La gardenia di AISM prezzo lievitato: uno schiaffo alla crisi?

Como piazza Duomo banchetto dell'Aism con la vendita di gardenieLo scorso weekend l’invito di Aism: 8 e 9 marzo DON(N)A; per la festa della donna, dona la gardenia di Aism e finanzia la ricerca scientifica. Questa è stata l’iniziativa di Aism in oltre 3.000 piazze italiane; nel pieno rispetto della tradizione al centro di tutto un aiuto economico per finanziare la ricerca scientifica con i suoi progetti per una malattia specifica: la sclerosi multipla.

Appelli come questo ormai fanno parte della quotidianità di tutti noi; sono ormai tante le malattie ancora scoperte da cure certe. Certo un messaggio che oggi, più che mai, ha un certo peso perchè potrebbe essere davvero difficile farlo arrivare. Ora la crisi è all’apice dei suoi effetti negativi sulle famiglie italiane e purtroppo, triste dirlo, è necessario fare davvero i conti in tasca alle persone. Ora è il momento della gardenia e allora ho preso lei come spunto per la mia riflessione, ma sicuramente è un discorso più generale, rivolto anche alle altre numerose iniziative delle diverse associazioni, che ci verrano presentate (le uova di cioccolato, le arance, le mele, le stelle di natale, le orchidee…).

Io non sono una volontaria, ma una comune malata affetta da sclerosi multipla che “spera” di aiutare la ricerca. Posso ancora farlo, economicamente, anche se sicuramente faccio qualche rinuncia in virtù di questo. Però, la cosa che mi ha colpito subito è che nella tradizionale iniziativa c’era una nota stonata: il prezzo in salita, 15 euro, quindi 2 euro in più dell’anno scorso. Sinceramente non me lo aspettavo, pensavo se mai che si scegliesse di puntare al ribasso, viste le difficoltà economiche che attanagliano gli italiani. Può sembrare poca cosa, ma anche 2 euro vi assicuro che fanno la differenza su un bilancio familiare.Nella mia città ho visto nei volti delle persone una perplessità diffusa, tra chi scrutava il tavolo con le gardenie per capirne l’importo di offerta minima e chi chiedeva il prezzo rimanendo poi deluso, dal non poter dare il proprio contributo.

Sinceramente ridurre il prezzo pensavo che potesse essere anche un modo per non discriminare; così anche chi non benestante ma desideroso di dare un aiuto potesse farlo, ricevendo in cambio un fiore come “grazie”.

La cosa che più mi ha fatto piacere è stato vedere che il mio malumore è diffuso anche in rete; quindi una riflessione importante e soprattutto non in solitudine. In rete tante le Aism che segnalano di avere molte gardenie invendute e questo rispecchia il nostro paese. Un paese che già è diventato molto diffidente, date le diffuse speculazioni e truffe sulla pelle degli italiani e dei malati si ritrova anche a confrontarsi con i portafogli semi vuoti, che fanno vivere appesi a un filo. Attenzione non intendo assolutamente dire che Aism abbia atteggiamenti poco chiari in merito alle campagne raccolta fondi, ma credo che andrebbe almeno rivisto il contributo che viene richiesto ai tanti donatori, ancora presenti nel nostro Paese.

Dato che il tutto mi è sembrata una mossa azzardata, vorrei chiedere ad Aism, al suo Presidente nazionale, cosa lì ha spinti a questa scelta. E poi mi piacerebbe scoprire che le associazioni, in generale, non ragionano come una azienda, anche se data l’imponenza ormai raggiunta da certe Onlus, questo sembra scontato. Infatti le aziende pensano principalmente in termini di profitti, quindi il ragionamento tipo potrebbe essere che a causa della crisi si prospetta di vendere meno e allora meglio dare una aggiustatina al prezzo; è necessario rientrare di un certo costo per mantenere invariato l’incasso effettuato negli anni, con una prospettiva pari o meglio superiore, all’anno precedente. Forse è la forza dell’abitudine ma mi sembra già di sentire o leggere la spiegazione di tutto questo: l’aumento delle tariffe dei trasporti (carburanti, autostrada, …)  già basterebbe a giustificarne l’aumento. Spero tanto di sbagliarmi.

