La grande bellezza: un bel bimbo down nella famiglia del Mulino Bianco?

Questo titolo mi è sembrato subito ok dopo avere ascoltato la proposta fatta da Luciana Littizzetto, durante il Festival ieri sera parlando, nel suo monologo, della grande bellezza.

Sinceramente pensate che sarebbe una famiglia lontana dalla realtà? Vi assicuro di no, sarebbe davvero veritiera e per questo molto bella. Io direi che sarebbe una famiglia perfetta.

Disabilità al Festival di Sanremo? Non pensavo proprio fosse possibile. Qualcuno dirà: “un azzardo”. Non credo proprio. Il nostro Paese è arrivato al giro di boa e da qui si può solo svoltare, se non si vuole perdersi per sempre.

Un ringraziamento a Luciana Littizzetto perchè è riuscita a parlare di noi disabili con onestà e fierezza. Ha centrato il punto, senza se e senza ma. Interessanti le persone che ha voluto citare in rappresentanza della grande bellezza:  Zanardi che rappresenta al meglio lo sport,  Jillian testimonial Diesel in sedia a rotelle,  Cerrie Burnell presentatrice inglese di un programma per bambini ma che scaturisce polemiche perchè senza un braccio e infine Lucia Annibali l’avvocato sfiguarata con l’acido. Brava Luciana a dimostrare che si tratta di persone che, come tutti, valgono per le loro personali peculiarità.In una realtà, televisione compresa, dove si pensa che siamo solo tempo perso, che ascoltarci o farci parlare è inutile, che siamo poveri di pensieri senza nulla di “intelligente” e “interessante da dire”. Noi considerati noiosi perchè semplicemente malati e con un unico argomento di cui siamo competenti: la malattia.

Tutto questo lo sento, lo vedo, lo respiro ogni giorno e Vi assicuro che anche noi possiamo avere qualcosa da dire e vorremmo poterlo fare, ognuno a modo proprio. Non potete contestarci il come, perchè ognuno lo fa con le proprie capacità, inventiva e personalità.

Concordo in toto con quello che Luciana ha cercato di far capire a tutti. Molte volte sento dire che la diversità è negli occhi di chi guarda e Vi assicuro che è così. Ciascuno è bello a modo suo, con una miriade di sfumature, per questo è speciale perchè non ci deve essere uno schema, uno stereotipo, altrimenti torniamo davvero al concetto nazista, dove si puntava sulla uguaglianza e perfezione assoluta. Non fa per noi essere come dei soldatini tutti uguali, che si muovono all’unisono; tutto questo porta ad un sistema totalitario, dove davvero i primi ad essere scartati saremmo noi disabili.

Ma poi, su che basi saremmo noi i diversi? Io, nonostante mi sforzi, non l’ho ancora capito. Se guardiamo davvero con gli occhi ci accorgiamo che è la società o meglio le persone che la compongono a essere diversa… Perchè noi non siamo rappresentati? Luciana ha detto bene:“diritto di vedersi rappresentati”. Bello il suggerimento per Ferrero e Barilla. Mi piacerebbe davvero vedere la famiglia comune, più che quella perfetta in senso lato, nella casa del Mulino Bianco, magari a fare merenda con la Nutella.

Basterebbe solo osare e poi tutto verrebbe da sè; ci si abituerebbe come a qualsiasi altra cosa e non ci si farebbe più caso. Si potrebbe tentare di partire da chi usa l’immagine per farne il punto cardine. Non è necessario cambiare totalmente ciò che si è abituati a mostrare e a vedere, basterebbe dare qualche sfumatura. Basta con il bianco o il nero abbiamo bisogno di colori, per sfumare delicatamente ciò che i nostri occhi sono ormai da troppo tempo abituati a vedere.

Un applauso speciale va a Dergin Tokmak classe 1973, ballerino e acrobata tedesco, famoso per le sue performance con le stampelle, che è salito sul palco dell’Ariston. Lui è l’esempio che si può credere nella diversità e che lui stesso e gli altri ci ricordano che è la grande bellezza La sua storia? Affetto da poliomelite dall’età di un anno, ha perso il controllo della sinistra e in parte sulla gamba destra. Nonostante un lungo periodo passato in ospedale, nessuna cura è riuscita a restituirgli il controllo della gamba. Ha imparato a camminare sulle mani. A 12 anni a ballare con le stampelle dando vita a un proprio genere di danza. Poi, la passione per la break dance e l’avvicinarsi alla scena hip hop tedesca. Dal 2004 è l’unico artista tedesco del Cirque du Soleil.

 

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10 risposte a “La grande bellezza: un bel bimbo down nella famiglia del Mulino Bianco?

  1. Buonasera.
    Ancora una volta, scusa cara Lena. Sono anni che non guardo il Festival di Sanremo e non sopporto
    l’ipocrisia. La Litizzetto e Fazio sono due personaggi che, criticano i poteri forti e il sistema politico,
    ma allo stesso tempo, ricevono fior di milioni, dallo stesso sistema. Lo stesso che, dimentica i disabili
    e nell’indifferenza più becera, trae vantaggio nel farli vedere in televisione, con il solo scopo di fare
    aumentare l’odiens. Preferisco vedere il disabile, nella vita di tutti i giorni e dialogare con lui, per la
    semplice ragione che, la realtà o meglio la quotidianità, accende gli animi e rende le persone, molto
    più partecipi. Vedere un disabile, usato per interessi solo ed esclusivamente a favore della televisione di Stato, mi deprime sotto tutti i punti di vista. Quante volte all’anno, la Rai, affronta i problemi dei
    disabili ? vogliamo contarli ? Un abbraccio.
    Cordialmente.

