LA FABBRICA DEL SORRISO: una possibilità concreta per i bambini sordociechi

LA FABBRICA DEL SORRISO – edizione 2014 per scoprire come potreste essere di concreto aiuto.

Mi sono interrogata molto se servano davvero tante parole per far conoscere questa iniziativa per il sociale. Ho imparato, nel mio vissuto, che la solidarietà non ha bisogno che gli venga sempre tesa la mano con tanta formalità; è più semplice di quanto si pensi ed è questo il suo bello.

In questo preciso caso vi chiedo di fare scorrere le foto, perchè parlano davvero da sole e sono loro a fare la differenza, lasciando le persone libere di immaginare ciò che di meglio vorrebbero per i protagonisti di queste immagini.

Come più volte ho detto, mi trovate d’accordo nel dire che oggi le persone ci vanno con i piedi di piombo prima di rendersi partecipi della solidarietà; la crisi, la diffidenza non sono elementi da poco. La cosa migliore sarebbe andare a vedere con i propri i occhi questi bambini per rendersi conto di quanto possono dare, se messi nelle giuste condizioni. Lo sappiamo che spetterebbe allo Stato fare questo, purtroppo ancora non è così, ma vi assicuro che in tanti ci stiamo battendo per migliorare le cose, almeno per arrivare ad una buona collaborazione tra pubblico e privato.

Non vi ho un po’ incuriositi? Comincio da qualche informazione sulla protagonista della Fabbrica del Sorriso: la Lega del Filo d’Oro. Un Ente Morale riconosciuto come ONLUS che ha per scopo l’assistenza, educazione, riabilitazione, recupero e reinserimento delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. In quasi 50 anni d’impegno è diventata il più importante punto di riferimento in Italia per il trattamento di queste disabilità. La sede principale è a Osimo (AN) dove si svolgono le attività di diagnosi e di riabilitazione e dove trovano ospitalità bambini, giovani e adulti provenienti da tutte le regioni italiane. Uno staff di specialisti, psicologi e operatori educativo-riabilitativi, insieme ad altre figure professionali, opera in stretto contatto valutando quotidianamente, per ogni singolo ospite, le terapie ed i livelli di recupero raggiunti. Continua a leggere

Caro Moretti, Nicola studente disabile fa 125 reclami alle Fs; ci pensa Lei?

morettiQuesta storia di vita difficile apparsa su Repubblica, all’insegna di diritti negati, non poteva arrivare in un momento più azzeccato.

Nicola ha quasi 21 anni, è uno studente universitario ed è disabile. E’ un pendolare che ogni mattina parte da Sarzana, in provincia di La Spezia, per raggiungere l’Università di Pisa. In 18 mesi da pendolare Nicola ha inviato alla Sala Blu di Rfi 125 reclami: quasi 10 al mese escludendo quelli estivi. In molti casi ha ricevuto risposta, però io credo che non compensino assolutamente i disservizi subiti, treni non adeguatamente preparati, ritardi e risposte scortesi. E’ lo stesso Nicola ha dichiarare che:“Ci sono comportamenti incivili, irrispettosi e discriminatori che non riesco più a tollerare”.

Queste forti parole non le pronuncia tanto per, ma derivano da molteplici realtà vissute personalmente. Caro Moretti gliene espongo qualcuna, anche se credo che tutte siano agli atti, dati i reclami ufficialmente presentati alle Fs. Continua a leggere

La gardenia di AISM prezzo lievitato: uno schiaffo alla crisi?

Como piazza Duomo banchetto dell'Aism con la vendita di gardenieLo scorso weekend l’invito di Aism: 8 e 9 marzo DON(N)A; per la festa della donna, dona la gardenia di Aism e finanzia la ricerca scientifica. Questa è stata l’iniziativa di Aism in oltre 3.000 piazze italiane; nel pieno rispetto della tradizione al centro di tutto un aiuto economico per finanziare la ricerca scientifica con i suoi progetti per una malattia specifica: la sclerosi multipla.

Appelli come questo ormai fanno parte della quotidianità di tutti noi; sono ormai tante le malattie ancora scoperte da cure certe. Certo un messaggio che oggi, più che mai, ha un certo peso perchè potrebbe essere davvero difficile farlo arrivare. Ora la crisi è all’apice dei suoi effetti negativi sulle famiglie italiane e purtroppo, triste dirlo, è necessario fare davvero i conti in tasca alle persone. Ora è il momento della gardenia e allora ho preso lei come spunto per la mia riflessione, ma sicuramente è un discorso più generale, rivolto anche alle altre numerose iniziative delle diverse associazioni, che ci verrano presentate (le uova di cioccolato, le arance, le mele, le stelle di natale, le orchidee…).