Ovviamente è solo una mia modesta opinione, ma questo non preclude che si possa comunque confrontarsi e riflettere. Mi sono chiesta se sia giusto che la crisi debba annientare anche la solidarietà. Io e il mio blog siamo a disposizione.

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12 risposte a “La gardenia di AISM prezzo lievitato: uno schiaffo alla crisi?

  1. Buongiorno.
    Non esiste festa peggiore di quella della donna e del papà. Ricorrenze ipocrite per persone ipocrite. E
    sinceramente metterei la gardenia di AISM, non sul piano dell’ipocrisia ma, solo un colossale buisness.
    Ai fondi raccolti, viene fatta una scrematura e una parte, viene divisa dagli addetti ai lavori e tra gli stessi organizzatori. Nessuno fa più niente, se non ha un proprio tornaconto, soprattutto in questi
    momenti di crisi economica, la gente prima di mettere le mani nel portafoglio, ci pensa dieci volte e
    all’undicesima, abbassa lo sguardo e se ne va. La ricerca sul cancro e tutti i miliardi donati via sms e
    pubblicizzati dalle maggiori reti televisive, una vera e propria ruberia. Presentatori, pagati fior di soldi
    e ospedali che si intascano le mazzette. Spesso mi chiedo, ma la gente dove vive ? è impossibile vedere solamente la punta del proprio naso e non vedere le porcherie che mettono in atto, nei nostri
    confronti. Se analizziamo gli ultimi quindici anni e riflettessimo su quante associazioni benefiche, sono
    nate e oserei dire quintuplicate, ci renderemmo conto che, i conti non tornano. Queste associazioni, sono come le slot piazzate nei bar, mangiasoldi. Quello che rimane alla fine della mungitura e che arriva nelle tasche di chi ne ha realmente bisogno è forse il 10 % e tutto il resto, nelle tasche di chi,
    deve sostenere un sacco di spese e queste devono essere onorate, altrimenti l’associazione chiude.
    Risposta di normale interpretazione ma, messa in atto da furbetti del quartiere che, agiscono nel
    peggiore dei modi e in malafede. Abbiamo anche trovato gente dello spettacolo che speculava sui bimbi in Africa e con la scusa di scrivere dei libri per la loro causa, chiedeva soldi a tutti. Ricevuti i solldi, si affrettava ad acquistare auto di lusso e serate con escort . Un certo Edoardo Costa. Sono
    certo che qualcuno di voi, se lo ricorda e aimè, non è l’unico. Un caro saluto.
    Cordialmente.

  2. Vuol dire che si faranno meno offerte perché non tutti se lo possono permettere, parlando di disoccupati o pensionati.

  3. @ Lena : condivido in pieno ma mi chiedo, zio bonino, xkè uno tipo Jerry Scotti chiede di rinunciare alla sua indennità e non gli viene concesso mentre gli altri politici, ai quali 2 € non fanno la differenza, non contribuiscono ad iniziative di questa portata? Dai, son dei cani! 15 € sono le ns. vecchie 30.000 lire…pizza x i figli una volta al mese od offerta senza certezze, non deducibile? Almeno detraibile…no, neanche. Discutiamo sull’Italicum, lasciamo andare il dissesto geologico x la sua strada (così poi spendiamo soldi pubblici per misere pezze), chiudiamo le Aziende inquinanti (anzichè riconvertirle), diamo la pensione a Cicciolina (importo pari a 10 pensioni d’invalidità Invalidità civile: da INPS gli importi 2014 – Associazione Italiana … vedi http://www.aism.it › Home › Diritti‎
    23/gen/2014 – Anche quest’anno l’Istituto previdenziale ha emanato la circolare per adeguare gli importi delle pensioni ed i limiti di reddito dell’invalidità.”Cicciolina in pensione come ex parlamentare: tremila euro al mese. Corriere della Sera:Non si sente una privilegiata: «Ho lavorato duro, il mio non è stato il bunga bunga di un giorno, ma una campagna elettorale intelligente e faticosa»). 2 € politici, 2 € del vs misero stipendio o pensione maturata con una legislatura e non 40 anni di lavoro purchè tu sia vecchio cm mio nonno! ke li spendano in medicine (per la dissenteria)!