  2. Scusa lena ma io credo che sia i mologhi e la signora litizzetto siano fuori luogo e di poco significato e solo il suo portafoglio ne vede i benefici…………………..comunque la mia è solo un opinione ma il tempo di sanremo sia finito.Ha parlato solo di disabili per vedere se l’audience aumenti e visto che cala di giorno in giorno debbono cercare un escamotage per uscire dal imbarazzo,sinceramente mi sento offeso perché sembra che serviamo solo come riserve! e visto chìì ne parla si becca danaro pubblico e da lì altra offesa!.

  3. Ciao a tutti! Secondo me i disabili non dovrebbero essere usati per l’audience ……semplicemente perché dovrebbe essere “normale” vedere anche un disabile in tv e nella pubblicità. L’anomalia e’ rappresentata dal fatto che difficilmente si vedono in tv persone diversamente abili o meglio persone speciali e solo in pochi casi….
    I nomi che hai fatto tu Lena, sono nomi ‘eccellenti’ ma molte persone diversamente abili sono eroi della loro quotidianità….
    Un bacio a tutti!

  4. “…la diversità è negli occhi di chi guarda…”E’ proprio così ma poi,se si ragiona,ci si accorge che non c’è.Anch’io mi rifiuto di guardare Sanremo ma mi rallegro se i signori che lo hanno condotto hanno fatto qualcosa di buono,oltre i loro interessi.Almeno parte dei soldi che regaliamo loro sono serviti a qualcosa.

  5. Perché non chiedere a chi un bambino down ce l’ ha in casa, perché non chidergli se si rende conto di quanta bellezza c’è nella sua situazione!!!
    Ma, per favore, trovo che sia cinico e scandaloso usare certe disgrazie per fare audience.
    Quei genitori che amano quel figlio down quanto e più degli altri sanno bene che la vita di quel figlio non sarà mai come essi avrebbero voluto che fosse la vita di un figlio.
    Facile quando si parla delle disgrazie altrui fare tante sciocche chiacchere.

  6. Sono d’accordo con Lei Sig.ra Lena. Per far diventare normale, ciò che noi pensiamo anormale, è farci vedere anche altre realtà. Un po’ come i gay, qualche anno fa era una vergogna adesso è quasi una normalità.
    Una volta diventata normalità, non sarà più cinico e ne scandaloso vedere un bimbo down che fa la pubblicità per la nutella.
    N:B: per me è più scandaloso che si sia pensato, è proprio scandaloso.

  7. Anch’io non ho visto il Festival.Da non edotto mi limito a dire che il fulcro del discorso è l’integrazione. Un bimbo Down da solo suona audience e cinismo. Un bimbo-a Down, giustamente integrato con quelli che, triste dirlo, sono considerati normali, sarebbe una cosa bella e reale anche perchè sono più spontanei ed onesti nel manifestare emozioni, sentimenti e gusti. Certo che mi pare anacronistico, come dice Marco, parlarne solo in certi momenti e non sempre..è strumentalizzare le situazioni..tipo festa della donna, la quale, andrebbe rispettata, in ogni parte del mondo, in ogni a momento al pari di qualsiasi essere umano e non usata, per esempio, per vendere mimose.
    Ciao a tutti.

  8. Buonasera.
    @ Elena.
    Non ho criticato il fatto che, i disabili non devano comparire in televisione. La mia era una visione di
    come la televisione di Stato, abbia usato delle persone meno fortunate di me, per fare odiens. Ben
    venga il disabile in tv è una persona con uguali diritti ma, non deve essere usato a scopo di lucro.
    E questa cosa, la Rai non l’ha ancora capita, mi correggo, fa finta di non capire e depredandoci di
    un canone non dovuto, ci impone scelte molto discutibili e totalitarie. Stalinismo allo stato puro.
    Come mai la tassa sulla tv di Stato è passata nelle mani dell’Agenzia delle Entrate ? la dirigenza
    della Rai, ha paura di perdere i soldi del contribuente ? Cara Elena, controlli quanti programmi della
    Rai, parlano dei problemi dei disabili, durante l’anno e faccia un piccolo ragionamento, come mai
    l’attenzione per il disabile, solo a Sanremo ? mi permetto di fare un appunto sui gay, la loro è una
    scelta di vita, la disabilità non lo è. Se passo con mio figlio di otto anni in un parco pubblico e vedo
    due ragazzi, mettersi la lingua in bocca, mi perdoni, personalmente non trovo niente di normale. Cosa
    spiego a mio figlio ? che è normale che due uomini facciano quelle cose ? non lo farò mai. Contro
    natura, non ci andrò mai. E avrebbero la pretesa di adottare anche dei figli. Mi chiedo dove finirà,
    questo mondo di m….
    Cordialmente.

  9. Buongiorno.
    Purtroppo, questo Paese è il ritratto di un fallimento intellettuale e culturale. E l’ipocrisia è la parola
    che, meglio riassume la vera entità del Paese stesso. Festeggiamo il papà, la mamma, il disabile, la
    zia, la suocera, ecc. con rituali borghesi e di una desolazione infinita. In contemporanea, stupriamo
    le donne e le massacriamo, uccidiamo i figli e dei disabili non ce ne frega un c…. Ma la cosa che più
    offende è vedere all’interno di un teatro, dei c. che applaudono, un disabile. E chi ha visto lo
    spettacolo in tv, mi ha riferito che alcune persone, ridevano a crepapelle. Vorrei ricordare a questi
    imbecilli che, i disabili che voi avete applaudito, non erano scimmiette ammaestrate, erano persone
    in carne ed ossa, come voi. E di questo esempio di inciviltà, voglio ringraziare con un encomio, l’intero staff del Festival. I veri disabili, siete voi.
    Cordialmente.

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