuale come qualsiasi disabilità in qualsiasi ambito.

    Penso che la disabilità nelle scuole vada affrontata in una maniera estremamente articolata. Mi insegni che le disabilità non sono tutte uguali, pur avendo come denominatore comune il diritto al rispetto più assoluto, almeno in un contesto che pretende di definirsi “civile”.

    Nel mio immaginario, la scuola che accoglie nel senso più umano del termine l’alunno disabile, è tenuta ad effettuare preventivamente un’analisi della problematica specifica di quel ragazzo o di quella ragazza (naturalmente questo vale anche per bimbi piccoli, già sin dalla materna).
    La suddetta analisi deve avvalersi di una serie di conoscenze, a partire dalla documentazione medica riguardante l’alunno/a supportata dal personale medico che lo ha in cura e portando in conto tutto ciò che rientra nel suo vissuto quotidiano: abitudini particolari, luoghi extra-scolastici frequentati, situazione familiare ed eventuali difficoltà che la famiglia affronta quotidianamente.

    Nel momento in cui la scuola ha acquisito tutte le conoscenze necessarie, deve essere pronta per progettare la rete specifica che dovrà gravitare intorno all’alunno. Questa rete dovrà per forza essere costituita da diverse figure a seconda delle peculiarità dell’alunno.
    Il singolo insegnante di sostegno, per quanto animato da estrema passione nel suo lavoro, non può essere anche logopedista, psicologo, neuro-psichiatra, psico-terapeuta, assistente sociale e via dicendo.

    La scuola perfetta, in un mondo perfetto, si attrezza di tutto il personale necessario con le dovute competenze specifiche che lavora in stretta collaborazione con la scuola e la famiglia, oltre a fornirsi dello specifico materiale didattico a seconda dei casi, perché questo materiale esiste (mi vengono in mente ad esempio le carte geografiche in rilievo per gli alunni non vedenti, si usano in qualche scuola?)

    Va da sé che tutto questo richiede l’impiego di tante risorse.
    Allora la domanda è molto semplice:
    ESISTE LA SINCERA VOLONTA’ DI IMPIEGARE QUESTE RISORSE?
    BASTA RISPONDERE SI’ O NO

    Per chi pensa che sia una perdita di tempo e di soldi posso solo rispondere che da queste perdite siamo sommersi ogni giorno soprattutto nei contesti che amiamo definire “normali”. Se vogliamo rimanere nell’ambito della scuola perché non pensiamo un attimo a tutti quegli studenti cosiddetti “normodotati” che scaldano il banco semplicemente perchè non hanno voglia di studiare (pur avendone i mezzi e le capacità)?
    Sia ben chiaro, non sto dicendo che tutti gli studenti “normodotati” non hanno voglia di studiare, ma ammetterete che ce ne sono abbastanza che vanno avanti a furia di spinte e non si sa cosa abbiano appreso a conclusione degli studi.

  2. Buongiorno.
    Il problema della scuola è infinito e dopo i tagli della Gelmini, si è visto un totale disinteresse per dare
    un segno positivo a una cosa che, dovrebbe essere il fiore all’occhiello di un Paese civile. Purtroppo è
    palese che tutto questo sia il frutto del poco interesse che, la politica e le Istituzioni, hanno nei
    confronti dell’istruzione e per gli studenti così detti “normali”. E’ normale che, un ragazzo che esce dalla scuola e cerchi di inserirsi nel mondo del lavoro, non sappia fare niente. Hanno finanziato con un
    grosso sperpero di milioni di euro le scuole private e hanno volutamente tralasciato le scuole statali.
    Considerando che, il disabile è visto in modo strano e spesso è considerato come un peso morto, non
    dobbiamo meravigliarci se la nostra politica si dimentica di loro. Pensare che, in un momento così
    fragile per il Paese, ci sia l’interesse per la scuola o per il disabile è pura e semplice utopia. Abbiamo
    istituti statali a Milano dove, i ragazzi sono costretti a portarsi la carta igienica da casa o addiritura i
    fogli per le fotocopie. Parlare di risorse e come impiegarle è pura follia. Crescere un bimbo disabile,
    costa molti soldi e questo è un fatto che, alle nostre Istituzioni da fastidio. I soldi per migliorare la
    vita di molti meno fortunati ci sarebbero ma, prima di tutto devono essere usati per i benefici della
    casta. A questi personaggi, non interessa se anche oggi, un padre di famiglia a Roma, ha ucciso il figlio disabile di 36 anni e la moglie. La cosa importante è tutelare in tutti i modi, i loro faraonici
    stipendi. Come possiamo parlare dei diritti dei disabili nelle scuole, quando abbiamo gentaglia del genere che, manda avanti l’Italia ? fino a quando non cambieremo il sistema, tutto rimarrà immutato.
    Cordialmente.