  4. Almeno questa volta concordo con Marco e Mario 2…
    Se non ricordo male tempo fa ti avevo esposto il mio pensiero al riguardo: Se voglio fare del bene al mio prossimo… lo faccio personalmente: Le associazioni a cui devolgo qualcosa si contano sui primi due diti della mano destra.
    Ieri sono andata a fare un controllo all’ospedale e ho visto alcuni mezzi di trasporto con dediche ai donatori e l’ho trovato di pessimo gusto. Mi sono venute in mente le parole “Non sappia la mano destra quello che fa la sinistra”.

  5. salve lena.tutto quello che vorrei dire.si parla tanto di beneficenza vorrei sapere tutti i miliardi di euro che vengono sequestrati e gli imbrogli dei medicinali che li triplano i prezzi.per non parlare dei politici che quando vanno in tv sembrano tutti padre di famiglia e beneficiari,io o il 75 di invalidità con tre figli dissoccupati e io vivo con 275 euro al mese.questa si chiama italia.e in più dovremmo fare pure beneficenze popolo svegliatevi che dormiamo ancora grazie alla dx e la sx se stiamo in queste situazione.saluti lena……..

  6. Concordo col dire che la beneficienza è un altra cosa,quindi continuate ad aumentare i prezzi che tanto la gente ha sempre gli stessi soldi da 10 anni.Vedete burocrati dei miei stivali che la gente non è poi così idiota da non capire questo?,ma poi le gardenie o altro che vengono invendute che fine fanno?……………………………le buttate?…………………….ma bravi!………………………è già……………………..tanto è per beneficienza poi!…………………………sìì la vostra!.Aggiungo poi che così facendo offendete doppiamente le persone a cui dovreste farla la beneficienza!.

  7. Non mi spaventa l’aumento di prezzo;ma mi son sempre chiesto che fine faranno tutti quei soldi?
    Chi controlla tutte queste beneficenze poi vanno sempre a buon fine?

    Linzanico

  8. E’ una tempesta continua di richieste soldi. L’unica forma di assistenza o carità e’ quella diretta. Con formule diverse si assiste gli organizzatori che quando sono onesti, dopo i loro lauti compensi, se rimane una minima parte del ricavato va alla beneficenza, spesso in materiali acquistati da amici o parenti organizzati alla bisogna. E’ l’ultimo genere di lavoro inventato da laici.

  9. La solidarietà non ha prezzo, la cosa rilevante ed importante è il fatto che i soldi donati con generosità dalle persone per aiutare la ricerca, siano destinate effettivamente a quest’ultima. Se con 15 euro si possa realmente aiutare qualcuno a smettere di soffrire per una qualsiasi malattia, penso che il cuore di molte persone non le negherà certamente. Sul dolore non c’è crisi che tenga, le persone fanno quello che possono e molti anche di più, specialmente in termini di solidarietà. Il problema è che sulla strada ci sono approfittatori

  10. Ogni giorno sentiamo gli accorati o meno inviti a donare tramite SMS 2 Euro a favore di questa o quell’altra organizzazione. Io mi chiedo: 1) – quanto ci guadagnano le compagnie telefoniche; 2) Tutti questi euro donati in questo modo non hanno la possibilità di poter essere detratti dai redditi (ma sono solo 2 euro? si ma moltiplichiamolo per le continue sollecitazioni e vediamo il totale): 3) per “ringraziare” il contributo volontario viene “donato” un grazie tangibile: gardenia, uovo pasquale, pupazzetto, azalea etc riducendo così in modo tangibile il contributo effettuato dal donatore. Allora per poter effettivamente incentivare e ringraziare in modo più efficace, si dia la possibilità di effettuare bonifici (senza commissioni) su conti BANCARI e certificati e di poter detrarre tali donazioni con una aliquota maggiore sul mod 730. Tutte le organizzazione dovranno poi rendicontare le entrate e giustificare le uscite in modo corretto. In tal modo sarà più piacevole, sicuro e gratificante donare.

  11. Gran parte dei soldi raccolti è probabile che si perda ed è risaputo. Bisogna però riconoscere, che con questi fondi, l’AISM finanzia progetti di ricerca ed altro ancora.

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