Io non sono una volontaria, ma una comune malata affetta da sclerosi multipla che “spera” di aiutare la ricerca. Posso ancora farlo, economicamente, anche se sicuramente faccio qualche rinuncia in virtù di questo. Però, la cosa che mi ha colpito subito è che nella tradizionale iniziativa c’era una nota stonata: il prezzo in salita, 15 euro, quindi 2 euro in più dell’anno scorso. Sinceramente non me lo aspettavo, pensavo se mai che si scegliesse di puntare al ribasso, viste le difficoltà economiche che attanagliano gli italiani. Può sembrare poca cosa, ma anche 2 euro vi assicuro che fanno la differenza su un bilancio familiare. Continua a leggere

Cari politici ghiottoni, menù del giorno: vite di chi non può contare sullo Stato. Buon appetito!

in ospedaleQuesto articolo è rivolto in primis a due categorie di persone: quelle che guardano con disprezzo la disabilità o non vi pongono neanche una volta lo sguardo e tutti quei politici che non comprendono cosa significa vivere in apnea. I primi sono convinti che la disabilità a loro non tocca ora e mai potrà colpire in futuro; i secondi non si sono ancora accorti che la disabilità non vive neanche più a galla, perchè siamo pronti ad annegare da un momento all’altro. E questo modo di riflettere e pensare Vi assicuro che è un grande errore.

Dopo le ultime notizie sui comportamenti poco limpidi da parte di alcuni nostri nuovi politici, mi pongo una domanda:”Se 500 euro sono considerate una cifra ridicola per presentare le proprie dimissioni allora, evidentemente, cari signori dovreste ammettere che sono poche anche per tutte le persone che ci campano ogni mese, dai disabili, ai pensionati, a quelli in cassa integrazione e molti altri oppure tante se si tratta di tasse come imu, mini imu, tares, tarsu o come le chiamerete, visto che Vi divertite a giocare con i nomi.

Questi sono i principali motivi che mi spingono a scrivere questo articolo.

Voglio presentarVi una persona la cui storia l’ho conosciuta tramite il mio blog, attraverso un commento ad un mio articolo. Ho pensato che la Sua storia di vita non doveva restare tra pochi, ma che poteva essere condivisa tra tanti. La persona si chiama Fabrizio Ronchese e dopo averlo contattato ha accettato di far conoscere la sua vita o meglio come è cambiata negli anni. Continua a leggere

A Chiara: perdonaci se puoi; la nostra indifferenza ti ha negato la vita!

chiaraLa notizia è rimbalzata su ogni Tg o giornale, sul web con un tam tam impressionante: Chiara, 36 anni, viveva da 8 anni nel degrado e nell’abbandono totale di una casa in uno stabile del quartiere Vomero di Napoli; la cosiddetta Napoli bene.

Ed io come prima cosa ho provato imbarazzo per avere permesso, come facente parte di questa società, che succedesse tutto questo. Colpe e responsabilità ce ne sono tante e qualcuno dovrà pagare; vorrei che mi promettessero che succederà davvero.

Difficile trovare le parole, soprattutto dopo quelle immagini di Chiara, di quella “casa lager. Ho visto l’intervista a uno dei poliziotti tra i primi a soccorrere Chiara e dalle Sue parole non si può non vedere lo sgomento, l’incredulità, l’angoscia e soprattutto l’inspiegabilità. Dice che da quel giorno fa fatica a dormire per quelle immagini di vita reale che ha visto scorrere davanti a lui; una diretta, a cui mai nessuno vorrebbe partecipare. Il lavoro di questo poliziotto è anche questo: salvare chi ha bisogno di aiuto, perchè annientato da qualcuno o da qualcosa.

Non so se nell’immediato può rendersene conto, ma sono sicura che Chiara sarà sempre grata a quei soccorritori, che l’hanno resa una donna libera da un incubo. Nelle mie orecchie risuonano ancora le parole di chi, entrato in quello orrore, la chiamava per nome e le diceva:“Ti abbiamo salvata”. Salva da un triste epilogo, morte sicura, nella solitudine totale. Continua a leggere