  3. caro Matteo Renzi , vogliamo parlare di chi soffre di epilessia generalizzata e prende farmaci che rallentano l’apprendimento e vuole continuare gli studi andando all’università senza veder riconosciuto questo handicap????

  4. @LUCA: più che Matteo Renzi, avrei cominciato il tuo significativo ed incontestabile intervento con “cari presidenti riuniti” perchè, tanto, se ne fregano tutti. Bello il tuo intervento ed avvalorato anche dal fatto che, a chi soffre di Epilessia, tolgono (PURE) la patente quindi motivo in più per veder riconosciuto almeno il diritto allo studio. Saprai sicuramente che l’epilessia è più generalizzata di quanto si abbia notizia “statistica” perchè, chi ce l’ha, la nasconde per non incappare in tutte quelle restrizioni imposte dalla legge in materia. Non puoi nemmeno andare in piscina senza una persona accreditata accanto anche se, è stato statisticamente provato che, in acqua, è rarissimo avere attacchi epilettici. La morale è sempre quella…soffri e stai zitto.Non mi dilungo su altre malattie ma veramente, se puoi, cerchi di nasconderle perchè ti rovini la vita, il lavoro, tempo libero etc. Bravo Luca hai fornito un’ottimo spunto di riflessione.

  5. … :X… se non ci sono, così pare, i soldi per i normodotati, ce ne potranno mai essere per chi è svantaggiato?

    Sono stata otto anni in un centro di riabilitazione motoria proprio sulle colline della città di Renzi e solo gli ultimi due furono finanziati dallo stato. I miei in quei sei anni ci rimisero un patrimonio: lavoravano tutti e quattro (genitori e nonni paterni) per tenermi lì. Ricordo che un paio di anni le suore ci trattarono particolarmente bene… poi ho scoperto che era stata con noi una bambina di una famiglia facoltosa.
    Quando si dà più valore alle ricchezze materiali e non al valore delle persone, disabili e non, ci si merita una società così…!
    … per cambiare le azioni, bisogna cambiare pensieri !!!
    Ne basterebbe solo UNO… La Regola Aurea.
    Finché non verrà messa in pratica, il mondo, disabili inclusi, sono costretti ad arrangiarsi ed a sperare che non vengano tolte loro quelle bricioline di pensione sociale ed indennità di accompagnamento… ma tremo, visto l’appetito insaziabile dei “nostri servitori”.

  6. Buonasera.
    @ Graziella Roggiolani.
    Chi ha detto che non ci sono i soldi ? i soldi ci sono e anche tanti. Il vero problema è che, vengono, la
    maggior parte delle volte, usati male e la prova più ecclatante è il mantenimento dei falsi invalidi. Solo
    con quelli, si darebbe la possibilità al vero disabile, di vivere meglio. E questa è solo una goccia in un
    oceano, tutti gli altri sprechi, non riuscirei nemmeno ad elencarli. Lei parla di Regola Aurea. Questa
    regola, andrebbe bene in un Paese civile e sono sicuro che, venga applicata dalla maggior parte di
    Paesi che, fanno della dignità, una regola di vita. In Italia, la dignità, non l’abbiamo mai avuta e dal
    dopoguerra a oggi, esiste un concetto di base, radicato come una metastasi. Chi ruba è furbo, l’onesto
    è e sarà sempre, considerato uno stupido. E chi meglio dei nostri politici, ce lo ha insegnato ? vorrei
    tornare agli anni della Dc e a quello che ha combinato. Favori in cambio di voti e il bello è che, la cosa
    è tutt’ora di grandissima attualità. Non è cambiato nulla e nulla cambierà. Altro che Regola Aurea, ci
    vuole qualcosa di più incisivo e definitivo. Tutto il resto sono cavolate e mi
    consenta cara Graziella, le azioni non si cambiano con i pensieri ma si cambiano con azioni incisive.
    I pensieri sono un esclusiva dei sognatori. E questo meraviglioso Paese, non ha bisogno di sognatori,
    ma di fatti concreti. W l’Italia. Buona domenica a tutti.
    Cordialmente.

  7. @ Marco
    … è un discorso già fatto proprio come i tuoi e i lettori del blog penseranno che siamo monotoni ma non ti do ragione perché, dalle mie parti, si da ai matti. Evidentemente, siccome mi dai sempre torto io non lo sono per te e viceversa. Appurato la nostra reciproca sanità mentale, permettimi di fare una breve analisi di alcune potenze che si sono susseguite nei millenni. Fanno parte del contesto storico che si impara fin dalle elementari.

    L’Egitto: ascesa – stallo – decadenza (Corruzione, intrighi, ecc, popoli oppressi che si sono ribellati) – è cambiato il mondo? No.
    L’Assiria: ascesa – stallo – decadenza (Corruzione, intrighi, ecc, popoli oppressi che si sono ribellati) – è cambiato il mondo? No.
    Babilonia: ascesa – stallo – decadenza (Corruzione, intrighi, ecc, popoli oppressi che si sono ribellati) – è cambiato il mondo? No.
    La Media-Persia: ascesa – stallo – decadenza (Corruzione, intrighi, ecc, popoli oppressi che si sono ribellati) – è cambiato il mondo? No.
    La Grecia: ascesa – stallo – decadenza (Corruzione, intrighi, ecc, popoli oppressi che si sono ribellati) – è cambiato il mondo? No.
    Roma: ascesa – stallo – decadenza (Corruzione, intrighi, ecc, popoli oppressi che si sono ribellati) – è cambiato il mondo? No.
    GB-USA – UE – URSS – Russia: ascesa – stallo – decadenza (Corruzione, intrighi, ecc, popoli oppressi che si sono ribellati e che lo stanno ancora facendo) – è cambiato il mondo? No.

    Certo, ognuno di questi popoli ha lasciato il suo passaggio e la sua eredità al successivo. Esternamente siamo andati avanti: si va negli abissi e sulla luna, si clonano esseri viventi e si imbriglia l’atomo, viviamo in un villaggio globale e si mandano sonde oltre il sistema solare… ma i MOTIVI, i BISOGNI, le ASPIRAZIONI, i SENTIMENTI… SEMPRE QUELLI SONO!!!
    … quindi dovremmo aver capito che se vogliamo dare una svolta, BISOGNA CAMBIARE!

    … A proposito di sognatori, diresti che Leonardo da Vinci lo era? Forse per quelli della sua epoca…
    Sono proprio i sogni che hanno portato l’umanità un passettino più avanti… e con tutte le brutture che ci sono, vuoi togliere anche quelli?

    Anche i disabili hanno un sogno…

  8. Buongiorno.
    @ Graziella Roggiolani.
    Purtroppo io e lei, siamo destinati a viaggiare su due binari diversi e questo lo trovo un fatto positivo.
    Se tutti la pensassimo in egual maniera, non esisterebbe nemmeno questo blog e non ci potrebbero
    essere scambi di vedute. Lei parla di cambiamento del mondo ma, nel mio commento, non ho in nessun modo, menzionato tale cambiamento. Solo un pazzo, penserebbe di cambiare il mondo. Nella
    storia passata, ci sono stati personaggi che, hanno provato a farlo ma, hanno miserabilmente fallito.
    Quello che voglio cambiare io personalmente e penso la maggior parte degli Italiani (quelli veri) è il
    sistema politico e burocratico che, attanaglia sempre più il nostro Paese. Dare una svolta a un sistema
    corrotto e parassita non è certo impossibile e il vero cambiamento può solo venire con l’azione, non
    certamente seduti d’avanti alla tv. La maggior parte degli Italiani, si lamenta dell’andamento di questa
    Italia ma, attenzione bene, al momento delle elezioni, tutti in fila a votare come pecoroni. I nostri
    politici, fanno bene a prenderci per il c… e aggiungerei una cosa, ogni paese, ha la politica che si merita. Se non siamo capaci di mandarli a casa è giusto che loro, si comportino così. Con i sogni, cara
    Graziella, non si va da nessuna parte. E’ tutta la vita che, sogno di avere un incontro galante con
    Monica Bellucci ma, aimè non riesco a combinare l’appuntamento. E’ meraviglioso sognare, ed è forse
    l’unica cosa che ci è rimasta e nessuno potrà mai manipolare. Ma per cambiare le cose, solo una cosa
    è indispensabile e questa si chiama Azione. Ad ogni azione, ne corrisponde una uguale o migliore.
    Buona Pasqua a tutti.
    Cordialmente.

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